Inconvenient Truth: quinta puntata

postato il 29.ott.2009 alle 5:06 pm | da pat

Anche un nucleare al passo coi tempi, controllato e garantito dai più moderni sistemi di sicurezza, sconta i pregiudizi sulla radioattività. Gli scienziati affermano che “la radioattività prodotta dalle centrali è una frazione  limitatissima, praticamente trascurabile, del fondo di radioattività naturale”. Eppure  la trasmissione Report di RaiTre ha fatto vedere che avvicinandosi a un impianto francese la radioattività cresceva di ben cinque volte. E dentro allora?

Risponde il professore Agostino Mathis.

Per valutare questo argomento occorre partire da dati di fatto. L’unità di misura che tiene conto degli effetti biologici delle radiazioni è il sievert (Sv). La dose media ricevuta da ogni individuo nel mondo è 2,4 millisievert all’anno (mSv/anno), ma può variare da 1 a 10 mSv/anno a seconda delle località (anche in Italia, a seconda che il terreno sia di origine biologica, come i calcari, oppure vulcanica, come i tufi e le lave). Tuttavia, non si rilevano differenze apprezzabili sullo stato di salute degli abitanti. Di quella dose media, l’85% ha cause naturali (gas Radon dal sottosuolo, suolo, raggi cosmici, materiali edili, cibi), il 14% è dovuto alle diagnosi ed alle cure mediche (radiografie, radioterapie), mentre soltanto l’1% è dovuto alle attività dell’industria nucleare. In ogni caso, per il pubblico la dose ammessa, proveniente da impianti per l’energia nucleare (dalle miniere alle centrali), è di norma pari a 1 mSv/anno al di sopra del fondo.

 

Anch’io ho seguito la trasmissione e sarebbe lungo discutere punto per punto quella trasmissione, anche se dispongo di un documento in merito. (continua…)

 

Inconvenient Truth: quarta puntata

postato il 28.ott.2009 alle 11:02 am | da pat

Molti di coloro che non sarebbero preventivamente ostili all’energia nucleare sono però contrali perché convinti che, sebbene centrale nucleare non emetta gas serra, produce notevoli quantità di scorie radioattive di cui non sappiamo cosa fare.

Risponde il professor Agostino Mathis.

La tecnologia dell’energia nucleare, a differenza delle tradizionali fonti fossili, è l’unica che fin dall’inizio si è assunta la piena responsabilità della gestione dei propri residui, tenendo totalmente conto dei relativi costi nel prezzo dell’energia prodotta. Inoltre, le quantità di residui prodotti dal nucleare è estremamente limitata rispetto alle alternative fossili. (continua…)

 

Inconvenient truth:terza puntata

postato il 26.ott.2009 alle 6:42 pm | da pat

Prosegue il botta e risposta con il professor Agostino Mathis che smonta alcune delle convinzioni diffuse sull’energia nucleare. A questo giro si parla microgenerazione diffusa.

Piccoli impianti capaci di generare elettricità  da fonti rinnovabili e scambiarla nell’area limitrofe sono decisamente preferibili a unità produttive su larga scala che concentrano inquinamento e automezzi e necessitano trasporti dell’energia a grande distanza.

E’ una constatazione che le tecnologie energetiche nel corso degli ultimi trecento anni dell’era industriale si sono evolute seguendo: 1) una crescente “densità di potenza” nei generatori (e quindi sempre minori spazi occupati a pari energia prodotta); 2) la “legge di scala” (per cui, ad es., un impianto di taglia quattro volte più grande costa soltanto il doppio, e quindi il costo del kWh, per la parte relativa all’investimento, si dimezza). Le grandi infrastrutture energetiche dei prossimi decenni dovranno servire un mondo caratterizzato da vaste aree intensivamente urbanizzate (si pensi alle storiche conurbazioni dell’Europa, del Giappone e dell’America del Nord, ed alle nuove di Cina, India, Sud-Est asiatico, America Latina, ecc.), e quindi non potranno che essere sostenute da poli energetici di alta potenza e di ingombro il più contenuto possibile. (continua…)

 

Le 4 eresie ambientali di Stewart Brand

postato il 23.ott.2009 alle 3:22 pm | da pat

Biologo, ideatore e produttore di giochi e  fondatore di Well, la prima e storica comunità telematica, nata nel 1985, Stewart Brand è anche l’autore del famoso Whole Earth Catalogue , un vademecum di fatti e informazioni indispensabile per condurre uno stile di vita più consapevole. Il suo ultimo libro s’intitola “Whole Earth Discipline: An Ecopragmatist Manifesto” può brutalmente riassumersi in 4 eresie per il movimento ambientalista.  1) il fenomeno dell’urbanizzazione  esasperata  che spinge un sesto della popolazione a vivere in gigantesche metropoli e nelle circostanti bidonville è un fattore di sviluppo e come tale va gestito; 2)  non c’è futuro per l’energia senza il nucleare semmai sotto la forma di micro generazione come la centrale portatile Hyperion e quelle di Toshiba 3) gli ogm non sono il cibo di Frankestein e senza di loro l’umanità non si sfamerebbe 4) la geo-ingegneria, la scienza che interviene per modificare il clima, non va demonizzata.

Nel video, qui sotto, della conferenza tenutasi lo scorso giugno a Washington, l’autore presenta in un quarto d’ora i suoi punti di vista su questi temi caldi.

Stewart Brand on Ted

 

Il nucleare secondo Carlo Rubbia

postato il 21.ott.2009 alle 12:14 pm | da pat

Carlo Rubbia non crede nel nucleare. Ci sono troppi vincoli: uranio destinato a scarseggiare tra meno di mezzo secolo. Il problema delle scorie. Il rischio degli incidenti che secondo un calcolo delle probabilità, ogni 100 anni un incidente nucleare è possibile. Insomma per il Premio Nobel la visione futura dell’energia passa per il sole unica fonte senza limiti e a costo zero (sua l’invenzione della tecnologia del  solare termodinamico a sali fusi che si sta diffondendo anche all’estero) oppure se proprio di nucleare bisogna parlare semmai che sia innovativo.  Come nel caso dell’uso  del torio, un elemento largamente disponibile in natura per alimentare un amplificatore nucleare, conosciuto col nome di Rubbiatron. I vantaggi di questo tipo di acceleratore è che non provoca reazioni a catena. Non produce plutonio e dal torio non si tira fuori una bomba. Qui l’articolo di Finanza&Mercati  (21/10/09) che relaziona sullo sviluppo delle applicazioni pratiche del motore nucleare ideato dal fisico.

 

Rubbiatron, arriva dal torio l’energia nucleare «pulita» 

 

  

Nasce come bruciatore speciale per le scorie radioattive e si sviluppa come possibile tipologia di centrale nucleare «pulita». Si chiama Rubbiatron, dal nome del suo ideatore, il premio Nobel Carlo Rubbia, ed è una delle applicazioni pratiche nate dai risultati di un’importante ricerca sviluppata al Protosincrotrone del Cern di Ginevra a partire dal 1996. (continua…)

 
Pagina 1 di 512345