Fondi DOE per lo sviluppo di mini reattori

postato il 24.gen.2012 alle 10:21 am | da pat

Gli USA  al palo nell’avanzamento della tecnologia nucleare? Chi lo riteneva potrà ricredersi. Qualche settimana dopo la certificazione del reattore AP1000 prodotto da Toshiba-Westinghouse, prima tipologia di reattore di III+ generazione a ricevere l’approvazione dall’ente di regolamentazione statunitense NCR, ora tocca ai mini-reattori. Nell’intento di far decollare un’industria manifatturiera  di piccoli reattori modulari, il Dipartimento per l’Energia ha presentato una bozza di Funding Opportunity Announcement, FOA,  che indica il quadro legale-economico per possibili accordi di sviluppo congiunto pubblico-privato del design, costruzione ed export di questa tipologia di reattore. Con l’annuncio dello scorso venerdì, il dipartimento diretto da fisico premio Nobel Steven Chu, sollecita inputs da parte dell’industria, per arrivare rapidamente alla definizione di un modello di compartecipazione, unica nel suo genere, tra industria privata e amministrazione federale nella progettazione, engineering,  certificazione di questi reattori in scala ridotta. “Un passo importante nella competizione globale per le energie pulite” ha chiosato di segretario per l’Energia aggiungendo che si pensa  allo sviluppo di due tipologie di Small Scale Reactors destinati a entrare in produzione entro il 2022.

La compattezza dei SMR, circa un terzo della grandezza dei reattori attualmente costruiti,  presenta vantaggi in termini di sicurezza, maggiore versatilità per l’individuazione del sito e benefici economici. Si abbattono i costi di capitale e i tempi di costruzione in virtù del fatto che vengono costruiti e assemblati –quasi in serie – in fabbrica per essere avviati verso la destinazione finale praticamente nella modalità “plug and play”. Le dimensioni contenute li rendono particolarmente adatti per reti elettriche di estensione ridotta e per particolari zone geografiche, ad esempio densamente popolate, che non potrebbero ospitare impianti tradizionali. Per la caratteristica della modularità sono indicati anche per aggiungere potenza alle centrali in caso di maggiore richiesta.

Diverse società stanno lavorando a tiplogie di reattori modulari: accanto a colossi come la Westinghouse, General Electric-Hitachi, Babcock &Wilcox ci sono piccole società come NuScale, Hyperion e TerraPower dove ha investito anche Bill Gates. La mossa del DOE è stata immediatamente percepita dall’industria come un significativo cambiamento nelle condizioni di mercato per lo sviluppo del segmento dei SMR. Pronta la reazione di Westinghouse che ha fatto sapere la sua intenzione di entrare in lizza assieme ad alcune utilities, per partecipare all’iniziativa del FOA.

 

63 risposte a Fondi DOE per lo sviluppo di mini reattori

  1. Simone scrive:

    Beh allora non c’è più molto da dire. Chi ha la disponibilità economica può rendersi autosufficiente ma dato che la maggior parte delle persone non ce l’hanno si ricorre alla rete pubblica.
    Partendo da queste brevi considerazioni

    -per il futuro è necessario produrre energia in modo pulito quindi si escludono i fossili.

    -Lo stato non può permettersi di pagare la differenza fra il prezzo di mercato e il prezzo di produzione di eolico e fotovoltaico quindi si escludono queste due fonti.

    -Anche un ipotetico aumento esponenziale dell’efficienza di eolico e fotovoltaico non cambierebbe il fatto che buona parte dell’anno queste fonti non ci sono e che quindi è necessario avere un altra fonte. (Dubito che un grande stabilimento industriale possa funzionare a legna :) )

    -L’idroelettrico non ha ulteriori margini di sviluppo (o meglio ne ha, ma non in modo radicale)

    -Gli altri grandi metodi di generazione elettrica non sono attuabili (o lo sono solo per quantità irrilevanti) in Italia oppure sono ancora in fase di sperimentazione (Fusione)

    ritorno alla tesi iniziale dove sostengo che il nucleare non solo è la scelta più efficiente, ma è anche una scelta obbligata. (ovviamente solo se si rinunciasse ai combustibili fossili ma dato che le centrali termoelettriche non sono destinate a sparire in un breve periodo e considerando anche l’avversione, a mio parare immotivata, della popolazione italiana verso questa tecnologia direi che questa scelta obbligata non verrà fatta in tempi ragionevoli, anzi immagino che da buoni italiani incominceremo a costruire centrali a fissione quando inizierà l’epoca della fusione D: )

    • zifnab scrive:

      > Chi ha la disponibilità economica può rendersi autosufficiente ma dato che la maggior parte delle persone non ce l’hanno si ricorre alla rete pubblica.

      E, come conseguenza, una produzione elettrica centralizzata, per ora, è la scelta più economicamente conveniente.

    • Nuclear Sun scrive:

      “ritorno alla tesi iniziale dove sostengo che il nucleare non solo è la scelta più efficiente, ma è anche una scelta obbligata.”

      No Simone non è obbligata… è quello che volete far credere ma non è così. E’ la via economica che vi fà decidere. Come ribadisci in tutta la tua risposta.

      “Lo stato non può permettersi di pagare la differenza fra il prezzo di mercato e il prezzo di produzione di eolico e fotovoltaico quindi si escludono queste due fonti.”
      Lo Stato cioè Noi… già lo facciamo e non credere che le spese delle bollette se si farà il nucleare calino o te le venga a pagare lo Stato… perchè lo Stato sei anche tu se vivi in Italia.

      • Simone scrive:

        è la via economica che ci fa decidere-la via economica rende il nucleare (sempre escludendo i fossili) una scelta obbligata-il nucleare è una scelta obbligata.

        Si gia lo facciamo e ci viene a costare miliardi e miliardi ogni anno, e la produzione da fotovoltaico ed eolico è una percentuale assolutamente irrisoria rispetto al totale, pensa se producessimo tutta l’energia con quelle fonti, assolutamente insostenibile ed inattuabile. Impiegare i soldi degli incentivi per il nucleare sarebbe enormemente più vantaggioso, magari la bolletta non cala, ma almeno smette di aumentare, a te che sei indipendente può non interessare, anche a me in effetti non influisce eccessivamente, ma come la mettiamo per chi è in difficoltà economiche, e le aziende ad alto consumo di energia? le industrie?

        • Luca Bevilacqua scrive:

          gli incentivi andranno a finire, è giusto ed inevitabile che sia così.

          il problema non è quello, semmai è la incostanza a porre maggiori sfide di integrazione in rete e necessità di presenza di centrali fossili a complemento

          ma oggi neanche una generazione completamente nucleare è immaginabile, in assenza di centrali di riserva fossili anche se in linea teorica si può prevedere una produzione da nuclare cospicua

          continua però ad eludere i problema della sicurezza… come ci garantiamo da una Fukushima italiana ?

          • Simone scrive:

            ovviamente non intendevo dire che di punto in bianco dobbiamo metterci a produrre tutta la nostra energia con il nucleare, ma inserire il nucleare in un mix di fonti insieme ad idroelettrico, geotermico ecc. e anche centrali a gas.

            I problemi di sicurezza è una questione gia ampiamente affrontata in questo blog, non vedo come tu possa avere ulteriori dubbi.

            E poi non ci vuole molto a essere protetti da una “fukushima italiana” semplicemente una cosa del genere in italia non può accadere. (Molti hanno sfruttato l’incidente alla centrale di fukushima per additare alle debolezze della tecnologia nucleare, ben pochi si ricordano in questi casi che i danni alla centrale sono stati causati da uno tsunami di svariati metri di altezza provocato da uno dei terremoti più potenti che la storia ricordi, se questa non è sicurezza…)

  2. Ipnotista scrive:

    Salve a tutti

    sono nuovo di questo forum, e avrei una domanda da fare, dove è possibile acquistare azioni o comunque titoli di tre delle imprese sopraccitate e precisamente NuScale, Hyperion e TerraPower perché cercando sui listini di borsa americana ed europea non sono riuscito a trovare nulla. Dato che mi piacerebbe investire in alcune di queste imprese vorrei sapere se qualcuno mi può dire dove posso trovare oppure se qualcuno può indicarmi il loro ISIN

    grazie fin d’ora

    • Nino scrive:

      Salve Ipnotista

      Le società che lei cita non sono quotate.

      2 di esse (NuScale e Hyperion) sono tecnicamente degli spin-off accademici, cioè delle società nate all’interno di centri di ricerca.

      Se non ricordo male Hyperion è nata a Los Alamos e NuScale invece a Oak Ridge (su quest’ultima però non sono sicurissimo)

      Diversa è invece la storia di TerraPower. La proprietà è della fondazione “Intellectual Ventures” che fa capo a Bill Gates.
      Nei fatti è quella che in italia chiamiamo no-profit, che finanzia vari programmi di ricerca e sviluppo oltre a progetti per la sanità e lo sviluppo in aree depresse del pianeta.
      Cito su tutti il programma per la lotta alla malaria nell’africa equatoriale.

      Se vuole interessarsi di investimenti sulle tecnologie che queste società propongono, le consiglio di cercare i consorsi o le utilities elettriche che hanno dichiarato di voler costruire delle unità nucleari basate su queste tecnologie

      Sono tutte concentrate negli stati uniti, tranne per TerraPower su cui vanno precisate due cose: 1) il progetto non è ancora maturo e necessità di grandi investimenti di ricerca e sviluppo sotto il profilo tecnologico (materiali in primo luogo); 2) dalle dichiarazioni di John Gilleland (leader del team di sviluppatori del reattore) un primo impianto sperimentale è atteso entro il 2020, quindi tempi lunghi per lo sviluppo di un impianto commerciale.

      Spero di averle fornito informazioni utili, resto a sua disposizioni per ulteriori chiarimenti.

      Le giro anche il link alla fondazione Intellectual Ventures:

      http://www.intellectualventures.com/Home.aspx

      Saluti

      Nino

      • Alberto R. scrive:

        Comunque altre 2 aziende appena nate da tenere d’occhio sono:

        - http://www.flibe-energy.com/ di Kirk Sorensen.
        Si propone di sviluppare una centrale di tipo LFTR (Liquide Fluoride Thorium Reactor). Non è nell’elenco delle NRC perché Kirk vorrebbe saltarla al momento per abbreviare i tempi di sviluppo, puntando invece sui militari (ha sicuramente qualche accordo in merito) che possono sviluppare tecnologia nucleare senza necessità delle certificazioni dell’NRC (che possono richiedere decenni).
        Questa per me è una delle tipologie di centrali nucleari più promettenti in assoluto. Innumerevoli sono i suoi video su youtube che illustrano questo tipo di centrale.

        - http://transatomicpower.com/
        Creata da 2 neolaureati del M.I.T. ma con il pieno supporto di importati figure dello stesso istituto.
        E’ sempre una variante di MSR (Molten Salt Reactor) come il LFTR, ma in particolare si propone solo di bruciare il combustibile esausto delle LWR (quindi funzionerà sul ciclo dell’uranio, non del torio, anche se sono un po’ stringati con i dettagli al momento).
        Comunque è molto interessante la loro presentazione al TED:
        http://transatomicpower.com/company.php

        Entrambe le tipologie di centrali proposte possono essere definite SMR anche se gli enti ufficiali USA al momento sembrano ignorarle.

        Dal mio punto di vista, anche se Kirk è quello che ha più di tutti ha portato alla riscoperta della tecnologia delle MSR, lo sviluppo di una LFTR richiede ancora molto lavoro e quindi tempo e Kirk e un po’ isolato a riguardo (ci sono innumerevoli varianti di MSR e quella proposta da Kirk è solo una di queste), mentre l’approccio di transatomicpower potrebbe rivelarsi più pragmatico e avere alle spalle un’istituto prestigioso come il M.I.T. è sicuramente un plus.

        Per le altre centrali la più promettente e vicina alla produzione sembrerebbe l’Hyperion, della NuScale non so molto, mentre la Terrapower al momento è solo una simulazione su computer e direi che le chance che diventi realtà sono poco più che zero.

    • Nuclear Sun scrive:

      La NuScale Power LLC la Hyperion Power Generation Inc. e la TerraPower sono tutte compagnie private. L’unico modo per entrare a far parte di queste compagnie è avere capitale (molto) e investire direttamente diventando socio.

      Le altre compagnie citate nell’articolo invece è possibile investire tramite compravendita di pacchetti azionari sul mercato finanziario e non è difficile trovarli.

  3. Gianluca Andrini scrive:

    Sono contento per l’approvazione dell’ AP1000, un vero gioiellino tecnologico, alla pari dell’ EPR.

    Riguardo i mini reattori sono un po’ scettico, sono ancora in alto mare.

  4. Alessandro Togni scrive:

    Ho letto proprio ieri sera in merito alle ricerche per la fusione nucleare in un articolo titolato “L’energia delle stelle”, (Il Sole 24 Ore) e stasera
    trovo qui esplicitata questa “opportunità per il futuro” …
    A quando la pila nucleare per l’mp3? … Il più presto possibile, naturalmente. Penso che per il domani serviranno certamente tutte le energie possibili ma, trascurando tutte le cose vecchie spacciate per nuove, rimane il nucleare che, sull’onda di faba, decrepito non è!

    • Nuclear Sun scrive:

      “Il più presto possibile, naturalmente.” vi rendo partecipi del fatto che se si volesse la “pila nucleare” anche per l’mp3 già c’è la tecnologia e le conoscenze per farla… qualcuno l’ha attaccata al cuore. Non è che ci voglia poi molto a spostarla da un apparecchio all’altro… solo che poi l’industria delle pile “classiche” potrebbe anche arrabbiarsi (P&G compresa).

      • zifnab scrive:

        Non penso che il problema sia l’industria delle pile classiche.

        Potrebbero esserci problemi di costo, o problemi di rimpiazzo (per esempio, aprire un paziente ogni 6 mesi per cambiare la batteria).

      • Massimo C scrive:

        Purtroppo non è solo questione di lobby, il Plutonio 238 necessario a realizzarle (è stato utilizzato nei pacemaker come hai ricordato ed è l’elemento principale per gli RTG) è un elemento rarissimo e costosissimo al momento.
        Infatti i reattori adibiti alla sua produzione sono fermi da parecchio e finchè non si ricomincerà a produrne in quantità sufficienti anche la Nasa (e non solo) avrà problemi per l’esplorazione spaziale.

        Si potrebbe però passare da termoelettrico a betavoltaico, cioè usare direttamente il decadimento beta, essendo di fatto elettroni, per alimentare il dispositivo.
        In questo caso l’isotopo più indicato sarebbe il Trizio che è sicuramente molto più abbondante e costantemente prodotto nei reattori tipo CANDU. Infatti già ora viene estratto (anche per problemi di sicurezza essendo comunque idrogeno e quindi esplosivo) e rivenduto soprattutto per produrre piccole fonti luminose (viene accoppiato a dei fosfori).

  5. Nuclear Sun scrive:

    A quando la pila nucleare per l’mp3? E quelle per alimentare i pc portatili e non? (visto l’impegno di uno dei magnati dell’informatica)… E per i veicoli? Tutti a imboccar la gente con la vostra tecnologia ma quando si tratta di applicarla sul serio allora subentrano gli antinuclearisi invasati. Dite al mondo a cosa servono questi impianti e iniziamo a progettare una diffusione sul territorio cittadino e non, poi ne riparleremo.
    Credete sul serio che al centro di Roma uno sia felice di avere un “mini reattore nucleare” nel palazzo? Convintissimi è! Per non parlare dei milanesi, loro si che non faranno obbiezioni all’eventuale installazione di questo tipo di impianti sotto casa! Certo come no…
    Convinti voi convinti tutti.

    • Simone scrive:

      Tu sei di parte. Anche questo forum lo è.

      Rimane il fatto che basta un minimo di obiettività per vedere come il nucleare è la soluzione più efficiente per la produzione di energia, se poi romani e milanesi non sono contenti quella è solo ignoranza e l’ignoranza si può correggere.

      • Nuclear Sun scrive:

        “Perché come anche i più accesi sostenitori dell’energia nucleare sono pronti a riconoscere il suo uso comporta problemi. Anche su questi intendiamo riflettere e confrontarci.

        Questo blog si propone come una “zona franca” dove ragionare su nucleare e sostenibilità senza arroganza e animosità, con l’obiettivo di contribuire al dibattito globale in corso anche in Italia.”
        Simone questo non lo scrivo io.

        “basta un minimo di obiettività per vedere come il nucleare è la soluzione più efficiente per la produzione di energia”
        No è un’altra fonte ma non il costoso nucleare. Non sei obbiettivo.

        • Simone scrive:

          Mi limitavo a commentare la tua ironica dichiarazione, riportando quello che scrivesti mesi fa a proposito di questo forum. Vedo con piacere che adesso lo consideri una zona franca. Bene, sarà più facile discutere in futuro senza che al primo accenno di diniego si venga aggrediti con le buffonate che mi erano state propinate tempo fa (schiavi delle multinazionali, apertamente a favore del nucleare solo per interessi ecc.).

          Quale fonte? So che sei stato presente in questo blog per molto tempo e ho pure discusso con te un paio di volte mesi fa quindi avrei preferito non scrivere che è abbastanza ovvio escludere dalle scelte per il nostro futuro energetico i combustibili fossili (anche se io stesso in alcune considerazioni ho salvato il gas naturale) o l’idroelettrico (per via dei bassi margini di ulteriore sviluppo). Quindi quali fonti che posso aver dimenticato offrono un rapporto costi/efficienza/emissioni migliore del nucleare. (Costoso?! da quando? tutti i dati che ho visto riportano il nucleare a prezzi tutt’altro che esagerati, senza contare gli impietosi confronti con solare ed eolico)

          Ti sbagli, o almeno dal mio punto di vista sbagli. Lasci che le tue convinzioni prendano il sopravvento e hai perso l’elasticità necessaria per essere obbiettivo, ovviamente mi riferisco a questi commenti (cioè, non degeneriamo).

          • Nuclear Sun scrive:

            Vedi Simone io mi sbaglio ma tu vedi la medaglia solo da un lato. “Lasci che le tue convinzioni prendano il sopravvento e hai perso l’elasticità necessaria per essere obbiettivo” la cosa è reciproca… tu vedi l’alternativa solo nel nucleare io la vedo in tante cose messe assieme. Poi mi dici che non sono elastico? Se ti si ferma la centrale tu sei senza energia, se mi si fermano i pannelli io l’energia la prendo da un’altra parte ma non di certo dal nucleare o dal carbone/combustibili fossili.

          • Marino scrive:

            nuclear “Se ti si ferma la centrale tu sei senza energia…”

            il solare si ferma tutte le notti e con l’accumulo ci fai ben poco, ti serve la rete e quindi ti servono le centrali (nucleari o non).

            oppure ti accendi il generatore a gasolio, non è che ci sono molte alternative.

            oppure fai a meno di energia, ovviamente anche questa è una soluzione, in fondo la notte si può anche dormire :-)

          • Simone scrive:

            Mh. Può anche darsi. Ho cercato di non farmi condizionare ma se dici così a quanto pare non ci son riuscito.

            Cmq devo correggerti io non vedo l’alternativa solo nel nucleare, vedo nel nucleare l’alternativa migliore.

            (parlavo dell’elasticità mentale necessaria a considerare tutto ciò di cui parliamo da più punti di vista, cosa abbastanza semplice ma che a volte non viene fatta.)
            Beh è ovvio no? tutto ciò che dipende dalla rete non riceve più energia se manca l’approvvigionamento di energia alla rete stessa, vale per il nucleare quanto per idroelettrico, combustibili fossili e altre fonti. Cioè nulla di nuovo, il vantaggio di essere indipendenti dalla rete c’è e in caso di guasto si rimane cmq collegati quindi l’energia non manca mai. Una considerazione da fare è che l’utilizzo di impianti di questo tipo comporta un costo non irrilevante da parte dello stato sotto forma di incentivi. (almeno per gli impianti solari termici e fotovoltaici che sono comuni qui è così, poi ho sentito parlare di mini impianti per sfruttare l’energia geotermica ma so poco o nulla a parte che si utilizza il calore naturale del sottosuolo per riscaldare l’acqua).

            P.S. Non ho capito ma se ti si fermano i pannelli in che senso l’energia non la prendi da nucleare/combustibili fossili? Cioè se viene a mancare la fonte della tua casa l’energia ti arriva dalla rete, e nella rete l’energia in Italia viene principalmente da combustibili fossili, idroelettrico e altre fonti in misura minore quindi non riesco a capire cosa intendi.

          • Nuclear Sun scrive:

            A casa mia la rete nazionale non la utilizziamo più. Non ho solo i pannelli fotovoltaici che producono energia.

          • Simone scrive:

            Sarebbe cosa simpatica spiegarsi.

            Cmq dato che non tutti hanno i soldi per rendersi completamente autosufficienti (ne lo stato dispone dei soldi necessari agli incentivi) ritorniamo alla necessità di avere energia nella rete nazionale (e sarebbe bello anche avere qualche miglioria alla rete stessa, tanto per dirne una) e quindi all’argomento principale, il nucleare.

            P.S. una cosa che mi son reso conto di aver dimenticato di scrivere nel commento precedente è che anche io intendo ovviamente parlare di un mix energetico, non un passaggio drastico all’80% da nucleare per esempio. Un mix di generazione comprendente sopratutto (e in ordine)nucleare,idroelettrico,gas naturale e ovviamente altre fonti minori tipo Geotermico o generazione da rifiuti. (escludo, come già detto, fotovoltaico e eolico per ragioni di costi/efficienza)

          • zifnab scrive:

            e come avete sopperito?

            in inverno come fate a generare i kw che vi possono servire?

            avete usufruito di incentivi?

          • Nuclear Sun scrive:

            Simone “Cmq dato che non tutti hanno i soldi per rendersi completamente autosufficienti ” verissimo non l’ho mai messo in dubbio ma iniziare a far qualcosa no vero? troppo difficile magari rendere la prpria abitazione meno “dispendiosa” ci sono ancora case con il vetro singolo alle finestre tanto per dirtene una. Comunque capisco che per un operaio oggi sia molto difficile e pensar a certe cose non è nelle priorità.

            Zifnab
            “e come avete sopperito?”
            fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biogas, legna prodotta nel nostro pezzo di terra, casa abbattuta e ricostruita con tutti gli accorgimenti necessari.

            “in inverno come fate a generare i kw che vi possono servire?”
            con tutti i sistemi. Il riscaldamento è assicurato da una fonte a legna (camino che invia l’aria riscaldata a tutti i locali della casa non è fantascienza)

            “avete usufruito di incentivi?”
            Mai. Mi posso permettere il tutto con le mie tasche. Visto che agli incentivi siamo contrari abbiamo deciso di non usufruirne.

          • Alberto R. scrive:

            Buon per te che hai così tanti soldi da poterti permettere di buttare giù una casa e rifarla solo per migliorarne l’isolamento termico (ma i ricambi d’aria? Non sai che troppo isolamento fa male alla salute?).

            Ma devi convenire che bruciare legna per riscaldarsi d’inverno non è molto eco-sostenibile… direi anzi che è il modo peggiore per le risorse del nostro pianeta.

          • Marino scrive:

            Nuclear, ne abbiamo già parlato, questa per te sarebbe “utilizzo sostenibile dell’energia” ? una cosa da prendere quindi come esempio e da imitare?

            ma hai mai pensato all’altro 99 percento della gente che non si può permettere minimamente nemmeno un centesimo della tua “sostenibilità” ?

            hai illustrato un modus vivendi improponibile sia per i costi assurdi di installazione e di manutenzione, sia di applicabilità nei centri abitati dove vive la stragande maggioranza della gente.

            ovviamente hai tutto il diritto di esprimere le tue opinioni in merito alla gestione dell’energia, ma vorrei farti presente che vivi fuori dal mondo.

            quello che si sta cercando sono delle soluzioni in una situazione di affanno economico/energetico, non isole felici.

          • zifnab scrive:

            > fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biogas

            Il tutto per produrre 3 KW?

          • Nuclear Sun scrive:

            Alberto R
            “Buon per te che hai così tanti soldi da poterti permettere di buttare giù una casa e rifarla solo per migliorarne l’isolamento termico (ma i ricambi d’aria? Non sai che troppo isolamento fa male alla salute?).
            Prima di tutto non sono l’unico che nel mondo si costruisce una casa nuova.Seconda cosa non è una follia pensare di costruire una casa che consumi leggermente di meno in termini energetici. Costerà leggermente di più è verissimo ma non in modo esponenziale. Su 250.000 € 10.000 € di spese in più per risparmiare in futuro e inquinare un po’ meno non mi sembrano una follia. Comunque sei liberissimo di far credere che la gente in centro cisttà a Milano spende di meno di 150.000 200.000 € per una casa. Convinto te… a Roma poi sai quanti appartamenti per famiglie ci sono a meno di 150.000€….. Convinto te… convinti tutti.

            “Ma devi convenire che bruciare legna per riscaldarsi d’inverno non è molto eco-sostenibile… direi anzi che è il modo peggiore per le risorse del nostro pianeta.”
            Perchè bruciare diesel e consumare energia elettrica prodotta con il carbone e petrolio è ecologico secondo te? Adesso mi vieni a dire che la legna è tossica radioattiva con alte concentrazioni di piombo e cromo? Può essere… ma sempre meno del tuo amato petrolio e carbone che a conti fatti tu devi ancora abbandonare. Io l’ho fatto da tempo.

            Marino
            “ma hai mai pensato all’altro 99 percento della gente che non si può permettere minimamente nemmeno un centesimo della tua “sostenibilità” ?”
            Io ho pensato che tra volere e potere c’è differenza e noto spesso che il fatto non è sul Poter ma il Voler fare una cosa. Solo che non sapete di cosa si stà parlando in termini economici quindi sbandierate l’idea che risistemare una casa è antieconemico. Su questo non discuto. Se si parla di economia allora è tutto da discutere perchè se anche le compagnie di distribuzione elettrica la pensassero come voi il progetto nucleare sarebbe chiuso da tempo visti i costi e la scarsità di impianti nel mondo. Comunque ad esempio: se vuoi dirmi che tu non ti puoi permettere di cambiare gli infissi di casa per una somma di 15.000€ però poi ti compri il Golf da 30.000€ perchè ti rispondo ok è un tuo diritto buttare i soldi dove ti pare ma poi non mi dire che sei senza soldi perchè non ci crede nessuno. E ti assicuro che anche quest’anno di automobili nuove in Italia ne son state vendute parecchie. Tutto stà nelle priorità. Poi pensala come ti pare Marino ma la mia “sostenibilità” è un sistema attuabile subito in modo fattibile per tutti basta fare piccoli passi e non c’è nulla di fantascientifico. Se io vivo fuori dal mondo son ben felice di non far parte della ristetta schiera di gente che pensa solo a se stessa e ai soldi come unico principio di felicità.

            zifnab
            “Il tutto per produrre 3 KW?”
            Assolutamente no… chi ti ha detto che produco 3KW? non ho mai scritto quanto produco. Tutto stà nella richiesta. Non è sempre tutto in funzione… Comunque il massimo è 9 se non sbaglio poi scatta il blocco.

          • Marino scrive:

            nuclear “la mia “sostenibilità” è un sistema attuabile subito in modo fattibile per tutti”

            si dovrebbe ovviementre entrare nei dettagli tecnici degli impianti per valutare la possibilità di definirli “per tutti” ma la vedo dura per il solare in condominio e nei centri abitati figuriamoci per eolico o idroelettrico e tantomeno biomasse se non vuoi asfissiare i vicini di casa.

            la tua soluzione va benino solo in zone rurali, dico “benino” perchè non ovunque si trova un corso d’acqua da sfuttare o posizioni favorevoli per l’eolico.

            l’uso di biomasse è poi ben poco sostenibile e se troppo diffuso non sarebbero sufficienti le ricrescite naturali.

            vedo quindi il “per tutti” troppo ottimistico.

          • Nuclear Sun scrive:

            Si Marino hai ragione.

    • Alberto R. scrive:

      Questi sono “SMALL”, non “MICRO”.
      Non li metti in un palazzo. Ma non producono neanche come mezzo solare tedesco come le attuali centrali nucleari, ma solo 1/5 – 1/10.
      Per il (mega)palazzo ci sarebbe questo della Toshiba: http://en.wikipedia.org/wiki/Toshiba_4S

      • Nuclear Sun scrive:

        Non capisco l’inglese… mi descrivi il sistema? Grazie Alberto.

        • Alberto R. scrive:

          In pratica niente di che. Sono quasi tutte delle LWR più piccole. Non è quella la strada. Si salva forse l’Hyperion, ma il reattore più innovativo che volevano fare l’hanno messo da parte per difficoltà ad ottenere la licenza perché, appunto, troppo innovativo per l’NRC USA.

          • Nuclear Sun scrive:

            Grazie.

            “Si salva forse l’Hyperion, ma il reattore più innovativo che volevano fare l’hanno messo da parte per difficoltà ad ottenere la licenza perché, appunto, troppo innovativo per l’NRC USA.”

            Quindi chi dovrebbe dare la licenza non riuscirebbe a darla per mancanza di dati/studi? Cioè è troppo innovativo per il legislatore? Andiam bene…

          • Alberto R. scrive:

            La NRC non ha mai licenziato centrali che non siano di tipo LWR e tutte le normative riguardanti le centrali nucleari partono dal presupposto che le centrali siano del tipo di quelle attualmente in attività (cioè grandi e con certe tecnologie). Inoltre chi richiede un certificazione deve pagare il lavoro dei tecnici della NRC tipo 270$/ora.

            Considerando che l’NRC ci ha messo quasi 20 anni per approvare l’AP1000 che è appena un po’ diversa dal modello precedente capirai perché per chi vuole sviluppare centrali innovative in USA le strade sono 2:

            - Rivolgersi ai militari (quello che vuole fare la Flibe)
            - Andare all’estero (quello che vuole fare Terrapower)

        • Luca Bevilacqua scrive:

          in breve è un fast reactor di piccola taglia

          i fast reactors non usano moderatori per ridurre l’energia cinetica dei neutroni che risultano dalla fissione

          contrariamente a quanto si possa intuitivamente credere, infatti, neutroni più lenti (termal) hanno una maggiore probabilità di fissionare nuclei – per questo motivo i reattori esistenti (in pratica tutti) usano dei moderatori per portare i neutroni risultanti dalla fissione nella gamma di energie cosiddetta “termica” (i moderatori li conosci, grafite negli infami RMBK1000, acqua in varie condizioni di pressione nei BWR e PWR) ecc

          ora realizzare fissioni in fast reactor presenta teoricamente vantaggi e svantaggi.
          il vantaggio principale è che le scorie presentano una composizine in attinidi (scorie a lunghissima decadenza) molto ma molto più favorevole degli attuali reattori termici

          inoltre la quasti totalità dei nuclei potenzialmente fissili sarebbe in effetto oggetto di fissione, mentre ciò non avvine per gli attuali BWR/PWR

          quindi più efficaci in prospettiva per quanto attine alle scorie e alal possibilità di estrarre “tutta” l’energie del materiale fissile

          gli svantaggi sono nella maggiore difficoltà di controllare la reazione:
          A) non essendoci il moderatore non esiste neacnhe il void coefficiente che tende (nei reattori moderat ad acqua non purtroppo in quelli moderati a grafite9 a stabilizzare la reazione in caso di swing di potenza.. per questo bisogna fare affidamento su fenomeni nucleari molto più complessi
          B) le tradizionali barre moderatrici sarebbero troppo lente per controllare lo SCRAM, è necessario utilizzare tecniche diverse tra cui neutron killer come l’acido borico usato a Fukushia.. per quanto questi siano già oggi usati nei PWR e nei CANDU l atotale assenza di tradizionali barre di controllo è quantomeno una novità rispetto alal quale è necessario assestare precedure e tecnologie di sicurezza
          C) il fluido usato per traferire la potenza termica alle turbine non può essere acqua, che altrimente “modererebbe” è necessario usare materiali più sofisticato quali il sodio Liquido, che a loro volta presentano vantaggi e svantaggi

          rispetto al problema di sottarre la potenza termica da decadimento dei prodotti di fissione che ha condotto alla tragedia di fukushima la situazione non cambia molto, nel senso che tale sottrazione è sempre necessaria…. in teoria però l’uso di un “coolant” come il sodio liquido ch esi mantiene liquido e non raggiunge alte o altissime pressioni come l’acqua (rispettiamente nei BWR e PWR consentirebbe di progettare meccanismi “passivi” per far si che questo coolant riesca sa gestire la dissipazione della potenza termic ada decadimento anche in assenza di alimentazione elettrica (come a fukushima per capirci)

          in breve alcuni di questi design sembrano promettere sulla carta dei vantaggi, ma rispetto ad altri aspetti sono ancora più delicati (e meno sperimentati) di quelli esistenti

          se non son stato chiaro chiedi

          ciao

          luca

          • Nuclear Sun scrive:

            Grazie mi sorge un dubbio comunque. C’è qualcosa che non mi torna. devo studiare di più. Lo so già.

          • alex scrive:

            Solo alcune precisazioni relativamente ai fast reactor in generale :

            - B) le tradizionali barre moderatrici sarebbero troppo lente per controllare lo SCRAM,

            Questo sarebbe vero se il reattore fosse mantenuto critico con i soli neutroni pronti, ma non mi risulta che in nessuna tecnologia nucleare sia stato fatto. Di solito la criticità si raggiunge grazie ai neutroni ritardati, cioè emessi con alcuni secondi di ritardo rispetto a quelli prodotti dalla fissione. I neutroni ritardati sono dovuti al decadimento di alcuni prodotti di fissione.

            E’ questa caratteristica della fissione che rende possibile controllare la reazione a catena con un sistema meccanico tipo barre o altro sistema “esterno” al reattore.

            Questo principio si applica anche ai reattori veloci, così detti solo perchè la fissione avviene con neutroni ad alta energia invece che bassa .
            Non e’ quindi affatto detto che il controllo della reattività di tali reattori sia più complesso di quelli termici, e’ semplicemente diverso.

            Per esempio l’aumento della temperatura del combustibile, che aumenta la cattura parassita proprio dei neutroni ad alta energia, è più efficace in questi reattori che non nei termici.

            O ancora la diminuzione della densità del metallo liquido refigerante (sodio per esempio)a seguito di un amumento della temepratura di funzionamento favorisce la sottocriticità (non si parla forse di void coefficient ma e’ una fenomeno analogo).

            Da non dimenticare invece tra i vantaggi dei fast reactors la possibilità di convertire l’Uranio 238 in Plutonio 239 “producendo” quindi combustibile mentre si brucia “combustibile”.

            L’utilizzo del MOX potrebbe rilanciare questa possibilità rendendo la quantita di combustibile disponibile praticamente illimitata.

          • Nino scrive:

            Concordo pienamente con le osservazioni di Bevilacqua e con le precisazioni di Alex (a cui faccio i complimenti per la citazione del void factor dei reattori a metallo liquido, concetto non banale da mettere su carta).

            Voglio solo aggiungere una ulteriore precisazione tecnica (partendo da quanto detto da Bevilacqua) sui reattori veloci a metallo liquido.
            Il refrigernate in questi impianti lavora sempre a pressione atmosferica, nessun circuito va in pressione, per cui sono esclusi i rischi di esplosione per sovrapressione nel primario (anche se il termine primario in questo caso è poco adatto!!!!, ma ci siamo capiti a cosa alludo). In turbina posso mandare poi sia un gas che vapore, previo opportuno scambio termico in scambiatori metallo liquido/gas (o acqua). Questo per quanto rigurada i pro di questa tecnologia.

            Aggiungo, per dovere di informazione, anche un contro non banale.
            I materiali strutturali con cui costruire questi impianti.

            Da un punto di vista ingegneristico, anche domani potremmo iniziare a mettere in linea reattori Gen IV ritirando i reattori LWR, se non fosse che dall’esperienza francese e giapponese abbiamo imparato che c’è ancora un grosso vuoto da colmare per l’affidabilità dei materiali strutturali. Mancano leghe ceramiche con cui realizzare elementi di combustibile per altissimi burn-up (un reattore veloce può raggiungere burn-up dei 100GWday/Tonnnellata), non c’è chiarezza sui quali materilia usare per limitare erosione e corrosione per contatto con metalli liquidi ad alta temperatura.

            Insomma, ancora molto lavoro, ma permettetemi di dire una cosa polemica: la ricerca scientifica da sola ormai non basta più, bisogna iniziare a costrire qualcuno di questi prototipi e iniziare abattere queste strade. Per fare questo occorre la presenza delle industrie oltre che quella dei governi.

            E senza un programma nucleare questo ultimo punto mi sembra impossibile da realizzare

          • Alberto R. scrive:

            > l’affidabilità dei materiali strutturali

            Quelli sono problemi ingegneresti, tra l’altro non insormontabili il BN-600 russo funziona da 30 anni senza grossi problemi, e anche i problemi che hanno avuto il SuperPhoenix francese e il Monju giapponese sono minori, visto che non riguardavano il loop primario (dove il sodio è radioattivo) ma il loop secondario dove non lo è. Che poi sono stati fermati per anni è solo per motivazioni POLITICHE.

            Il problema è che ad una centrale nucleare non si perdona il minimo problema e per ogni cosa se ne fa un dramma, anche quando questi problemi non comportano reali rischi ma sono né più né meno incidenti che potrebbero capitare (e capitano) in ogni grosso impianto industriale.

            Sono d’accordo con lei, comunque, che questi problemi non si risolvono con ulteriori studi sulla carta, ma è che ora di iniziare costruire gli impianti e sistemare gli ultimi dettagli con l’esperienza d’uso.

          • nino scrive:

            Salve Alberto,

            una riflessione in più su quanto da lei riportato.
            La citazione del BN600, SuperPhoenix e di Monju sono molto pertinenti, fra l’altro grazie alla mia attività ho visitato i primi due, e con un certo dolore ho assistito alla definitiva chiusura di Phoenix ne2009.

            Nel mio post però facevo un accenno ben preciso ad un grosso vantaggio della gen IV, che forse merita di essere esteso.

            Per limiti di spazio semplifico.

            Questi rattori saranno macchine molto care e per tanto vanno sfuttate al meglio della loro potenzialità, ovvero altissimo burn-up e alte temperature in uscita dal core.

            In tutti e tre i casi da lei giustamente citati, questi obiettivi non sono raggiunti.

            Ripeto, non perchè non sappiamo come fare, ma perchè ci manca ancora un passo avanti sul piano della tecnologia dei materiali.

            Ad esempio, confido molto in ciò che si potra fare grazie al reattore di ricerca Jule Horovitz che si sta costruendo al CEA di Cadarache (avvio 2014), dove sarà possibile testare ad alto flusso neutronico veloce i nuovi combustibili ceramici in presenza di metalli liquidi circolanti.

            Condivido con lei l’ossservazione critica sui motivi reali dello stop del reattore SuperPhoenix e Monju.

            Ricordo ai frequentatori del blog che fra l’altro i problemi su quell’impianto francese sono anche di nostra responsabilità. ENEL aveva il 33% del progetto (guarda caso proprio l’isola convenzionale dove si verificarono i problemi maggiori) con il referendum del 1987 gli italiani hanno abbrogato la legge che consentiva all’ENEL di partecipare a progetti nucleari all’estero …… il resto della storia è facile da immaginare.

            Saluti
            Nino

          • Alberto R. scrive:

            L’IFR USA utilizza combustibile metallico invece che ceramico e questo viene portato dai suoi promotori come un importante vantaggio del suo design.
            http://www.apfn.net/dcia/metallic.html

            Visto che lei è evidentemente un esperto nel campo, mi saprebbe dire perché qui in Europa non si considera questo approccio ma si insiste piuttosto con il combustibile ceramico per i fast reactors?

          • nino scrive:

            Nella realtà il combustibile metallico è stato sviluppato e impiegato per la prima volta dai Russi (sommergibili a reattore veloce di classe alpha, credo 7 modelli costruiti) e poi i VVER nella loro versione 440 avevano combustibile incamiciato in guaine di acciaio…..non è metallico nel senso del IFR USA ma ci si avvicina molto per prestazioni e filosofia di progetto!!!

            Ci sono due modi di rispondere alla sua domanda uno prettamente tecnico e l’altro polemico ….

            Quello tecnico è che con ceramico in questo caso intendiamo delle leghe di carburi che consentono l’integrità strutturale fino a temperature molto alte garantendo dei margini di esercizio cosi ampi da poter asserire che la fusione del core è impossibile anche a valle di un evento Fukushima con massiccio e prolungato black-out dell’impianto. Inoltre con le strutture ceramiche non avrei prodotti di attivazione a lungo tempo di dimezzamento come ad esempio il cobalto e altri elementi presenti nelle leghe metalliche.

            La risposta polemica è invece sul fronte delle autorità di sicurezza. Da disposizioni WENRA le procedure di autorizzazione alla costruzione e esercizio di impianti nucleari sono le stesse sia per reattori commerciali che pe reattori di ricerca.
            Il risultato è che tutti i tipi di combustibile che posso usare devono rispondere a precisi safety object quale ad esempio quello di ridurre la dose a lavoratori e popolazioni. Il risultato è che se irradio elementi in acciaio o metallici (adesso la faccio ridere, per quanto è assurda questa cosa!!!) c’è il rischio che alla scarica ho un rischio dose più elevato di un analogo elemento standard (a legha di zirconio) per cui la mia ricerca non rispetta il safety object precedente.

            Quindi pe poterlo fare devo smuovere mari e monti e chiedere deroghe alla normativa vigente !!!!

            E nel clima in cui viviamo, se la immagina la reazione dell’opinione pubblica se un giornale titola che sto conducendo una esperienza nucleare in deroga alla normativa vigente??

            Risultato, in europa battiamo una buona strada che seguono anche in America e altrove cioè i ceramici, ma rinunciamo a investigare i metallici…..so it goes!!!!

            Questo in generale ovviamente, perchè poi anche in europa esistono organizzazioni di ricerca tipo il CEA francese che si possono permettere anche questo tipo di azioni e infatti lavorano anche loro su questo tipo di materiali

            Saluti
            Nino

          • Alberto R. scrive:

            Insomma è il solito problema di normative troppo ingessate sullo status quo che impediscono ogni innovazione. Trovo questa cosa molto triste.

            Anche in USA, comunque, hanno gli stessi problemi con la loro NRC. Loro però avrebbero però la possibilità di sviluppare tecnologie innovative in ambito militare saltando le normative “civili”. Questo infatti è l’approccio preso dalla Flibe Energy per sviluppare il LFTR al torio.

            Oppure non ci resta che aspettare la Cina… :(

    • zifnab scrive:

      I vecchi pacemaker erano alimentati al plutonio tramite il decadimento radioattivo, chiaro, non è la stessa cosa che avere un reattore nucleare addosso, ma questo rende un po’ l’idea del ventaglio di applicazioni possibili con l’energia dei nuclei.

      > Dite al mondo a cosa servono questi impianti e iniziamo a progettare una diffusione sul territorio cittadino e non, poi ne riparleremo.

      Servono a produrre energia, o calore, con il quale puoi eventualmente renderti indipendente dalla rete elettrica o dal riscaldamento a gas.

      • Nuclear Sun scrive:

        “Servono a produrre energia, o calore, con il quale puoi eventualmente renderti indipendente dalla rete elettrica o dal riscaldamento a gas.”

        Già fatto ma nessun reattore nei paraggi di casa mia.

        • zifnab scrive:

          perchè nessun reattore è ancora commercializzato. data la legislazione in materia nucleare puoi ben immaginare quali siano gli scogli, non solo tecnologici.

          • Nuclear Sun scrive:

            Zifnab io sono già indipendente a che mi serve un pericoloso, costosissimo e complicato reattore nucleare?

          • zifnab scrive:

            Buon per te, la differenza è nella dislocazione.

            Dove l’eolico è ad abitazione, l’idea che sta dietro a questi reattorini è più ampia.

            Non penso che arriverebbero a miniaturizzazioni energetiche tali da alimentare singole abitazioni, probabilmente sarebbe anche antieconomico rispetto all’alimentazione di più abitazioni.

            > a che mi serve un pericoloso, costosissimo e complicato reattore nucleare?

            Vorrei farti notare che non è ancora stato creato, come fai già a definire che è pericoloso?

            Forse il fotovoltaico non è costoso nè era costoso appena era nato?

          • zifnab scrive:

            per eolico, intendo l’eolico installato abitativamente ed includerei anche il fotovoltaico.

    • Enrico D'Urso scrive:

      ti basta quella per il Pacemaker? solo per iniziare, eh!!!

  6. zifnab scrive:

    Indipendentemente a come la si pensi sull’energia nucleare, penso che la ricerca e le idee che si sviluppano questo campo possano destare profondo interesse e profonda curiosità soprattutto su come potremo immaginarci il mondo nel futuro.

  7. faba scrive:

    poveri antinuclearisti…..
    come dice il vostro grillo… siete MORTI!
    -
    siete decrepiti quando dite che il futuro é nel fotovoltaico (tecnologia che non conosce progresso tecnologico significativo dal 1958….ah no? mi dite il rendimento della cella del 1958? e quello di oggi?….) mentre il nucleare é ormai vecchio!
    -
    siete vecchi voi….
    da giovani

    • Luca Bevilacqua scrive:

      un post denso di analisi tecniche pregnanti…

      complimenti faba, adesso chi legge avr à ha una opinione molto più precisa sui reattori modulari..

      io a tutta queta scienza cosa posso aggiungere ?

      che da soli non arrivano al mercato, e come mai se promettono di esser così competitivi ?
      che è tutt’altro che chiaro che un proliferare di piccoli impianti si presneti più sicuro di un numero minore di impianti di taglia unitaria maggiore ?

      a proposito del fotovoltaico mi fai vedere qualche pannello da 1 kw di picco che si vendeva nel 1958 all’equivalente di 2.000 euro ?

      faba lo fai un piacere a te stesso e a tutti quelli che leggono ?
      inizi a scrivere qualcosa su cui poss avaler la pena commentare ?

      • faba scrive:

        il fatto che ancora parli di fotovoltaico progredito tecnologicamente dimostra la tua piu assoluta incapacita di affrontare questo ragionamento.
        -
        confondi l´industrializzazione del prodotto con l´evoluzione tecnologica dello stesso….
        -
        tanto per farti capire (ma non sono riuscito a farti capire che il carbone che ammazza piu del nucleare é peggio del nucleare appunto…) se prendi un motore per auto elettrico e uno meccanico elettrico avrai che probabilmente quello meccanico costa meno…
        -
        eppure tecnologicamente parlando stiamo parlando di due stadi evlutivi differenti…
        uno ha alto rendimento ed é reversibile, uno é praticamente un dispositivo utilizzato per scaldare avente come effetto collaterale quello di erogare potenza meccanica.
        -
        eppure quello peggiore costa meno….
        -
        commenta questa:
        l´OMS WASHINGTONPOST UNSCEAR LEGAMBIENTE VERONESI PATRICK MOORE OBAMA LOVELOCK (per dirne alcuni) sostengono che il nucelare ammazzi meno del carbone.
        tu n on recepisci questo dato SENZA LINKARE NESSUNO STUDIO CHE AFFERMI IL CONTRARIO.
        niente nenache una strillacciata di vanna marchi o un cupon di mago otelma…
        O CONFUTI IL DATO DANDO UNO STUDIO COMPARATIVO ALTERNATIVO OPPURE DIMOSTRI INESORABILMENTE DI ESSERE ANTINUCLEARISTA A PRESCINDERE ANCHE QUANDO CI SCHIATTANO PIU PERSONE!!!!
        -
        tu caro luca non hai bisogno di commenti… ti commenti da solo!
        ops chiedo sucsa per la sfrontatezza mostrata nei confronti di chi si autodefinisce il confutatore di OMS a colazione….ahahhahah

        • Luca Bevilacqua scrive:

          e che devo commentare più caro faba…
          tu faresti capire qualcosa a me ?
          la vedo un pò dura… cmq scendiamo nel merito e commentiamo

          secondo te la importantissima e non conclusa industralizzazione che c’è stata a proposito dell’effetto fotovoltaico dal 1958 ad oggi è una banalità,

          mentre una ingegnerizzazione dello stesso processo di fissione di uranio arricchito in reattori di taglia unitaria più piccola che (leggi il post) avrebbero lo straordinario vantaggio di essere assemblati da parti prefabbricati e quindi con dei vantaggi di costi è una innovazione assoluta della scienza ?

          hai forse letto che hanno risolto il problema delle fusione nucleare a scopo civile ?
          o che più modestamente che hanno fatto passi avanti nella gestione degli attinidi (come proponeva Rubbia con il Rubbiatron o come abbiamo di recente commentato sull’altro post) ?

          o che c’è qualche vantaggio in termini di questi reattori modulari in termini di sicurezza in generale o di sicurezza passiva in particolare (non sforzarti troppo, non ci sono alcuni di quei design sono dei veri incubi, molto ma molto meglio un più collaudato EPR o AP1000, ma se non credi a me puoi provare a chiedere a GianLuca Andrini di cui credo avrai stima maggiore che di me) ?

          ma hai riletto il tuo post di cui sopra ?

          “poveri antinuclearisti…..
          come dice il vostro grillo… siete MORTI!

          a proposito di sicurezza sai e abbiamo discusso infinite volte che le tua insulse pseudostatistiche lasciano il tempo che trovano

          la convenienza in chiave futura e di maggior sicurezza tra un impianto fossile moderno e un impianto nucleare moderno si gioca sulla probabilità che avvengano incidenti gravi

          se non avvengono (nell’esercizio, nella gestione delle scorie, ecc) è chiaro che principalmente per limitare la emissione di CO2 sarebbe preferibile una generazione da nucleare se invece si teme che avvegano incidenti maggiori allora è preferibile un impianto a fossili moderno

          il discrimine è la probabilità che avvenga un incidente del genere..
          è nel confronto tra le attuali tecnologie delle divrese alernative

          nel dubbio una cosa è sicura: risparmio, efficienza, rinnovabili NON emettono CO2 (ne polveri sottili) NE possono causare un incidente della portata di un INES7

          e quindi vanno TUTTi massimizzati, per semplici motivi di sostenibilità ambientale e riduzione della probabilità,su basi statistiche di incidenti

          ma neanche su questo si riesce a fare un discorso serio con te, lo dimostra il post insulso di cui sopra

          saluti

          • flavio scrive:

            “nel dubbio una cosa è sicura: risparmio, efficienza, rinnovabili NON emettono CO2 (ne polveri sottili) NE possono causare un incidente della portata di un INES7″

            sicuro sicuro?

            quindi se viene un terremoto e mi cascasse in testa un tepee o una casa di cemento coi muri spessi un metro e magari sul tetto una schiera di pannelli solari cosa sarebbe meglio?

            per fabbricare gli isolanti SI INQUINA e pure tanto, anche se meno che con l’amianto, siamo sicuri convenga supercoibentare anche tutte le baite in montagna abitate venti giorni l’anno?

        • faba scrive:

          asfaltiamo brevemente.
          -
          l´industrializzazione di una tecnologia antieconomica in quanto tecnologicamente primordiale (l´efficenza della cella attuale é la stessa di quella del 1958) del fotovoltaico é una cosa molto negativa secondo me (a dispetto di quanto pensasi io stesso prima) per i seguenti motivi:
          -si crea una economia un indotto gigantesco che si basa sulla droga dei finanziamenti pubblici!
          -si crea un potentato economico (vedi la mafia che investe nel fotovoltaico… o le banche stesse che finanziano con prestiti al 5% speculatori che poi investendo nel fotovoltaico ricavano il 7% ovviamente coperto dlale tasse che gravano anche sulla pensione di 600 euro di mia nonna in quanto pagatrice di bollette elettriche..) che no ha come scopo la produzione di tecnologie o di energia, ma ha lo scopo del dinero… cioe si focillano speculatori.
          -
          ecco perche una persona avente cervello non prende una tecnologia avente efficenze cosi vergognose e poi la industrializza!
          un cervello razionale e VERAMENTE pro rinnovabile destinerebbe la maggioranza di quei denari ALLA RICERCA DI TECNOLOGIE AVENTI EFFICENZE MAGGIORI!
          -
          poi:
          “a proposito di sicurezza sai e abbiamo discusso infinite volte che le tua insulse pseudostatistiche lasciano il tempo che trovano”
          -
          le mie insulse pseudostatistiche?
          i dati sono provenienti dall`OMS! DA OBAMA DA WASHINGTONPOST e sono ripresi DA GRILLO DA GREEPEACE DA LEGAMBIENTE!
          e il dato é sempre lo stesso.
          400mila morti all´anno da polluzione + 300mila morti all´anno da global warming incipiente (siccita, uragani etc etc) + i morti da miniere che nella sola cina per la sola silicosi sono 6mila per anno.
          -
          cioe secondo le organinzzazioni piu importanti del mondo ci srebbero 2mila morti al giorno per le fossili che tu schifosamente difendi!
          -
          NON SONO INSULSE PSEUDOSTATISTICHE SONO LE OPINIONI DOCUMENTATE DELLE ORGANIZZAZIONI PIU AUTOREVOLI IN MATERIA DEL RESTO RIPRESE E QUINDI ONFERMATE DALLE ORGANIZZAZIONI ANTINUCLEARISTE PIU ACCANITE COME LEGAMBIENTE!
          -
          per contro tu non HAI FORNITO UNO STRACCIO DI APPUNTO UNO STRILLACCIO DI VANNA MARCHI UN BIGLIETTO DA VISITA DI MAGO OTEMLA CHE AFFERMASSE CHE IL NUCLEARE AMMAZZA DI PIU DELLE FOSSILI!
          -
          sulle rinnovabili concludo dicendo che se tu fossi una persona non affetta da “enecefalo carbonizzazione acuta da partito” (cioe sostieni il cearbone per condizionamento ideologico) troveresti una porta aperta!
          -
          io in quanto nuclearista non sono contro le rinnovabili TUUTO IL CONTARIO.
          -
          anzi tra nucleare e rinnovabile scelgo rinnovabile.
          il problema é che il rinnovabile non basta e quindi prima op poi arriva il momento della scelta tra nucelare e fossili.
          -
          cioe si deve scegliere tra il modello RINNOVABILE + NUCLEARE e il modello RINNOVABILE + FOSSILE!
          -
          io scelgo il primo perche il secondo ammazza di piu!
          tu scegli il secondo!
          -
          lo sceglieresti anche se uno dei morti in piu fosse tuo figlio?
          non ti vergogni di non saper rispondere a questa domanda?

          • Luca Bevilacqua scrive:

            io ti ho risposto un milione di volte sei tu che fai finta, da propagandista ben poco eserto o efficace, di non capire

            le stime OMS sono da inquinamento e ogni studio che tu citi è relativo a tecnologie per produrre energia da carbone vecchie di 50 anni

            in altra parole racconti una tesi strumentale, comparabile a quella di ritenere un EPR uguale a un RMBK 1000

            io non ho nulla di cui vergognarmi, circa te lascio decidere a te stesso