Thomas Edison e gli Emirati Arabi, un filo comune

postato il 8.apr.2012 alle 9:08 am | da pat

 “Se potessi investirei il mio denaro nell’energia solare. Che potente fonte di energia! Spero di non dover aspettare fino a quando il petrolio e il carbone saranno esauriti prima che si cominci a ragionarci sopra”. E’ una frase attribuita all’inventore-imprenditore Thomas Edison durante una conversazione con Henry Ford e Harvey Firestone nel 1931 poco prima della sua morte.

Anche chi siede sulla più importante riserva di petrolio al mondo la pensa come Edison. Nel programma di diversificazione della produzione di energia e del raggiungimento nel 2020 del target di  7% del fabbisogno elettrico da fonti pulite,  gli Emirati Arabi non puntano solo a centrali nucleari. L’inizio lavori della prima centrale a Braka  è previsto nella seconda dell’anno stando alle recenti dichiarazioni di Mohamed Al Hammadi, capo di ENEC (The Emirates Nuclear Energy Corporation)che nel 2009 aveva siglato un accordo con un consorzio coreano guidato da KEPCO per la costruzione di 4 reattori che dovrebbero entrare in funzione nel 2020.

Ambiziosi i progetti nel campo solare. A Madinat-Zayed  a 120 km a sud-est di Abu Dhabi,  è in corso di realizzazione la più grande centrale solare a concentrazione nel mondo. I committenti del progetto Shams 1, costo stimato 600 milioni di dollari, sono il consorzio saudita Masdar (60%)  in partnership paritetica con la spagnola Abengoa e la francese Total. Iniziato in luglio 2010, la prima fase sarà completata entro l’anno. L’unità Sham 1 comprensiva di 768 di collettori a parabola ha un’estensione di 2,5km2 nel deserto per una capacità di 125MW.

Gli Emirati Arabi hanno una capacità installata di 18 GW, un consumo di 66,8TWh  con un tasso un tasso di crescita del 9% annuo.

Con l’occasione Buona Pasqua a tutti !

 

IEA: l’era delle rinnovabili è vicina

postato il 23.mar.2012 alle 5:02 pm | da gbettanini

E’ stato pubblicato su European Energy Review un interessante articolo di Maria van der Hoeven, direttore esecutivo della International Energy Agency, intitolato “Subsidy cuts show that renewable energy is coming of age” un articolo con diverse chiavi di lettura che mette in una luce decisamente positiva i recenti tagli ai sussidi alle fonti rinnovabili avvenuti in tutta Europa affermando in sostanza che il taglio degli incentivi è la dimostrazione del fatto che queste nuove tecnologie energetiche sono vicine al momento in cui potranno sopravvivere senza aiuti governativi.

La direttrice della IEA fa il quadro della situazione incentivazione alle energie rinnovabili e dà alcuni dati interessanti:

· Sole, vento, idroelettrico e biomasse producono oggi all’incirca un quinto dell’energia elettrica mondiale, quota che ci si aspetta aumenti al 32% nel 2035.

· Gli incentivi alle fonti rinnovabili in tutto il mondo nel 2010 sono costati 66 miliardi di $, meno di un quinto dei 409 miliardi di $ con cui nello stesso anno sono state incentivate le fonti fossili.

· Le tariffe incentivanti hanno fatto sviluppare le installazioni in maniera inaspettata, nel caso del fotovoltaico hanno funzionato fin troppo bene portando ad un calo inatteso dei costi facendo sì che “in molti mercati questa tecnologia sta diventando competitiva con i prezzi dell’energia acquistata da rete

(continua…)

 

MIT: outlook sul futuro di energia e clima

postato il 16.mar.2012 alle 10:26 pm | da gbettanini
Il Joint Program on the Science and Policy of Global Change, istituto di ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha pubblicato un report che contiene proiezioni su cosa ci dovremo aspettare in futuro riguardo ad energia e clima con un orizzonte temporale di un centinaio d’anni.
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Il documento è breve, molto ‘grafico’ e di immediata comprensione, ma dà un’idea chiara sui principali punti ‘caldi’ della questione, è stato prodotto con dei modelli di simulazione interlacciati tra loro in modo da descrivere le interazioni tra popolazione, economia, risorse, ambiente e clima. Se si vuole scendere più nel dettaglio sul sito internet dedicato al progetto è presente una tabella excel che indica nel dettaglio le proiezioni raggruppate per macro-zone (Europa, Cina, Usa, India…).
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Le raccomandazioni degli autori del lavoro vengono di seguito riassunte:
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· Nonostante gli accordi di Copenhagen che pongono limitazioni alle emissioni di CO2 dei paesi sviluppati le emissioni globali di gas serra sono comunque destinate a crescere (fig.3) con una notevole intensità fino al 2040 circa per poi gradualmente stabilizzarsi. Questo a causa dei maggiori consumi di combustibili fossili da parte dei paesi emergenti.
 

Il ministro Passera contro l’ambientalismo di maniera, chiede meno incentivi alle rinnovabili, rigassificatori e nuove trivellazioni.

postato il 14.mar.2012 alle 8:43 am | da gbettanini

Un intervento molto chiaro quello del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera tenuto alla presentazione del rapporto “Governo dell’energia per lo sviluppo del Paese” redatto da “Italiadecide”, associazione di ricerca per la qualità delle politiche pubbliche presieduta da Luciano Violante.

Il ministro in quest’occasione ha illustrato la sua vision sul futuro energetico del Paese che si può riassumere in alcuni punti:

 

· Promuovere l’efficienza energetica che dà il miglior rapporto costi/benefici nel cogliere gli obiettivi di politica energetica e riduzione delle emissioni, con l’obiettivo di far raggiungere all’Italia una leadership industriale nel settore.

· Sviluppo economicamente sostenibile delle fonti rinnovabili che richiede una “revisione urgente del sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili” in quanto il risultato degli incentivi “è stato una vera e propria esplosione degli impianti e un costo molto elevato per il paese: abbiamo già maturato 9 miliardi di euro all’anno di costi in bolletta per famiglie e imprese. Poiché gli incentivi durano per 15-20 anni, questo ‘debito’ vale tra i 150 e i 200 miliardi”. I costi per coprire gli incentivi “crescono di mese in mese, circa 200 milioni all’anno in più ogni mese che passa” e per quanto riguarda il solare “il 50% degli investimenti nel solare sono spesi per comprare apparecchiature importate dall’estero”.  Il ministro ha poi annunciato che a breve saranno emanati tre decreti ministeriali che ridefiniranno il modello di sviluppo in questo campo.

· Rilancio dello sfruttamento delle riserve nazionali di idrocarburi potenzialmente in grado, secondo il ministro, di soddisfare il 20% del consumo nazionale, rispetto al 10% attuale. Questo creerebbe 25mila posti di lavoro e investimento per 15 miliardi di euro. Ed inoltre il ministro ribadisce la necessità di rigassificatori per garantire l’approvvigionamento via mare di gas naturale e si impegna ad attenuare gli ostacoli burocratici alla loro entrata in funzione.

(continua…)

 

Energia da fonti rinnovabili nel 2011

postato il 6.mar.2012 alle 10:48 pm | da gbettanini

Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha pubblicato i dati provvisori 2011 sugli impianti a fonti rinnovabili in funzione in Italia sia per quanto riguarda la potenza installata sia per l’energia elettrica prodotta da tali impianti.

Come c’era da aspettarsi, la parte del leone la fa il fotovoltaico che grazie al boom di installazioni avvenuto tra metà 2010 e inizio 2011 è passato in un anno da 3’470 a 12’750 MWp di potenza di impianti entrati in esercizio ed è arrivato ad una produzione elettrica annua lorda di 10.73 TWh, pari a 5 volte la produzione del 2010, una produzione elettrica in grado di coprire il 3% circa del fabbisogno nazionale.

La produzione solare supera per la prima volta la produzione eolica. Le installazioni di impianti eolici sono cresciute nel 2011 di soli 1’046 MW e la produzione elettrica è cresciuta di meno di 1 TWh assestandosi a 10.14 TWh.

La produzione da bioenergie (biogas, bioliquidi, biomasse solide) è in crescita con installazioni in aumento al ritmo di circa 650 MW di nuova potenza in un anno.

La produzione idraulica rispetto al 2010 ha avuto un calo dovuto a fattori stagionali, la produzione geotermica è invece stazionaria.

Le fonti rinnovabili nel 2011 hanno prodotto complessivamente 84.19 TWh lordi che rappresentano il 28% circa dell’energia elettrica prodotta in Italia ed all’incirca il 24% del consumo elettrico lordo nazionale.

(continua…)

 
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