Brasile quasi carbon free vuole altre 4 centrali nucleari

postato il 28.apr.2010 alle 6:01 pm | da pat

“Anche se siamo ormai una potenza petrolifera, oltre l’80% dell’energia che utilizziamo è rinnovabile, e intendiamo mantenere questa proporzione”. Lo afferma il ministro dell’Industria, Miguel Jorge, annunciando la prossima costruzione di nuove centrali nucleari e specificando che saranno tutte dotate di uranio arricchito in Brasile e utilizzeranno tecnologia made in Brazil.  

Attualmente il Brasile che ha due reattori in esercizio dal 1982, copre il 3% del suo fabbisogno elettrico con l’energia nucleare. Corrisponde a una produzione di 14 miliardi di kWh. Il resto è generato per l’84% dall’idroelettrico, il 3,5% dal gas , il 4% da biomasse e appena il 5% da carbone e petrolio.

Se la ripartizione della torta elettrica fa del Brasile una potenza particolarmente virtuosa da un punto di vista carbon free, è altrettanto vero che l’elevata dipendenza verso le fonti idroelettriche ne esaspera la vulnerabilità climatica.

Oltrettutto l’ultimo progetto della costruzione della mega centrale idroelettrica di Belo Monte, che sarebbe la terza al mondo ma provocherebbe ingenti danni all’ambiente nella regione amazzonica dello Xingù, sta sollevando molte polemiche interne.

 

Anniversari, esplosioni e accordi

postato il 27.apr.2010 alle 3:39 pm | da chiccotesta

L’esplosione della piattaforma petrolifera al largo della Louisiana. Le celebrazioni per il 24esimo anniversario dell’incidente di Chernobyl. L’accordo per la costruzione di una centrale nucleare italo-russa entro 3 anni. In pochi giorni si affastellano 3 notizie che scuotono i media e agitano l’opinione pubblica. Al di là degli scontati processi mediatici e della retorica d’occasione, vale la pena osservare in controluce questi eventi per afferrare com’è veramente la situazione energetica mondiale. Non buona.  L’economia odierna è molto dipendente dalle fonti fossili, oggi peggio di 10 anni fa. Per quanto si voglia edulcorare la pillola, esse rappresentano il 68% nella produzione elettrica (dati 2008). Troppo grande il loro potere perché lo si rimetta in qualsiasi modo in discussione. Infatti, la manovra diversiva è concionare sul nucleare. C’è chi lo fa per nascondere interessi e chi invece si lascia manovrare senza neppure accorgersi che nel frattempo, l’emergenza ambientale  da produzione di gas-serra è diventata il problema N°1.

Qui si seguito un mio articolo su questo apparso oggi su il Riformista.  

 

I “vecchi” combustili fossili asso piglia tutto. Sempre e comunque.

postato il 23.apr.2010 alle 3:53 pm | da chiccotesta

Se leggete superficialmente i titoli dei giornali e delle riviste che si occupano di energia  avete l’ impressione talvolta che le fonti rinnovabili stiano per superare qualsiasi altra fonte nella  produzione di energia elettrica. Il trucco usato è sempre lo stesso. Parlare di potenza quando fa comodo e di energia sempre quando fa comodo, confondendo e mischiando in un guazzabuglio incomprensibile i due ordini di grandezza. Oppure prendere un periodo limitato di tempo, gli ultimi 6 mesi, quella notte in cui l’eolico spagnolo fece più del 50% dell’energia elettrica immessa in rete, la casa che ho in campagna e che vende energia all’ ENEL…  Oppure addirittura contare gli impianti per dire che in Italia ci sono migliaia di impianti fotovoltaici, mentre, naturalmente le centrali di potenza sono molto meno. O ancora sparare le cifre mirabolanti degli investimenti eolici e solari cinesi, dimenticando quanto è grande e quanto consuma quel Paese, ecc. ecc. Ultimo esempio un articolo di Gianni Silvestrini su “Quale energia” che scrive per esempio: “ l’European Photovoltaic Industry Association  ritiene che con politiche spinte il solare possa arrivare a coprire il 12% della domanda”. E già. Peccato che la fonte siano gli industriali del fotovoltaico, che nessuno sappia cosa significhi “politiche spinte” e soprattutto quali siano i costi e gli incentivi. (continua…)

 
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