Con il V Conto Energia un piccolo impianto fotovoltaico conviene?

postato il 12.lug.2012 alle 7:35 am | da gbettanini

Dopo un’attesa durata mesi è stato approvato il testo definitivo del V Conto Energia, ovvero delle norme che regoleranno l’incentivazione degli impianti fotovoltaici. Il V C.E. entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento del tetto dei 6 miliardi di euro/anno di incentivi al fotovoltaico. Superamento che si stima avverrà entro alcuni giorni, visto che oggi 12 luglio il contatore fotovoltaico del GSE indica che siamo a 5.96 miliardi*.

In questo post vengono riportati i risultati di alcune simulazioni che permettono di capire se (e quanto) convenga installare sul tetto della propria abitazione un impianto fotovoltaico della potenza di 3 kWp incentivato con il nuovo conto energia… beninteso, si valuta quanto conviene a chi lo installa, perché a tutti gli altri che pagano gli incentivi nelle bollette la cosa non conviene sicuramente.

Per capire come funziona il V Conto Energia illustro brevemente come funziona il IV Conto Energia. Il IV C.E. riconosce per 20 anni un incentivo economico su tutta l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico domestico e poi il proprietario con l’energia generata dall’impianto può coprire i propri consumi, direttamente od in maniera differita, grazie allo Scambio Sul Posto (SSP) che in sostanza consente di utilizzare la rete elettrica come un accumulatore virtuale. Se la produzione dell’impianto supera i consumi dell’abitazione lo SSP permette di ‘vendere’ l’eccedenza al prezzo zonale orario (diciamo per semplicità a circa 0.1 €/kWh).

Con il V Conto Energia (ma ciò era previsto anche dal IV Conto Energia a partire dal 2013) le cose sono molto differenti. Ad un impianto fotovoltaico vengono concessi per 20 anni due tipi di incentivo, una tariffa onnicomprensiva per l’energia che viene immessa in rete (questa tariffa tiene conto dell’incentivo e del valore di mercato dell’energia elettrica) ed una tariffa premio per l’energia autoconsumata. L’energia che viene autoconsumata permette quindi di risparmiare sulla bolletta (circa 0.18 €/kWh) ed in più fa ottenere un bonus supplementare. Per come è impostato il V C.E. lo Scambio Sul Posto non è quindi più applicabile.

Per un impianto da 3 kW installato sul tetto dell’abitazione avrò nel primo semestre di applicazione del V C.E. una tariffa onnicomprensiva di 0.208 €/kWh ed una tariffa premio di 0.126 €/kWh. Questi incentivi possono aumentare di 0.02 €/kWh se l’impianto risulta essere “made in UE.”

Per dare un’idea di massima della redditività degli impianti, senza pretesa di un’estrema precisione nei risultati, ho considerato che il costo di installazione chiavi in mano di un FV domestico sia pari a 3000 €/kWp (totale 9000 €), che l’impianto sia made in UE, che venga completamente autofinanziato con capitale proprio. Ho poi confrontato la redditività di un impianto da 3 kWp ubicato al nord, al centro ed al sud Italia. I calcoli sono piuttosto dettagliati (costi assicurazione, manutenzione etc…) e vengono usati diversi parametri, riporto i più importanti risparmiandovi il dettaglio: al nord la producibilità annua considerata è pari a 1100 kWh/kWp, al centro e al sud rispettivamente di 1300 e 1450 kWh/kWp, si autoconsuma la metà dell’energia prodotta, si considera che terminati i 20 anni di incentivazione per l’energia immessa in rete il produttore riceva comunque 0.1 €/kWh ed un tasso di inflazione per il costo dell’energia acquistata dalla rete del 3% annuo. Non ho considerato spese di smantellamento a fine vita dell’impianto e ripristino della copertura originale.

Fatti i conti i risultati fondamentali, in parte illustrati dall’immagine all’inizio del post, sono questi:

· l’impianto al nord ha un tempo di payback (ritorno dell’investimento) di circa 11 anni, l’impianto al centro di 9 anni, l’impianto al Sud dove l’insolazione è massima di 8 anni. Per trarre una corretta informazione dal grafico  dei flussi di cassa sopra riportato bisogna però considerare che tali flussi di cassa non tengono conto della svalutazione dell’euro quantificabile in un 2-3% annuo.

· Per l’impianto al nord ho una redditività a 20 anni (TIR, tasso interno di rendimento) del 6.4%

· Per l’impianto al centro ho un TIR del 9.2%

· Per l’impianto al sud ho un TIR del 10.8%

Per capire se un investimento in un impianto fotovoltaico domestico è conveniente (beninteso, solo dal punto di vista strettamente finanziario) bisogna confrontare il rendimento con quello di un investimento di pari rischio (basso), ad esempio un investimento in BTP ventennali. In conclusione si può quindi dire che con i tassi di rendimento attuali dei titoli di Stato che sono molto elevati l’impianto al nord conviene poco, al Centro-Sud il V Conto Energia permette invece una buona remunerazione dell’investimento. Dai dati riportati si può anche intuire quanto sia eccessivamente generoso il IV Conto Energia che per questa taglia di impianti garantisce rendimenti superiori del 50% rispetto al V C.E..

Se poi si ipotizza di eliminare completamente gli incentivi ma di mantenere lo SSP, ovvero la possibilità di coprire integralmente i propri consumi con l’energia prodotta da un impianto FV, ed ipotizzando una vita utile degli impianti di 30 anni, pur con un calo della producibilità del 20% gli impianti avrebbero comunque un TIR a 30 anni ragguardevole, del 5,4% al nord, 6.5% al centro e 7.1% al sud. Un rendimento che li rende in grado sicuramente di ripagare i propri costi, di proteggere l’investimento dall’inflazione e di consentire una remunerazione aggiuntiva…. cosa che può far affermare che la chimerica (e non ben definita) grid-parity sia oramai una realtà.

.

*AGGIORNAMENTO: Nella serata del 12 luglio il GSE ha comunicato il raggiungimento del tetto dei 6 miliardi di costo cumulato annuo per gli incentivi al fotovoltaico. Quindi il V C.E. sarà operativo dal giorno 27 agosto.

AGGIORNAMENTO (14/07): Il V conto energia cesserà di applicarsi in ogni caso trascorsi 30 giorni dal raggiungimento della soglia dei 6.7 miliardi di euro di incentivi cumulati annui.

Facendo due grafici con i (pochi) dati del contatore fotovoltaico a mia disposizione è evidente che negli ultimi giorni è avvenuta un’impennata nella potenza fotovoltaica entrata in esercizio e della conseguente spesa in incentivi.

Se si mantenesse il rateo di installazioni degli ultimi giorni (spiegabile però in parte con il boom di richieste prima del passaggio al II semestre di incentivazionedel IV C.E.) il tetto dei 6.7 miliardi sarebbe raggiunto prima del 27 agosto.

Agostino Conte di Confindustria chiede “controlli starordinari” e che si operi una vigilanza speciale in quanto in questi giorni stanno entrando in esercizio all’incirca 1500/2000 al giorno ed il GSE dispone solamente di 110 ingegneri ispettori che devono lavorare in coppia, per controlli efficaci bisognerebbe, secondo Conte, incaricare gli operatori della distribuzione ed anche la Guardia di Finanza.

.

.

AGGIORNAMENTO (18/07): Dopo alcuni giorni di monitoraggio del contatore fotovoltaico del GSE sembra che il rateo di crescita del costo annuo di incentivi al fotovoltaico si sia riportato a valori dell’ordine dei 5 milioni di euro al giorno. Il tetto di spesa di 6,7 miliardi di euro annui sembra quindi più lontano e potrebbe essere raggiunto in circa quattro mesi. Al tasso di crescita attuale il V Conto Energia potrebbe sopravvivere all’incirca fino a fine anno.

.

.

.

.

.

 

38 risposte a Con il V Conto Energia un piccolo impianto fotovoltaico conviene?

  1. RD scrive:

    Domanda: e una volta raggiunti i 6,7 miliardi di euro all’anno di incentivi al fotovoltaico, che succede (premesso che, mea culpa, non ho ancora letto il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 5 luglio 2012) ?

  2. Pietruccio scrive:

    Ottimo articolo.

    Semplice e chiaro.

    Non sono però d’accordo con certe valutazioni che ritengo molto ottimistiche e un po’ troppo favorevoli all’interpretazione dei dati relative al “futuro” che si presenta quantomai buio e pieno di incognite: l’inflazione non credo sia approssimabile con cifre regolari ed equilibrate come se la nostra economia non stesse attraversando una profonda crisi che non è certo solo finanziaria, ma strutturale (dovuta in gran parte a delle scelte sbagliate coperte mantenendo il benessere grazie a un debito astronomico: in pratica stavamo apparentemente bene perchè spendavamo i soldi degli altri… anche continuando a fare cavolate).

    Quindi direi che vista la situazione il costo dell’energia è destinato a crescere molto di più, e speriamo che non ci siano dei veri e propri balzi che sono devastanti per l’economia: in altre parole, secondo me, l’autoproduzione (e lo SSP) col PV andrebbe sostenuta molto di più perchè potrebbe essere ben più conveniente di quanto possa sembrare adesso (e gli incentivi tolti del tutto, con effetto retroattivo anche sul IV conto energia che come paese non ci possiamo certo permettere – basterebbe che con fatture alla mano si procedesse a dare incentivi fino a pareggiare la spesa… come hanno tagliato le pensioni non vedo perchè non si possa intervenire anche su 4 furbetti).

    Mi pare, poi, che trascurare lo smantellamento di qualcosa che sicuramente si configura come materiale pericoloso, cancerogeno e inquinante (ben più delle scorie nucleari per kWh prodotto) sia un po’ troppo generoso nei confronti di questa tecnologia.

    • gbettanini scrive:

      Si, d’accordo che per fare un business plan ed una previsione seria con un orizzonte temporale così lungo l’unico modo è quello di ragionare per scenari. Le cifre coem il tasso d’inflazione in questo esempio di calcolo vanno interpretate come ‘media’ nei prossimi 20 anni. Mettere un 5% sarebbe forse corretto in uno scenario “uscita dall’euro”. Per quanto riguarda l’aumento annuo del prezzo dell’energia elettrica pagato in bolletta il 5% mi sembra eccessivo. Comunque sia l’esempio numerico serve a fare due conti e dimostrare che anche i nuovi incentivi per il FV domestico sono tutt’altro che ingenerosi.
      Gli incentivi poi non si potrannono togliere retroattivamente… ma l’AEEG sta già rendendo più difficile la vita ai grandi produttori da fonti rinnovabili non programmabili (>10 MVA) facendo pagare corrispettivi di sbilanciamento.

      • Pietruccio scrive:

        Sì, certo, è importante fare scenari ragionevoli per capire come stanno andando le cose: in ogni caso ben poco si sa sul futuro che non è veramente prevedibile.

        Riguardo al fatto che non si può intervenire retroattivamente (cosa che non si può fare… a discorsi… perchè quando vogliono l’hanno già fatto tante volte) io invece mi espongo e tento una previsione: fra una decina di anni saremo nei guai fino al collo e a quel punto sarà impossibile proprio pagare quei signori speculatori perchè di industrie ce ne saranno poche e malmesse (e già quelle grosse oggi mi pare non paghino e anzi vengono incentivate) e ancora peggio saranno le famiglie su cui non si potrà certo scaricare quel peso immane che in sé sarebbe anche sopportabile (anche se ingiusto) ma che si va ad aggiungere a mille altri: secondo me stiamo andando a passi veloci verso la decrescita e sarà un dramma, oltre al fatto che prima o poi quelli delle fossili lanceranno l’affondo visto che ormai il mercato per loro è diventato anelastico e non mi risulta che al mondo ci sia nessuno che faccia tanta beneficenza.

        Futuro nero per un paese che ha fatto la politica della cicala spendendo e spandendo (soldi non suoi ma presi in prestito) senza criterio né programmazione, facendo diventare i cittadini dei bambinetti viziati: il NIMBY, il no al nucleare, il no alla TAV, il no ai depositi rifiuti né radioattivi (che comunque ci sono e ci saranno) né di altro genere ma anche no ai termovalorizzatori ecc… (i rifiuti li abbiamo mandati in germania… pagando… tanto noi siamo signori, mica ci possiamo sporcare le mani), no ai rumori e anche no alle leggi chiare (così chi magari avrebbe qualche intenzione di investire scappa, ma intanto i furbi, nella confusione maramaldeggiano e ingrassano), per cui va bene anche no alla trasparenza… ecc… a fare l’elenco delle assurdità non si finirebbe più…

        e in una situazione così come quella che si va delineando pensi che si possa davvero caricare sul costo dell’energia elettrica molti miliardi da regalare a quelli del PV ?

        Potrebbe davvero reggere per molto anche una volta che la popolazione venisse informata?

        • flavio scrive:

          “una volta che la popolazione venisse informata?”

          informata da chi?

          dai savi di sion?
          dai preti pedofili?
          dai complottisti di bilderberg?

          non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

          …e se poi, oltre a dire cose che non vogliono sentire, pure gli oratori sono antipatici…

        • Steve scrive:

          Negli investimenti un rendimenti elevato implica un rischio elevato.
          Con il terzo conto energia il rendimento era molto elevato: ne consegue che debba esserci un rischio commisurato: non vedo perchè precludersi quindi la possibilità di tagliare retroattivamente gli incentivi – fa parte del rischio ;)

  3. gbettanini scrive:

    @ Robertok e Melo

    Ho aggiunto in calce al post un paio di grafici che illustrano l’impennata di impianti che risultano entrati in esercizio… la crescita dovrebbe comunque rallentare nei prossimi giorni.
    Poi comunque raggiunto il tetto dei 6.7 miliardi ci sono ulteriori 30 giorni di “assalto alla diligenza” ancora disponibili.

  4. RD scrive:

    Sono fuori tema e me ne scuso ma ne approfitto per fare i miei più sinceri auguri al dott. Testa per la sua neopresidenza di Assoelettrica. Una persona tecnicamente competente e dalla visione ampia (nel senso che conosce il settore delle fonti energetiche a tutto tondo e non invece solo lo specifico della propria azienda elettrica) in tale ruolo ci voleva proprio. Buon lavoro.

  5. Melo scrive:

    Ma perché si continua a parlare di taglio agli incentivi quando il debito consolidato per gli incentivi fotovoltaici continua ad aumentare?
    Negli ultimi 7 giorni il debito fotovoltaico (circa 20 volte il debito annuo del contatore fotovoltaico) è aumentato di € 3.050.894.500,00!
    Senza contare gli oneri imposti per legge per l’acquisto forzoso, che hanno stravolto il mercato elettrico e spinto al fallimento 3 centrali termoelettriche.
    Nello stesso periodo il debito pubblico nazionale è aumentato ‘soltanto’ di € 1.577.223.815,00 (circa la metà)
    In totale in una settimana abbiamo bruciato € 4.628.118.315,00 dei terribili sacrifici che il governo c’impone.
    Ritengo che ormai quest’area di privilegio economico debba dare il suo adeguato ‘contributo di solidarietà’ (come quello che è stato ‘donato’ dall’INPS tagliando le pensioni in atto), con un blocco del debito fotovoltaico ai 120 miliardi attuali, altrimenti presto apparirà chiaro che gli incentivi diventeranno per i padroni degli impianti fotovoltaici un credito inesigibile!

    • Pietruccio scrive:

      Bravo.

      Come mai il principio di solidarietà coi green non vale?

      Questa è la lettura giusta, e drammatica, per quello che succede, senza contare che se si dà una facile opportunità di investimento superremunerativo e senza rschi come il PV in generale (IV o V per le mie tasche, che pago, cambia poco) si invoglia ad investire lì e si tolgono risorse ad attività produttive o all’acquisto di buoni del tesoro (e, quindi, aumenta l’interesse e con esso il famigerato spread).

    • flavio scrive:

      devoto-oli, copyright 1979, stampato 1983

      economia: s. f. impiego razionale del denaro e di qls. altro mezzo, diretto a ottenere il massimo vantaggio col minimo sacrificio

      vogliamo organizzare un sondaggio per vedere quanti indovinano la definizione, almeno fra quelli che si lanciano ogni giorno a pontificare di rating, spread, signoraggio ed eurobond?

  6. greg scrive:

    Scusate e’ un po’ OT ma una risata e’ sempre benvenuta

    parole di Nobel eh! (–>letteratura<– ma per molti basta il titolo "Nobel")

    http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/ambiente/nucleare2/dario-fo/dario-fo.html

    di Dario Fo

    " Ma quel cervello incandescente di governante sa cosa costa montare una centrale nucleare? In Finlandia ne stanno costruendo giusto una di ultima generazione. Avevano previsto che sarebbe costata un miliardo di euro, ma a metà percorso si sono accorti che il miliardo previsto s'era raddoppiato, due miliardi. Ora i responsabili della centrale, gente preparata e onesta, hanno avvertito che il valore dell'energia che riusciranno a produrre con quella loro centrale non riuscirà a coprire neanche la metà dei costi di fabbricazione ed impianto. Non solo, ma che la perdita aumenterà a dismisura quando, fra una ventina d'anni, come di norma, dovranno smontare tutto l'impianto e preoccuparsi di imballare ogni elemento dentro un enorme container in cemento armato, e poi andare a sistemarlo in uno spazio scavato nella roccia a un minimo di dieci metri sotto il livello del suolo.

    E il nostro presidente, sempre lui, Silvio Eta Beta, assicura che l'energia nucleare è la più economica e produce ampi vantaggi e viene smentito immediatamente da ogni scienziato onesto e informato che lo sbeffeggia: "Ma che dici, Eta? Attento a te, i reattori funzionano solo grazie all'uranio arricchito. Ora devi sapere che negli ultimi anni il prezzo di questo propellente è aumentato di addirittura sette volte, per la semplice ragione che le riserve stanno per finire; e giacché il governo italiano ha appreso che per soddisfare l'intiero bisogno della nazione si dovrebbero realizzare, sul vostro territorio, almeno sessanta centrali dell'ultima generazione, dove andate a sbattere? Vi è sfuggito il particolare che per raggiungere questo numero abbisognano almeno trent'anni, con una spesa da fantascienza? E poi c'è il guaio che proprio in ragione dell'enorme numero di centrali che ogni paese cosiddetto civile ha in programma di costruire, entro quindici anni di uranio fruibile non ce ne sarà più e allora con cosa le fai andare le sessanta centrali, con le noccioline?"

    (25 febbraio 2009) Tutti gli articoli di Scienze e Ambiente (La Repubblica)

    Questa e' l'informazione in Italia.

    • Pietro Mele scrive:

      Esatto: lavaggio del cervello + referendum!

    • gbettanini scrive:

      Eeeeh… è il solito gramelot di Fo.

      Il grammelot o gramelot[1] (pronuncia /ɡram(m)eˈlot/: la voce non è francese, ma d’origine imitativa e forse derivata dal veneziano) è uno strumento recitativo che assembla suoni, onomatopee, parole e fonemi privi di significato in un discorso.

    • robertok06 scrive:

      Grazie mille di aver proposto questo grandissimo pezzo di Fo, non sapevo che si occupasse anche di romanzi di fantascienza…

      E immagina quante persone gli danno credito, dato che e’ Nobel…

      Roberto

    • robertok06 scrive:

      Ho visto Mistero Buffo nei primi anni 60, quando Fo era la punta di diamante della contro-cultura… e vederlo scendere cosi’ puerilmente in basso fa un effetto un po’ strano… un vero peccato! … deve aver discusso della cosa col figlio…

      Roberto

  7. Enrico Adami scrive:

    Gran bel articolo! Il taglio di incentivi è sacrosanto, ma ahimè il settore verrà drasticamente ridimensionato a causa del ulteriore appesantimento burocratico dovuto ai registri e ai tetti di potenza.
    La matematica parla chiaro, l’impianto conviene ancora (alla cifra di 3000 al Kwp che considero ormai superata), ma lo stato italiano ha ben altri interessi da tutelare. Complimenti, governo.
    Siete sempre in grado di rovinare dei progetti che avrebbero potuto dare molto!

    • Alessandro Bellotti scrive:

      L’appesantimento burocratico è ovviamente dovuto alle lobbies dei fossili.
      Queste complicazioni ci danno la misura dell’effetiva competitività a breve del fotovoltaico in Italia. Le lobbies dei fossili non hanno alternative: convincere chi governerà a piantare paletti allo sviluppo del fotovoltaico. Le lobbies dei fossili hanno anche impedito uno sviluppo passato del nucleare. Oggi ci proveranno con le rinnovabili, che in Italia vuol dire soprattutto fotovoltaico.

      • Pietruccio scrive:

        Ma guarda che coi suoi 18-20 TWh all’anno di energia elettrica prodotta il PV non dà fastidio a nessuno (ne fa risparmiare circa 40 TWh di fossili a fronte di almeo 1700 che ne forniscono – non se ne accorgono nemmeno).

        Casomai il governo è stato oltremodo generoso a assecondare le lobby del PV: visto che i sostenitori continuano a fare discorsi sull’economicità del PV (che secondo voi è ormai sotto i 3000€/kWp e ai miei conoscenti continua venir offerto di fatto, e non a discorsi, a oltre 4000€/kWh) la cosa giusta da fare era destinarlo alla parity grid, cioè allo SSP, cioè permettere a chi monta il PV di usare la rete come accumulatore virtuale e la cosa finisce lì senza andare a elemosinare soldi dalle famiglie italiane che non sanno (dovrei dire non sappiamo) più come fare ad arrivare in fondo al mese.

        • Enrico Adami scrive:

          Nello specifico da fastidio ai produttori di energia elettrica da gas, essendo questo più “aggredito” dalle rinnovabili perchè potenzialmente competono nella stessa fascia oraria (fabbisogno punta)
          Il settore termoelettrico ha perso qualcosa come 30TWh considerando i 11Twh di FV e la crisi che dal 2009 fa diminuire i consumi.

          Ad ogni modo pietruccio se vuoi ti passo un file/mail di un preventivo di impianto FV che viene a costare sui 2500 al Kwp.
          Ti posso dire, con una grande certezza, che i tuoi conoscenti o si riferiscono a dei pannelli SANYO (rendimento del 18/19 %) che possono costare più di 3000 oppure a dei preventivi di fine anno scorso.
          E’ facile con il FV avere dei preventivi che subiscono variazioni nel giro di poche settimane.

        • MArco scrive:

          Fotovoltaico a 4000€/kWp?? Ah! Ah! Bisogna trovare il genio degli affari che lo compra! Ormai i 3 kW stanno al massimo a 3000 €/kWp. E gli impianti li FACCIO a quel prezzo e non “ai miei conoscenti(?) continua a venir offerto a quel prezzo”…

  8. faba scrive:

    articolo interessante che mi rilassa perche se almeno dopo tutti questi denari dati alla speculazione almeno si ha la parity allora qualche cosa si é fatto.
    -
    una domanda:
    qualcuno mi dice dove posso comperare bot al 6%?
    -
    perche io sinceramente tra i bot e i pannelli a livello finanziario preferisco i bot.
    infatti li puoi vendere e avere indietro qualcosa.
    l´impianto fotovoltaico no! ameno che non ti vendi il tetto di casa!

    • Fulvio scrive:

      Al momento un BTP di durata lunga ( diciamo almeno un 20 anni) ti garantice un rendimento netto superiore al 5% annuo. Evidentemente chi ha scritto l’ articolo ha parlato erroneamente di BOT che sono titoli a breve e forniscono un interesse ben inferiore.Se poi convenga fidarsi dello Stato italiano è argomento che esula da questo scambio di opinioni.

  9. Alessandro Bellotti scrive:

    Il V Conto energia ci accompagnerà alla grid-parity entro pochi mesi.
    Questo con un impianto da 3 KW e costo da 3Euro a Wp.
    Oggi i prezzi sono decisamente inferiori per cui, anche senza incentivi, si installerà fotovoltaico, in Sud Italia, in maniera massiccia.
    Questo sta già succedendo in Sud Africa.
    Occorrerà parallelamente investire in smart grid. Esiste un piano europeo che prevede massicci investimenti (150 miliardi di Euro a livello europeo dei quali 20 in Italia).
    Avremo da fotovoltaico, in Italia, almeno il 15% del fabbisogno entro pochi anni (quest’anno circa il 7%).
    La quota mancante (un altro 7 o 8 %) verrà coperta praticamente senza incentivi.
    Rinnovabili oltre il 40% del fabbisogno molto prima di quanto avevo previsto un anno fa.
    Questo in attesa di un nucleare diverso dall’attuale che in Italia avremmo comunque avuto non prima del 2025/2030.
    Potremo quindi risparmiare da subito (entro pochi anni) una quota significativa di fossili pari al 15/20% di quello che è stato consumato negli anni scorsi.
    Questo senza aspettare il 2025/2030 e la messa in opera di un mega piano nucleare. Centrali che in Italia, vicino a casa, non vuole nessuno.
    Già da quest’anno, a parità di consumi, meno 7% da fossili (contributo del solo fotovoltaico).
    Questo con incentivi annuali di 7 miliardi di euro (il solito caffè..).
    Obiettivo raggiunto entro il 2015, anno in cui l’ex smemorato ministro dello sviluppo (quello che non si era accorto che l’appartamento in cui viveva gli era stato donato..) , voleva posare la prima pietra della prima centrale EPR.
    Riparleremo di nucleare dopo il 2030, quando vi saranno 3 o 4 EPR funzionanti e quando il nucleare come lo conosciamo oggi contribuirà con percentuali da fame al fabbisogno energetico mondiale (poco più del 2%).
    Lo dice il Word Nuclear e la IEA.

    • Fulvio scrive:

      Torno a chiedere : grazie a questo 7% da FV quante centrali a combustibile fossile andranno definitivamente in pensione ?

    • Gianluca Andrini scrive:

      Gli impianti solari economici che installano a prezzi stracciati valgono ancora meno di quello che costano. Sono difettosi, funzionano, in sostanza, male, e non rispettano le specifiche promesse. Tradotto, sono delle bidonate.

      • Gianluca Andrini scrive:

        P.S. La mia non vuole essere una crociata contro le energie rinnovabili.
        Il nucleare, anche in Italia, attualmente non può crescere, semplicemente perché non ci sono soldi, non si possono aprire conti di 10-15 miliardi per costruire 2-3 centrali nucleari.
        Non ho alcun legame con EDF, ne con il vecchio governo di centrodestra. Semplicemente, cerco di essere obiettivo.

        • robertok06 scrive:

          Strano… perche’ siamo capaci di aprire conti (energia) che costano 6 miliardi/anno (cioe’ piu’ di un EPR/anno) senza troppi problemi…

          Mah…

          R.

      • Melo scrive:

        Meno male, risparmieremo sugli incentivi!

    • robertok06 scrive:

      IL V conto energia non ti portera’ da nessunissima parte, ciccio!

      Il V Conto e’ gia’ morto, prima di cominciare… avra’ 700 milioni di Euro di incentivi annui da gestire, al ritmo di installazione attuale finira’ nello spazio di poche settimane… poi resteranno solo le installazioni di quelli che credono nell’autoconsumo (cioe’ tre pasdaran in tutto). Avete gia’ succhiato 6 miliardi/anno, per coprire il 2,5% della domanda di dicembre.

      Fine della pista, babyyyyy!

      Roberto

      • Luca Bevilacqua scrive:

        sei contento ora ?

        sostanzialmente limitati gli incentivi il FV dovrà dimostrare di camminare con le proprie gambe…

        ci sentiamo tra 4/5 anni e facciamo una anlisi, che ne dici ?

        • flavio scrive:

          ho il sospetto che ne sentiremo parlare, meglio gridare nelle piazze e in tv, fra quattro o cinque settimane

    • robertok06 scrive:

      @Belotti:

      “Lo dice il Word Nuclear e la IEA.”

      Dove e quando? Secondo me bari, come fai spesso, prendi lucciole per lanterne, non capisci l’inglese, o una combinazione lineare delle 3 cose assieme.

      Dai, smentiscimi, mostra dove quelle due organizzazioni avrebbero detto quello che tu gli attribuisci.

      R.

    • Pietruccio scrive:

      Continui a confondere l’energia elettrica netta che va sulla rete (circa 320 TWh) col fabbisogno primario (circa 2000 TWh).

      Quindi specifica bene: il PV se tutto va bene fornirà il 15% di 320 TWh cioè 48 TWh (che dovrebbero far risparmiare circa 80 TWh di energia primaria da gas, cioè km cubi di gas degi 80 che importiamo all’anno), e a oggi, dopo l’assalto alla diligenza concesso senza il mio consenso dal governo coi miei soldi, ammonta a meno della metà.

      Non capisco davvero questi toni trionfalistici.

      Come sistema italia e approvvigionamento di energia siamo nei guai fino al collo e dipendiamo in toto da arabi e russia: tutto qui.

      Il nucleare promosso dall’ultimo governo politico non sarebbe stato efficacie in quest’ottica? E’ probabile (la botta all’italia l’ha data lo sciagurato referendum dell’87), ma questo è un guaio come il fatto che le rinnovabili non ci stanno dando veramente una mano e servono solo per una indecente speculazione.

      Siamo nei guai: lo volete capire o no?