Radiazioni intelligenti, nuova arma nella lotta ai tumori: un’eccellenza italiana

postato il 31.gen.2012 alle 4:32 pm | da pat

All’Istituto Europeo di Oncologia si è inaugurato una nuova era nella cura dei tumori anche di quelli più insidiosi. Quattro tecnologie di radioterapia di ultima generazione che posizionano il centro milanese tra i primi 10 al mondo. Venticinque milioni di euro d’investimento per macchinari in grado di irradiare le neoplasie con altissima precisione  balistica e massimo risparmio dei tessuti sani circostanti, per una terapia meno invasiva e devastante. Il concetto di “minima terapia efficace” sostituisce la somministrazione del “massimo trattamento tollerabile”. Si concentrano le dosi (che possono comunque anche raggiungere complessivamente 20-60 Gy somministrati in 1-5 frazioni)  e si accorciano i tempi di trattamento per ottenere  una remissione del cancro senza incisioni, anestesia, dolore e riabilitazione.

La panoplia di macchinari che hanno richiesto un investimento di 25 milioni di euro, si articola in un sistema di TomoTheraphy che regola l’intensità delle radiazioni a seconda dell’organo da trattare; Trilogy che visualizza il movimento degli organi durante l’irradiazione; Vero che è un acceleratore lineare il quale, ruotando, permette al fascio di radiazioni di focalizzarsi sul bersaglio; Cyberknife che è una sorta di bisturi radioterapico.

Di seguito l’articolo a firma di Mario Pappagallo uscito oggi sul Corriere della Sera: (continua…)

 

Embargo sul petrolio iraniano: motivi e possibili conseguenze

postato il 28.gen.2012 alle 9:15 am | da gbettanini

Il 23 gennaio L’Unione Europea ha deciso un embargo sull’importazione di petrolio iraniano. Un inasprimento delle sanzioni già attive è stato applicato anche dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’Europa i 27 ministri degli esteri degli Stati membri hanno deciso all’unanimità per il blocco delle importazioni di petrolio e di prodotti petrolchimici, sono stati vietati nuovi contratti ed i contratti di fornitura attivi potranno essere evasi solo entro il primo luglio 2012, giorno in cui diverrà ufficialmente attivo l’embargo. Il mercato europeo assorbe oggi circa un quarto del petrolio complessivamente esportato dall’Iran. Il consiglio europeo ha anche congelato gli asset della banca centrale iraniana all’interno della UE ed ha vietato investimenti in impianti petrolchimici in Iran. Negli USA l’embargo va invece a colpire le istituzioni finanziarie iraniane, in particolare dopo aver sanzionato la prima e seconda banca del paese viene ora sanzionata anche Bank Tejarat, terza banca per importanza.

L’effetto immediato di queste sanzioni è stata una rapida perdita di valore della moneta iraniana il rial, già pesantemente inflazionata e si è scatenata nel paese una corsa all’accaparramento di oro e di valute forti.

In posizione più defilata ci sono Russia e Cina, partner commerciali dell’Iran, la Russia esprime “rammarico ed allarme” per la scelta europea, la Cina è critica verso l’embargo e ambedue le nazioni chiedono che venga trovata al più presto una soluzione diplomatica della questione.

(continua…)

 

Spagna, eolico riacchiappato dal carbone

postato il 26.gen.2012 alle 5:27 pm | da pat

Pubblicati i dati provvisori relativi al fabbisogno elettrico spagnolo per il 2011. Nell’anno che si è appena concluso, secondo le cifre riportate da Red Eléctrica de España, la domanda elettrica relativamente alla penisola iberica è calata di 1,2% rispetto al 2010, riportando consumi complessivi per 255.179 GWh simili ai livelli registrati nel 2006.

Quello che salta agli occhi, nel paese del sole e del vento (rappresentano il 93% della potenza addizionale, 1.879 MW, introdotta nel 2011), è che nucleare, gas e carbone sono ancora i protagonisti della copertura del fabbisogno, rispettivamente per il 21, 19 e 15%. In particolare, tra il 2010 ed il 2011, la quota di carbone è all’incirca raddoppiata ed equivale a quella dell’eolico 16%.

Va segnalato che nell’anno che appena concluso, malgrado la minore ventosità registrata e conseguente producibilità inferiore rispetto al 2010, le pale hanno conquistato un nuovo record assicurando 59,6% della domanda elettrica nazionale. Attenzione però, si tratta del picco di produzione istantanea registrato il 6 novembre alle 2 del mattino.

Le fonti rinnovabili che complessivamente rappresentano il 33% della domanda  sono calate del -3% rispetto al 2010 a causa di una regressione dell’apporto dell’idroelettrico passato da 16% a 11%. L’eolico è rimasto stazionario. Le rimanenti voci di fonti sono così suddivise: Termico 2%, FV 3%, Solare termico 1% e rifiuti e cogenerazione 12%.

Sul fronte ambientale, nell’anno appena concluso a causa della minore produzione dalle fonti di energia pulita (idro, eolico e nucleare), il volume delle emissioni attribuite al settore elettrico è aumentato del 25%.

 

Obama, 2035 elettricità 80% da fonti pulite con accordo bipartisan

postato il 25.gen.2012 alle 1:55 pm | da admin

Ieri nel suo discorso sullo stato dell’Unione, Barack Obama fa, al solito, leva sull’orgoglio patriottico statunitense, ricalcando l’efficace immagine del nuovo Progetto Apollo, già utilizzata nel discorso dell’anno scorso, per la conquista di fonti energetiche pulite. Impresa che già calamita le migliori menti del paese  e come esorta Obama, ha bisogno del sostegno del governo. “Per aiutare finanziariamente questo sforzo innovativo sto chiedendo al Congresso di eliminare i miliardi di dollari di contributi attualmente dati alle compagnie petrolifere (Applausi) Non so se avete notato, ma stanno andando bene comunque, – risate – per cui anziché finanziare le energie di ieri, dobbiamo investire in quelle di domani”.

Ma non basta. “Le scoperte in energie pulite si tradurranno nello sviluppo della green economy solo quando le imprese realizzeranno che c’è un mercato di  sbocco per le loro innovazioni. Sicchè questa sera, vi sfido a unirvi a me nel perseguire un nuovo obiettivo: entro il 2035 l’80% dell’elettricità in America dovrà essere generata da fonti pulite. Alcuni vogliono eolico e solare. Altri il nucleare e il carbone e gas puliti. Per raggiungere questo obiettivo, servono tutte le opzioni – ed esorto Democratici e Repubblicani a lavorare insieme per realizzarlo”.

 

Fondi DOE per lo sviluppo di mini reattori

postato il 24.gen.2012 alle 10:21 am | da pat

Gli USA  al palo nell’avanzamento della tecnologia nucleare? Chi lo riteneva potrà ricredersi. Qualche settimana dopo la certificazione del reattore AP1000 prodotto da Toshiba-Westinghouse, prima tipologia di reattore di III+ generazione a ricevere l’approvazione dall’ente di regolamentazione statunitense NCR, ora tocca ai mini-reattori. Nell’intento di far decollare un’industria manifatturiera  di piccoli reattori modulari, il Dipartimento per l’Energia ha presentato una bozza di Funding Opportunity Announcement, FOA,  che indica il quadro legale-economico per possibili accordi di sviluppo congiunto pubblico-privato del design, costruzione ed export di questa tipologia di reattore. Con l’annuncio dello scorso venerdì, il dipartimento diretto da fisico premio Nobel Steven Chu, sollecita inputs da parte dell’industria, per arrivare rapidamente alla definizione di un modello di compartecipazione, unica nel suo genere, tra industria privata e amministrazione federale nella progettazione, engineering,  certificazione di questi reattori in scala ridotta. “Un passo importante nella competizione globale per le energie pulite” ha chiosato di segretario per l’Energia aggiungendo che si pensa  allo sviluppo di due tipologie di Small Scale Reactors destinati a entrare in produzione entro il 2022.

La compattezza dei SMR, circa un terzo della grandezza dei reattori attualmente costruiti,  presenta vantaggi in termini di sicurezza, maggiore versatilità per l’individuazione del sito e benefici economici. Si abbattono i costi di capitale e i tempi di costruzione in virtù del fatto che vengono costruiti e assemblati –quasi in serie – in fabbrica per essere avviati verso la destinazione finale praticamente nella modalità “plug and play”. Le dimensioni contenute li rendono particolarmente adatti per reti elettriche di estensione ridotta e per particolari zone geografiche, ad esempio densamente popolate, che non potrebbero ospitare impianti tradizionali. Per la caratteristica della modularità sono indicati anche per aggiungere potenza alle centrali in caso di maggiore richiesta.

Diverse società stanno lavorando a tiplogie di reattori modulari: accanto a colossi come la Westinghouse, General Electric-Hitachi, Babcock &Wilcox ci sono piccole società come NuScale, Hyperion e TerraPower dove ha investito anche Bill Gates. La mossa del DOE è stata immediatamente percepita dall’industria come un significativo cambiamento nelle condizioni di mercato per lo sviluppo del segmento dei SMR. Pronta la reazione di Westinghouse che ha fatto sapere la sua intenzione di entrare in lizza assieme ad alcune utilities, per partecipare all’iniziativa del FOA.

 
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