Uomini di scienza con poca sapienza

postato il 30.mar.2010 alle 5:38 pm | da chiccotesta

“Siamo un gruppo di docenti e ricercatori ….” Cosi inizia la lettera aperta contro il nucleare ai candidati alle elezioni regionali, appena tenute. Scienziati quindi, dai quali sarebbe normale attendersi ragionamenti logici, qualche numero, qualche comparazione e soprattutto il rispetto di alcuni criteri logici.

Tutte cose di cui non vi è traccia alcuna in questa lettera piena invece di affermazioni generiche, ideologiche, addirittura difficilmente confutabili, tanto sono prive di sostanza.

E’sufficiente leggere la seconda parte del documento, quella in cui dovrebbe stare la sostanza e le prove delle ragioni antinucleari. Il capolavoro sta nel paragrafo su Obama, la cui posizione è così riassunta:

1.Obama è per le rinnovabili. 2.Obama ha concesso prestiti alle nuove centrali 3.Obama lo ha fatto perché è prigioniero delle lobby.

Evidentemente nessuno ha letto le dichiarazioni di Obama che ha mandato a quel paese, accusandoli di infantilismo, gli ambientalisti americani che continuano a protestare contro la sua scelta. E poi scusate: perché uno è sempre prigioniero delle lobby nucleari e mai delle lobby delle rinnovabili. Chi costruisce rinnovabili è per caso un filantropo che investe per fare beneficenza?

Altrettanto esilarante l’argomento sui costi. (continua…)

 

La più bella della settimana (8)

postato il 27.mar.2010 alle 11:12 am | da pat

Di Franco Casali

Mi ci sono voluti diversi giorni prima di riuscire a sbollire la rabbia che mi ha colto dopo aver visto la puntata del 7 marzo “Sole, vento, alberi” della trasmissione Presa Diretta su Rai Tre.

Mi chiedo se chi ha condotto l’intervista si sia mai interessato di problemi energetici. La trasmissione esordisce affermando che il 16% di TUTTA l’energia consumata il Germania è prodotta dal sole, vento ed alberi. Qualcuno della redazione avrà mai sentito parlare di differenza tra energia prodotta e potenza installata? Una potente Ferrari che se ne sta in garage fa meno strada di una modesta Punto che circola 24 ore su 24. Con le energie rinnovabili di cui sopra al massimo si produce un 5-6% dell’energia ELETTRICA (che è un terzo dell’energia totale consumata!). Come se non bastasse, viene intervistato un certo figuro che afferma che nel 2020 il 60% di TUTTA l’energia di cui avrà bisogno la Germania sarà prodotta dalle tre fonti rinnovabili citate!

Sarebbe stato più credibile se avesse affermato che gli asini volano! Un altro messaggio dato in pasto ai telespettatori è che le energie rinnovabili creano posti di lavoro. Se si assume una persona per fare una buca e una seconda per chiuderla, si sono creati due posti di lavoro. Ma a che prezzo e … con quale utilità? (continua…)

 

Svezia, rimosso il veto a nuovi reattori. Dieci in programma.

postato il 23.mar.2010 alle 4:57 pm | da pat

Il 52% degli svedesi è favorevole a mantenere il nucleare nel mix energetico, 30% è a favore della sostituzione degli attuali reattori in funzione e 22% considera necessario aumentare la potenza installata. Mentre il 45% sostiene che il paese debba uscire dal nucleare. Rispetto a un anno fa,  è cresciuto  il consenso e la coalizione di centro-destra ne approfitta per premere l’acceleratore  nella generazione di elettricità dal nucleare che ad oggi copre il 45% della produzione elettrica (50% da idro).

Precursore dell’ondata antinuclearista, un anno dopo l’incidente di Three Miles Island, nel 1980, la Svezia votò per la dismissione delle centrali in funzione. Questo avrebbe dovuto  avvenire entro il 2010. Lo scorso febbraio, a sorpresa, la coalizione di centro destra al governo ha  approvato un piano a lungo termine per una politica energetica sostenibile e a zero emissioni entro il 2050, il quale integrava a pieno titolo il nucleare nel mix energetico, ribaltando la linea politica del phase out.

La settimana scorso, il governo si è sbilanciato ulteriormente, approvando  una legge che consente la costruzione di nuove centrali nucleari. Questa dovrebbe portare alla realizzazione di dieci nuovi reattori a sostituzione di quelli esistenti risalenti agli anni ’70-’80. Le domande di autorizzazione di nuovi reattori potrebbero essere  esaminate già dal 1 agosto, data di entrata in vigore della legge.  Nella stessa occasione è stata varata una legge che aggravala responsabilità dei gestori: la sanzione finanziaria è passata da 3 a 12 miliardi di corone in caso di  incidenti. (continua…)

 

Stampa e energia: quant’è difficile capirsi

postato il 22.mar.2010 alle 10:03 am | da chiccotesta

In occasione della tappa romana del tour dell’energia Incredibile Enel, ho moderato il dibattito sui media e la questione energetica. Hanno partecipato Barabara Corrao, Il Messaggero, Luca Iezzi, la Repubblica, Roberto Seghetti, Panorama e Gianluca Comin Direttore Relazioni Esterne Enel. Riportotre spezzoni del mio intervento sulla mia esperienza – a volte frustrante – con alcuni giornalisti e sui nodi che inficiano la comunicazione sia che si parli di efficienza energetica che di sicurezza di approvvigionamento, di fonti rinnovabili o di nucleare.

 

Rinnovabili: il luminoso modello tedesco. Se lo conosci (bene) lo eviti

postato il 16.mar.2010 alle 2:44 pm | da pat

Il boom fotovoltaico tedesco, esempio-faro di nazione che ha saputo saggiamente investire nelle rinnovabili e modello sempre citato dagli oppositori del nucleare, scricchiola sotto il peso dei numeri.

Leggo sul quotidiano Die Zeit, un articolo intitolato “Molti miliardi per poca energia” nel quale si fanno i conti del costo complessivo delle sovvenzioni ai pannelli FV in Germania. L’occhiello non è molto incoraggiante : I generosi incentivi danneggiano i consumatori e l’ambiente. Il conto è presto fatto. Le installazioni di nuovi moduli fotovoltaici nel solo anno 2009 costano ai consumatori oltre 10 miliardi di euro, così per il prossimo ventennio. E questo per immettere sulla rete elettrica 1.800 GWh addizionali che rappresentano all’incirca il 0,3% della domanda nazionale, praticamente nulla.  (Nel 2008 il fotovoltaico rappresentava lo 0,6% dell’elettricità prodotta). Dieci miliardi solo il costo per i pannelli installati nel 2009. Per tutti i pannelli installati prima, gli incentivi ammontano a oltre 30 miliardi di euro. Questo quanto è calcolato dal Rhineland-Westphalia Institute for Economic Research (RWI) di Essen. L’emorragia è pure più grave. Stando alle previsioni dell’Unione Europea dell’industria fotovoltaica, in base alla previsioni di potenza da installare, entro il 2013,  Germania dovrebbe sborsare 77 miliardi di euro, senza contare l’inflazione.”

Il rapporto della RWI che analizza l’impatto economico della politica tedesca di sostegno alle energie rinnovabili (prende in esame anche l’eolico), è implacabile nelle sue conclusioni. Pubblicato lo scorso novembre, il documento definisce l’approccio tedesco fallimentare sia in riferimento alla convenienza economica che sul piano della creazione di occupazione così pure per gli effetti sul clima. Non solo, esso ha determinato, con un effetto boomerang, risultati opposti a quelli prefissati dalla legge EEG. In estrema sintesi:

-       l’indotto industriale legato al fotovoltaico svanisce non appena si esaurisce il meccanismo degli incentivi lasciando solo qualche beneficio all’export tedesco;

-       non  risolve  il problema della sicurezza degli approvvigionamenti visto che il back up degli impianti eolici e solari (intermittenti) viene assicurato da centrali a combustibile fossile, da cui l’aumento delle importazioni di gas dalla Russia;

-       sebbene la logica dell’incentivo (43cents per kWh, il solare è tra le rinnovabili,  quella più generosamente remunerata) abbia come finalità l’avvio una filiera industriale, succede invece che un mercato drogato non sia stimolato a investire in avanzamenti tecnologici. In sostanza gli incentivi uccidono la spinta innovativa.

Queste considerazioni rendono insostenibile la prospettiva di investire 77 miliardi di euro per sostenere una fonte che rappresenterebbe appena il 2% dell’elettricità prodotta (rispetto ai dati del 2006). Con la stessa somma, osserva BraveNewClimate, si sarebbero potuti costruire reattori di III+ generazione pari a un output elettrico di 35 volte quello solare. Inoltre se questo raffronto venisse inquadrato in una prospettiva temporale, la situazione diventerebbe ancora più stridente. Vita operativa di una centrale solare: massimo 30 anni. Quella di una centrale nucleare: 60 anni.  Intanto, l’attuale governo tedesco sta rimandando il phase out dei 17 reattori att2008-gemaniaualmente in funzione.

 
Pagina 1 di 41234