Come di consueto l’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) alla fine di ogni trimestre pubblica un documento che illustra le variazioni di costo delle bollette di energia elettrica e gas in vigore nel trimestre successivo. Questo documento da qualche tempo contiene anche indicazioni sulla visione dell’AEEG e del suo presidente (Guido Bortoni) riguardo all’evoluzione dei mercati energetici, all’evoluzione del sistema elettrico italiano e sul riflesso che questi cambiamenti hanno sugli oneri caricati in bolletta. Il comunicato trimestrale pubblicato ieri contiene però un inedito coup de théâtre.
Nel comunicato infatti si evidenziano aumenti che sono pari a +5,8% per l’energia elettrica e pari a +1,8% per il gas ma per quanto riguarda la bolletta elettrica si specifica che gli aumenti dovuti all’incentivazione delle fonti rinnovabili (caricati sulla componente A3) che peseranno per un ulteriore +4% non entreranno in vigore dal 1° di aprile ma bensì dal primo maggio. Questo nuovo approccio viene spiegato nel documento in questo modo: “L’Autorità sente l’esigenza di dare un segnale, chiaro e concreto […]. Il tempo di un mese potrà servire ai decisori delle politiche energetiche per operare le migliori scelte, con modalità sopportabili per i cittadini e per le imprese, alle quali si sta già chiedendo uno sforzo titanico vista la congiuntura economica”. In sostanza l’Autorità vuole mettere un punto esclamativo sugli oneri in bolletta dovuti alle rinnovabili che sono effettivamente elevati e lo fa in una maniera decisamente inedita.
Un paio di mesi fa avevamo parlato del primo tentativo effettuato da tecnici della Tepco di monitorare la situazione all’interno del contenimento primario (PCV) del reattore n.2 della centrale di Fukushima Daiichi.
Il primo tentativo non aveva dato i frutti sperati, erano state raccolte delle interessanti immagini ma l’endoscopio industriale utilizzato non è stato in grado di individuare il livello dell’acqua all’interno del contenimento ed era stata misurata solamente la temperatura all’interno del PCV.
La necessità di una verifica delle condizioni dell’unità 2 si era resa necessaria anche a causa del malfunzionamento di alcune termocoppie posizionate nella periferia del contenitore in acciaio del reattore (RPV) che fornivano dati che lasciavano pensare ad una possibile instabilità delle condizioni del reattore n.2.
Nei giorni 26 e 27 marzo si è proceduto con un secondo e più fruttuoso tentativo ben descritto in questo documento.
Il problema energetico è nell’agenda di Bill Gates da quando veste i panni del filantropo. Questo non gli impedisce un approccio alla questione anche da una prospettiva imprenditoriale. Del suo investimento in TerraPower, la start up impegnata nel design di un reattore che rientrerebbe in uno dei filoni di sviluppo della IV generazione, abbiamo già raccontato. Qui una sua intervista audio al Wall Street Journal dove il fondatore di Microsoft anticipa che il primo impianto sperimentale sarà pronto nel 2022. Sei anni dopo conta far uscire sul mercato i primi modelli su scala industriale. “Buon ritorno economico, superato il problema delle scorie e sicurezza affidata completamente a sistemi passivi. Si elimina l’errore umano” riassume Bill Gates per illustrare i vantaggi della tecnologia TerraPower con la quale la reazione di fissione dell’atomo di un nucleo di uranio si perfeziona senza lo spreco di quel 99,3% di combustile, un po’ come la cera di una candela che si consuma completamente. Gates spiega che i tempi di progettazione si accorciano in quanto la simulazione ottenibile dall’attuale potenza dei calcolatori permette di avvicinarsi quasi perfettamente a un’imitazione della realtà e si è quindi in grado di verificare completamente che cosa succederebbe all’impianto sottoposto a svariate sollecitazioni. Sulla carta i progetti sono scalati a 1GW di potenza ma il primo prototipo sarà di capacità di 100/200MW.
E’ stato pubblicato su European Energy Review un interessante articolo di Maria van der Hoeven, direttore esecutivo della International Energy Agency, intitolato “Subsidy cuts show that renewable energy is coming of age” un articolo con diverse chiavi di lettura che mette in una luce decisamente positiva i recenti tagli ai sussidi alle fonti rinnovabili avvenuti in tutta Europa affermando in sostanza che il taglio degli incentivi è la dimostrazione del fatto che queste nuove tecnologie energetiche sono vicine al momento in cui potranno sopravvivere senza aiuti governativi.
La direttrice della IEA fa il quadro della situazione incentivazione alle energie rinnovabili e dà alcuni dati interessanti:
· Sole, vento, idroelettrico e biomasse producono oggi all’incirca un quinto dell’energia elettrica mondiale, quota che ci si aspetta aumenti al 32% nel 2035.
· Gli incentivi alle fonti rinnovabili in tutto il mondo nel 2010 sono costati 66 miliardi di $, meno di un quinto dei 409 miliardi di $ con cui nello stesso anno sono state incentivate le fonti fossili.
· Le tariffe incentivanti hanno fatto sviluppare le installazioni in maniera inaspettata, nel caso del fotovoltaico hanno funzionato fin troppo bene portando ad un calo inatteso dei costi facendo sì che “in molti mercati questa tecnologia sta diventando competitiva con i prezzi dell’energia acquistata da rete”
Ha solo 17 anni ma è già un consulente del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale nell’analisi di tattiche antiterroristiche ed è anche il coordinatore del progetto di ricerca sulla fusione nucleare presso il Dipartimento per l’Energia. Segnatevi il nome di Taylor Wilson, il più giovane scienziato nucleare al mondo secondo la classifica di worldrecordsacademy. C’è da scommettere che sentiremo ancora parlare di questo giovanotto che ha già sviluppato una versione economica di rilevatore di radioattività simile ai contatori a effetto Cherenkov a un decimo del costo. Lo scorso maggio Wilson ha presentato il suo prototipo alla Science Fair intascando il primo premio di 50mila dollari.
Wilson è un fuoriclasse che non solo ha talento ma anche l’audacia di credere che sia possibile cambiare il mondo. Come ogni success story americana che si rispetti inizia in un garage, quello dei genitori di Taylor il quale, 3 anni fa, si mise in testa di creare una stella in un boccale ed è approdato a costruire un’apparecchiatura che produce isotopi medicali e ha imparato a preparare del yellow cake. Una breve presentazione dei suoi exploit sul prestigioso palco delle Ted Conference.