Commissione per la Radioprotezione tedesca: lo studio KIKK non prova correlazione tra le radiazioni da centrali e casi di leucemie

postato il 29.set.2010 alle 10:18 am | da pat

Diverse decine di studi sulla possibile correlazione tra casi di leucemia e l’esposizione a radiazioni da centrali nucleari sono stati condotti con metodologie diverse, in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone e Germania. Tutti concludono che, a livello complessivo, non c’è evidenza di un incremento di casi di leucemia in prossimità di centrali. Unica voce discordante, lo studio tedesco KIKK che ha ricevuto un’attenzionae particolare dalla stampa. Le conclusioni della studio vengono però contestate dalla Strahlenschutzkommission, SSK. Si tratta della commissione nazionale per la radioprotezione tedesca, fondata 35 anni fa, che coadiuva  il Ministero dell’Ambiente, Conservazione Naturale e della Sicurezza (BMU) e ha ricevuto da questo l’incarico di valutare la veridicità e l’affidabilità dello studio KIKK. Fine ultimo della valutazione era capire se la radiazione emessa da una centrale nucleare potesse essere ritenuta responsabile del rislutato trovato dallo studio KIKK.  Di seguito la traduzione del sommario del documento del SSK presentato il 25 settembre 2008 al BMU e frutto del lavoro di un gruppo interdisciplinare internazionale comprendente: epidemiologi, radio-ecologisti, radio-biologhi, ricercatori ambientali 

 Il 10 dicembre 2007, è stato reso pubblico il report “Studio epidemiologico sull’incidenza di tumori infantili in prossimità delle centrali nucleari” (“Epidemiologische Studie zu Kinderkrebs in der Umgebung von Kernkraftwerken”; KiKK Study[1]). Gli autori hanno sintetizzato le principali evidenze dello studio come di seguito: “Il nostro studio ha confermato che in Germania si osserva una correlazione tra la prossimità della residenza di una persona ad una centrale nucleare, al momento della diagnosi, e il rischio per la stessa di contrarre cancro (o leucemia) nei primi cinque anni di vita. Questo studio non può fornire alcuna informazione su quali fattori di rischio biologico potrebbe spiegare questa correlazione “.

I risultati delle deliberazioni della Commissione per la Protezione Radiologica (SSK, Strahlenschutzkommission) possono essere riassunti come segue:

-          I nuovi dati del rapporto KiKK confermano i risultati dei precedenti studi esplorativi che evidenziavano un aumento del rischio di leucemia, per i bambini di età inferiore ai cinque anni, entro un raggio di 5 km attorno alle centrali nucleari tedesche, in rapporto al rischio esistente  per le aree più esterne. Studi condotti in altri paesi hanno tuttavia prodotto risultati discordanti. Non si può pertanto concludere con certezza, che non vi sia alcuna evidenza di aumento del tasso di leucemia, in generale, nei pressi delle centrali nucleari. (continua…)

 

L’«affaire» energia pulita

postato il 27.set.2010 alle 1:16 pm | da chiccotesta

 

Ricevo da uno degli esponenti storici dell’ambientalismo italiano che è stato tra gli altri, Presidente della Biennale di Venezia, Commissario europeo alla Cultura e all’Ambiente, Ministro dell’Ambiente, leader dei Verdi e Presidente di Italia Nostra, e volentieri do spazio alle sue opinioni che, anche se non collimano completamente con le mie, ritengo interessanti. Un’altra testimonianza delle molteplici anime che innervano il pensiero ecologista in Italia così come nel resto del mondo.

 

di Carlo Ripa di Meana

 

Dietro le energie rinnovabili è ormai visibile una vera e propria questione criminale. In particolare il problema riguarda quella che i francesi hanno già definito l’impostura dell’eolico. Guardiamo ai fatti più o meno recenti di casa nostra. Già nel 2009 la magistratura si era occupata di numerose illegalità che si sarebbero prodotte in Calabria e in Sicilia, ordinando il blocco di alcuni cantieri. La settimana scorsa, poi, il bubbone è scoppiato a Trapani. Lì è stato disposto un maxi sequestro di beni del valore di un miliardo e 500 milioni di euro all’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri. Si sospetta però che il proprietario finale di questo patrimonio sia il capomafia Matteo Messina Denaro e che Nicastri ricopra il ruolo di “facilitatore” del business. Accanto a questo che è il filone più pesante delle indagini, c’è poi quello che viene portato avanti dalla Procura di Firenze e che sembra coinvolgere personaggi come Verdini e Carbone per quanto riguarda l’eolico in Sardegna. Nella faccenda appare coinvolto anche il presidente di quella Regione, Ugo Cappellacci. Insomma, in Sicilia e Calabria il business sarebbe in mano alla mafia, altrove ci sarebbero consorterie, logge massoniche e falangi di affaristi. L’intervento della magistratura si sta estendendo anche in altre zone come la Lombardia e il Veneto. Siamo in presenza dunque di una illegalità molto diffusa che interessa più di mezza Italia e che rischia di estendersi all’intero comparto delle energie rinnovabili: primo, dopo l’eolico, fra tutti il fotovoltaico. Dieci anni fa chi, come il sottoscritto, denunciava la speculazione eolica, veniva accusato di essere un esteta interessato solo alla bellezza del paesaggio e insensibile ai gravi problemi energetici, economici ed ecologici del paese. Rivendico a nostro merito la difesa del paesaggio che è comunque un enorme valore per questo paese. Un valore per la conservazione del quale vale la pena battersi con tutte le proprie forze. Ma – come si vede – non eravamo solo i custodi della bellezza, ma anche di molto altro. Le inchieste dei magistrati ci danno, purtroppo, ragione.  (continua…)

 

Chi l’ha detto?

postato il 26.set.2010 alle 8:31 pm | da pat

“Dobbiamo tanto perseguire l’efficienza energetica, quanto coltivare la  trinità delle tecnologie low-carbon: rinnovabili, nucleare e combustibili fossili puliti”.

mulino-a-vento-mozia

 

La più bella della settimana (18)

postato il 23.set.2010 alle 1:17 pm | da chiccotesta

lettera-mattioli-il-riformista(A fianco, cliccare per ingrandire, la lettera di Gianni Mattioli inviata al Riformista come risposta alle mie critiche all’articolo di Massimo Giannini)

Gianni Mattioli è un esponente storico del movimento antinucleare italiano.  Bene. Ma nonostante sia un fisico non mi sembra supportato dalla logica.

La domanda è molto semplice: Giannini ha scritto che in tutto il mondo si costruiscono centrali di IV generazione e solo in Italia quelle delle III. E’ vero o no? Non è una domanda difficile e la risposta è no. Punto. Ed il fatto che questo grave errore sia fatto al “nobile scopo” di attaccare il Governo non cambia la natura del misfatto. Imperdonabile per un giornalista.

Il resto sono divagazioni e riproposizione di argomenti vecchi e noti. Ai quali vorrei fare solo qualche precisazione.

1.      Dall’incidente di TMI ad oggi la produzione di energia nucleare in USA è aumentata di 4 volte. Altro che blocco. E gli USA sono oggi già fra i maggiori produttori di energia nucleare.

2.      La Germania è già oggi un altro dei grandi produttori nucleari. Con il prolungamento della vita utile delle centrali continua ad esserlo. Nuovamente punto. E da qui a 12 anni vedremo se la Germania uscirà dal nucleare o no. Intanto ha già cambiato idea una prima volta.  Come la Svezia.

3.      La Francia sta costruendo un solo nuovo reattore. Questa è bella.  La Francia fa più del 70% della sua energia elettrica con il nucleare. Quanta ne deve fare ancora?

4.      La Commissione di radioprotezione del Ministero dell’ Ambiente Tedesco ( SSK) ha smontato pezzo per pezzo l’unico studio che aveva trovato una debole correlazione fra leucemie infantili e vicinanza alle centrali nucleari. Così come molti e diversi studi ( USA per es.) non hanno mai trovato nessuna correlazione fra centrali nucleari e malattie degenerative.  Per cui sì: continuerei a parcheggiare mio figlio dentro una centrale nucleare anziché vederlo scorazzare in motorino per Roma. Ha un’idea Mattioli di quanta gente ci lasci la pelle in auto ed in  moto? In un anno in Italia più di 6000 cioè più che in tutti gi incidenti nucleari accaduti nel mondo in 50 anni!

5.      Infine . E’ vero che l’energia nucleare perde quote percentuali nel mondo. Ma non perché diminuisce la produzione nucleare.  Ma perché, invece, crescono i consumi e la quota aggiuntiva è coperta da carbone e gas. Due combustibili ecologici,come è noto.

 

I capricci dei venti spagnoli e le incongruenze dell’eolico nordico

postato il 22.set.2010 alle 9:11 am | da pat

Di Enrico D’Urso

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questo articolo. Non entrando nel merito della critica alla non sicurezza degli investimenti futuri e sulla programmazione energetica spagnola del prossimo decennio, si può benissimo andare a ragionare su come sono gli storici della produzione eolica spagnola nell’ultimo periodo.

 

Facendo una breve ricerca su internet si trova REE l’omologo spagnolo di Terna , nel sito si può poi trovare una pagina che dà i carichi orari spagnoli per fonte e per ora in tempo reale (sul sito Terna manca questa pagina, abbiamo solo il carico totale , mentre per fonte l’ultimo consuntivo è al 2006).  Sulla pagina iniziale del REE, a destra si può poi andare in quattro pagine, una con le emissioni di CO2 per fonte, una col consuntivo in tempo reale per fonte nel totale, una col carico totale nel corso del tempo ed infine l’eolico in rapporto a tutte le altre fonti.

 

Nell’articolo di partenza, si trova l’interessante dato che il 4 maggio 2010 il 40% della fornitura elettrica totale della giornata è stata sopperita dall’eolico, andando nel secondo e nel 4° link e scegliendo la data in questione si vede che il verde corrispondente all’eolico copre buona parte della pagina. Andando però a scorrere le pagine avanti ed indietro in quelle giornate, si trova però che il 40% del 4 maggio è stata una vera punta episodica, andando infatti nel 4° link si trova che il 3 maggio era attorno (all’incirca) il 30-35% della domanda, ma il 2 il 20% o meno, stessa storia per dopo, con il 30-35% il 5 maggio ed ancora sul 20% il 6 maggio. Guardando poi la produzione idroelettrica, si notano grandissime differenze fra un giorno e l’altro. Se poi si va a guardare il grafico negli ultimi giorni, si trova che ad esempio il 3 settembre l’eolico ha generato il 5% della domanda interna elettrica spagnola.

 

Tutto questo excursus sui carichi spagnoli è per dire che l’eolico non è una fonte affidabile, se il 20 settembre su 20GW installati la produzione eolica era anche a meno di 500MW, il 4 maggio era anche di oltre 12GW, ma la domanda elettrica di una nazione è totalmente slegata dal vento, la Spagna non ha una grande produzione idroelettrica (23TWh contro gli oltre 40TWh italiani, a fronte di un fabbisogno elettrico similare in proporzione alla popolazione, leggermente più alto però in Spagna), quindi ha una minore capacità di accumulo dell’energia. Come è possibile quindi sopperire alle differenze fra i diversi momenti della giornata quando il vento è slegato dalla domanda elettrica? (continua…)

 
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