Sto seguendo attonito il processo per omicidio colposo plurimo che si celebra a L’Aquila contro scienziati e gli esperti della Commissione Grandi Rischi colpevoli di non aver previsto il sisma. Apprendo che migliaia di scienziati si sono mobilitati firmando una petizione al Governo per stoppare questo assurdo processo ma con insuccesso. Molto probabilmente gli imputati verranno assolti dato che non è possibile prevedere i terremoti. Uno scienziato spiega: “Allo stato attuale delle conoscenze possiamo prevedere un terremoto con la stessa probabilità con la quale si pronostica un ictus a un paziente obeso” afferma Sudhir K Jain, direttore dell’Indian Institute of Technology a Gandhinagar . “Sappiamo che accadrà ma non siamo in grado di prevedere il momento esatto e l’intensità”.
Sul fronte energia vorrei rivolgere una domanda a Greenpeace.
Greenpeace dichiara con enfasi che la Germania sostituirà i 17 reattori nucleari chiusi con rinnovabili moderne, ossia vento e sole.
“Oggi è una giornata storica per la Germania – ha affermato lo scorso 30 giugno Phil Radford, Direttore esecutivo di Greenpeace USA. Non solo il parlamento tedesco ha approvato la decisione del governo Merkel di uscire entro il 2022 dal nucleare ma si è anche impegnato a sostituire l’energia prodotta da fonte nucleare con energia d’origine solare e eolica. Questa decisione aiuterà la Germania nel conseguire la riduzione per il 2020 di 40% delle emissioni di CO2, obiettivo che necessita il drastico abbandono degli impianti a carbone”. (continua…)
I gas climalteranti sono aumentati del 45% tra il 1990 e 2010 raggiungendo il più alto valore in assoluto: 33 milioni di tonnellate. La causa: la crescita della domanda globale di energia. Efficienza energetica e il crescente contributo delle energie rinnovabili non sono in grado di mitigare gli effetti della maggiori domanda di energia proveniente soprattutto dai paesi in via di sviluppo. Il rapporto “Long- term trend in global CO2 emissions” commissionato dalla Commissione Europea evidenzia i chiaroscuri di un bilancio planetario caratterizzato da ampie variazioni nei trend di emissione. I paesi industrializzati dovrebbero riuscire a raggiungere collettivamente una riduzione del 5,2% delle emissioni entro il 2012 in aderenza agli obiettivi di Kyoto grazie alle riduzioni delle emissioni delle economie in transizione nei primi anni novanta e a causa della recessione 2008-2009. Il rapporto elaborato dal Joint Research Center e dalla PBL Netherlands Environmental Assessment Agency, mostra una notevole variabilità regionale anche tra i diversi paesi industrializzati. Nel ventennio 1990-2010, nell’Europa dei 27 e in Russia, le emissioni di CO2 sono diminuite rispettivamente del 7 e del 28% mentre sono aumentate del 5% negli Stati Uniti. In Giappone sono rimaste all’incirca costanti. (continua…)
Normann Joseph Muller a quale venne conferito il premio Nobel per la medicina nel 1946 per l’ottenimento di una mutazione genetica controllata attraverso l’ utilizzo dei raggi X, avrebbe mentito sostenendo che non esiste una soglia di sicurezza sotto la quale l’esposizione ai raggi ionizzanti è innocua, nascondendo deliberatamente alcuni suoi studi in cui si dimostrava il contrario. La scoperta, frutto di un’indagine svolta dal prof di tossicologia Edward Calabrese dell’Università del Massachusetts e pubblicata dalla rivista Archives of Toxicology and Environmental and Molecular Mutagenesis, sarebbe emersa grazie a un inedito carteggio del 1946 tra il premio Nobel e Curt Stern docente all’Università di Rochester. L’omissione di Muller, scientificamente riprovevole ma moralmente comprensibile a causa della sua crociata contro gli esperimenti militari atomici, ha avuto – anche a seguito del suo incarico presso la commissione governativa degli effetti delle radiazioni sui rischi biologici–un impatto fondamentale nella determinazione dei protocolli di radioprotezione. E non ultimo nel radicare nell’opinione pubblica la paranoia da radiazioni. Questo non è un dibattito scientifico, specifica Calabrese, ma pratico.
Così come si riconducono a considerazioni di ordine pratico anche le riflessioni del professor Zbigniew Jaworowski, riportate nel documento pubblicato dalla World Nuclear Asssociation sotto l’esplicito occhiello “Prospettive personali”. Il lavoro del professore che, dal 1973 al 2010, ha guidato la commissione dell’UNSCEAR (comitato sugli effetti delle radiazioni atomiche istituito dalle Nazioni Unite) analizza le conseguenza dell’assunto del modello cautelativo LNT nella determinazione della proiezione del numero di decessi da radiazioni a seguito dell’esplosione del reattore N.4.
Secondo lo scienziato il presupposto che anche a basse dosi di radiazioni, si producono tumori e malattie ereditarie, quale base per stabilire la previsione di morti imputabili all’incidente è fallace. L’incidente di Chernobyl dimostra che le proiezioni basate sul modello LNT dell’insorgenza di diverse centinaia di migliaia di casi di tumori e leucemie contrasta con i dati epidemiologici rilevati sul campo che invece riportano una riduzione dal 15-30% di decessi per tumore tra i lavoratori intervenuti durante l’emergenza e la riduzione del 5% di incidenza dei casi di tumori solidi tra gli abitanti delle aree più contaminate.
Sebbene le teorie del Prof. Jaworowski possano essere controverse ed in alcuni punti criticabili, il documento fornisce interessanti informazioni sulle origini ed i fondamenti della teoria LNT e dei suoi limiti. (continua…)
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato il bilancio elettrico italiano definitivo del 2010.
È un’informazione molto interessante in quanto dà rapidamente un’idea piuttosto chiara di come viene prodotta e consumata l’energia elettrica in Italia.
E’anche vero che questi dati statistici risultano sempre obsoleti, ad esempio la produzione fotovoltaica indicata è estremamente bassa rispetto alle attuali potenzialità. Oggi sono installati in Italia 11 GWp fotovoltaici che su base annua produrranno all’incirca 13 TWh di energia elettrica, di cui più del 90% verrà immesso in rete mentre una piccola quota di quest’energia sarà consumata dove viene prodotta. Quindi il fotovoltaico contribuirà più o meno con il 4% della richiesta complessiva. Ma questi TWh li potremo vedere interamente riportati solo nel bilancio 2012 che sarà presentato tra due anni.
Nel bilancio 2010 la produzione annua da fotovoltaico risulta pari a soli 1.9 TWh. Mentre nel solo mese di luglio 2011, mese di massima producibilità da solare, il FV italiano ha effettivamente prodotto ben 1.37 TWh di energia elettrica, quasi il 5% della produzione netta mensile.
Sommando i contributi di eolico e fotovoltaico la fetta di produzione coperta dalle nuove rinnovabili sta diventando molto rilevante ed è di conseguenza importante la quota di mercato sottratta ai produttori di energia elettrica da fonti fossili.
Energy Information Administration, l’agenzia statunitense che fornisce dati e previsioni sull’energia ha pubblicato Outlook 2011 aggiornamento del suo scenario energetico mondiale al 2035. La fotografia prevedibile ribadisce le tendenze di fondo, riassumibili in estrema sintesi in questi punti:
1) Cina e India guidano la crescente (+53%) domanda di energia delle prossime decadi. Per la Cina, da quest’anno primo consumatore al mondo, si prevede nel 2035 un consumo superiore del 68% rispetto a quello degli Stati Uniti. Già oggi Cina ed India assorbono un quinto del consumo mondiale di energia.
2) La rinnovabili galoppano (2,8% d’incremento all’anno) senza però scalfire il predominio delle fonti fossili che nel 2035 continueranno a rappresentare il 78% del mix energetico globale. Le fonti rinnovabili nel 2035 rappresenteranno il 15% del mix mentre la loro quota nel 2008 era del 10%.
3) Il gas naturale in pole position nella crescita dei combustibili fossili grazie anche all’apporto del gas non convenzionale proveniente da USA, Canada e Cina.
4) Le quotazioni del petrolio rimarranno alte senza tuttavia che il prezzo faccia flettere il consumo
5) L’elettricità è la forma di energia per uso finale con il più alto tasso di crescita. Tra le fonti per la generazione elettrica le rinnovabili crescono più rapidamente (+3% annuo) del gas (+2.6%), del nucleare (+2.4%) e del carbone (+1.9%).
6) La emissioni di anidride carbonica aumenteranno su scala globale del 43%, concentrate soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Lo scenario, rileva l’EIA, non riflette l’impatto di possibili modifiche nell’ambito delle politiche nucleari a seguito dell’incidente nella centrale giapponese di Fukushima.