Chi è pro, chi è contro: a tutti un buon 2011

postato il 31.dic.2010 alle 7:32 pm | da admin

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Tecnologie energetiche sempreverdi a Mozia

 

Le scorie? Problema risolvibile. Perché non prendiamo esempio dalla Svezia?

postato il 30.dic.2010 alle 6:38 am | da chiccotesta

Molti dei cittadini che hanno scritto criticando la campagna pubblicitaria del Forum indicano le scorie nucleari come una delle ragioni principali della loro opposizione al nucleare. Essi affermano che le scorie sono sostanze estremamente pericolose, destinate a restare tali per molti secoli. Aggiungono che non possiamo lasciare questa eredità alle future generazioni.

Quello delle scorie non è certo un tema da prendere alla leggera. Anzi, si tratta di un argomento caldo di cui si discute in tutto il mondo. Ma riteniamo che l’esperienza di questi ultimi decenni abbia dimostrato che il problema può essere affrontato in modo efficiente e sicuro. Per diverse ragioni.

  1. Fino a oggi, dopo oltre 50 anni di esperienza in molte centinaia di centrali nucleari, le scorie non hanno mai causato un solo incidente di rilievo, al contrario di quello che accade con molti rifiuti speciali, che sono in quantità estremamente maggiore e non sono regolati da norme altrettanto rigide e sperimentate.
  2. La quasi totalità dei rifiuti radioattivi generati dalle centrali sono paragonabili a quelli prodotti nei reparti ospedalieri, sia per pericolosità sia per quantità. Si tratta di diverse decine di migliaia di metri cubi di sostanze che avrebbero bisogno di un deposito nazionale definitivo che in Italia si fa fatica a localizzare. È un problema che prima o poi andrà risolto, almeno che non si voglia che i rifiuti ospedalieri vengano stoccati nei sottoscala dei reparti di radiologia.
  3. La quantità di scorie nucleari ad alta attività è minima: da nove a quindici metri cubi all’anno per ognuna delle centrali di ultima generazione che dovrebbero essere costruite in Italia. Per fare un paragone, ogni anno l’industria italiana produce 10 milioni di tonnellate di rifiuti speciali altamente pericolosi, spesso a vita molto lunga (una quantità 10 mila volte maggiore rispetto a quella prodotta da otto grandi reattori nucleari). Ma in nessun settore industriale esiste la cultura della sicurezza e del controllo che si è sviluppata nel nucleare in decenni di ricerca internazionale.
  4. Per le scorie nucleari sono possibili diverse soluzioni a lungo termine. In Finlandia e Svezia è stata scelta la soluzione del deposito geologico: le barre di combustibile verranno riposte in appositi contenitori di rame spessi 5 centimetri, progettati per durare almeno 100.000 anni anche se immersi in acqua. In altri paesi (Francia, Giappone, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Cina) è stata scelta la via del “riprocessamento”, cioè la separazione chimica degli elementi contenuti nei combustibile esausto. Negli Stati Uniti un Rapporto del Mit di Boston suggerisce di allungare la soluzione temporanea (stoccaggio in superficie) perché le scorie potrebbero tra qualche decennio costituire una riserva di combustibile di valore inestimabile recuperando l’energia ancora non sfruttata al loro interno (oltre il 99,3%).
  5. Il caso svedese mostra come sia possibile affrontare e risolvere il problema delle scorie con il consenso della popolazione. In Svezia la procedura per la scelta del sito geologico dove stoccare in modo definitivo le scorie (a una profondità di circa 500 metri) cominciò nel 2003. Dopo una prima selezione venne indicata una rosa di due candidati: Forsmark e Oskarshamn. Nel 2009 Forsmark (200 chilometri a nord di Stoccolma) viene prescelto. Bastano due dettagli per mostrare in quale clima di fiducia si è svolta la procedura, in un paese dove l’attenzione all’ambiente è altissima e che produce il 45% dell’energia elettrica con il nucleare.

Primo: nel 2003 a Forsmark il 65% degli abitanti era favorevole al sito, nel 2009 la percentuale è salita al 79%. A Oskarshamn le percentuali sono analoghe.

Secondo: sono stati stanziati circa 250 milioni di dollari (due miliardi di corone) come sussidio alle due municipalità. Ma il 75% di tale cifra andrà alla cittadina che ha perso (Oskarshamn) per compensarla di non aver vinto la gara e di avere quindi perduto investimenti e posti di lavoro.

 

Il miracolo della fusione possibile. Non prima di almeno 20 anni

postato il 27.dic.2010 alle 9:31 am | da admin

Il Santo Graal della generazione elettrica si chiama fusione nucleare. Abbondante, inesauribile e senza scorie. Il fisico Steven Cowley ci descrive a che punto è  la sperimentazione con il progetto internazionale ITER che dovrebbe essere completato entro il 2019 e racconta come nel 1997 si sono ottenuti con JET,  una macchina sperimentale, 16 MW di potenza da fusione.


 

Ma il referendum del 1987 ha davvero cancellato il nucleare?

postato il 23.dic.2010 alle 5:39 pm | da chiccotesta

Sono ormai diverse migliaia i cittadini che hanno scritto per commentare i contenuti della campagna pubblicitaria del Forum Nucleare Italiano. Molti dei commenti sono critici e molti di essi insistono su un argomento: il destino del nucleare italiano – dicono – fu deciso una volta per tutte nel maggio 1987, quando una grande maggioranza di italiani votò per chiudere le centrali. Ci sono almeno quattro ragioni che dimostrano il contrario. Eccole.

(continua…)

 

A chi ancora crede che il nucleare sia nemico delle rinnovabili

postato il 20.dic.2010 alle 5:03 pm | da chiccotesta

In 24 ore abbiamo ricevuto quasi 2.000 commenti alla campagna pubblicitaria promossa dal Forum Nucleare Italiano. Li abbiamo pubblicati tutti, con l’eccezione di alcune decine che onestamente superavano di molto i normali criteri di buona educazione. Ringraziamo tutti senza distinzioni per averci scritto. Naturalmente la partecipazione delle persone contrarie all’energia nucleare è stata corposa. Ce lo aspettavamo, anche per l’invito rivolto da alcuni blog, come quello di Beppe Grillo, a intervenire massicciamente. Tutto bene: sono le regole del gioco.

Stiamo analizzando i vostri interventi per capire quali siano le ragioni più comuni contro o a favore dell’energia nucleare. Ne daremo conto nelle prossime settimane.

Intanto ce n’è una che balza agli occhi. Molti interventi esprimono la loro contrarietà all’energia nucleare e il loro favore per le fonti rinnovabili. Il fatto è che si tratta di due forme di energia che non sono alternative una rispetto all’altra.  Anzi, possono e devono convivere, ciascuna svolgendo una funzione diversa.

Come si produce infatti l’energia elettrica nel mondo e in Italia? Solo in parte con l’energia nucleare e con le rinnovabili, fra cui la più importante è l’idroelettrico. Quasi il 70% si fa invece con i combustibili fossili: carbone (40% circa), gas e olio combustibile.

Le fonti rinnovabili da sole non possono ridurre il peso di queste fonti che sono molto inquinanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità più di un milione di persone ogni anno muore per l’inquinamento provocato da questi combustibili, che sono anche responsabili di circa il 30%  di tutte le emissioni di CO2, il più diffuso dei gas serra.

Inoltre le fonti rinnovabili hanno alcuni limiti strutturali. Il più importante è che non sono sempre disponibili ma, soprattutto l’eolico e il solare, dipendono dalle condizioni climatiche. In questi giorni di cattivo tempo, per esempio, la produzione solare europea è molto ridotta. E molti non sanno che anche in un paese assolato come l’Italia le ore totali di sole utile per la produzione non superano, in regioni come la Sicilia, le 1.500. In un anno ci  sono 8.760 ore totali.

Per cui ci vogliono impianti in grado di funzionare 24 ore su 24. E questi o sono alimentati dai combustibili fossili o dall’energia nucleare.

Ci sono altri problemi legati all’energia solare ed eolica: l’enormità degli spazi necessari per le centrali, in un paese che ha scarsità di territorio. E i costi. Si tratta di problemi complessi, che affrontiamo in altre pagine di questo sito, che qui ci limitiamo ad accennare.

Quindi l’alternativa non è tra rinnovabili e nucleare, ma tra carbone e nucleare.

Meglio di tutti lo ha detto Obama, inaugurando il cantiere di una nuova centrale nucleare negli USA: “So che per molto tempo è stato dato per scontato che chi sostenesse l’ambiente fosse necessariamente contrario al nucleare. Sebbene non abbiamo investito in centrali nucleari per gli ultimi 30 anni, resta il fatto incontrovertibile che l’energia nucleare è il nostro principale combustibile che non produce emissioni di carbonio. Per soddisfare i nostri crescenti bisogni di energia e prevenire le peggiori conseguenze del cambiamento climatico, abbiamo bisogno di aumentare la nostra offerta di energia nucleare. È così, semplicemente. Questo impianto, e solo uno, ridurrà, rispetto a una centrale similare alimentata a carbone, le emissioni di anidride carbonica per un ammontare di 16 milioni di tonnellate anno, rispetto ad un impianto simile a carbone. Sarebbe come eliminare 3,5 milioni di automobili dalla strada”.

Riflettiamo.

 
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