Il paradosso della crisi: meno consumi energia, più gas serra. A lungo termine.

postato il 29.lug.2009 alle 1:46 pm | da pat

Innovazione tecnologica . Efficienza energetica. Riequilibrio del mix energetico, investendo in nucleare e rinnovabili che non sono e non devono essere considerati in alternativa. Sono entrambi necessari. Questa in estrema sintesi la ricetta contenuta nel Rapporto Energia e Ambiente dell’Enea. Un quadro che riafferma la vocazione dell’Ente a evolvere da culla delle rinnovabili a vivaio per delle nuove tecnologie energetiche più adatte a combattere il cambiamento climatico e a risolvere la dipendenza dall’estero.

Nella parte del rapporto dedicato al nucleare, si sottolinea come il rientro del nostro paese nel nucleare rappresenti non solo un modo per riequilibrare il mix di fonti oggi dominate dalla produzione di energia elettrica dal gas ma anche il reingresso in una tecnologia di grande complessità con importanti ricadute industriali in termini delle competenze, dell’affidabilità, nonché della logica di sistema che esso rende necessarie, anche in settori tradizionali, a cominciare dalle opere in cemento o i manufatti civili per il nucleare.

Nell’analisi dei consumi energetici non manca il riferimento alla crisi in atto e alle sue conseguenze sulle emissioni dei gas responsabili del surriscaldamento del pianeta. Secondo stime preliminari per il 2008 e 2009, per effetto della riduzione della domanda di energia, si è verificata una riduzione del 6% dei gas serra per ciascun anno. Per l’Italia l’ENEA stima che, di conseguenza, il gap rispetto all’obbiettivo 2020 si riduce al di sotto di 100Mt di CO2. Un bene a breve termine che, nel medio-lungo termine, rischia però, di trasformarsi in un boomerang. Su scala globale, gli investimenti nel settore delle rinnovabili si stanno riducendo in misura maggiore rispetto alle altre tipologie di generazione elettrica: fino a 40% in meno nel 2009 rispetto al 2008. Risultato: l’inquinamento climatico potrebbe risultare superiore a quello previsto dagli scenari dell’IPPC.

 

60 nuovi paesi interessati al nucleare

postato il 28.lug.2009 alle 6:45 pm | da pat

Una sessantina di paesi stanno valutando le possibilità di sviluppare progetti nel nucleare civile. L’IAEA , Agenzia per Energia Atomica, coopera con i rappresentanti governativi per assistere l’esecutivo nel processo di introduzione del nucleare nel piano energetico del paese. Secondo le fonti dell’agenzia, una ventina di questi paesi potrebbero essere pronti per l’opzione nucleare a partire dal 2030. Quale partner tecnico, IAEA è coinvolta in studi di fattibilità con il Cile, Egitto, Georgia , Siria, Yemen ,Indonesia, Bielorussia, e anche con paesi già ricchi di gas e petrolio come l’Algeria e gli Emirati Arabi. Attualmente, nel mondo 30 nazioni sfruttano l’energia atomica.

 

Carbone il Numero Uno

postato il 28.lug.2009 alle 6:10 pm | da pat

Centrali a carbone campioni dell’inquinamento. Puglia all’8° posto classifica europea. I certificati verdi deterrente fittizio?

Ha perfettamente ragione Niki Vendola quando sbraita che dovranno venire con i carri armati per imporre le centrali atomiche in Puglia. Altro che masseria atomica o trullo radioattivo per mettere a repentaglio la vocazione turistica del tacco dell’Italia. Ai vacanzieri il governatore può intanto assicurare il primato di ospitare nella sua regione uno tra i dieci maggiori responsabili di emissioni di CO2 in Europa. La notizia pubblicata su The Guardian è stata ripresa su la Repubblica da Antonio Cianciullo. (continua…)

 

Missione Apollo del XXI° secolo:la conquista di energie pulite

postato il 24.lug.2009 alle 9:43 pm | da pat

Le celebrazioni del 40esimo anniversario dell’allunaggio hanno suggerito a Leigh Ewbank un originale parallelo tra la conquista dello spazio che, all’epoca della Guerra Fredda, simboleggiava il duello tra le due superpotenze e l’attuale corsa alle fonti pulite che 4 decadi dopo vede competere nazioni sviluppate con paesi emergenti.

L’emergenza climatica abbinata con l’inasprimento della competizione globale hanno diffusamente imposto nelle agende governative la corsa verso un’economia low-carbon. Lo sviluppo di tecnologie energetiche a bassa emissione di CO2 diventa la chiave di volta per uscire dalla recessione e pigiare di nuovo sull’acceleratore della crescita (in quanto la decrescita felice convince solo pochi). Continua a essere il proclama politico di Obama che in molteplici occasioni ha affermato che “la nazione che guida la corsa alle rinnovabili sarà anche quella che dominerà l’economia globale”.

Tradotto significa che la Missione Apollo del XXI° secolo è la conquista di energie pulite. Del resto la stessa Apollo Alliance, gruppo di pressione per la difesa dell’ambiente, emanazione di organizzazioni come Greenpeace, WWF, Sierra Club, aveva lanciato anticipando l’onda commemorativa, l’autunno scorso: il Nuovo Programma Apollo.

Ciò che distingue l’allora programma NASA con la sfida attuale è che questa coinvolge una pluralità di soggetti prontissimi e attrezzati a scippare lo scettro del predominio statunitense.sperimentazione eolico sull'isola di Mozia, SiciliaEolico sperimentale sull’isola di Mozia, Sicilia (continua…)

 

Si può essere più ricchi ed inquinare di meno. Come?

postato il 16.lug.2009 alle 11:46 am | da chiccotesta

Presentazione a Spoleto di Roger A. Pielke, docente di economia ambientale presso l’Università del Colorado. Per produrre 1.000 dollari di reddito, la Cina genera 0,75 tonnellate di CO2, gli USA 0,62, la Germania 0,52, il Giappone 0,42, la Francia 0,30. Indovinello: perché ci sono queste differenze?

Aiutino: quali sono fra quelli citati i Paesi con la maggiore produzione di energia nucleare? Forse casualmente questa classifica coincide con la percentuale di energia nucleare prodotta da questi paesi?

Un altro dato? Due numeri che riguardano la produzione di CO2 per capita ed il PIL per capita: Italia CO2 7,06 (ton) Pil 30,5 (US&) – Francia CO2 5,71 PIL 36 (fonte Enerdata) Secondo indovinello: si può essere più ricchi ed inquinare di meno. Come?

 
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