Spento un blog se ne accende un altro

postato il 1.ott.2012 alle 12:39 pm| da chiccotesta

Quando nel 2009 decisi di aprire questo blog sullo strascico delle reazioni alla prima edizione del libro “Tornare al nucleare?” mai avrei previsto che, nell’arco di un triennio, l’avventura del nucleare in Italia e nel mondo avrebbe avuto questi sviluppi.

I fattori che a suo tempo, mi avevano spinto a rivedere le mie posizioni sul nucleare ci sono ancora tutti. Surriscaldamento climatico, domanda  energetica mondiale in crescita, competizione globale. Se ne sono aggiunti degli ulteriori che rafforzano il contesto.

Scenario radicalmente cambiato nel comparto del termoelettrico , ben diverso di quello di soli 12 mesi fa. L’America “va a gas” , l’Europa rimane comunque sbilanciata su gas e carbone e paga le conseguenze della sua politica di incentivi al solare, mentre in Asia e nel resto del mondo punta su nucleare e carbone.

Nell’attesa che anche nel settore energetico si realizzi l’analogo della rivoluzione del chip in informatica, rimane aperta la questione di come generare energia sostenibile, abbondante e a costo ragionevole?  Qual è il mix  più conveniente e sicuro per un paese povero in combustibili termici come l’Italia? Quale sviluppo di infrastrutture per  rendere meno oneroso il meccanismo di capacity payment? Quali sistemi di stoccaggio preferire per fare fronte a un carico di fonti intermittenti sempre più importante? I meccanismi di formazione del prezzo alla borsa elettrica vanno rivisti? La Direttiva europea sull’efficienza energetica in corso di approvazione è soddisfacente? Su queste e altre domande continueremo a confrontarci anche se in altra sede.

Da luglio sono stato chiamato a presiedere Assoelettrica, l’associazione che rappresenta  120 aziende  elettriche. Ho sempre ritenuto che uno spazio di dialogo fosse la pietra angolare di una comunicazione chiara e trasparente. Pertanto ho voluto inaugurare sul sito dell’associazione un blog aperto agli interventi di tutti, associati e non, esperti e cittadini interessati al tema dell’energia elettrica.

Spero ritrovarvi con il vostro solito spirito critico, la vostra stimolante partecipazione e il vostro supporto. Li abbiamo apprezzati finora e ne abbiamo ancora bisogno su ON/OFF il blog di Assoelettrica che accende le idee.

 

Se questo si chiama futuro…

postato il 19.set.2012 alle 8:12 pm| da pat

In vista di prossime novità ci eravamo ripromessi di rallentare la pubblicazione di nuovi post. Ma questo articolo apparso lunedì 17 settembre su European Energy Review merita uno strappo. E’ un’analisi lucida e implacabile sul futuro globale dell’energia nucleare. Sono contemporaneamente cattive e moderatamente buone notizie per l’industria nucleare. Ottime comunque per i combustibili fossili.

“Finalmente, la settimana scorsa, da Tokyo è arrivata una buona notizia per Gazprom e il Presidente Putin. L’importante decisione del Giappone di eliminare gradualmente il nucleare rafforzeranno la domanda di gas (e petrolio e carbone) a lungo. Perfetto per Gazprom – che ha sicuramente bisogno di qualche buone notizie. Su questo mi dilungherò  fra un attimo. Prima prendiamo in considerazione l’annuncio da parte del governo di Tokyo che vuole eliminare il nucleare del tutto entro il 2040.

Sicuramente questo è un colpo incredibile per l’industria nucleare giapponese così come per quella globale. Infatti, la decisione potrebbe rivelarsi uno dei grandi punti di svolta nella storia dell’energia.

È vero, 2040 è ancora lontano. Il prossimo governo giapponese potrebbe ribaltare la decisione. Ma non è questo il punto. Il punto è piuttosto che il governo dopo il prossimo protrebbe a sua volta ricambiare idea. Anche la Germania dopotutto attraversa il suo secondo phase-out. In altre parole, il segnale che si coglie è che il settore nucleare non può più contare su un clima d’investimento stabile neppure in Giappone. Per un settore ad alta intensità di capitale, che ragiona su tempi lunghi questo è un colpo mortale. (continua…)

 

SEN: pubblicati i primi numeri

postato il 4.set.2012 alle 8:54 am| da gbettanini

Circola da alcuni giorni la bozza non ufficiale di un documento di consultazione relativo alla SEN (Strategia Energetica Nazionale) che riporta un’indicazione sulle linee guida che, al di fuori delle direttive europee, il nostro Paese si pone per raggiungere obiettivi a medio e lungo termine.

Il documento si intitola “La nuova Strategia Energetica Nazionale per un’energia più competitiva e sostenibile”, i 4 obiettivi principali della SEN sono:

1. Ridurre significativamente il gap di costo dell’energia per i consumatori e le imprese, con un allineamento ai prezzi e costi dell’energia europei. E’ questa l’area in cui si parte da una situazione di maggior criticità e per la quale sono necessari i maggior sforzi: differenziali di prezzo del 25% ad esempio per l‘energia elettrica hanno un impatto decisivo sulla competitività delle imprese e sul bilancio delle famiglie.

2. Continuare a migliorare la nostra sicurezza e ridurre la dipendenza di approvvigionamento dall’estero, soprattutto nel settore gas. Partiamo da una buona situazione, ma è necessario migliorare soprattutto la capacità di risposta ad eventi critici (come la crisi del gas del febbraio 2012 ci ha dimostrato), e ridurre il nostro livello di importazioni, che oggi costano al Paese circa 62 miliardi di euro l’anno.

3. Favorire la crescita economica sostenibile attraverso lo sviluppo del settore energetico. Considerando le opportunità, anche internazionali, che si presenteranno in un settore in continua crescita (stimati 38 mila miliardi di investimenti mondiali al 2035) e la tradizione e competenza del nostro sistema industriale in molti segmenti, lo sviluppo del settoreindustriale energetico è un obiettivo in sé della strategia energetica.

4. Raggiungere e superare gli obiettivi ambientali definiti dal Pacchetto europeo Clima-Energia 2020 e mantenere gli alti standard raggiunti in termini di qualità del servizio. Tutte le scelte mireranno ad un mantenimento e miglioramento degli standard ambientali, già oggi tra i più elevati al mondo.

(continua…)

 

Se ci si mette pure Batman….

postato il 3.set.2012 alle 1:20 pm| da gbettanini

Sono d’accordo che ci sarebbero cose più serie di cui discutere ma ieri ho avuto modo di vedere l’ultimo film di Batman The Dark Knight Rises (Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno), sequel della serie che ha come protagonista Christian Bale. Un batman quello di Bale piuttosto oscuro ed atipico che in questo ultimo film subirà un po’ di tutto oltre ad una ulteriore profonda analisi psicologica del presonaggio… un film che comunque nei soli Stati Uniti ha totalizzato in poco più di quaranta giorni più di 430 milioni di $ al box office ed è stato visto da milioni di ragazzi. Come probabilmente da milioni di ragazzi sarà visto in Italia dato che da pochi giorni è uscito nelle nostre sale. Un film per i più giovani che può piacere anche agli adulti.

Ma che c’entra Batman con questo blog? In questo film (che raggiungerà milioni di persone) senza voler spoilerare più di tanto la trama si parla di un reattore nucleare a fusione costruito dalla Wayne Enterprises che sarebbe in grado di produrre enormi quantità di energia pulita ma la cui esistenza viene mantenuta segreta in quanto si è scoperto che il nucleo di questo reattore diventa instabile se separato dal complesso della macchina e può quindi essere utilizzato come un’arma nucleare.

Puntalmente ciò avviene quando il cattivone del film si appropria del nucleo del reattore minacciando di radere al suolo Gotham City con un’esplosione da ben 5 megatoni.

Si può ben immaginare come le cose andranno a finire (taralls & wine) ma la questione è che in quest’occasione come in altre si lascia intendere che la tecnologia nucleare è comunque pericolosa, comunque instabile, comunque capace di distruggere le nostre città e le nostre vite.

(continua…)

 

Energia elettrica: per le aziende italiane più cara di 10 miliardi rispetto alle concorrenti europee

postato il 29.ago.2012 alle 9:19 pm| da gbettanini

In un recente comunicato Confartigianato fa il punto sul costo dell’energia elettrica per le imprese italiane confrontandolo con il costo medio dell’energia per le aziende europee.

I risultati dello studio sono piuttosto preoccupanti, i nostri imprenditori risultano pagare l’energia elettrica il 35,6% in più rispetto alla media UE,  il maggiore costo è pari a 10.077 milioni di euro ogni anno, equivalenti a circa due terzi di punto (0,63%) di PIL. Per ciascuna azienda italiana significa un esborso di 2.259 euro in più all’anno rispetto ai competitor europei.

Confartigianato mette inoltre in evidenza il continuo aumento dei prezzi dell’elettricità per uso industriale: tra il 2009 e il 2011 questi sono aumentati del 17,4%, a fronte del + 9,5% registrato nell’Eurozona. Tra il 2010 e il 2011 i rincari si sono attestati all’11%, mentre nell’Ue si sono fermati al 5,9%.

Confartigianato ha poi stilato una puntuale classifica delle regioni e delle province in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo più ampie rispetto all’Europa.Il conto più salato lo pagano le nostre aziende del Nord, più industrializzate, che complessivamente nel 2011 hanno pagato l’energia elettrica 5.848 milioni di euro in più rispetto ai loro omologhi dell’Ue. Il divario Italia-Europa è di 2.492 milioni di euro per le imprese del Mezzogiorno e di 1.737 milioni di euro per le aziende del Centro. La regione più penalizzata è la Lombardia, con 2.289 milioni di euro di divario di costi rispetto alla media Ue, seguita dal Veneto con un gap di 1.007 milioni di euro, dall’Emilia Romagna con 904 milioni e dal Piemonte con 851 milioni. La classifica tra le provincie vede al primo posto per il più ampio divario di costi per le imprese rispetto alla media europea Milano, con un gap di 555 milioni di euro, seguita da Brescia (467 milioni euro), Roma (447 milioni euro), Torino (343 milioni euro), Bergamo (293 milioni euro).

(continua…)

 
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