Nell’atteso discorso sullo stato dell’Unione, Obama ha affrontato molti temi tra questi, l’obiettivo di incoraggiare l’innovazione e non c’è, ha sottolineato, settore più ricettivo ad accogliere i frutti di salti di tecnologia di quello energetico. A titolo di esempio, egli riferisce di un’azienda della North Carolina che ha creato a livello nazionale 1.200 posti di lavoro grazie allo sviluppo di batterie avanzate (NdR ABT di Greensboro). Oppure dei mille lavoratori californiani del business dei pannelli solari.
E ha proseguito affermando:
“Per creare ulteriore occupazione nella green economy, dobbiamo raggiungere più produzione, più efficienza, più incentivi e questo significa costruire una nuova generazione di centrali nucleari pulite e sicure.” Poco oltre ha aggiunto “Questo implica l’approvazione di una legislazione che incorpori energia e clima e preveda degli incentivi per rendere l’energia pulita finalmente un’energia redditizia in America.”
Obama ha concluso con un appello, emotivamente molto intenso: “La nazione alla guida dell’economia low-carbon sarà la nazione che guida l’economia globale. Non c’è ragione perché sia l’Europa o la Cina ad avere i treni più veloci o le industrie con le produzioni più sostenibili”.
“Per creare ulteriore occupazione nella green economy, dobbiamo raggiungere più produzione, più efficienza, più incentivi e questo significa costruire una nuova generazione di centrali nucleari pulite e sicure”.
Vorrei spendere una parola su questo blog, dichiaratamente filonucleare, a favore del solare. Non prima di avere dichiarato il mio conflitto di interessi. Come sa qualcuno dei lettori, sono azionista e presidente di una Società (EVA), che sviluppa e realizza impianti fotovoltaici. Su queste pagine ho sostenuto più volte che, mentre è irrealistico e sbagliato ritenere che l’energia solare e le altre rinnovabili possano da sole risolvere il problema dell’approvvigionamento energetico ed in particolare sostituire carbone e gas nella produzione di energia elettrica, è però sbagliato non pensare che esse possano avere uno sviluppo importante. In particolare l’energia solare, il cui sviluppo tecnologico può prendere strade (nanotecnologie, materiali, ecc.) assai interessanti.
Oggi il costo del kwh prodotto con l’energia solare è molto più alto, rispetto a quello dei combustibili fossili e dell’energia nucleare. E infatti in tutto il mondo lo sviluppo dell’energia fotovoltaica è accompagnato da incentivi che ne sostengono la crescita. Anche in Italia, dove, grazie agli incentivi, la potenza installata ha raggiunto circa 1.000 MW. Si tratta sempre di percentuali molto piccole sul totale dell’energia consumata, qualche cosa intorno allo 0,2 – 0, 3%, ma in crescita. Inoltre c’è un secondo elemento positivo: la caduta, nell’ordine di circa il 25%, dei costi di installazione dei pannelli.
Ma oggi l’intero settore è bloccato. Perché? (continua…)
Inaugurato in questi giorni, Gates Notes , il diario online con grafica minimalista e stile sobrio, del filantropo più attivo del mondo. Diversi gli spunti interessanti; tra questi, nello spazio dedicato alle domande non scontate, appropriatamente denominato IAQ (Infrequently Asked Question), una riflessione sull’energia. Spesso nei suoi interventi come presidente della fondazione, Bill Gates ha sottolineato in che modo l’energia fosse un motore di sviluppo delle popolazioni più povere. Le implicazioni dell’accesso all’energia a basso costo sono fertilizzanti, trasporti, acqua pulita, ospedali funzionanti. Solo per citare un esempio, senza energia non è possibile conservare i vaccini, la cui mancanza è proprio una delle cause di maggiore mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo. Storicamente è stato dimostrato che il progresso della società è legato al costo dell’energia. (continua…)
Quand’era ragazzino, a Nick Rosen è spesso capitato di accompagnare il padre alle manifestazioni contro il nucleare. E’ cresciuto a pane e anti-nuclearismo. Solo che, oltre a trasmettergli l’avversione allo spettro dei programmi di armamenti nucleari, essendo il genitore un fisico, gli ha spiegato chiaramente la differenza che corre tra costruire un bomba nucleare e generare elettricità da fissione nucleare. Il percorso di vita di Rosen lo guida verso il movimento ecologista che, all’epoca, inizio anni’70, era quasi un’eccentricità con poco seguito. Oggi, egli appartiene a quella fronda ambientalista di apostati dell’antinuclearismo ed è in buona compagnia con Patrick Moore, James Lovelock, Stewart Brand, Stephan Tindale, Mark Lynas, Georges Monbiot, tra gli altri. (continua…)