In un rapporto reso noto oggi la Tepco, coadiuvata da istituti di ricerca, informa che secondo alcuni modelli di analisi vi è una buona probabilità che il nocciolo del reattore n.1 della centrale di Fukushima Daiichi sia completamente fuso e che la maggior parte di questo abbia trapassato il contenitore in acciaio del reattore (RPV) e fuso il cemento sottostante per una profondità di circa 70 cm mescolandosi con questo. La barriera successiva ovvero il contenimento primario del reattore (PCV) è protetta da uno spessore di 2.6 m di cemento quindi il corium (il nocciolo liquefatto del reattore) è separato dal PCV da ulteriori 2 m di cemento*.
Secondo i tecnici il nocciolo fuso non dovrebbe comunque procedere oltre, l’espansione del nucleo fuso, il tempo trascorso dall’incidente ed il mescolamento con il cemento dovrebbero aver diminuito notevolmente l’intensità del calore generato e quindi il nocciolo dovrebbe rimanere ‘incastonato’ nello spessore di cemento contenuto all’interno del PCV.
Una completa perforazione della base del reattore, spessa circa 10 m appare piuttosto improbabile, quindi è scongiurata una “sindrome cinese”.
Per i reattori n.2 e n.3 della centrale i modelli elaborati confermano un meltdown solo parziale dei noccioli (circa il 60%) ma anche in questi reattori potrebbe essere avvenuta la perforazione dell’RPV e la fuoriuscita di una piccola porzione di nocciolo fuso.
La NASA darà il via in questi giorni (26 novembre) ad una nuova missione su Marte che prevede l’utilizzo di un rover marziano più grande e più performante dei suoi predecessori. Il rover dovrà effettuare nuovi e più completi esperimenti scientifici, esperimenti che cercheranno di chiarire se il pianeta rosso abbia mai avuto la possibilità di ospitare la vita.
Il nuovo rover si chiama Curiosity (MSL, Mars Science Laboratory) e deriva dal know how ottenuto con i veicoli automatici Pathfinder, Spirit ed Opportunity. Curiosity è grande quanto una piccola auto, pesa circa 900 kg ed ha un sistema di alimentazione che permetterà di ampliare notevolmente l’autonomia del mezzo rispetto ai suoi predecessori: una batteria ‘nucleare’ o meglio un RTG (Radioisotope Thermoelectric Generator).
Il fenomeno del surriscaldamento del pianeta per effetto antropico solleva, anche in questa sede, accese controversie. C’è da scommettere che accadrà anche con la pubblicazione dell’ultimo rapporto della WMO, l’agenzia delle Nazioni Unite per la meteorologia. Ma i dati sono dati e come sosteneva quel tale, se gli scienziati devono dire la verità, gli scettici possono dire tutto.
“Anche se si riuscisse a bloccare le emissioni oggi, la concentrazione di CO2 in atmosfera rimarrebbe invariata per decenni e continuerebbe a influenzare sia il clima, sia il delicato equilibrio della vita sul pianeta”. E’ il poco incoraggiante commento del segretario generale dell’organizzazione sull’andamento dei gas ad effetto serra aumentati del 1,4% dal 2009 e del 29% dal 1990 anno di riferimento per il Protocollo di Kyoto. Tra le maggiori cause di questo incremento ci sono attività umane quali l’uso di combustibili fossili e il settore dell’agricoltura.
Nel 2010 la concentrazione di anidride carbonica, principale responsabile dei gas serra, nell’atmosfera è aumentata a 389 parti per milione, (+2,3 ppm rispetto all’anno precendente) registrando una dinamica superiore a quella media degli anni ’90 (+1,5 ppm/anno) e persino superiore a quella dell’ultimo decennio (+2 ppm/anno) quando per lungo tempo l’agenda climatica era ancora marginale.
Gli scienziati concordano che, per contenere l’innalzamento delle temperature del pianeta sotto i 2°C, bisogna calmierare le concentrazioni di CO2 entro le 450ppm.
La fotografia dell’WMO incombe sugli incontri della prossima settimana quando 200 delegati discuteranno a Durban i progressi compiuti nella lotta climatica. Sono anche questi dati che hanno spinto l’Agenzia Internazionale per l’Energia a temere che, entro i prossimi 5 anni, si possa raggiungere quello che gli esperti chiamano Cambiamento Climatico Irreversibile, ossia quando gli effetti non potranno essere mitigati .
Aper (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili) ha pubblicato un libretto intitolato “Energie senza bugie”, una pubblicazione ben fatta ed impreziosita da vignette del bravissimo Giannelli, una pubblicazione che sul filo dell’ironia vuole illustrare ai cittadini quali sono, o meglio quali saranno i veri costi delle nuove energie rinnovabili per i cittadini da qui al 2020.
In particolare il primo slogan riportato nella pubblicazione merita però una lettura critica, lo slogan recita:
“Lo sapevi che raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili ti costerà solo un gelato al mese?”
Nel libretto si indica infatti che da oggi al 2020 si dovrà triplicare la produzione energetica da “nuove rinnovabili” (eolico, solare, bioenergie, mini-idro) per raggiungere gli obiettivi comunitari e che i maggiori costi per questo sforzo aggiuntivo saranno pari a 9 €/MWh. Che corrispondono a 2 € a famiglia al mese… in pratica solo un gelato al mese.
Si è considerato che il consumo elettrico di una famiglia tipo è pari ai classici 2700 kWh annui. Quindi la spesa familiare annua sarà di 9 €/MWh x 2.7 MWh = 24 €, pari a 2 € al mese. Quindi i conti sono corretti, anche se andrebbe ricordato che per le rinnovabili attualmente in esercizio paghiamo già nelle bollette elettriche domestiche su per giù altri due gelati al mese.
Se però si considera che in Italia vengono consumati complessivamente circa 310 TWh ogni anno i 9 €/MWh comportano una spesa addizionale annua di 2.8 miliardi di € in incentivi che divisi per 60 milioni di italiani fanno ben 48 € a testa (e non a famiglia).
Conosco Corrado Clini da una vita. Da quando cominciò ad occuparsi di Medicina del lavoro a Venezia, all’attenzione di tutti per via del Polo chimico di Porto Marghera, che allora occupava migliaia di persone. E poi chiamato a Roma da Giorgio Ruffolo, neo Ministro dell’ambiente a cui diede una struttura che ancora persiste. Da allora Clini non ha più cambiato mestiere, occupando l’incarico di Direttore Generale ed occupandosi negli ultimi anni di tutta la partita CO2 , anche rappresentando l’Italia in tutte le trattative internazionali.
Clini non è mai stato un fondamentalista dell’ambiente. Medico di formazione ha sempre cercato di introdurre razionalità e valutazioni pacate, spesso basate su analisi costi/benefici razionali.
Non mi stupisce affatto, quindi, che, interrogato su nucleare, OGM ed altri temi abbia fornito risposte razionali. Non escludendo queste tecnologie dall’orizzonte di possibili scelte energetiche ed ambientali. Dopodichè anche un bambino avrebbe capito che un conto sono le posizioni di principio ed un conto il programma di questo Governo, che, durando al massimo, un anno e poco più non può certo pensare di riavviare la scelta nucleare. Anche perchè con il referendum gli Italiani hanno chiuso questa strada e sarebbe velleitario pensare di riaprirla senza elementi di forte novità che la giustifichino.
Ma naturalmente le poche parole di Clini hanno innestato polemiche a non finire. E vien proprio voglia di dire: “Ma con tutti i problemi che ci sono di che stiamo a parlare?”. L’energia nucleare in questo Paese sembra provocare nevrosi a non finire e costituire un palcoscenico per infinite discussioni senza costrutto. Polemiche da pollaio.
Se conosco un po’ Clini penso che in campo energetico dedicherà la sua attenzione all’efficienza energetica, campo in cui i ritorni degli investimenti appaiono veloci e giustificati.
Se poi, In Italia, per apparire credibili occorre prima di tutto, come nelle sette religiose affermare la propria fede antinucleare, be’, sia reso merito a Corrado Clini, che, consocendo il mondo e i suoi problemi molto bene, ha ribadito la sua convinzione di fondo, senza opportunismi e piacionerie. Vale a dire che dell’energia nucleare occorre tenere conto. Opinione per altro contenuta nel recentissimo Outlook dell’ AIE. Buon lavoro quindi a Corrado Clini.