Carbone il Numero Uno

postato il 28.lug.2009 alle 6:10 pm | da pat

Centrali a carbone campioni dell’inquinamento. Puglia all’8° posto classifica europea. I certificati verdi deterrente fittizio?

Ha perfettamente ragione Niki Vendola quando sbraita che dovranno venire con i carri armati per imporre le centrali atomiche in Puglia. Altro che masseria atomica o trullo radioattivo per mettere a repentaglio la vocazione turistica del tacco dell’Italia. Ai vacanzieri il governatore può intanto assicurare il primato di ospitare nella sua regione uno tra i dieci maggiori responsabili di emissioni di CO2 in Europa. La notizia pubblicata su The Guardian è stata ripresa su la Repubblica da Antonio Cianciullo.

Secondo una classifica stilata da Sandbag, organismo non profit impegnato sul fronte del cambiamento climatico, nella top ten delle industrie più inquinanti d’Europa, all’ottavo posto di questa deprecabile graduatoria figura la centrale Enel di Brindisi Sud. Capofila italiano nella quantità di emissioni di anidride carbonica è la centrale elettrica a carbone Federico II, la più grande d’Italia: che rigurgita nell’aria14,9 milioni di tonnellate di CO2. Un gigante inquinante che, nelle classifiche nazionali, schizza in prima posizione. Sempre in buona compagnia, visto che la stessa Puglia si aggiudica anche il secondo posto con le acciaierie Ilva di Taranto: 10, 7 milioni di emissioni di CO2. Mentre, secondo i dati di Greenpeace indicati nell’articolo di la Repubblica (che però divergono da quelli di Sandbag), Niki Vendola può continuare ad esultare se riesce a tenere il nucleare fuori dai confini della Puglia, così si tiene anche altri 9 ,5 milioni di emissioni di CO2 della centrale termoelettrica Enipower di Taranto.

Tornando a una dimensione europea, la palma del “nemico climatico” spetta all’impianto polacco di Elektrownia Belchatow che l’anno scorso ha pompato 30,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera, seguito dalla centrale britannica Drax ( 22 milioni di tonnellate ).

Quali conclusioni trarre? Che le centrali elettriche a carbone sono campioni dell’inquinamento (almeno di una sua componente, comunque quella la cui concentrazione determina il surriscaldamento del pianeta) ma più deprimente sapere che , proprio il carbone sarà la fonte fossile che assicurerà un terzo dell’incremento energetico dei prossimi 20 anni.

La sconfortante morale è che lo schema di certificati verdi ETS non è evidentemente un deterrente sufficientemente efficace per far prevalere energie pulite su combustibili tradizionali considerato che 6 dei primi 10 inquinatori europei sono tedeschi, malgrado i generosi contributi pubblici elargiti da Berlino per il fotovoltaico e l’eolico.

PS A livello mondiale la situazione non è più incoraggiante, anzi. Un rapporto di Greenpeace UK pubblicato oggi, indica che in Cina, l’anno scorso, i primi tre impianti a carbone Huaneng, Datang e Guodian, producono più CO2 delle emissioni totali in Gran Bretagna. Sebbene in Cina le emissioni pro capite siano di molto inferiori a quelle dei paesi sviluppati, è pur vero che nel confronto con l’Occidente, l’efficienza energetica nella generazione elettrica ne esce in modo sfavorevole. In Giappone per un kWh vengono emessi 418 grammi di CO2, negli Usa 625 g e in Cina negli impianti tecnologicamente più avanzati, 752 g.

 

2 risposte a Carbone il Numero Uno

  1. chicco testa scrive:

    Per la verità anche il metano non è completamente privo di inquinanti… non la SO2 ma un po’ di NOX sì… e naturalemnte CO2 che non è tecnicamente un inquinante ma contribuisce all’effetto serra

  2. pippo scrive:

    Premetto che Taranto sia davvero inquinata e bisogna risanarla ma con ciò non voglio dire che non ci deve essere più sviluppo industriale.Posso porre qualche domanda a tutti?Ma sapete cos’è la CO2 ed i suoi effetti?
    Cosa è l’anidride solforosa(SO2)e l’ossido di azoto e le loro consegunze sull’ambiente(NO2?
    Senza presunzione vorrei dire qualcosa io.La S02 e l’N02 sono prodotti nocivi che provengono dalla combustione di olio combustibile che l’attuale centrale Eni consuma in parte per produrre energia elettrica.Questi hanno un impatto locale dannoso soprattutto con le piogge acide. Poichè la nuova centrale prevede la conversione da olio combustibile a metano queste emissioni verranno azzerate.Se qualcuno ha dubbi pensi a quando accende il fornello di casa che è a metano se vi sono emissioni simili, mi pare di no!Quindi credo che abbia un effetto benefico tale riconversione.Per quanto riguarda la C02 essa non ha ricaduta locale bensi globale,che non significa regionale,ma planetario.