Si è conclusa ieri a Rio de Janeiro in Brasile la conferenza Rio+20 sullo Sviluppo Sostenibile, un convegno con il proposito di discutere di quelli che sono i principali problemi dell’umanità tra cui la povertà, la mancanza di cibo, il landgrabbing, l’inquinamento, l’impossibilità di accedere ad energia moderna per più di un miliardo di persone che come aveva già indicato qualche mese fa la IEA non hanno possibilità di usufruire dell’energia elettrica e utilizzano per cucinare nelle proprie case biomassa o rifiuti che rendono nociva e, a lungo andare, mortale l’aria che respirano.
Al convegno di Rio erano presenti alcuni capi di stato, i rappresentanti di tutti i maggiori paesi del mondo ma si è contata qualche assenza eccellente, come quella del presidente statunitense Obama. Il documento The future we want che il risultato della conferenza è stato giudicato da molti, insufficiente, poco coraggioso, pieno di dichiarazioni di intenti ma con poca sostanza e la conferenza nel suo complesso è stata giudicata un flop
A Rio si è discusso di cose enormi e su argomenti simili non è possibile dire nulla che non sia superficiale ma a leggere notizie dei maggiori quotidiani occidentali sembra che abbia destato particolare rammarico la mancanza di azioni decise che riguardassero l’utilizzo delle fonti rinnovabili contro i cambiamenti climatici. A leggere i documento di sintesi del convegno (The future we want), articolato in ben 283 punti non si può fare a meno di notare che di energie rinnovabili si parli al 127° punto e di cambiamenti climatici al 17°. Quelle che da molti sono considerate priorità forse per gli altri non lo sono.
Secondo il ragionamento di alcuni l’occidente dovrebbe investire miliardi di dollari in energie alternative in modo che i presunti effetti delle emissioni di CO2 in atmosfera non si concretizzino in cambiamenti climatici (desertificazione, aumento del livello dei mari, uragani…) e non si ritorcano sulle popolazioni più deboli ed indifese. Di fronte a tragedie umanitarie dovute a guerre, siccità, carestie in cui migliaia di persone perdono la vita oggi, la via occidentale green francamente non sembra la maniera più diretta per risolvere i problemi. Tantopiù che se c’è una cosa che è ben dimostrata dalla storia è che proprio l’accesso di sempre più persone all’utilizzo di energia moderna permette di creare ricchezza, allontana lo spettro della fame e rende possibile difendersi degli eventi naturali. Questo è ciò che è avvenuto e sta avvenendo nei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina).
E’interessante notare come uno degli achievement della conferenza sembri sia stato un accordo preliminare per la riduzione dei sussidi alle fonti fossili che ammontano mediamente a circa 400 miliardi di dollari ogni anno, il problema è che questi sussidi riguardano principalmente paesi in via di sviluppo, paesi che incentivano i fossili per sostenere la loro crescita economica e non i paesi occidentali. Tali sussidi rispondono ad una logica ben precisa: rendere economica l’energia (carburanti, en.elettrica, gas da cucina) in modo che possano svilupparsi attività ad alto valore aggiunto (nel manifatturiero, nel commercio, nel terziario), beni energetici venduti ad un prezzo ben al disotto del prezzo di mercato ma che costituiscono un formidabile volano per l’economia di quei paesi, incentivi che non rientrano propriamente nella definizione di ‘spreco’ e cui sarà difficile per tali paesi poter rinunciare.
Una conferenza quella di Rio che ha messo in tavola problemi seri con il coraggio di mantenere, cosa molto importante, l’uomo al centro della questione (e non, sterilmente l’ambiente) chiedendosi cosa fare per creare le condizioni sociali, economiche, politiche e culturali per far progredire le popolazioni più sfortunate… la soluzione a questi problemi sarà lenta complessa e presenterà molti ostacoli ma con tutta probabilità avrà molto poco a che fare con qualcosa come costruire un parco fotovoltaico nella periferia di una delle nostre città o comperare una auto elettrica per ‘sentire’ di aver fatto qualcosa.
correggo…
per cui quello che si ottimizza è l’arricchimento)
“Secondo il ragionamento di alcuni l’occidente dovrebbe investire miliardi di dollari in energie alternative in modo che i presunti effetti delle emissioni di CO2 in atmosfera non si concretizzino in cambiamenti climatici (desertificazione, aumento del livello dei mari, uragani…)”
Volendo fare l’ipotesi di un massiccio impiego di risorse nello sviluppo delle rinnovabili (solare e eolico), questo dovra’ per alcuni decenni convivere con una produzione in larga parte ottenuta da carbone, finche’ queste rinnovabili non saranno in grado di soddisfare interamente la domanda.
Le emissioni di CO2 quindi continueranno ad aumentare, cosi’ come i suoi effetti destabilizzanti sul clima: gli uragani. Questi, da fenomeni tipicamente tropicali, potrebbero estendersi a tutta l’Europa.
Qualcuno si e’ mai chiesto quale puo’ essere l’impatto di un uragano, o di vento molto forte, su pannelli solari o pale eoliche?
Ad una centrale nucleare farebbe il solletico.
nessuno, le pale hanno un sistema di controllo per cui si bloccano (le più recenti e sofisticate non si bloccano ma variano l’angolazione delle pale) per non correr rischi
per quanro riguarda i pannelli Fv si tratta di ancorarli bene, nulla di che come qualsiasi altro manufatto (ad esempio le tegole)
starei molto attenti a fare proclami sul solletico a centrali nucleari, non si sa mai
Sicuro sicuro?
http://goo.gl/aqmKK
una turbina che prende fuoco…
immane tragedia… altro che i 3 reattori danneggiati e soggetti a esplosioni di idrogeno di Fukushima ..
fuori di polemica, ogni sistema tecnico è soggetto a una probabilità di fallimento o incidente ma francamente nell’eolico (fatta salva la fase di costrzione che non è banale) il prodotto tra la probabilità di incidenti e le relative conseguenze non mi desta alcuna preoccupazione
Qui c’e’ una foto:
http://www.meteoweb.eu/2011/12/scozia-devastata-da-una-delle-peggiori-tempeste-degli-ultimi-15-anni-sui-rilievi-raggiunte-raffiche-di-ben-265-kmh/101919/
E qui un video:
http://www.ecogeek.org/content/view/1396/
Luca: “per quanro riguarda i pannelli Fv si tratta di ancorarli bene, nulla di che come qualsiasi altro manufatto (ad esempio le tegole)”
Quando il vento e’ abbastanza forte (ad esempio un piccolo uragano, come quelli che potrebbero esserci in Italia in un futuro prossimo grazie all’effetto serra), i pannelli restano attaccati al tetto, ma magari e’ il tetto che non sta’ attaccato alla casa.
Il clima a cui siamo abituati in Italia potrebbe cambiare radicalmente a causa dell’aumento della temperatura, e in men che non si dica.
capisco e mi sembra una preoccupazione ragionevole, è solo che non vedo un sostanziale aumento delle pericolosità rispetto a un manufatto privo dei pannelli stessi
La pericolosita’ diciamo che e’ la stessa (tra tegole vergini e tegole con pannello; non tra pale eoliche che volano e centrale nucleare).
Bisogna aggingere cali nella produzione elettrica dovuti ai danni, che possono richiedere mesi per essere riparati.
2 metri di cemento armato…. hai voglia!
Sarà, ma stringi stringi io credo che la green-economy nel concreto sia solo un modo nuovo di far girare l’economia, vista la situazione in cui ci si trova. Di vantaggi reali e concreti per i paesi in via di sviluppo (o peggio) io non ne vedo proprio.
Credo che il succo sia quello di trovare il modo di preservare lo stato di comodità e benessere di chi già sta bene, ovviamente il tutto condito con toni ed aggettivi che si rivolgono invece verso chi sta peggio.
Mah, sarò cinico io, ben felice di sbagliarmi, ma a naso dubito…
Non credo sia coretto interpretare la prima menzione di “renewable” al punto 127 come una indicazione di priorità.
Il documento è organizzato in sezioni successive, con punti omogenei in argomento rispetto alla sezione, e il fatto che una sezione preceda le altre non è indicazione di una priorità, ma di un filo logico del discorso.
Sicuramente si nota che l’enfasi è posta sul combattere la povertà, fine nobile e importantissimo, lotta che rischia però, come giustamente nota Bettanini, di esser perseguita con misure non ottimali da un punto di vista ambientale.
C’è poco da fare. Se si volessero davvero risolvere una volta per tutte i problemi energetici in modo economico e sostenibile c’è un’unica ricetta realistica e provata: Le centrali nucleari autofertilizzanti.
Al sodio liquido, al piombo, ai sali fusi. Quella che vi pare. Ci sono tanti modi per realizzarle. Ma l’unica soluzione per questo secolo è quella. Per il prossimo secolo, vediamo se ci arriviamo.
Il resto è solo aria fritta. Il fatto è che la leadership mondiale è formata da avvocati e laureati in scienze politiche, che di tecnologia non capiscono niente.
infatti… http://www.facebook.com/notes/roberto-zavattiero/why-nuclear-energy-is-the-only-sustainable-energy-for-the-future/3434410543785
valutazione materiale ed economica dell’estrazione dell’uranio dall’acqua marina per l’uso in reattori a neutroni moderati e neutroni veloci.
Che dire dei costi?
In questo libro, come di consueto, i miei calcoli hanno prestato poca attenzione all’aspetto economico. Tuttavia, poiché il contributo potenziale nella produzione di energia in forma sostenibile deriva proprio dall’uranio estratto dall’acqua marina mi sembra opportuno esaminare se questa possibilità è economicamente fattibile
Alcuni ricercatori giapponesi hanno messo a punto una tecnica per l’estrazione dell’uranio dall’acqua marina ad un costo di $100~300 per chilogrammo di uranio, contro un costo attuale di circa $20/kg dall’estrazione da depositi minerali. L’uranio però contiene una quantità enorme di energia per tonnellata rispetto ai carburanti tradizionali, un incremento di 5 volte o 15 volte del costo dell’uranio avrebbe uno scarso effetto sul costo del kWh nucleare: il prezzo dell’energia nucleare è infatti dominato dai costi di costruzione e successivo smantellamento della centrale nucleare, non dal costo del combustibile nucleare. Anche ad un prezzo dell’uranio di $ 300/kg il costo dell’energia nucleare aumenterebbe solamente di circa 0,5c$ per kWh. Le spese di estrazione dell’uranio potrebbero inoltre essere ridotte combinando l’uso dell’acqua marina come acqua di raffreddamento per la centrale.
Non siamo però ancora con i piedi asciutti; la tecnica giapponese può essere applicabile in una economia di scala? Qual’è il costo energetico nel trattamento dell’acqua di mare per estrarre l’uranio? Nell’esperimento giapponese tre gabbie piene di materiale assorbente cattura uranio del peso di 350 kg hanno raccolto “più di 1 kg di yellow cake (uranio minerale) in 240 giorni” che corrisponde a circa 1,6 kg l’anno. Le gabbie avevano una sezione trasversale di 48 metri quadri. Per alimentare una centrale nucleare di 1GW di terza generazione, abbiamo bisogno quindi di 160 000 kg di uranio all’anno ovvero un tasso di produzione 100 000 volte più grande dell’esperimento giapponese. Se rapportiamo il tutto con la tecnica giapponese, che ha raccolto l’uranio dal mare in maniera passiva sfruttando le correnti marine, una potenza nucleare di 1 GW avrebbe quindi bisogno di una quantità di gabbie aventi una superficie di raccolta di 4,8 km2 e contenenti 350 000 tonnellate di materiale assorbente, più del peso dell’acciaio nel reattore stesso.
Riducendo questi grandi numeri in termini umani, se l’uranio produce diciamo 22 kWh al giorno per persona, una centrale da 1 GW dà elettricita’ a 1 milione di persone, ognuna delle quali avrebbe bisogno di 0,16 kg di uranio l’anno. Abbiamo così che ogni persona avrebbe bisogno di un decimo delI’impianto sperimentale giapponese, con un peso di 35kg e una superficie di 5 metri quadri per persona. La struttura per estrarre uranio dal mare è quindi simile per dimensioni a proposte del tipo “ogni persona dovrebbe avere 10 metri quardi di pannelli solari ” e ” ogni persona dovrebbe avere un’auto da una tonnellata e un parcheggio dedicato a questa. “Un grande investimento, certo, ma non fuori scala. E questo è il calcolo per i reattori a neutroni moderati, quelli attualmente in uso.
Per i reattori autofertilizzanti a neutroni veloci, è necessaria una quantità di uranio 60 volte inferiore, quindi la massa del collettore di uranio per ogni singola persona verrebbe ad essere di soli 0,5 kg.
Interessante il ragionamento sull’uranio nell’acqua marina. Avevo postato anche io alcuni studi in proposito (anche quello giapponese) in passato.
C’è comunque da dire che estrarre l’uranio dall’acqua marina è un problema che, con le centrali autofertilizzanti, forse si porrà fra un migliaio di anni o oltre. Buono sapere che c’è quella possibilità (rende il nucleare da fissione a tutti gli effetti ‘sostenibile’), ma nel frattempo avranno anche messo a punto le centrali a fusione, FORSE!!!
Aggiungo inoltre che fare tutta quella fatica per estrarre uranio dal mare e poi buttarne il 99% utilizzandolo in centrali di ‘terza generazione’ è semplicemente ridicolo. Fanno fatte le autofertilizzanti. PUNTO.
“Buono sapere che c’è quella possibilità (rende il nucleare da fissione a tutti gli effetti ‘sostenibile’), ma nel frattempo avranno anche messo a punto le centrali a fusione, FORSE!!!”
personalmente vista la fattibilita’ tecnica dell’estrazione dell’Uranio dal mare e dei reattori veloci non perderei tempo e denaro con la fusione che e’ una scommessa tutta incerta. Se quei 6mld€ l’anno del fv aggiunti agli almeno 12GWx3000€/kWp=36mld€ gia’ installati e gia’ spesi sai che razza di ricerca si poteva finanziare sui reattori autofertilizzanti. Non saremmo qui a discutere sul ruolo delle rinnovabili per il futuro dell’umanita’, gia’ avremmo capito che sono materiale da cestino. Altro che spendere sulla ricerca sul fv i cui veri limiti sono la presenza e intensita’ varabili della radiazione solare sulla quale non possiamo fare assolutamente nulla.
Se si volesse fare nucleare a fissione o si usa il torio o si usano gli autofertilizzanti.
Con la terza generazione attuale l’uranio sarà finito tra 100 anni molto a spanne.
E se il prezzo cresce di 10 volte, allora non è più trascurabile l’aumento del prezzo del Kwh: infatti ad ogni raddoppio del prezzo U ho un +7% aumento Kwh, facciamo 2x2x2=8 volte e ho +21% costo del Kwh.
Ahimè non so come sia la ricerca sui breeder, ma l’unico che è entrato in produzione è stato chiuso causa colabrodo economico (Superphoenix)
Controlla meglio,
http://www.world-nuclear.org/info/inf98.html
al momento conviene usare quelli a neutroni moderati ma gli FBR (ahime’) non sono fantascienza. Superphenix fu’ chiuso piu’ per ragioni politiche che tecniche e Phenix di 130MW funziono’ abbastanza bene con un fattore d’uso del 40%
Poi c’e’ quello russo ancora in funzione con un rispettabile 73%
E questo con tecnolgie e conoscenze di 40 anni fa’, penso che oggi possiamo far di meglio.
Russia
http://world-nuclear.org/NuclearDatabase/reactordetails.aspx?id=27570&rid=7229488C-85E2-47B9-8581-8A2448C87EC6
Current Status Operational
Location Russian Federation
Area Ekaterinburg
DETAILS
Process FBR
Vendor Mintyazhmash (MTM)
Owner Joint Stock Company “Concern Rosenergoatom”
Model BN-600
Operator Joint Stock Company “Concern Rosenergoatom”
Capacity Net 560 MWe
Capacity Gross 600 MWe
Capacity Thermal 1470 MWt
CONSTRUCTION AND OPERATION
Start Construction 1 January 1969
Criticality 26 February 1980
Grid Connection 8 April 1980
Commercial Operation 1 November 1981
Output Life 112.08 TWh
Capacity Factor Life 73.9 %
Reactor Type Commercial Reactor
è stato chiuso causa colabrodo POLITICO, non economico
e non è stato affatto l’unico a funzionare!
nella stessa francia c’era pure questo http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_elettronucleare_Ph%C3%A9nix
e molti altri in giro per il mondo, alcuni ancora in attività oggi
Non è così né sulle riserve di uranio né sui breeder
“Ahimè non so come sia la ricerca sui breeder, ma l’unico che è entrato in produzione è stato chiuso causa colabrodo economico (Superphoenix)”
No. E’ stato chiuso perche’ Mme Lepage, ministro (verde) di Jospin, aveva minacciato di far cadere il governo.
Roberto
Naturalmente sono d’accordo sull’impostazione del discorso, e un po’ più pessimista sulla possibilità concreta di realizzare qualcosa del genere, ma non ho dati tecnici su cui ragionare (vado solo a sensazione)
Il fattore 1:60 per i breeder da dove lo ricavi?
Per quanto ne so io, in un ciclo ottimizzato, potrebbe essere anche quasi 1:200 visto che alla fine nei reattori “normali” si brucia sì e no lo 0.5% dell’uranio (fra 235 e quella parte del 238 che subisce le fissioni veloci e quello che si trasforma in Pu che “brucia” in parte lì o che viene riciclato).
non credo che il ciclo ottimizzato possa essere 1:200 giacche’ 1000/0.7=143 se si fissionasse tutto l’uranio disponibile. Penso che il rapporto 1:60 del prof MacKay si riferisca a cio’ che e’ possibile ottenere in pratica dai reattori veloci e’ impossibile bruciare tutto perche’ abbiamo solo 4 isotopi che vanno incontro a fissione U233, U235, Pu239 e Pu241 Nelle reazioni nucleari si creano certamente isotopi che non sono fissili.
http://www.world-nuclear.org/info/inf98.html
The FNR was originally conceived to burn uranium more efficiently and thus extend the world’s uranium resources – it could do this by a factor of about 60. From the outset, nuclear scientists understood that today’s reactors fuelled essentially with U-235 exploited less than one percent of the energy potentially available from uranium. Early perceptions that those uranium resources were scarce caused several countries to embark upon extensive FBR development programs. However significant technical and materials problems were encountered, and also geological exploration showed by the 1970s that uranium scarcity would not be a concern for some time. Due to both factors, by the 1980s it was clear that FNRs would not be commercially competitive with existing light water reactors for some time.
intendevo scrivere 100/0.7=143
Con gli MSR (molten salt reactor) si riuscirebbe a sfruttare tutto il fissionabile. Infatti sono dati per 200x più efficienti degli attuali reattori.
Con i breeder a combustibile solido forse è più difficile ottenere questa efficienza.
Aggiungo solito link, ma è sempre bello:
http://www.wellhome.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/Final-Thorium.png
@Greg.
Il fatto è che non tutto l’uranio (arricchito) viene consumato in una LWR. Il combustibile va tolto prima per motivi strutturali.
Per contro un po’ di U238 si trasforma in plutonio e viene fissionato.
Ma in definitiva l’efficienza di una LWR è quella riportata da Pietruccio (che sicuramente ne sa più di noi), cioè lo 0,5% dell’uranio naturale viene fissionato, per quanto ho letto. Il resto si butta.
@Alberto:
Sull’immagine Final-Thorium.png:
ho buttato un’occhiata veloce (ora non posso soffermarmi). In fondo c’è una tabellina comparativa che non mi torna: alla riga “Fuel input per GW output” vengono riportate le tonnellate di uranio/torio: poichè il riferimento è una potenza (parla di “GW outpu”) mi sarei aspettato una “portata” (o comunque una massa per unità di tempo), oppure usando le tonnellate il riferimento sarebbe dovuto essere una unaità di energia (GWh, per esempio). Mi sono perso qualcosa?
La tabellina è il quantitativo di fissile necessario (in tonnellate) per alimentare una (tipica) centrale da 1 GWe per UN ANNO. Sì manca l’unità di tempo.
Ad Alberto R
conto spannometrico:
se da 1 kg di uranio minerale otteniamo ora con i PWR 45000kWh ipotizzando di usare TUTTO l’uranio avremmo usando E=mcc adattata
E=mx83%ccx/(1200x3x3600)=5.7TWh
aumentiamo di un 5% per decadimenti secondari
5.7TWhx1.05/45000kWh=134
ma potrei sbagliarmi
Greg non ti seguo. Non si applica e=mc2 con la fissione.
Solo pochissima materia viene effettivamente trasformata in energia. Avevo letto da qualche parte i conti in proposito, ma era qualche frazione di %.
La centrale ad annichilamento di materia ancora la devono inventare (non che sia così difficile… basta far scontrare un po’ di materia ed un po’ di antimateria ed è fatta, eheh). Ma per ora mi accontenterei dei 3500000x di efficienza del torio rispetto al carbone
“Solo pochissima materia viene effettivamente trasformata in energia”
verissimo Alberto e’ un conto spannometrico
infatti ho adattato la formula. Poiche’ circa la massa di 1/5 di protone si trasforma in energia pura http://www.youtube.com/watch?v=TZNrDIqYZ8w ho diviso E=mcc per 1200 =~ 238×5=1190. Ho stimato la massa di uranio metallico dall’ossido di uranio moltiplicando per 0.83 (dai pesi molecolari di U3O8) poi ho moltiplicato per l’efficienza della centrale circa 33% ovvero diviso per 3 e ho trasformato in Joules in Wh dividendo per 3600.
Inoltre secondo MacKay il torio non sarebbe sufficiente come risorsa rinnovabile
“If we assume, as with uranium, that these resources are used up over 1000 years and shared equally
among 6 billion people, we find that the “sustainable” power thus generated
is 4 kWh/d per person.”
perche’ nell’acqua del mare c’e molto piu’ uranio che non torio
U concentration in sea water is 3 parts per billion or 3micrograms per liter
232Th concentrations of surface and deep Pacific Ocean waters are 0.01–0.02 dpm/1000 kg (60 pgm/kg).
Alberto R.: “Greg non ti seguo. Non si applica e=mc2 con la fissione. Solo pochissima materia viene effettivamente trasformata in energia.”
Per quel poco che ne so, E=mc2 si applica sia alla fissione che alla fusione nucleare, e l’energia prodotta deriva per intero da quella formula. Se cosi’ non fosse si tratterebbe di una reazione chimica.
E’ vero che e’ pochissima la quantita’ di materia che si trasforma in energia, ma bisogna tener conto del fattore c2 (300000 km/s al quadrato).
Nel caso materia-antimateria invece tutta la massa viene convertita in energia. Ho pero’ il sospetto che produrre antimateria richieda piu’ energia di quanta se ne ottiene alla fine…
@Greg
Prima di arrivare all’acqua di mare possiamo bruciare un po’ di granito
http://energyfromthorium.com/cubic-meter/
O ancora meglio le cenere volanti (le scorie delle centrali a carbone tanto care a Bevilacqua) che hanno un contenuto di uranio e torio sui 10-60 ppm: http://goo.gl/OgrHz
@Pietro
Sul fatto che dicevo che e=mc2 non si applica intendevo dire che tirare fuori l’energia generata dalla fissione partendo da quella formula è un difficile se non sai quanta massa viene trasformata in energia.
Comunque una LFTR tira fuori 13 GWh/kg di torio (netti: non devi immettere energia in altre forme). Non riesco a trovare al momento un valore di confronto per le LWR (o le EPR in particolare).
Ad Alberto R:
http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_161.shtml da pagina 161 a pagina 176
come abbiamo detto per ogni 5 atomi di U che vanno incontro a fissione la massa pari a circa la massa di un protone si converte in energia pura. ovvero 1/1200 della massa metallica dell’uranio in questione.
In realtà, come facevo presente sopra, noi bruciamo solo una parte del 235 perchè con l’arricchimento viene scartato l’uranio depleto allo 0.25-0.3% circa (dipende dalla situazione commerciale del momento, perchè costa molto di più arricchire l’uranio che estrarlo per cui quello che si ottimizza è l’estrazione). Quello che viene “scartato” viene poi accumulato “da qualche parte parte” e le relativamente grosse quantità di fluoruro di uranio depleto in un certo senso sono un problema e mi pare lo abbiano creato ai Francesi che lo hanno rifilato ai Russi che mi pare lo stanno conservando in modo non proprio cristallino. Mettiamo che venga scartato al 0.3% vuol dire che bruciando tutto il 235 si sfrutterebbe 0.72-0.30= 0.42%, però, come dicevo sopra un po’ di 238 si brucia nella moltiplicazione veloce, un po’ si trasforma in Pu e una parte di questo viene bruciata nella barra stessa prima di estrarla dal reattore. Le quantità sono di qualche %, ma per sapere quanto uranio si sfrutta rispetto a quello estratto il conto va fatto rapportandolo anche a quello depleto, che è la maggior parte (quello arricchito va sul 5% ed è circa 1/10 del totale, se non ricordo male): ecco da dove veniva fuori il mio 0.5% di uranio “bruciato” rispetto a quello estratto.
Nei reattori a neutroni veloci, autofertilizzanti, si brucia di tutto, anche materiali fissionabili, non solo i fissili, per cui teoricamente riciclando all’infinito a me risulta che non ci siamo limiti a bruciarlo tutto: limiti che ci sono invece in pratica a causa della ingestibilità del processo chimico di riciclaggio (so che hanno difficoltà a risciogliere le barre, bisogna allora ricorrere al metodo pirolitico ecc… insomma ci sarebbe da fare grossi investimenti e tante prove per portare avanti la tecnologia e anche quella dei cicli simbiotici… mi pare che il problema diventi poi il curio, ma non so perchè…): credo comunque che il limite del fattore 60 sia superabile con ricerca e tecnologia (i reattori a sali fusi non li conosco ma quanto affermato da AlbertoR. mi pare verosimile, proprio per il basso sfruttamento dell’uranio dei reattori attuali).
Credo che gli scarsi investimenti sui breeder e altre tecnologie ad alto sfruttamento di uranio siano dovuti al fatto che chi avrebbe i mezzi per portare avanti la ricerca in modo massiccio siano proprio quelli che non hanno interesse ad una di fatto indipendenza delle nazioni che possedessero quella tecnologia (un po’ di uranio c’è infatti dappertutto – anche nelle ceneri del carbone): lo stesso è anche il motivo per sarebbero proprio paesi come l’Italia i maggiori interessati alla tecnologia dei breeder (per non finire in dipendenza da qualcosa o da qualcuno). Credo che sia su questo che si è giocata la reale partita con gli antinucleari che io vedo semplicemente come braccio operativo di chi vuole l’italia (e non solo) ben sottomessa nel commercio energetico.
“so che hanno difficoltà a risciogliere le barre, bisogna allora ricorrere al metodo pirolitico ecc… insomma ci sarebbe da fare grossi investimenti e tante prove per portare avanti la tecnologia e anche quella dei cicli simbiotici”
———-
Veramente è già stato tutto fatto. Non a livello industriale, ma di prototipo di laboratorio sì.
Qui c’è qualche info:
http://www.thesciencecouncil.com/george-stanford/36-integral-fast-reactors-source-of-safe-abundant-non-polluting-fuel.html
(andare al paragrafo: “Reprocessing & Proliferation”
Per altri info bisognerebbe comprare questo libro:
http://amzn.to/LuAKMp
“chi avrebbe i mezzi per portare avanti la ricerca in modo massiccio siano proprio quelli che non hanno interesse ad una di fatto indipendenza delle nazioni”
mi sembra la solita sindrome di meucci, per cui continuamente si scoprono santi graal ed arche dell’alleanza, da schiapparelli coi suoi canali su marte ai rossi/focardi della fusione fredda, ma il grande genio ingenuo si trova sempre la strada sbarrata da una qualche cricca mafiosa/loggia massonica/lobby industriale che perderebbero potere/influenza/profitti e quindi ammazzano il genio e seppelliscono il tutto nel deserto
l’anno scorso andavano tanto di moda i reattori al torio, tanto per dare contro a quelli ad uranio o MOX sulla durata del decadimento radioattivo e sulla solita cupola di militari che mimetizzano da civile la produzione di uranio e plutonio per le bombe
mi pare di ricordare che già una quarantina d’anni fa QUI IN ITALIA si stesse studiando l’impiego del torio (mi pare a trisaia)
saranno stati gli arabi a bloccare tutto?
o le sette sorelle del petrolio?
o i savi di sion?
a me risulta che sia stato tutto bloccato dal referendum, ma sono sicuro che se mai gli indiani o chi altri riusciranno a realizzarlo proficuamente e qualcuno proporrà di installare qualcuno di quei reattori in italia salterà prontamente fuori il complotto pluto-massonico-arabo-giudaico-nazista che ha abbattuto l’aereo di ustica per occultare chissà quali immensi segreti prima che venissero pubblicati per il bene dell’umanità e venderli di nascosto a qualche potenza straniera, di modo che dovremo pagare miliardi di euro all’EDF indiana sottraendo soldi ai poveri cittadini italiani, tra bustarelle ai governanti di allora come ringraziamento per la copertura del succitato abbattimento ed altre tangenti alle cricche mafiose o del movimento terra o chissà quali altre andranno di moda allora mentre con ancora qualche piccolo incentivo agli autoproduttori fotovoltaici o chissà che altri si potrebbe ottenere energia gratuita ed essere liberi dalle multinazionali vampiro
“gli antinucleari che io vedo semplicemente come braccio operativo…”
no, sono in massima parte una semplice massa di idioti che vuole menare le mani
non potevano più farlo allo stadio, non volevano andare fino in val di susa ad incendiare ruspe ed hanno trovato quel motivo
…ed infatti appena caduto il nucleare dell’acqua pubblica da dare gratis se ne sono dimenticati tutti, andando invece prontamente a montichiari a “liberare” i poveri cani oppressi dalle multinazionali del farmaco, inneggiando all’uguaglianza uomo/animale mentre impugnavano panini col prosciutto
@Flavio
in generale non sono un complottista.
Ma che le le lobby del petrolio abbiano affossato il nucleare, soprattutto quello innovativo, credo proprio ci sia del vero.
Intanto che finanziano GreenPiss e simili è cosa nota. E quelli non se la prendono mai con le centrali a gas e carbone, ma sono fissati solo contro il nucleare.
Poi non si spiegherebbe altrimenti l’abbandono della ricerca in USA quando, dopo decenni di ingentissimi investimenti sugli autofertilizzanti, hanno bloccato tutto di colpo quando erano in prossimità dell’arrivo (avevano già ottenuto la preapprovazione della NRC per l’IFR).
Qualcosa di molto losco c’è stato.
Per “fortuna” ci penseranno i cinesi a portare avanti la ricerca da dove si sono fermati gli USA (anche se si sono persi 20-30 anni). Magari con meno attenzione alla sicurezza e meno abilità tecnica. Ma lo faranno.
Solo per chiarezza, alcune precisazioni:
1) Se estraggo dalla miniera 100 g di U, in un “classico” LWR ne riesco a “consumare” poco meno di 1 g (circa 60 % di U e 40% di Pu che si ottiene dalla fertilizzazione in-core dell’U238 iniziale)
2) L’idea di sfruttare il 100% delle risorse dalla miniera è solo teorica: come minimo bisognerebbe tener conto delle inevitabili perdite (code) dei vari riprocessamenti chimici (che non possono avere un’efficenza reale pari al 100%)
3) I cicli simbiotici sono sicuramente un’interessante opportunità da studiare ancora più a fondo (minimizzano la radiotossicità a lungo termine delle scorie ed ottimizzano lo sfruttamento delle risorse minerali iniziali anche di Th, che in Italia è stato effettivamente studiato dall’ENEA a Trisaia)
4) Il Cm244 è un problema perchè nei cicli avanzati tende ad accumularsi: si produce (per cattura dei suoi “progenitori” Pu242 ed Am243) più velocemente di quanto si comsumi (per cattura e/o fissione) sia nello spettro termico che veloce. Inoltre siccome decade in 20/30 anni in Pu240 (che si può “bruciare” relativamente bene in alcuni reattori avanzati ma, se presente nelle scorie, le rende radiotossiche per lunghissimo tempo), costituisce un problema in termini di radiotossicità a lungo termine
5) Se ipotizziamo che in un certo momento il KWh prodotto per via nucleare e con ciclo combinato costino entrambi “100″, un raddoppio del costo del combustibile per entrambe le fonti (cioè dell’U e del gas) porterebbe i due prezzi a (circa) 105 per il nucleare e 175 per il ciclo combinato
per Flavio
Anch’io non sono un complottista, ma tu non sai la storia del nucleare (e parli come un avvocato).
Guardati la storia di Felice Ippolito (su Fisicamente è spiegata bene) e quella del nucleare italiano sul sito del CISE, il documentario “Gli anni dell’atomo” (non tutti i link funzionano).
Anche il libro di Silvestri “Il costo della menzogna” spiega altre cose interessanti su alcuni malfunzionamenti tipicamente italiani (cui non ho fatto riferimento)
@ Guglielmo
Non so come avrebbero voluto fare i francesi con il loro SuperPhenix, ma con le MSR il riprocessamento sarebbe continuo e quindi il materiale fissile/fissionabile potrebbe restare nel reattore indefinitamente, finché viene tutto consumato, raggiungendo quindi un’efficienza di ‘combustione’ molto vicina al 100%. Verrebbero estratti dal sale solo i prodotti di fissione.
Analogamente con le IFR (a combustibile metallico solido), verrebbe ‘bruciato’ nel reattore il 20% del combustibile prima di venire estratto e riprocessato, quindi in 5 cicli tutto il materiale fissile/fissionabile dovrebbe essere utilizzato.
http://bravenewclimate.com/2012/02/19/ifr-fad-10/
Io comunque non sono nel campo e riporto quello che appreso su queste due tipologie di autofertilizzanti che a me sembrano di gran lunga i più promettenti (sotto MOLTI punti di vista, non solo per l’efficienza).
Il SuperPhenix era sì sempre un reattore a sodio liquido, ma con un altro tipo di combustibile (ceramico) e senza le sicurezze passive e la modularità dell’IFR, quindi non l’ho mai ritenuto particolarmente interessante. Insomma c’è di meglio.
I francesi, comunque, oggi in Europa sono quelli più attivi (insieme ai Cechi) sui MSR.
La la loro versione di MSR ‘veloce’ al torio, senza moderazione a grafite e senza costoso e tossico berillio nel sale, potrebbe essere la più promettente.
http://hal.in2p3.fr/docs/00/18/69/44/PDF/TMSR-ENC07.pdf
Purtroppo sono fermi alle simulazioni, non hanno mai costruito niente, né sembra ci sia interesse da parte di qualcuno a mettere quelle idee in pratica.
Per Guglielmo
Ti ringrazio per le precisazioni, in particolare il ruolo del curio mi è ora più chiaro.
forse ho scritto troppo e ci si è persi il senso, sintetizzo in una frase:
bloccato dalla lobby/cricca/mano invisibile o dal popolo sovrano?
(manovrato quanto e da chi lascio alle sensibilità individuali)
@Flavio
Il popolo ‘sovrano’ è condizionato dalla lobby. Hanno i loro mezzi per convincere il popolo bue a dare contro il nucleare.
Alcuni links (pochi perchè l’antispam mi blocca tutto) tanto per capire che certe politiche commerciali sono normale amministrazione (e la pubblicità è l’anima del commercio… e non necessariamente la fanno dentro carosello).
Ad esempio chi finanzia organizzazioni antinucleari
si vede che la-famiglia-rockefeller
e altri finanziatori
http://ambientalismodirazza.blogspot.it/2009/07/la-exxon-suona-greenpeace-come-un.html
che comunque non è che sia fatta tutta di sant’uomini
http://www.movisol.org/camargo.htm
e ha una struttura complessa che riceve miliardi di dollari
(ho tolto il link sempre sperando che adesso l’antispam me lo faccia passare)
@Pietruccio:
Se il problema è che non si possono inserire tanti link, mettili su qualche pagina web (p.e. puoi metterli su pastebin – una specie di blocco note online con note condivisibili – o servizi simili) e mettere solo il link a quella pagina
Ad Aberto R:
http://www.inference.phy.cam.ac.uk/withouthotair/c24/page_161.shtml da pagina 161 a pagina 176
come abbiamo detto ogni 5 atomi di U che vanno incontro a fissione la massa pari a circa la massa di un protone si converte in energia pura
Concordo: anche secondo me l’unica via d’uscita sarebbero i breeder.
A proposito di autofertilizzanti…
http://www.world-nuclear-news.org/NN-Large_fast_reactor_approved_for_Beloyarsk-2706124.html
R.
I Russi quindi, zitti zitti, vanno avanti.
E hanno anche un altra tipologia di autofertilizzante in progetto, secondo me anche molto più interessante:
http://nikiet.ru/eng/structure/mr-innovative/brest.html
Molto buona come cosa. Ho alcune domande: dato che presumo siano reattori commerciali, c’è una stima del costo del Kwh elettrico generato? E delle spese di mantenimento dell’impianto? (anche con riferimenti del tutto generali, non solo del reattore russo).