Federalismo energetico?

postato il 14.feb.2011 alle 2:06 pm | da pat

In campo energetico l’autosufficienza regionale è un discorso più complesso di un semplice saldo positivo di generazione elettrica.

Come spiega Giuseppe Zollino, docente alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova e membro del Comitato Energia del 7°Programma Quadro dell’UE, bisogna tener conto del fatto che “non tutte le fonti primarie e le tecnologie energetiche sono dispiegabili uniformemente sul territorio nazionale”. L’idroelettrico dell’arco alpino è improponibile sul tavoliere pugliese. Il vento del Sulcis Iglesiente non è confrontabile con quello della pianura Padana. Così come non è detto che le aree idonee all’installazione di una centrale nucleare siano necessariamente circoscritte alle 10 regioni in deficit. Applicare aprioristicamente il criterio dell’autonomia energetica regionale in base al quale modellare il mix nazionale sarebbe tecnicamente improponibile ma anche pernicioso dal punto di vista economico. Con effetti sul costo del chilowattora. Insomma, anche in materia energetica, l’interesse di molti deve prevalere su quello di alcuni.

Qui la riflessione del professor Zollino sui bilanci regionali di energia elettrica e sull’autosufficienza regionale.

 

51 risposte a Federalismo energetico?

  1. gian_paolo scrive:

    Rimanendo “fuori tema”. Non è vero che l’Europa tende al dominio delle rinnovabili (tranne l’idroelettrico e il geotermico dove possibile che sono fonti elastiche); per due semplici motivi: costi e accumulo.
    Ormai sui costi è stato scritto fin troppo, basta fare due semplici calcoli e non basarsi sulle scempiaggini dei tanti ignoranti o faziosi. Sull’accumulo, basta ricordare che la differenza fra l’energia prodotta e consumata, deve essere accumulata, e non esistono sistemi economici ed efficienti di accumulo per lunghi periodi (il sistema migliore è l’accumulo idroelettrico tramite bacini, ma a meno di voler creare dei mari in montagna questo tipo di accumulo è conveniente per uno o, al massimo, pochi giorni. Altrimenti bisogna supplire alle carenze energetiche con centrali di punta (in genere termoelettriche) con più bassi rendimenti e quindi maggiori costi del KWh, oltre al problema delle quote Kyoto. Poi, nei casi limite, per sovrapproduzioni stagionali bisogna dissiparle o bloccare le produzioni eccedenti. La storia che mediamente la produzione eolica o FV sia compensabile nell’ambito del continente (ipotizzata negli USA, poi abbandonata), cozza contro due obiezioni: prima, in genere le stagioni più ventilate o soleggiate sono le stesse in tutt’Europa, secondo, delle linee elettriche, anche ad altissimo voltaggio 300-500.000V, comportano grosse ed inevitabili perdite, è quindi impensabile scambiare energie con linee di decine di migliaia di Km.

  2. gian_paolo scrive:

    Assolutamente d’accordo con il federalismo energetico. Basta con i furbi di chi vuole le centrali in casa d’altri, e i benefici in casa propria; è anche necessario che gli assurdi incentivi per le rinnovabili siano finanziati dalla regioni di competenza, e non da tutti gli altri. Ovvero che il KWh fotovoltaico a 0.44€ se lo paghi chi l’ha incentivato. In pratica: le regioni che producono meno di quanto consumano, comprino i KWh necessari dalle regioni che hanno un disavanzo d’interscambio positivo; poi si può ipotizzare un interscambio idrico, di spazzatura, di servizi ecc. ma ognuno deve essere responsabile delle sue scelte.

  3. giuseppe scrive:

    Scusate il fuori tema ma la notizia (che ovviamente in Italia non si fila nessuno) interessante. Per la serie “tutta Europa muove verso un sistema 100% o dominato dalle rinnovabili….”

    “Spain’s parties agree nuclear life extension

    Most of Spain’s main political parties, including the governing Socialist Party, have agreed the country’s operating nuclear plants can run longer than 40 years.
    The move could have major implications for Spain, which has a long-standing official opposition to continuing with nuclear power in the country. [...]”

    (da Platts)

  4. Renato Riva scrive:

    Ben venga il federalismo energetico. Piu’ si va verso strutture decentrate e piu’ ci si avvicina alla produzione piatta. Solo le produzioni WWS (Water, Wind, Solar) possono soddisfare un sistema piatto. Una illuminante simulazione di federalismo energetico la trovate in ’2025 Blackout’ (Edizoni della Sera) e ha come soggetto la Corsica.

    • AleD scrive:

      C’è una notizia dove non infili pubblicità al tuo libro?
      Magari fare un copia & incolla del contenuto, tanto per non essere costretti a comprarlo per forza…

      Comunque ancora i complimenti per la scelta di devolvere tutto in beneficienza.

  5. Acerrano scrive:

    La lana caprina dell’autosufficienza elettrica regionale.

    Sia la premessa a cappello che lo scritto relativo alla autosufficienza elettrica regionale appaiono di una banalità e inconsistenza senza senso reale, giacchè è lampante si tratti di una pura questione di lana caprina fuori dalla realtà.
    Come se esistesse una necessità qualunque o una prescrizione economica o una teoria scientifica che stabilissero che ogni regione debba essere elettricamente autonoma.
    Per quale ragione logica, oltre a quella stupida del federalismo energetico (sic !) ?
    Alla stessa stregua si potrebbe teorizzare la necessità federale (sic !) della produzione del tessile e della moda, piuttosto che dela produzione dei mezzi di trasporto o dei carburanti o del fotovoltaico o del vento o del solare concentrato, etc.
    Disquisizioni banali e senza senso per introdurre come reale un falso obbiettivo, cioè trovare ragioni fasulle per un criterio inverosimile di scelta delle futuribili centrali nucleari da piazzarsi secondo un federalismo (sic !) elettro-energetico nucleare. (Ad ogni regione la sua produzione elettrica, e quindi relative centrali nucleari, e, per conseguenza logica, suggerisco io, relativa abolizione degli elettrodotti, e naturalmente di Terna, per la quale, al servizio dell’Enel mezza-fallita, non sarebbe poi neanche male, visti i suoi dati tendenziosi a favore del nucleare sballato, anzichè a favore della stabilizzazione della rete con le rinnovabili prescritte dalla Unione Europea e con gli elettrolizzatori).

    L’equilibrio energetico nazionale non si stabilisce solo sul parametro elettrico, con l’indicazione di dati tendenziosi e maliziosi con secondi fini scorretti, ma è evidente che l’equilibrio si stabilisce con trasferimenti energetico-economici tra regioni o zone in una prospettiva generale.

    Si banalizza un problema energetico globale, circoscrivendolo alla sola componente elettrica, e si dichiara ingenuamente per gli sciocchi presunti (cioè noi !) che le fonti energetiche non possono essere tutte uguali ed egualizzate tra regioni diverse, citando esempi ridicoli di spostamenti di rinnovabili ed idroelettrico da una parte all’altra da sostituire con turbine a gas (per giunta indicando scioccamente che non si può far ciò anche a causa delle emissioni enormi di CO2 in atmosfera, e ignorando che questo non c’entra proprio nulla perchè la CO2 si cattura, non va nè in atmosfera nè nel sottosuolo, ma si converte in carburanti liquidi sostituendo l’estrazione di petrolio e di fossili).
    La confusione energetica, nello stile Chicco Testa, è totale !

    Si conclude comunque, per fortuna, quanto sarebbe costosa, e quindi stupida, la faccenda della trasmutazione di impianti elettrici tra regioni, e si ribadisce, sempre per fortuna, l’insensatezza di questa idea del pareggiamento elettrico tramite il nucleare da strapazzo francese, i cui reattori, non approvati ancora da nessuno, secondo l’autore andrebbero installati in base alle normative previste per la scelta dei siti e degli impianti nucleari.

    Si aggiunge quindi da parte mia, tra una banalità e l’altra, l’osservazione che le normative per la scelta dei siti e della tipologia delle centrali nucleari non esistono nell’Empireo fantastico legislativo e normativo italiano, oltre all’idea geniale del federalismo nucleare pareggiatore (sic !), e che la fantomatica Agenzia per la Sicurezza Nucleare ed il suo responsabile di tutto chiacchieri fuorchè della emissione di queste regole normative.
    Si può pure aggiungere tranquillamente che, date le competenze del presidente, non saprebbe nemmeno da che parte cominciare con le norme e prescrizioni in merito a quanto sopra, considerata per giunta l’assenza di consapevolezza della sua funzione da parte del presidente, assente-presente solo in chiacchiera, che manco conosce l’operazione recente di trasporto di materiale e scorie nucleari radiotossiche potentissime da Garigliano a Saluggia e quindi a Le Hague, operazione abusiva non adeguatamente autorizzata nè allertata con pubblica informazione secondo la legge.
    Operazione sottaciuta come al solito, secondo prassi tipicamente italo-mafiosa, che comporta, oltre al trasporto non autorizzato di materiale nucleare, anche l’estrazione abusiva da parte dei francesi di Plutonio puro Reactor Grade, catalogato secondo la legge americana precursore ed arma di distruzione di massa e quindi soggetta a prescrizioni specifiche precise e sanzioni penali gravissime.

    E, a proposito, anche lei, caro Chicco Testa, che ci sta a fare lì a predicare di aria fritta sulle sue “amiche” rinnovabili migrate nel Mare del Nord, come pure le sue scorie radiotossiche nucleari del Garigliano migrate in maniera analoga, ed a censurare a tutta birra gli altri anzichè sè stesso e la sua frittura nucleare ?

    Acerrano

  6. francesco scrive:

    Scusate l’OT ma non so dove postare questa mia richiesta: potete fare un articolo riguardante le ultime notizie sulle centrali nucleari francesi, quelle che riguardano i problemi al dispositivo di sicurezza di alcune centrali della Edf?

    Grazie

    • Stefano scrive:

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/14/nucleare-difettosi-34-reattori-francesi-gli-ambientalisti-rischio-di-catastrofi/91987/

      Nucleare, difettosi 34 reattori francesi
      Gli ambientalisti: “Rischio di catastrofi”
      Alcune delle centrali con problemi al dispositivo di sicurezza erano in servizio da oltre trent’anni. Gli anti-nuclearisti transalpini: “Come mai la scoperta è così tardiva? Ora gli impianti vanno bloccati”
      Sorpresa: il nucleare francese rischia di fare cilecca. Diversi reattori transalpini sono infatti difettosi. Se n’è accorta la stessa società elettrica Edf, monitorando i 34 impianti da 900 megawatt colpiti da ripetuti incidenti. Sotto accusa il sistema di raffreddamento: se si guasta il circuito primario, il dispositivo di sicurezza potrebbe non bastare. Il rischio? La fusione del nocciolo del reattore. Con “conseguenze catastrofiche”, secondo l’associazione ambientalista Sortir du nucléaire che ha lanciato l’allarme sulle “inquietanti anomalie” di 34 delle 58 installazioni atomiche francesi. Sortir du nucléaire chiede così il blocco preventivo degli impianti. Il problema è stato ammesso anche dall’autorità di sicurezza nucleare (Autorité de Sûreté Nucléaire, Asn) e i generatori di vapore difettosi sono ora al centro di un vasto programma di controlli e riparazioni.

      Numerose le centrali interessate, tra cui quella di Tricastin, già nota alle cronache italiane: nel sito a 160 chilometri dal nostro confine c’è stato nell’estate del 2008 un incidente che ha causato l’inquinamento di alcuni corsi d’acqua nella zona di Avignone. Oltre al numero di centrali e reattori interessati dai difetti, è la loro età a creare apprensioni. Il primo dei 34 reattori in questione è stato avviato infatti nell’aprile 1977 presso la centrale di Fessenheim, in Alsazia, mentre l’ultimo, nella centrale di Chinon (dipartimento Indre-et-Loire) nel novembre 1987.

      La scoperta di Edf arriva quindi a distanza di molti anni dall’allacciamento alla rete elettrica di questi reattori, alcuni dei quali entrati in funzione più di 30 anni fa. La preoccupante notizia è stata diffusa dall’ Asn che, attraverso l’ultimo rapporto sulla sicurezza nucleare ha rivelato come “in situazione accidentale, per alcuni livelli di pressione del circuito primario principale, l’iniezione di sicurezza ad alta pressione potrebbe non permettere di raffreddare sufficientemente il cuore del reattore”. La faccenda è di non poca importanza, dato che il sistema di sicurezza è il solo dispositivo che permette di ritardare una fusione del nocciolo nucleare in seguito ad una fuga d’acqua dal circuito primario. Secondo Sortir du nucléaire “si deve assolutamente tenere conto di possibili conseguenze catastrofiche”. Soprattutto se si considera l’età delle centrali e il moltiplicarsi degli incidenti verificatisi in Francia negli ultimi anni. “Più che mai, la scoperta di questi difetti dimostra chiaramente la necessità di una decisione politica per una transizione energetica più rapida possibile”, affermano i no-nuke transalpini, che chiedono di “uscire finalmente dal rischio nucleare imposto ai francesi da decenni”.

      I 34 generatori di vapore dei reattori nucleari difettosi sono ora al centro di un completo programma di riparazione e sostituzione. Ma questa misura non è ritenuta sufficiente dai detrattori del nucleare d’Oltralpe, per i quali il problema è un altro: “Edf ha lasciato girare 34 reattori nucleari durante un quarto di secolo, prima di assicurarsi dell’efficacia del sistema principale di prevenzione di fusione del cuore nucleare. Perché questa scoperta è così tardiva? È estremamente inquietante che un problema di tale gravità sia rimasto per lungo tempo ignorato da Edf”.

      Saluti,
      Stefano

      • AleD scrive:

        Fantastico, ovviamente hanno cacciato dentro la classica chiusuara di conseguenze catastrofiche, senza dettagliare il perchè e il come.
        Bravi, l’ennesimo caso di terrorismo psicologico fondato sul NULLA.

        Cosa dovrebbe succedere di catastrofico a nocciolo scoperto, sentiamo. Che qualcuno risponda…

        • Stefano scrive:

          Non ci vuole molto a capire che a nocciolo scoperto avverrebbe il rilascio dell’intero inventario del nocciolo nell’ambiente, con diffusione di quantita’ rilevanti di materiale radiattivo con gravi conseguenze sulla salute e sull’ambiente. Per qualsiasi viente non sarebbe consigliabile trovarsi nel raggio di 10 Km e i ripari al chiuso sarebbero necessari fino ad almeno un raggio di 300Km (con le centrali recenti). Una volta fatto il danno, i rimedi non e’ che siano molto efficienti: c’e’ il riparo al chiuso, la iodioprofilassi e l’evacuazione e basta, i danni piu’ evidenti sono su tiroide e polmoni e nei giorni successivi tutto dipende da come tira il vento, ovviamente anche i prodotti alimentari sarebbero contaminati e le conseguenze ce le terremo per molto a lungo nel tempo e nello spazio. C’e’ parecchia documentazione in giro sulle emergenze radiologiche, se non le conosci potresti documentarti.
          Qualcuno potrebbe dire che e’ un evento improbabile, ma nessuno mi puo’ dire che e’ impossibile, servono soluzioni perfette progettate da esseri imperfetti, sono eventi meno gravi ma gia’ tutti questi guasti imprevisti ne sono la dimostrazione ovvia.
          Allo stato dei fatti, insomma, sicurezza nucleare significa oggi fidarsi di chi progetta e costruisce il reattore, di chi lo gestisce e … delle autorità nazionali direttamente interessate. E personalmente non mi fido di nessuno di loro, ma non perche’ siano deficienti, ma perche’ intrinsecamente non saranno mai in grado di garantire cio’ che serve, e di rischiare cosi’ grosso per un vantaggio poi cosi’ irrisorio non ne vale proprio la pena.

          Saluti,
          Stefano

          • Giacomo scrive:

            INES 1 ovvero A N O M A L I A

            COME BISOGNA SPIEGARLO?!

          • Stefano scrive:

            Mi sembra alquanto forzato classificare a livello 1 il funzionamento a nocciolo scoperto… credo piuttosto che sarebbe un INES 7 INCIDENTE MOLTO GRAVE, di peggio c’e’ solo l’esplosione… come possiamo spiegarlo?
            E non e’ un caso che di solito si pone particolare attenzione in fase progettuale per evitare che questo possa mai accade, perche’ se fosse “c’e’ da piangere”.

            Saluti,
            Stefano

        • saimon scrive:

          guarda che il nocciolo in questione non è quello delle pesche..
          questo qui è radioattivo.

          vallo a chiedere ai vigili del fuoco intervenuti per spegnere il nocciolo di chernobyl cosa può succedere..
          Ah dimenticavo, non puoi, sono morti nel giro di qualche giorno..

      • Ste scrive:

        Scusa mi spieghi cosa c’entrano i generatori di vapore? Nulla, ovviamente.. Non verranno né riparati né sostituiti in quanto non c’entrano nulla con l’anomalia registrata. Se ti fossi preso la briga di leggere il rapporto dell’autorità di sicurezza francese

        http://www.asn.fr/index.php/Les-actions-de-l-ASN/Le-controle/Actualites-du-controle/Avis-d-incidents-des-installation-nucleaires/2011/Anomalie-generique-concernant-le-systeme-d-injection-de-securite%20

        forse, avresti capito che si tratta di un problema legato al sistema di iniezione di emergenza, e in particolare a quello relativo al sistema di alta pressione. Questo sistema entra in gioco in caso di PICCOLE perdite di refrigerante (acqua nel nostro caso) nel circuito primario attivando delle pompe che iniettano acqua. Il problema è legato alla strumentazione che dovrebbe misurare e controllare la ripartizione della portata delle pompe in tre diverse zone del reattore che è risultata non adeguata alle specifiche di progetto. Infatti la differenza di portata tra le tre zone doveva essere inferiore al 6% invece si è scoperto che la sensibilità dello strumento è di circa il 20%, incapace quindi di “rendersi conto” dell’eventuale squilibrio massimo tra le portate richiesto dal progetto. Detto ciò l’ASN (Autorité de Sûreté Nucléaire) afferma correttamente che per alcune entità di perdita nel circuito primario, il sistema ad alta pressione può non garantire l’adeguato raffreddamento del nocciolo.
        Detto questo, il sistema ad alta pressione non è che una parte del sistema di iniezione di emergenza ed è assolutamente falso affermare che sia l’unico strumento che permetta di ritardare la fusione del nocciolo in caso di perdita d’acqua. Infatti esistono sistemi a media e bassa pressione che entrano in funzione quando le perdite si fanno più cospiscue, esiste un sistema di depressurizzazione automatica per far entrare subito in funzione le pompe a media e bassa pressione, esiste un sistema accumulatore che è un sistema passivo che inietta acqua fredda e borata per raffreddare il reattore e fermare la reazione. E questi sono solo i principali mezzi per far fonte ad una perdita nel circuito primario.
        Tutto questo in aggiunta al fatto che non basta una PICCOLA perdita di acqua per mettere il reattore sotto minaccia di fusione del nocciolo (caso preso in considerazione con il sistema ad alta pressione su cui si è riscontrata l’anomalia). Quindi non ci si deve stupire se il problema è stato classificato a livello 1 su 7 della scala INES, ovvero un’anomalia che non compromette la sicurezza del reattore.
        P.S. anche nell’eventuale e disgraziato caso di fusione del nocciolo esistono varie barriere protettive che impediscono il rilascio di materiale nucleare all’esterno (guaina, vessel, contenitore interno in acciaio ed esterno in cemento armato).
        Mi scuso per la lunghezza del commento ma su questi aspetti tecnici ci vuole chiarezza per non generare timore infondato.
        Ste

  7. Gianluca A. scrive:

    L’importante è che il fabbisogno italiano sia coperto internamente, senza chiedere energia alla Francia o altri.

    Il federalismo è una stupidata, figurarsi quello energetico…

    P.S. Bella l’intervista a Giuseppe Zollino.

    • massimiliano scrive:

      Gianluca se non ricordo male sei un nuclearista convinto.
      ma come pensi sia possibile che sia coperto l’intero fabbisogno dell’Italia con il nucleare?
      Anche se non dovremo più chiedere energia alla francia o altri dovremo sempre chiedere l’uranio da altri paesi !
      UN BELL’AFFARE

      • inscape scrive:

        @ Massimiliano
        la ragione è abbastanza semplice, il nucleare ha un grandissimo vantaggio strategico che risiede sull’entità del kWh prodotto, ti elenco i numeri in questione:

        costo di investimento (costo capitale): 63.5 %
        costo ciclo del combustibile: 22.1 %
        costo esercizio e manutenzione: 13.1%
        costo smantellamento e recupero sito: 1.3%

        tali risultati mettono in evidenza la predominante incidenza del costo di investimento sul costo di produzine di energia elettrica, come puoi notare i costi relativi al ciclo del combustibile sono dell’ordine del 20 %; questo dato però fa riferimento all’intero ciclo del combustibile, di cui il costo predominante risiede nelle operazioni di arricchimento dell’isotopo 235. Il costo della materia prima, quindi parliamo di uranio naturale, incide sul costo del kWh finale solo per un 6 %. Da questo ultimo dato puoi tranquillamente intuire che un’oscillazione anche fortissima del prezzo dell’uranio fa variare in maniera estreamamente lieve il prezzo finale del kWh, e questo dal punto di vista strategico è assolutamente fondamentale per l’economia di un paese.

        Inoltre devi anche fare delle semplice constatazioni dei volumi in gioco, ora, senza che mi addentri in calcoli banali e noiosi, ti faccio presente che fissionare 1 kg di U235 equivale a bruciare 1600 ton di carbone (dato approssimativo ma rappresentativo), questo ti fa capire di quanto l’energia nucleare sia estremamente concentrata, ciò vuol dire che in centrale hai la facolta di immagazzinare elementi di combustibile per tutta la vita operativa dell’impianto (da notare che un elelemtno di combustibile permane nel reattore 4 anni prima di venir scaricato). Con un impianto convenzionale al massimo puoi stivare combustibile per una settimana dati gli enormi volumi in gioco.

        Consiglio cmq a tutti di evitare di farsi una cultura su materie così complesse semplicemente googlando, io consiglio sempre di recarsi in ambienti accademici ove si possono trovare libri di testo e gente preparata e molto disponibile a trattare argomenti simili in via non ufficiale. In internet girano fin troppe sciocchezze…

        • Adriano scrive:

          beh allora un impianto fotovoltaico ha particamente solo costo di investimento, quindi strategicamente è più vantaggioso secondo il suo ragionamento…

          • inscape scrive:

            Piccolo problema: il kWh prodotto da fotovoltaico è molto più elevato rispetto a quello nuclere, ed il fotovoltaico ha l’enorme inconveniente dell’intermittenza. A me infatti non piace fare il confronto rinnovabile vs nucleare, paragonare una fonte energetica estremamanete concentrata e continua, con una fonte di scarsa densità energetica ed intermittente è come paragonare mele con pere…

        • massimiliano scrive:

          ….inscape
          però non dici tutto !
          I COSTI NASCOSTI DEL NUCLEARE.
          Sussidi diretti e indiretti, prestiti agevolati, sconti, ricerca,esternalizzazione dei costi ambientali e sociali. Voci nascoste e vere spese dell’energia prodotta dall’atomo.
          Perché il nucleare non conviene. Le risposte che il Governo deve ancora dare sulla strategia di rilancio in Italia.

          http://risorse.legambiente.it/docs/Costi_nascosti_nucleare_ago2008.0000000213.pdf

          LA FONTE E’ GREENPEACE:
          Greenpeace è un’associazione non violenta, che utilizza azioni dirette per denunciare in maniera creativa i problemi ambientali e promuovere soluzioni per un futuro verde e di pace. Greenpeace è INDIPENDENTE E NON ACCETTA FONDI DA ENTI PUBBLICI, AZIENDE O PARTITI POLITICI .

          • inscape scrive:

            Mi scusi Sign. Massimiliano ma se lei prende come fonte di informazione Lega Ambiente e Greenpeace risulta essere un tantino ingenuo, e le assicuro che per esperienza diretta queste due associazioni di castronerie ne dicono e fin troppe. (si ricordi che l’idologia non è il mezzo migliore per giungere alla verità).
            Io sono in possesso di un libro ove viene spiegato come viene tirato fuori il prezzo del kWh da fonte nucleare, prendendo in considerazione “tutti” i costi e facendo riferimento alle regole della matematica finanziaria. Se mi fornisce un suo indirizzo email sarò più che lieto di mandargliene una copia in formato pdf…

            Le rinnovo l’invito di non affannarsi troppo a spulciare la rete nel tentativo di trovare articoli contro il nucleare, googlando ormai si trova troppa immondizia. Per farsi una buona cultura in materia ed esprimere pareri più che consolidati è necessario armarsi di pazienza e studiarsi qualche buon testo di impiantistica nucleare.

            Saluti iNSCAPE.

          • massimiliano scrive:

            carissimo inscape se permetti io mi fido molto ma molto di più di associazioni indipendenti che non accettano denaro ne da enti pubblici ne da aziende o sopratutto da partiti politici.GREENPEACE LO E’ !
            QUINDI NON HANNO NESSUN MOTIVO
            Il suo libro sarà sicuramente finanziato e scritto da chi a tutti gli interessi a far passare per buono il nucleare.
            Mi sbaglio ?

          • inscape scrive:

            @ Massimigliano

            Ma andiamo dai ancora con la scusa che i nuclearisti sono cattivi! Cerchiamo di crescere un po e di non essere superficiali, il problema è che il nucleare è diventata una questione politica, e mi permetta di dirle che i testi che lei si rifiuta di leggere espongo semplicemente concetti di fisica, termodidraulica, neutronica e strutture mediante i quali sono costruite le sue odiate centrali!

            Poi lei usa un termine che mette proprio in luce il concetto di ignoranza. Lei non deve fidarsi, deve semplicemente conoscere un argomento, e farsi un’idea sua, e mi scusi se mi permetto ancora di rammentarglielo ma lasci stare le googlate legaamabiente o greenpeace, stia ad ascoltare gli specialisti…

        • mex silvio scrive:

          alcune cose non le comprendo…!!
          si danno dati di costi di smantellamento..
          Allora passo ai FATTI.
          venti anni fa circa si sono fatte delle piscine, per contenere le acque pesanti, e di raffreddamento delle vecchie nostre centrali.acque radioattive per migliaia di anni.
          le piscine costruite dovevano al momento della progettazione, e della costruzione durare, almeno mille anni..
          dopo il terremoto dell’Aquila gli architetti, e gli ingegneri ci hanno spiegato che il cemento armato a una vita di cento anni poco più poco meno….
          A distanza di VENTI DICO 20 ANNI, di fatto succede che le piscine perdono liquido, le falde della sono sono inquinate,e almeno per mia conoscenza cinque pozzi, di acqua potabile, sono stati chiusi,
          domanda :questi sono costi o no??? e come si quantificano, e se tra qualche decennio in quella zona ci sono aumenti, di malattie degenerative, o malformazioni, come vengono calcolati i costi e le responsabilità.
          SI DICE COME AL SOLITO TANTO NON E’ TOCCATO A ME??

          • inscape scrive:

            @ Mex Silvio

            Ma quali acque pesanti? In italia tranne il cirene che non è mai entrato in funzione (ed era un impianto sperimentale da 40 MWe) non si sono mai costruite centrali moderate ad acqua pesante.
            Inoltre non la seguo, acque radioattive per migliaia di anni? mi sembra strano, da dove ha preso notizie del genere? La procedura di trattamento dei materiali radioattivi, prevede la solidificazione di tali sostanze… Ma poi acque pesanti radioattive? Al massimo l’acqua pesante può avere trizio al suo interno che ha un tempo di dimezzamento di 10 anni.
            Bha troppe parole a caso…

          • mex silvio scrive:

            i pozzi li hanno chiusi, perchè le piscine perdevano,ed le falde erano inquinate.poi parla di periodo di dimezzamento, (CHE PERDE META’ DELLA RADIAZIONE PRESENTE,IN 10 ANNI, SE COSì FOSSE DOPO VENTI ANNI, CHE SONO GIà PASSATI SI AVREBBE OGGI 1/4 , le notizie sono date da rete pubblica,
            INFORMARSI… sono a venti Km. da me..

      • Gianluca A. scrive:

        Non tutto il fabbisogno energetico italiano deve essere coperto dal nucleare.

        Va bene l’idroelettrico, il gas, il carbone, il solare, l’eolico, il geotermico.

        Però il nucleare è necessario per arrivare alla copertura del 100% del fabbisogno energetico nazionale.

        Cinque centrali nucleari non possono coprire tutto il fabbisogno, ma aiuterebbero parecchio.

        P.S. L’Italia è povera di materie prime, già oggi acquistiamo petrolio e gas in grande quantità. La dipendenza non può comunque essere risolta facilmente.

  8. mex silvio scrive:

    e’ di oggi la notizia che l’autorità Francese preposta alla sicurezza, si è accorta dopo trenta anni, e innumerevoli incidenti delle centrali NUCLEARI che il sistema di sicurezza adottato, NON FUNZIONA, non su una centrale , MA BEN SU 34 CENTRALI ATOMICHE D’OLTRE ALPE.!!!???
    ED IL NOSTRO GOVERNO, ??? NE HA SUBITO COMPERATE CINQUE!!??

    • Giacomo scrive:

      interessante il tuo commento.Una frase buttata li’ senza link senza dati,ecc…..

      Come vogliamo chiamare questo modo di fare?

      • francesco scrive:

        io chiamerei questo modo di fare: CORRETTEZZA

        di link se ne poteva pubblicare mille basta cercare su qualsiasi motore di ricerca, evitando così di entrare nei discorsi “sei comunista perchè leggi il fatto quotidiano ” oppure ” sei un moralista ambientalista se citi greenpeace”

        ps nel sito dell’Edf non ho trovato articoli comunque…

      • massimiliano scrive:

        ECCOLO !
        Gravi carenze di sicurezza in 34 reattori nucleari francesi

        Da Fonte Sortir du nucléaire, la Rete contro il nucleare francese che ha il suo equivalente in Italia nella RNA, Rete Nazionale Antinucleare, si è appreso che gravi carenze di sicurezza sono state riscontrate in 34 reattori nucleari francesi. “Sortir du nucléaire” lancia un campanello d’allarme e chiede all’ASN di svolgere il proprio ruolo e di imporre ad EDF la chiusura preventiva dei reattori interessati dal problema.

        La notizia è stata dapprima occultata con discrezione, e poi riportata senza nessuna particolare rilevanza, nel sito web dell’Autorità della Sicurezza Nucleare – ASN- nella notte tra il 10 e l’ 11 col comunicato:
        «In seguito a recenti ricerche, EDF ha appena “scoperto” una inquietante “anomalia” di serie su 34 dei suoi reattori. In tutti i reattori di 900 MW, in caso di perdite consistenti dal circuito primario, il circuito di sicurezza di iniezione di acqua potrebbe rivelarsi incapace a prevenirne il crollo»
        LO TROVI QUI:
        http://xpress.ilcannocchiale.it/2011/02/13/gravi_carenze_di_sicurezza_in.html

    • Giacomo scrive:

      dunque vediamo:

      “e’ di oggi la notizia che l’autorità Francese preposta alla sicurezza, si è accorta dopo trenta anni, e innumerevoli incidenti delle centrali NUCLEARI che il sistema di sicurezza adottato, NON FUNZIONA, non su una centrale , MA BEN SU 34 CENTRALI ATOMICHE D’OLTRE ALPE.!!!???
      ED IL NOSTRO GOVERNO, ??? NE HA SUBITO COMPERATE CINQUE!!??”

      Mi sono arrangiato a leggermi il documento,come hai sicuramente fatto tu.Ti sei scordato un piccolo particolare che purtroppo per te e’ il piu’ importante essendo il metro di giudizio tecnico per capire la gravita’ della questione:

      LIVELLO 1 SU SCALA INES

      sai cosa vuol dire? A questo punto immagino di no:

      ANOMALIA.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_INES

      Credo che la faccenda se mai avesse avuto un significato per noi riguardo gli EPR,direi che e’ piu’ che mai chiusa.

      • massimiliano scrive:

        Secondo la rete antinucleare francese «La notizia è rimasta discretamente nascosta sul fondo del sito dell’Autorité de Sûreté Nucléaire (Asn): in seguito a recenti studi, Edf ha “scoperto” una inquietante “anomalia” di serie in 34 dei suoi reattori. In tutti i reattori da 900 MW, in caso di fuga importante dal circuito primario, il circuito di iniezione dell’acqua di sicurezza potrebbe rivelarsi incapace di impedire la fusione del nocciolo».
        HAI CAPITO GIACOMO ?
        il circuito di iniezione dell’acqua di sicurezza potrebbe rivelarsi incapace di impedire LA FUSIONE DEL NOCCIOLO ” !!
        http://www.energyprofessionalnetwork.com/2011/02/14/gravi-anomalie-della-sicurezza-in-34-reattori-nucleari-francesi/

        • Giacomo scrive:

          “HAI CAPITO GIACOMO ?
          il circuito di iniezione dell’acqua di sicurezza potrebbe rivelarsi incapace di impedire LA FUSIONE DEL NOCCIOLO ” !!”

          Guarda e’ piu’ probabile che il tuo “nocciolo” sia fuso….
          A parte gli scherzi,se vuoi andare a chiuderti in uno di quei bunker da guerra fredda,per la paura,fallo pure io e tutti gli altri viviamo tranquilli anche vicino ad uno dei 34 reattori citati.

          La cosa piu’ preoccupante invece,insiste sui seguenti punti:

          1)Hai TOTALMENTE IGNORATO l’aspetto scientifico che inquadra la gravita’ della questione.
          Te lo ripeto: LIVELLO 1 su scala INES che significa ANOMALIA.
          Quindi,praticamente NULLA.Il Problema NON ESISTE.
          http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_INES
          vai a documentarti.

          CHIARA ORA,LA DIMENSIONE DEL PROBLEMA??

          2)Sarebbe stato serio da parte tua,citare ALMENO il comunicato del diretto interessato e non altri siti la cui neutralita’ e’ la buonafede e’ tutta da dimostrare.

          Ecco il link del sito di riferimento:

          http://www.asn.fr/index.php/Les-actions-de-l-ASN/Le-controle/Actualites-du-controle/Avis-d-incidents-des-installation-nucleaires/2011/Anomalie-generique-concernant-le-systeme-d-injection-de-securite

          Concludendo,noto come la volonta’ di creare a tutti i costi un problema che nei fatti non esiste, sia una faccenda piuttosto GRAVE anche se comprensibile da chi non ha altre argomentazioni valide con cui controbattere.

      • massimiliano scrive:

        ALTRA notizia fresca fresca…….
        15 febbraio 2011 ]
        Nucleare Usa: bloccato di nuovo il reattore 2 della Enrico Fermi Nuclear Generating Station

        Dopo essere stati inattivo per due settimane per riparazioni, il reattore 2 della Enrico Fermi Nuclear Generating Station (nella foto), sul lago Erie vicino a Monroe nella Frenchtown Charter Township, Michigan, era stato riavviato il 10 febbraio, ma secondo quanto scrive la Monroe Evening News of Michigan Reported, il 12 febbraio è stato nuovamente fermato a causa della scoperta di perdite dai tubi del condensatore.

        Il portavoce della Dte Energy ha detto al giornale: «Ci sono migliaia di tubi di raffreddamento dove scorre l’acqua, quindi abbiamo dovuto chiudere per determinare esattamente da dove arriva. Il secondo arresto non è collegato alla riparazione alle quali il reattore era stato sottoposto nel corso delle precedenti due settimane», poi l’ufficio stampa della Dte ha iniziato a rifiutarsi di rispondere alle richieste di aggiornamento fatte dai giornalisti e dalle associazioni ambientaliste.
        L’incidente alla centrale Fermi è stato praticamente ignorato negli Usa: almeno fino a ieri a sul sito internet della Dte Energy non ce ne era traccia e la storia è apparsa solo sul piccolo giornale locale Monroe Evening News, ma i grandi giornali e telegiornali nazionali non ne hanno assolutamente parlato.

        Giacomo ma te pensi che ti dicono tutta la verità ?
        non hai il minimo dubbio ?
        http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=8952

        • Giacomo scrive:

          “Giacomo ma te pensi che ti dicono tutta la verità ?”
          “non hai il minimo dubbio ?”

          Io,a differenza tua, non credo ne’ a loro ne’ a te,bensi’ ai miei ragionamenti fondati su conoscenze acquisite sui libri che ti rendono il giudizio CRITICO ed INDIPENDENTE,rispetto a quello che si legge,che sia a favore oppure contro.
          Insomma le cose bisogna saperle e per questo abbiamo gli ingegneri nucleari i quali sarebbero i piu’ indicati a parlare di queste faccende.
          Invece no,gli esperti di nucleare in questo Paese sono gli ambientalisti.
          Guai a contraddrirli.
          Ora,tu prendi uno spezzone di un articolo di cronaca (forse)tradotto ed arrangiato per raggiungere un certo scopo (d’altronde la fonte si commenta da sola..),dove si pretende di giudicare con assoluta certezza una questione tecnica senza un dato,senza un’esposizione scientificamente capibile….
          INSOMMA SENZA FAR CAPIRE DI COSA SI PARLA.

          Morale: NON SI CAPISCE NULLA MA TI DEVI FIDARE PERCHE’ DA GREENREPORT SOSTENGONO SIA COSI’.

          Magari questi signori non hanno nemmeno idea di come funzioni la NRC oppure un reattore ad acqua bollente.

          Se questo e’ il modo di fare informazione sul nucleare siete veramente alle corde….

          Ti giro la domanda…

          massimiliano ma te pensi che ti dicono tutta la verità ?
          non hai il minimo dubbio ?

          • massimiliano scrive:

            Giacomo il problema è proprio questo !
            Io ho molti dubbi che a tutti noi ci dicano la verità su tuttoquello che c’è dietro il nucleare !
            Un esempio è stato l’altro giorno dove un carico di scorie radioattive veniva trasportato via treno senza avvisare la popolazione come si dovrebbe fare per legge.
            Ti sembra giusto ?
            http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/07/bloccato-per-ore-in-val-di-susa-il-treno-radioattivo/90682/
            Gli attivisti, in attesa vicino alla frontiera italo-francese, erano in gran parte membri dei comitati No Tav. “L’obiettivo è non lasciar passare in silenzio questo ennesimo trasporto di materiale pericolosissimo senza opportune misure di sicurezza”, avevano scritto in un comunicato: “Ricordiamo che il protocollo di legge prevede che la popolazione venga avvisata per tempo e venga predisposto un piano di sicurezza”.

        • nino scrive:

          Gentile Massimiliano,

          Non so dove lei prenda queste notizie, ma in primo luogo non so l’autore dei siti che lei consulta dove si informa.
          Le giro per sua informazione i link dell’autorità di sicurezza americana (NRC), così magari può evitare di far rimbalzare falsi allarmi.

          Nell’idirizzo che segue il rimando al reattore FERMI 2, con tutte le schede tecniche e i report di ispezione e monitoraggio. La invito a controllare i nomi della DISTRIBUTION LIST di questi documenti, non sono solo operatori nucleari o affaristi, il sistema americano impone che ad essere informati sullo stato dell’impianto siano i cittadini e tutte le organizzazioni locali che puntano gli occhi sull’impianto, anche gli oppositori. Se come lei dice ci fosse stato un incidente, stia sicuro che qualcuno di loro avrebbe sollevato il polverone sulla stampa (siamo negli USA non in ITALIA)

          http://www.nrc.gov/info-finder/reactor/ferm2.html

          Per tornare alla sua notizia, invece, e per dimostrarle che non è vera, di seguito il link al data base sulla potenza che alcune ore fà gli impianti USA stavano erogando (il dato viene aggiornato giornalmente)

          http://www.nrc.gov/reading-rm/doc-collections/event-status/reactor-status/ps.html

          Se cerca FERMI 2 (numero 12 della REGION 3)vedrà che la potenza erogata è di 20 MW, ovvero il reattore NON è fermo e ha cominciato ad entrare in esercizio, entro la settimana si porterà alla potenza prevista dalla licenza di esercizio. Le ricordo che un BWR americano richiede per regolamento NRC, circa una settiman di prove di carico prima di adare a piena potenza.

          Altro appunto, più che altro per informarla su il significato di alcuni termini che lei ha usato impropriamente: il condensatore di cui lei parla è fuori dall’isola nucleare e non è in alcun modo esposto a contaminazione o a perdite di elementi radioattivi (sempre nei link che le ho citato veda lo schema di funzionamento di FERMI 2).

          Spero di averle fornito informazioni utili, se ha ancora dei dubbi sulla vicenda non esiti a chiedere, sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti

          Nino

          • Giacomo scrive:

            @massimiliano

            Ti basta l’esposizione chiara e completa di Nino?!

          • massimiliano scrive:

            E NO GIACOMO E NINO !
            NON MI BASTA.
            sapete perchè ? perchè ne io ne voi quando accade qual’cosa di garve non lo sapremo mai.
            Sapevate ad esempio queste notizie recenti ?

            Scorie radioattive, l’ombra del segreto militare
            venerdì 07 gennaio 2011
            Un documento coperto da segreto di Stato, protocollo n.294/55, è agli atti della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta dall’on. Gaetano Pecorella. Commissione che ha riaperto l’inchiesta Nucleare connection, che coinvolgerebbe il centro della Trisaia, già archiviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza nell’ottobre 2009. Il documento, datato 11 dicembre 1995, rivelerebbe che il Governo allora in carica, presieduto da Lamberto Dini, avrebbe destinato centinaia di milioni di lire al Sismi (il Servizio segreto per le informazioni e la sicurezza militare, in attività sino al 2007) per «lo stoccaggio di rifiuti radioattivi e armi». Il segreto di Stato, durata 15 anni, è scaduto da circa un mese su questo atto che ha riaperto il caso delle navi dei veleni che sarebbero state affondate nel Mediterraneo e quello delle scorie radioattive che da Rotondella sarebbero state interrate in Basilicata ed in Somalia.
            http://www.quimare.com/index.php?option=com_content&task=view&id=14629&Itemid=76

            Via il segreto di Stato sulle navi dei veleni
            INCHIESTA Verrà presto desecretato il documento del 1995 in cui la presidenza del Consiglio, guidata da Dini, stanzia centinaia di milioni per il Sismi per seguire i traffici di armi e di rifiuti
            http://www.terranews.it/news/2011/02/il-segreto-di-stato-sulle-navi-dei-veleni

            Bella cosa non trovate ?
            SECRETATO !!!!!!!!!

          • massimiliano scrive:

            uuuuuuuuuu !! come è sicuro il nucleare !
            notizia un pò vecchia ma rende bene l’idea !
            In Germania perdite da un deposito di scorie 22/03/2009
            Dure polemiche in Germania per i miliardi imprevisti che dovranno essere spesi per un deposito di scorie nucleari che non sarebbe più a tenuta stagna. I costi saranno quasi certamente a carico dal governo federale.
            In Germania è di nuovo cresciuta la tensione riguardante il deposito sperimentale di scorie radioattive di Asse, situato tra Amburgo e Hannover.
            Già nel corso del 2008 Asse era stato al centro di forti polemiche. Per molti anni era stata tenuta segreta la penetrazione di una soluzione salina nella caverne sotterranee che contengono 126.000 fusti di materiale radioattivo che vi furono calati tra il 1967 e il 1978. La contaminazione radioattiva della soluzione salina ha fatto ritenere che alcuni dei fusti che contengono le scorie non siano più stagni. Le analisi hanno portato alla luce una serie di irregolarità amministrative che hanno portato al ritiro della delega per la gestione del sito.
            ….segue
            http://www.aamterranuova.it/article3197.htm

            …….126 mila fusti di scorie radioattive avrebbero dovuto giacere lì per l’eternità. Ma trent’anni dopo, Asse sembra ormai prossimo alla catastrofe ecologica. Il luogo, geologicamente instabile, è oggetto di infiltrazioni d’acqua e alcuni contenitori sono arrugginiti. Così, di fronte alla gravità della situazione, l’ufficio federale incaricato della gestione del sito ha optato in gennaio per l’evacuazione. Un’operazione inedita e molto complessa, che richiederà vent’anni di tempo e potrebbe costare allo stato dai 2 ai 3 miliardi di euro.
            ….segue
            http://stopalnucleare.blogspot.com/2010/08/la-germania-minacciata-dalle-sue-scorie.html

            Qui si può vedere un documentario.
            http://www.youtube.com/watch?v=JTEdJX6rlrs&feature=fvwk

        • Giacomo scrive:

          Massimiliano sei senza vergogna.

          • massimiliano scrive:

            secondo me siete voi senza vergogna.
            provare a far credere alla gente che il nucleare è pulito quando dietro al nucleare,dal estrazione dell’uranio,allo stoccaggio e al trasporto delle scorie radioattive c’è solo del marcio e un gran giro di soldi.
            QUESTA è LA VERITA’ !
            SOLDI SODLI SOLDI SOLDI……..anche a costo della salute di tutti.

      • Stefano# scrive:

        mi autoreplico perché non commentando si può fraintendere.
        intendevo che i continui controlli e le richieste/imposizioni che vengono inoltrate per migliorare i reattori portano sempre ad un incremento della qualità (vedasi il link che ho postato). la segnalazione di quest’ultimo problema è un esempio: ora si provvederà alla sostituzione dello strumento di misura con incertezza del 20% con uno più preciso. se verranno costruiti altri reattori questi saranno già più sicuri!
        comunque non vanno fatti inutili allarmismi. la notizia non è che è stata occultata o passata in sordina: si sarà semplicemente studiato il problema e valutato come livello 1 (anomalia)!

  9. Giacomo scrive:

    Ben venga,invece,il federalismo energetico per il rinnovabile visto che non esistono limiti territoriali ad installazioni eoliche e/o fotovoltaiche,quindi,a ciascuno le proprie responsabilita’ economiche e politiche.
    L’importante e’ che sia chiaro e cioe’ che gli incentivi/oneri del rinnovabile installato ricadano INTERAMENTE e SOLO sui cittadini di quella regione che ha scelto quella strada e non si paghino,invece,a livello nazionale.

    E’ ora di finirla di riempirsi la bocca di green economy,nascondere la realta’,le proprie responsabilita’ e far pagare ad altri il costo di questa follia.

  10. Il Ceceno scrive:

    Il federalismo energetico può essere fatto da un punto di vista della cura e della gestione degli impianti, ma è impossibile pensare di tagliare ogni ramo di rete elettrica che varca un confine regionale (non in senso fisico, ma nel senso che se una regione produce di più, piuttosto che dare produce di meno). Per capirsi, la mano nutre lo stomaco e lo stomaco nutre la mano. Se una regione produce molta energia, esporta quella in eccesso in regioni più industrializzate, non serve neanche porsi la questione.

  11. Stefano scrive:

    Vorrei segnalare il link: http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/statistiche/dati_statistici.aspx
    dove si possono trovare molti dati statistici di interesse.