Il nucleare spiegato a chi ha fretta: centrali (costi e tecnologie)

postato il 25.giu.2010 alle 12:40 pm | da pat

Terzo capitolo del bignami per chiarirsi velocemente alcuni dubbi del nucleare civile.

Di Enrico D’Urso e Andrea Idini

1.       Quanto costa una centrale? Varia: una EPR da 1600 MW le previsioni sono di 4-4.5 miliardi, un AP1000 da 1100 MW sui 3 miliardi.

2.       Quanto dura una centrale? I modelli vecchi da progetto 35-40 anni, ma si stanno tutti o quasi prorogando a 60 anni. I modelli di IIIgen sono progettati per durare 60 anni, la loro vita effettiva è però ignota, si può ipotizzare superiore ma sono solo ipotesi.

3.       Quando saranno in funzione le prossime centrali italiane saranno già vecchie? No, sono il meglio che c’è sulla piazza, quando saranno pronte altre saranno solo in costruzione, gli impianti poi vengono aggiornati nel tempo, non sono fossilizzati al loro stato originario

4.       Che generazione sono gli impianti odierni? Ora sono in funzione solamente centrali di II generazione, qualcuna di III mentre quasi tutti i reattori di I sono stati spenti (rimane qualche Magnox nel regno unito) e quelli di III+ sono in costruzione.

5.       Fra quanto sarà pronta la IV gen? Al minimo nel 2030, i primi reattori poi dovrebbero entrare in produzione al minimo nel 2035-2040

6.       La III gen è obsoleta? Si stanno costruendo ora i primi reattori, chiamare vecchio un neonato è un attimo eccessivo.

7.       Cosa significano le generazioni per i reattori? È una classificazione arbitraria per una suddivisione dei vari reattori, visto che non c’è nessun vero salto tecnologico (passare da valvole ad incandescenza ai transistor per intenderci) ma solo una evoluzione. Gli N4 ed i KONVOI, che sono i genitore dell’EPR, sono di IIgen, non così distanti come evoluzione ma distanti come concetti. Si mettono le migliori cose di un reattore e li si evolve mettendo dentro innovazione ed esperienza acquisita. La generazione è quindi un metodo concettuale di divisione ma non esplicito.

8.       Quanto tempo ci vuole per costruire una centrale? Variabili secondo quello che si considera. La sola costruzione rappresenta mediamente 50 mesi; se consideri anche le autorizzazioni, trovare il sito, approvare la tecnologia del reattore e tutto, arrivi tranquillamente a 10 anni. Per i successivi reattori però questi tempi morti diminuiscono (se fai 2 reattori non devi riapporvare la tecnologia se non ci sono modifiche; se usi un unico sito non ne devi far approvare un altro e così via).

9.       Quanto incide l’uranio sul prezzo di generazione dell’energia nucleare? Molto poco, con l’uranio a 115$/kg incide per 0.71c$ sul prezzo di generazione del kWh. Se raggiunge i 250$ e arrivi a circa 1c$. A seconda se il tuo impianto sia già ripagato o meno, il kWh costa dai 2 ai 6c$.

10.    E il torio come combustibile? Il torio dà tantissimi problemi, soprattutto in fase di riprocessamento (parte indispensabile nell’utilizzo del combustibile). Se da un lato ci sono tanti pregi, dall’altro ci sono molti difetti, e poi è come confrontare un motore diesel con uno a benzina, sono molto differenti e nessuno è assolutamente  migliore dell’altro.

11.    È possibile una speculazione sul costo dell’uranio come quella del petrolio? Sì possibilissimo ma questa avrebbe pochissimi effetti sul prezzo finale dell’energia, comporterebbe solo un aumento degli introiti per gli speculatori ma praticamente nessun effetto sull’acquirente, aumenta del 10% il prezzo del petrolio e la borsa scende, raddoppia l’uranio ed i mercati se ne fregano! (come infatti è successo, sentito parlare al telegiornale dal 2000 di crisi del mercato uranifero per l’aumento del prezzo dell’uranio da 10$ ad oltre 100$?? Il petrolio aumenta di pochi $ e ci sono crisi mondiali)

12.    È vero che i reattori EPR sono stati dichiarati non sicuri da Francia, Finlandia e Regno unito? No, le tre agenzie nucleari hanno mostrato riserve su alcuni aspetti del progetto che sono da migliorare (sistemi di funzionamento e di emergenza in alcuni aspetti non totalmente indipendenti), ma il reattore è stato dichiarato sicuro. Ultimamente poi l’agenzia finlandese ha approvato le modifiche ed il design del reattore EPR a seguito delle critiche, benché voglia una documentazione più chiara per valutare l’indipendenza fra i vari sistemi di controllo.

13.    È vero che reattori EPR sono stati venduti agli Emirati Arabi? No, i coreani hanno fatto una offerta più bassa aggiudicandosi la costruzione dei primi 4 reattori. Secondo fonti ufficiali locali, lo Stato intenderebbe dotarsi di una sola tecnologia, quindi comprerà un’altra decina di reattori dalla Corea, mentre i francesi sono in lizza per altri aspetti del nucleare degli emirati e per la vendita di reattori ad altri paesi arabi (i primi sono quelli della giordania, con il loro reattore ATMEA).

14.    I costi del nucleare sono più bassi considerando solo alcuni aspetti o considerando tutta la filiera produttiva nel suo complesso, scorie comprese? Nel suo complesso, decenni di costruzione e gestione del nucleare hanno reso evidente ciò. Solo prezzi particolarmente bassi del petrolio hanno rallentato e quasi fermato la costruzione di nuove centrali nucleari, ma colla ripresa della corsa al rialzo dei prezzi dell’oro nero la costruzione di nuovi impianti è ritornata ad essere economicamente conveniente. Per vecchi impianti è sempre rimasta la fonte più conveniente di elettrogenerazione, al pari di carbone ed idroelettrico.

15.    Gli investimenti nel nucleare sono del governo o sono dei privati? Per quanto riguarda l’Agenzia, sono tutti investimenti del governo, ma questa sovrintende anche altri aspetti del nucleare e non solo l’elettrogenerazione. Per quest’ultima invece sono tutti investimenti dei privati che hanno bisogno (come chiedeva Fulvio Conti) di un quadro giuridico e politico stabile. Se questo è presente, le imprese possono benissimo investire nelle centrali con soldi propri. I fondi stanziati da Obama, non sono prestiti alle imprese, ma garanzie sui prestiti, se qualcosa va male, ritardi o quant’altro, intervengono quei soldi per non aumentare il costo finale del kWh per quell’impianto. Se tutto procede liscio quei soldi stanziati non verranno toccati, in ogni caso sono prestiti che lo stato concede alle aziende, non contributi a fondo perduto.

16.    Quanto uranio consuma un EPR all’anno? Considerando un nocciolo da 120t, 3 cicli di combustibile, 40t di ricarica per ogni ciclo, arricchimento del 5%, una centrale richiede circa 420t di uranio naturale per ogni ciclo (oltre 1 anno e mezzo) per produrre oltre 20TWh di energia elettrica a ciclo.

 

Respinto il ricorso delle Regioni

postato il 24.giu.2010 alle 10:40 am | da pat

A dispetto del tam tam che circolava in questi giorni sul web su una presunta sentenza antinucleare della Consulta, i giudici costituzionali hanno respinto il ricorso delle 10 Regioni.

Per le motivazioni della sentenza si dovranno attendere alcune settimane ma secondo quanto si apprende, la Corte Costituzionale ha dichiarato in parte infondate e in parte inammissibili le questioni sollevate dalle Regioni che, lo scorso autunno avevano impugnato la delega al Governo in materia nucleare (L.99/2009). Un boccone amaro la sentenza di ieri per Molise, Lazio, Umbria, Basilicata, Toscana, Calabria, Marche, Puglia, Liguria ed Emilia Romagna che chiedevano di avere voce in capitolo su una materia considerata «concorrente» e sulla quale, secondo loro, la competenza statale dovrebbe confrontarsi con le competenze regionali concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.

Mentre secondo la linea dell’Avvocatura di Stato, il nucleare non è prevalentemente una questione di energia ma, implicando problemi di sicurezza, ambiente e vincoli internazionali e sovranazionali, non può definirsi in pratica, materia concorrente.

Un punto a favore del ritorno dell’atomo in Italia anche se il contenzioso non è ancora chiuso perché i giudici costituzionali dovranno pronunciarsi anche sulla legittimità del decreto che attua la delega oggetto della sentenza di ieri nel frattempo impugnato da Emilia Romagna, Toscana e Puglia.

 

Iea e Nea “Senza l’energia da fissione, non si dimezza le emissioni”

postato il 21.giu.2010 alle 11:45 am | da pat

Per dare un taglio sostanziale – ridurre  entro il 2050 del 50% le emissioni di CO2 dovute al settore energetico – bisogna arrivare a produrre con il nucleare il 25% dell’elettricità mondiale. E’ il nocciolo del Roadmap sulle tecnologie energetiche, il documento presentato dall’IEA (International Energy Agency) e NEA (Nuclear Energy Agency) i due principali organismi energetici dell’Ocse, in occasione del Forum sul Clima tenutosi a Seoul lo scorso 16 giugno.

Al momento la potenza installata è di 370 GW e soddisfa il 14% del fabbisogno globale di elettricità. In previsione del dimezzamento delle emissioni di CO2 entro il 2050, cosiddetto scenario “Blue map”, l’IEA stima che la capacità nucleare debba raggiungere 1.200 GW coprendo per quella data il 24% della produzione elettrica mondiale che nel frattempo sarà raddoppiata. Secondo le previsioni dell’agenzia, questa passa da 20 000 a 41000 Twh.

Triplicare la potenza installata di reattori è un obiettivo ambizioso ma realizzabile senza esigere rilevanti avanzamenti tecnologici considerato che, come rileva il documenti, il nucleare civile è una tecnologia low carbon matura pronta a espandersi rapidamente nel prossimo decennio. (continua…)

 

Fulvio Conti “E’ ora di diventare meno inconsapevolmente nucleari e più consapevolmente nuclearisti”

postato il 18.giu.2010 alle 12:38 pm | da pat

Circa il 18% dell’energia che consumiamo in questo momento è di origine nucleare. Proviene da uno dei 27 impianti in esercizio a meno di 200 km dalle nostre frontiere. “Comperiamo energia nucleare dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Slovacchia e facciamo ricchi quei signori. E’ ora di essere meno ipocriti, di diventare meno inconsapevolmente nucleari e più consapevolmente nuclearisti. Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, intervistato da Myrta Merlino su la 7 durante la puntata di Effetto Domino del 19 marzo, denuncia il vuoto informativo ventennale che ha abbandonato la comunicazione sul nucleare esclusivamente al fronte degli  anti-nuclearisti. Gli italiani che, secondo un mini sondaggio condotto dall’emittente, sarebbero per il 40% sostanzialmente favorevoli ad un ritorno al nucleare rimangono poi molto diffidenti ed emotivamente disinformati sul reale grado di rischio che si corre con il nucleare civile. Tant’è che poi all’atto pratico solo il 3% sarebbe disposto a vivere accanto a una centrale nucleare. “Una centrale elettrica nucleare moderna emette meno radiazioni di 100 viaggi aerei” spiega Fulvio Conti che, nel corso della conversazione, affronta anche l’aspetto della scelta dei siti, la tecnologia EPR scelta dal gestore, i sistemi di sicurezza e radioprotezione, le scorie. Un aspetto assolutamente gestibile anche perché si tratta di quantità modeste “Una centrale delle dimensioni di quelle di cui si parla, produrrebbe 7 m3 di scorie all’anno”. A sostegno delle sue tesi, Fulvio Conti non manca di sottolineare i 13mila anni di vita operativa cumulati dalle centrali nel mondo con un solo incidente grave quello di Chernobyl che utilizzava una tecnologia superata. Qui l’intervista.

 

La fusione è esplosa

postato il 16.giu.2010 alle 2:32 pm | da pat

Segnaliamo un interessante articolo di Pietro Greco pubblicato su Greenreport.it sullo stato di avanzamento della fusione termonucleare. Mai come ora le prospettive sono così poco incoraggianti. Non è puramente una questione di ostacoli tecnici perché sono ormai sessant’anni che l’uomo ha acquisito la capacità di produrre una reazione di fusione nucleare a catena (bomba H). Il guaio è che sappiamo come produrre la reazione, ma non come controllarla.

 
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