Il nucleare non passerà, i luoghi comuni di Beppe Grillo

postato il 30.nov.2009 alle 2:44 pm | da chiccotesta

Con un titolo vagamente minaccioso “Il nucleare non passerà” il blog di Beppe Grillo si occupa di nucleare civile. L’essere contro è una costante del dibattito energetico: siamo anti- petrolio, anti- atomo,  anti-biofuels, anti- vento, anti-dighe, ecc. Ma non possiamo permetterci di essere contro tutto e soprattutto non possiamo esserlo a prescindere, senza conoscere  numeri e  situazione.  

Premesso che io non credo che il nucleare sia privo di problemi  ma ritengo che ne abbia meno dei combustibili fossili e chiarito che non sono contro le rinnovabili ma penso che siano complementari, non posso che sobbalzare quando leggo alcune delle affermazioni del blog di Grillo.

Lo spunto è un’intervista a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, il quale punta il dito contro “il sistema di emergenza dell’Epr che non soddisfa i minimi requisiti della sicurezza nucleare”. Innanzi tutto va precisato che non è affatto messa in discussione  la sicurezza della centrale ma che le autorità di sorveglianza  hanno richiesto una revisione del software di controllo affinché i sistemi di management e i sistemi di sicurezza del reattore siano completamente indipendenti. Peraltro sottolineo che si tratta dei sistemi “attivi” i quali, in caso di incidente e nella malaugurata eventualità di fallimento, avrebbero come back-up i sistemi di controllo passivi. Come abbiamo già avuto modo di spiegare, questi rilievi invece di preoccupare dovrebbero rassicurare sull’elevato grado di controllo e di attenzione al quale sono sottoposti tutti gli aspetti di  una centrale nucleare.

 Onufrio prosegue sentenziando che l “efficienza energetica potrebbe fare il triplo dell’energia dei 4 reattori che l’Enel vuole costruire”.  Premesso che, sebbene fondamentale, sacrosanta e quasi una “questione etica”, l’efficienza energetica non produce energia.  Mentre è calcolabile il beneficio che si trarrebbe nell’ipotesi di produrre 100 TWh/anno con centrali nucleari anziché con cicli combinati a gas  e carbone. L’Italia potrebbe ridurre le emissioni di CO2 di circa 35 milioni di tonnellate l’anno pari a un quarto del totale delle emissioni CO2 da termoelettrico (140 milioni di tonnellate). (continua…)

 

Chi troppo, chi niente

postato il 30.nov.2009 alle 12:00 pm | da pat

L’electric divide esiste eccome. E’ il fossato che divide un quarto della popolazione senza accesso all’elettricità con quella fascia di agiati che di elettricità ne consumano fin troppo, ponderano su come ridurre lo spreco energetico globale e si accapigliano sul modello di “green energy” che dovrebbe prevalere.

Dall’altro lato, simbolicamente (neppure tanto) al buio, un miliardo e mezzo di persone che vivono senza elettricità l’80% delle quali nei Paesi meno sviluppati dell’Asia meridionale e dell’Africa sub-sahariana, mentre la metà dell’umanità, 3 miliardi di persone, non ha accesso a servizi energetici moderni. E’ il quadro che emerge dal rapporto The energy access situation in developing countries” del programma Onu per lo sviluppo (Undp), redatto con il supporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dell’International energy agency (Iea). Nel 2015 con la crescita demografica, un altro1,2 miliardo di persone si aggiungerà  a questa popolazione tagliata fuori dall’energia come riporta Greenreport.

C’è anche un cupo risvolto sanitario di questa situazione. Due milioni di persone muoiono ogni anno a causa dell’esposizione al fumo da cucine funzionanti a biomasse e carbone, il 99% nei Paesi in via di sviluppo. Nei paesi meno sviluppati e nell’Africa sub-sahariana, la metà di tutti i decessi da polmonite nei bambini sotto i cinque anni e delle malattie polmonari croniche e il cancro ai polmoni negli adulti sono attribuibili all’utilizzo di combustibili solidi, rispetto al 38% dei Paesi in via di sviluppo in generale.

L’accesso all’energia è fondamentale per affrontare la povertà globale che è uno degli 8 obiettivi del Millennio (MDGs). Con quale energia? Quella che tutti noi desideriamo: pulita, abbondante, a basso costo, e inesauribile.

 

Meno rischioso parcheggiare il figlio in una centrale che regalargli il motorino

postato il 27.nov.2009 alle 5:20 pm | da admin

Il mio intervento a Prossima fermata, la trasmissione di interviste e approfondimento giornalistico condotta da Federico Guiglia su La 7 andato in onda mercoledì 25 novembre dopo il tg della notte.

 

Ogm come il nucleare, vittima di un dibattito emotivo, polarizzato e superficiale

postato il 27.nov.2009 alle 11:45 am | da pat

Di Antonio Pascale

 

Uno scrittore italiano, Goffredo Parise, tra i tanti lasciti, ci ha regalato questa dichiarazione di intenti: “credo fermamente nella democrazia in Italia, ci credo con la ragione e con il cuore. Credo nel grado di maturazione civile degli italiani e nel discorso pubblico e condiviso. Credo nella pedagogia. Perché non può esistere la democrazia senza pedagogia e la pedagogia senza democrazia”. Ora, la pedagogia, si sa, è una disciplina che incute sospetti. Insegnare  a vivere può sembrare un gesto di arroganza e poi chi crede più nell’autorevolezza di una classe intellettuale. Se la parola, pedagogia, ci va stretta e magari ci vengono in mente delle chiose di correzioni, potremmo far rimare pedagogia con metodologia. Importante allora è mostrare con quale metodo e attraverso quale discorso pubblico, condiviso e chiaro si arriva a una conclusione- ben sapendo che questa potrà subire felici apporti e nuove integrazioni. Se desiderate leggere o far leggere un libro (felicemente) pedagogico o di ottima metodologia laica, consiglierei quello di Dario Bressanini, Ogm, tra leggende e realtà (Zanichelli). Libro necessario, non fosse altro che per la chiarezza espositiva, ossia, per l’assunzione coerente di un metodo di indagine. (continua…)

 

Intervista a Gwyneth Cravens

postato il 26.nov.2009 alle 11:24 am | da admin

Gwyneth Cravens è autrice del libro “Il nucleare salverà il mondo, la verità nascosta su un’energia pulita”, in cui spiega come sia passata dall’essere un’oppositrice dell’energia nucleare all’essere fautrice di questa tecnologia.

 
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