Il dilemma giapponese

postato il 17.apr.2012 alle 10:00 am | da gbettanini

Il Giappone prima del terremoto/tsunami che l’11 marzo 2011 ha colpito la nazione poteva contare su 54 reattori nucleari, 37 dei quali erano attivi al momento del terremoto.

I rettori che non si sono fermati automaticamente a seguito del terremoto hanno portato a termine il proprio ciclo produttivo fino al rifornimento o alla revisione periodica programmata. Per permettere il riavvio di un reattore è indispensabile che questo dimostri a seguito di stress test la propria capacità di sopportare eventi estremi paragonabili a quelli dell’11 marzo 2011 ed è inoltre necessario ottenere il benestare delle autorità locali.

Oggi in Giappone solo un singolo reattore nucleare è ancora attivo, il reattore n.3 della centrale Tomari situata nella parte più settentrionale del Giappone, sull’isola di Hokkaido, la produzione elettrica di questo reattore cesserà il giorno 5 maggio.

In questi giorni si susseguono notizie diverse e contrastanti sulla sorte del nucleare giapponese, ieri il ministro dell’ industria giapponese Yukio Edano ha confermato che dal  5 maggio, per la prima volta dopo oltre 45 anni, il Giappone si troverà senza reattori nucleari attivi.

Pochi giorni orsono invece primo ministro giapponese Yoshihiko Noda aveva affermato che il suo governo avrebbe cercato di far ripartire due reattori nucleari al più presto nel tentativo di evitare uno shutdown completo per il nucleare giapponese.

Il ministro Noda ha dichiarato che i rettori numero 3 e 4 della centrale di Ohi gestita dalla KEPCO (Kansai Electric Power Co.) e situata nella prefettura di Fukui sulla costa occidentale del paese sono risultati sicuri a seguito di simulazioni effettuate per valutare l’impatto di eventi estremi e quindi in grado di tornare in servizio. I reattori 3 e 4 della centrale sono dei PWR prodotti da Westinghouse entrati per la prima volta in esercizio nel 1991 e 1993 ed in grado di produrre una potenza elettrica netta di 1127 MW ognuno.

L’ostacolo maggiore per il governo giapponese è convincere le popolazioni locali ed i loro rappresentanti sulla necessità di riavviare i due reattori e soprattutto sulla loro sicurezza. Per la riattivazione dei reattori di Ohi un panel governativo della prefettura di Osaka richiede però come condizione necessaria per il riavvio il benestare di tutte le prefetture nel raggio di 100 km dalla centrale e non solo della prefettura di Fukui dove l’impianto è ubicato.

Lo spegnimento della quasi totalità dei reattori nucleari ha diminuito drasticamente la produzione di energia elettrica in Giappone e si prevede che nei mesi estivi a causa dei prevedibili picchi di consumo dovuti all’utilizzo di sistemi di condizionamento possano verificarsi delle criticità per il sistema elettrico e persino dei distacchi programmati delle utenze. Il ministro Edano ha riferito ad alcuni reporter che il Giappone “ha di fronte il rischio di una grave insufficienza di capacità di generazione elettrica”. Un’insufficienza rispetto alla domanda prevista che si è calcolato potrà arrivare al 20% circa nella prefettura di Osaka. Inoltre molti industriali si lamentano dei prezzi elevati dell’energia elettrica che viene prodotta da fonti fossili, fonti che pesano sulla bilancia commerciale giapponese per decine di miliardi di dollari.

Il Giappone si trova quindi in una situazione piuttosto problematica. Quando l’ultimo reattore cesserà di produrre energia l’eco mediatica sarà sicuramente molto forte e se non entreranno nuovamente in funzione altri reattori vi saranno durante l’estate criticità per quanto riguarda la generazione elettrica che però potranno essere mitigate con eventuali interventi dal lato della domanda in modo da evitare black-out, ciò sarà possibile soprattutto grazie una popolazione disciplinata e con una marcata coscienza collettiva e da un’economia che già da alcuni anni oscilla tra stagnazione e recessione. Una condizione congiunturale in cui il nucleare potrebbe quindi dimostrarsi non indispensabile… al prezzo di qualche disservizio del sistema elettrico nei primi anni e di un costo dell’energia elettrica molto più elevato.

La riattivazione dei reattori della centrale di Ohi entro il 5 maggio sarà difficile se non impossibile e se si considerano le ultime dichiarazioni del ministro Edano: “Non possiamo dire quando accadrà se tra 5, 10 o 20 anni, ma ridurremo la dipendenza dall’energia nucleare a zero non appena sarà possibile” le prospettive a lungo termine del nucleare giapponese non sembrano affatto rosee.

Per quanto riguarda le prospettive a breve termine non rimane che aspettare per vedere cosa accadrà nei pochi giorni che ci separano dal 5 maggio, data piuttosto evocativa in cui con tutta probabilità il nucleare giapponese darà un (temporaneo) mortal sospiro.

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Immagine JapanTimes Co-Kyodo Graphic

 

72 risposte a Il dilemma giapponese

  1. Luca Bevilacqua scrive:

    Mi permetto di proporre qualche spunto per una nuova discussione

    http://www.hannovermesse.de/en/about-the-trade-show/topics-trends/news/energie/how-renewable-will-the-energy-mix-be

    http://www.hannovermesse.de/en/about-the-trade-show/topics-trends/news/energie/a-global-success-story-wind

    http://www.hannovermesse.de/en/about-the-trade-show/topics-trends/news/energie/high-time-for-smart-grids

    sarei interessato a comemnti anche critici, anche approfonditi, ma che vadno oltre la solita banalità del sole che non brilla di notte, o del capacity factor…

    • flavio scrive:

      ok, allora partiamo dalle altre (banalità)
      “there are already many available technologies, but their suitability in practice and their security are still unproven”

      il traduttore automatico dice “ci sono già molte tecnologie disponibili, ma la loro idoneità nella pratica e la loro sicurezza sono ancora da provare”

      ma prima ancora perchè le agenzie internazionali, dall’oms all’onu e tutte le altre mentirebbero sempre e comunque per favorire il nucleare, mentre dai reparti marketing delle aziende che vendono pale eoliche/pannelli solari/tutto il resto green esce sempre la Verità rivelata, pura ed incontestabile?

  2. flavio scrive:

    “Nessuna delle agenzie di regolamentazione viene valutata per la propria prestazione per la promozione di [...], o in base al numero dei nuovi prodotti [...] che hanno approvato, ma piuttosto, o esclusivamente, sull’eliminazione dei rischi [...]. Il risultato concreto è che il miglior modo di evitare qualsiasi rischio è rifiutare il permesso di fare qualsiasi cosa”

    niente a che vedere col nucleare ed ancor meno con l’energia…ma vediamo se qualcuno riesce ad indovinare cosa c’è al posto dei puntini e/o l’argomento di fondo

    • Marino scrive:

      “Nessuna delle agenzie di regolamentazione viene valutata per la propria prestazione per la promozione di una cura, o in base al numero dei nuovi prodotti terapeutici che hanno approvato, ma piuttosto, o esclusivamente, sull’eliminazione dei rischi per i pazienti. Il risultato concreto è che il miglior modo di evitare qualsiasi rischio è rifiutare il permesso di fare qualsiasi cosa.”

      “Impedimenti e ostacoli allo sviluppo di cure”.

      un concetto che può essere senz’altro esteso ad altri argomenti… cos’ho vinto? :-)

    • Nuclear Sun scrive:

      1 una cura 2 terapeutici 3 per i pazienti

      Si tratta di:
      Impedimenti e ostacoli allo sviluppo di cure
      Dove interviene il Dr Camillo Ricordi.

      “Quindi è reale il contrasto delle aziende farmaceutiche alla ricerca della cura definitiva del diabete?”
      Prof. C. Ricordi “È un problema complesso: vi do una lista dei maggiori ostacoli oggi esistenti e poi possiamo discutere qualche iniziativa concreta…”

      Prof. C. Ricordi “IMPEDIMENTI NORMATIVI
      La FDA (Food and Drug Administration) impone criteri (come vincoli temporali e imposizione di costi) per l’innovazione nello sviluppo di cure che nessuno in ambito accademico o nelle piccole aziende biotecnologiche riesce ad affrontare.
      Nessuna delle agenzie di regolamentazione viene valutata per la propria prestazione per la promozione di una cura, o in base al numero dei nuovi prodotti terapeutici che hanno approvato, ma piuttosto, o esclusivamente, sull’eliminazione dei rischi per i pazienti. Il risultato concreto è che il miglior modo di evitare qualsiasi rischio è rifiutare il permesso di fare qualsiasi cosa.
      Dati gli insostenibili costi e il lungo periodo necessario allo sviluppo di farmaci, ne risulta che solo le grandi corporazioni farmaceutiche sono in grado di permetterseli e dispongono delle risorse per affrontare il requisito del tempo, pertanto solo le logiche di mercato e finanziarie di tali industrie indirizzano il processo decisionale di cosa viene sviluppato (per es. un farmaco per il quale esiste un mercato delineato che consentirà alle industrie di recuperare l’investimento con un adeguato profitto nel lasso di 17 anni del brevetto della nuova molecola).
      IMPEDIMENTI LEGALI
      Impedimenti legali sono esemplificati dal sempre maggior diffusione di dispute legali e dal costo della negligenza medica. Il fallimento di qualsiasi tentativo di terapia potrebbe scatenare una escalation di azioni legali e reazioni e spesso i pazienti e le famiglie cadono nella trappola di diventare essi stessi nemici delle cure. In tale contesto per esempio, la direzione ospedaliera sta forzando i medici a limitare la loro prassi a farmaci e terapie validate dalla “Medicina Basata sull’Evidenza”, uno dei maggiori impedimenti all’innovazione e al progresso verso lo sviluppo di nuove cure.
      Gli impedimenti legali sono anche costituiti dalle controversie sempre più complicate sui brevetti e sulla proprietà intellettuale. Infatti, la normativa sui brevetti si è sviluppata all’inizio per concedere abbastanza tempo ad un inventore di provare o dimostrare la propria idea. Ora si sta adottando sempre più “bloccare” i brevetti, facendo distogliere ogni possibile concorrente dall’entrare in quello specifico campo e impedendo pertanto il potenziale contributo di altri nella possibile definizione di nuove cure.
      IMPEDIMENTI ISTITUZIONALI ED ACCADEMICI
      I criteri e le linee guida degli indicatori delle prestazioni degli accademici, che regolano le promozioni e il conferimento dei posti di ruolo non considerano neanche come uno dei possibili elementi il contributo della persona in questione verso lo sviluppo di una cura. La valutazione professionale viene determinata dal finanziamento, quanti soldi sono apportati all’istituzione, per esempio da ricerca sponsorizzata (dall’industria) o da grant governativi che apportano più del 50% dei fondi necessari all’università, o da istituzioni accademiche non-profit, in forma dei tanto ricercati Costi Indiretti (IDC). Pertanto, viene attribuita la massima importanza al livello di IDC generato e alla quantità di donazioni private ottenute, al fine di garantire che la torre di avorio accademica continuerà a crescere, forse per ampliare un edificio già esistente oppure per costruirne uno nuovo, che non comunica, non è in sintonia, né collabora con altri centri, i quali sono anzi visti come “concorrenza” nel compito anche più impegnativo di procurare fondi all’istituzione… per migliorare la propria posizione nella graduatoria del NIH [National Institute of Health, il Ministero della Salute statunitense, N.d.T.] o il livello complessivo di finanziamenti (quindi un IDC) prodotto. ”

      Ma conviene leggere tutta la discussione e poi trarre le proprie conclusioni.

      • AleD scrive:

        Vedi? L’atteggiamento NIMBY crea modalità per pararsi il popo’ che arrivano anche a questo.
        Riassumendo: troppa gente pretende il meglio con consapevolezza 0, con troppi avvocati che si fregano le mani pronti a dar loro ragione.
        O ancora più sinteticamente: la morte del buon senso.

      • flavio scrive:

        “Ma conviene leggere tutta la discussione e poi trarre le proprie conclusioni”
        già fatto, grazie

        di quella discussione mi sono appunto rimasti ben impressi in particolare i passaggi:

        “impone criteri (come vincoli temporali e imposizione di costi) per l’innovazione nello sviluppo di cure che nessuno in ambito accademico o nelle piccole aziende biotecnologiche riesce ad affrontare”
        [in modo che poi la gente si possa lamentare delle bigpharma, dei loro utili multimiliardari, ottenuti sfruttando la saggezza e le terre dei poveri curanderi amazzonici, e che schiacciano chiunque abbia idee originali (99,99% santoni stile "wanna marchi", ma questo è un altro discorso), che si spartiscono fiumi di tangenti fregandosene della salute dei malati]
        “Nessuna delle agenzie di regolamentazione viene valutata per la propria prestazione”
        [non importa niente quante vite salva il sistema sanitario, c'è sempre qualcuno "che stava benissimo" (secondo gli eredi) e quando arriva al pronto soccorso "il sistema", curandolo in ritardo o comunque "male", lo uccide]
        “il miglior modo di evitare qualsiasi rischio è rifiutare il permesso di fare qualsiasi cosa”
        [esatta traduzione moderna della saggezza popolare di "solo chi non fa niente non sbaglia mai"]
        “Il fallimento di qualsiasi tentativo di terapia potrebbe scatenare una escalation di azioni legali [...] [è] uno dei maggiori impedimenti all’innovazione e al progresso verso lo sviluppo di nuove cure”
        [idem]
        “Gli impedimenti legali sono anche costituiti dalle controversie sempre più complicate”
        [ma ci vuole sempre un'altra legge per complicare sempre di più il sistema assegnando deroghe o incentivi o altri privilegi ai nostri "amici" e ingessando gli altri]
        “La valutazione professionale viene determinata dal finanziamento, quanti soldi sono apportati all’istituzione”
        [La valutazione ECONOMICA E DI SICUREZZA viene determinata dal VOTO POPOLARE, quanti VOTI sono apportati AL PARTITO (o movimento o altro equivalente) DAL LOTTARE CONTRO IL NUCLEARE/GLI OGM/IL CANILE DI MONTICHIARI/LA CANOTTIERA MADE IN ROMANIA/IL PALLONE CUCITO IN VIETNAM DAI BAMBINI etcetc]

        e poi (parte non citata qui sopra, ed ora non ho sotto mano il link all’originale) il fatto che per provare a curare la gente debba spostarsi in cina o sudamerica per aggirare le leggi americane, troppo restrittive
        [si vuole imporre agli immigrati di dimenticare le loro leggi ed usanze e rispettare le leggi locali (nostre) quando "calpestano il suolo patrio" (ad esempio la monogamia) ma si arrestano in aeroporto quelli che tornano dalle ferie in thailandia perchè turisti sessuali, che quando si tratta di bruciare le coltivazioni di coca e papaveri i contadini locali sono "assassini e traviatori dei giovani occidentali", mentre quando si deve fare una ferrovia/inceneritore/centrale elettrica "il potere" diventa lo sterminatore degli autoctoni innocenti]

        e questi sono i frutti della “democrazia” che si vorrebbe esportare in giro per il mondo alle “vittime innocenti dei dittatori sanguinari”!

        …sperando che non sia troppo OT ;)

      • Alberto R. scrive:

        > Prof. C. Ricordi “IMPEDIMENTI NORMATIVI

        Lo stesso succede in ambito nucleare negli USA (e non solo). La NRC (Nuclear Regulatory Commission) blocca qualsiasi innovazione in nome della sicurezza. Le norme sono fatte per lo status quo (di 40 anni prima) e le novità non sono proprio contemplate. Ma anche di centrali ‘tradizionali’ in 30 anni ne hanno approvata sola una, qualche mese fa.

        La stessa idea del “principio di precauzione” che c’è in Europa ha l’unico risultato di castrare qualsiasi innovazione. Per poter innovare non ci possono essere troppi paletti. Andare oltre al conosciuto e prendersi i rischi del caso è l’unico modo per poter fare qualcosa di innovativo.

        Un neonato le prime volte che prova a camminare cade. Ma poi alla fine impara. Se l’uomo avesse il “principio di precauzione” nel suo DNA gattonerebbe, non camminerebbe.

        • Luca Bevilacqua scrive:

          le centrali tradizinali non nen costruiscono perchè nessuno ne ha proposte per anni negli USA

          la cautela della NRC nell’introdurre nuovi design è SACROSANTA, qui non si tratta di concepire nuove cure potenzialmente utili a salvar vite ma dare uleirore energia a una nazone che ha già lo spreco pro-capite più alto del mondo

          ciò detto innovazioni nel campo della sicurezza nucleare son benvenute..

          io inizierei a levare lo spent fue dalle piscine negli atici dei MARKI statunitensi in funzione negli USA, poi DOPO, magari pensiamo alle centrali IVG .. vi pare un buon senso eccessivo ? :-)

          • flavio scrive:

            SI’

            perchè non c’entra proprio niente una cosa con l’altra

            o pensi che non ci siano magazzinieri in grado di manovrare le gru e camionisti per spostare le barre solo perchè sono troppo impegnati a progettare i reattori nuovi?

            …mentre avere reattori nuovi potrebbe ACCELERARE la dismissione di quelli vecchi!

  3. Luca Bevilacqua scrive:

    Fuor di scherzo è giusto riconoscere a Pat a bettanini, a coloro che propongono gli spnti di discussione

    di proporre temi “comodi” per una tesi pronucleare
    e temi “scomodi”

    PER CUI UN PLAUSO a questo livello di equanimità

    sui comemnti invece secondo me si può imporre maggiore civiltà e rigore tecnico senza voler censurare nessuno

    soprattutto
    IMPORREI di evitar einsulti e libertà verbali
    e di
    travisare, estrapolare o distorcere il pensiero altrui

    dopo mesi di discussione su questo forum
    cvorrei esternare il mio apprezzamento per alcuni ferquantatori come Andrini, Zifnab, spesso Marino

    probabilmente le nostre valutazioni e scelte non coinciderebbero in nulla

    ma io non ho mai visto Gianluca Andrini ad esempio
    dstrocere strumentalmente una mia affermazione

    espone semplicemente le sue valutazioni come è giusto che sia

    sperimao questo diventi il livello discussione per tutti

    la speranza è l’ultima a morire

    • Pietro Mele scrive:

      Scusi Luca, ma in Italia sono decenni che chi e’ favorevole al nucleare viene preso a pesci in faccia.

      Su un blog intitolato “forumnucleare”, lasci che almeno si possa fare un po’ di ironia (tra l’altro ben argomentata) da parte di chi la pensa diversamente da lei. E nessuno le impedisce di ricambiare…

    • faba scrive:

      a nome di tutti volevo rivolgerti i miei apprezzamenti per averci dato i voti.
      grazie professore

    • Alessandro Bellotti scrive:

      Ci sono dei personaggini con i quali si fa dura mantenere un livello decoroso di discussionee.

  4. Gianluca Andrini scrive:

    Il mondo è in recessione, sia economica che sociale. La Cina ha alto sviluppo, ma la gente non vive bene.
    Personalmente credo che il parco nucleare giapponese debba essere completamente rinnovato, con EPR, AP1000 o similari.
    I reattori attuali, come quelli francesi, sono obsoleti.
    In ogni caso non è cosa urgente, visto che la crisi contrae i consumi energetici.
    Con 3-4 centrali nuove, ben posizionate, il problema energetico primario verrebbe risolto, come avverrebbe anche nel caso italiano.

    • Luca Bevilacqua scrive:

      Non è la scelta ch epriviliferei io

      ma denota un rigore concettuale, una lucidità di esposione del concetto che comunque è preferibile ridurre i rischi

      ASSOLUTAMENTE apprezzabile

      volendo fare nucleare (e in giappone ci sono motivi) la strada indicatat da GianLuca sarebbe preferibile, senz’altro

      come anche auspicherei quanto meno il rinnovo del parco reattori farncesi

      la ringrazio gianluca della sua civiltà, pur nella differenza delle nostre valutazioni di rischio comparato, più in generale

      • Alberto R. scrive:

        Che hanno i reattori francesi che non vanno?
        Direi che i reattori francesi spaccano. Zero problemi e energia più economica d’europa. Certo oggi io punterei sui 4th gen, ma sono 100 volte meglio i 2nd gen francesi di 20 fà che gli inutilmente costosi EPR di oggi.

    • Alessandro Bellotti scrive:

      Come fai a dire che il mondo è in recessione ?
      In crisi (in recessione) ci sono poco meno di 150 milioni di persone (abitanti di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Ungheria…).
      La verità è che un pò di miliardi di persone crescono a un ritmo compreso fra il 4 e l’8% (Cina).
      Occorre sempre far riferimento a dati relativi.
      Ad esempio 40 milioni di turchi hanno un PIL pro-capite uguale a quello degli Italiani e fra 5 anni, di questo passo, saranno 50 poi 60 etc…
      Per non parlare dei brasiliani che hanno stipendi significativamente maggiori dei nostri.
      E’ la stessa Europa che non è in crisi.
      Si parla tanto di crisi dell’auto ma si dimentica che tutte le fabbriche di auto tedesche hanno aumentato le vendite nel primo trimestre 2012 di percentuali a 2 cifre (anche con il nucleare ‘cadente’…)

  5. Pietro Mele scrive:

    Una domanda riguardo la distribuzione di elettricita’.

    Non sarebbe possibile fare in modo che, quando la domanda di energia elettrica si avvicina o supera la massima quantita’ che la rete puo’ offrire, invece di un black-out, vengano disattivati in modo predeterminato gli apparecchi in base alla loro priorita’?

    Ad esempio, i primi a doversi spegnere automaticamente dovrebbero essere i condizionatori, lasciando funzionare i frigoriferi e le luci.

    Tecnologicamente non dovrebbe essere un problema enorme.

    - Sulla rete elettrica dovrebbe viaggiare un segnale digitale (sovrapposto alla classica sinusoide) che indichi il livello di priorita’ minimo attualmente necessario.

    - Ogni apparato con un consumo superiore ad una certa soglia dovrebbe avere un chip che ne esprime la priorita’. Quando questa e’ inferiore alla priorita’ codificata (ad esempio nella tensione), l’apparato si spegne.

    Se non sbaglio gia’ oggi sulla rete elettrica viaggiano segnali digitali per il suo controllo. Basterebbe scrivere una legge che impone agli elettrodomestici di autospegnersi quando il livello di priorita’ si alza.

    Tra le altre applicazioni di questa soluzione vi potrebbe essere anche la differenziazione di prezzo per kWh in base al tipo di utilizzo; ad esempio far pagare di piu’ l’aria condizionata rispetto alla lavatrice.

    Se un sistema simile fosse realizzato, l’ipotesi che la domanda di elettricita’ superi l’offerta non sarebbe piu’ drammatico. Si suderebbe un po’ di piu’…

    • gbettanini scrive:

      Possibile ma complicato e costoso, credo che la soluzione migliore sia lasciare funzionare le regole dell’economia: elevata domanda per un bene disponibile in quantità limitata = prezzo alto.
      Se si informa il consumatore che in particolari periodi o fasce orarie il prezzo del chilowattora può essere il doppio od il triplo rispetto a quanto previsto dal contratto base ci sarebbe una riduzione della propensione all’utilizzo ed un segnale diretto al consumatore della difficoltà del sistema elettrico a coprire i picchi di domanda.

    • Marino scrive:

      si potrebbe fare un po’ come si fa per il gas: gli utilizzatori di “serie b”, pagando una tariffa agevolata, si rendono disponibili a farsi tagliare o limitare la propria disponibilità di energia in caso di necessità della rete, non so quante famiglie o grandi utenze sarebbero disponibili a questa tagliola.

      per poter disattivare a comando e selettivamente una classe di elettrodomestici, si dovrebbe disporre di una smart grid collegata ad utenze private altrettanto smart, condizionatori piuttosto che lavatrici o lavastoviglie interattivi… un po’ quello che prospettava faba parecchio tempo addietro. tutto fattibile ma troppo futuribile se non fantascientifico, almeno per il momento.

      in fin dei conti la classica tariffa a fascie orarie, come dice bettanini, mi sembra la cosa più funzionale.

    • Luca Bevilacqua scrive:

      si può iniettare controllo (o intelligenza) nella rete

      il livello che Lei immagino è ancora troppo complesso

      ma si può fare già abbastanza

    • marcello scrive:

      Credo che sia una soluzione molto complicata, inefficiente, ma soprattutto inutile.
      Provocherebbe un ricorso massiccio agli elettrodomestici “craccati” che non si lasciano spegnere a comando; e introdurrebbe un concetto demagogico e populista per cui i sacrifici devono essere gli stessi per tutti.
      Molti troverebbero giusto che anche i condizionatori dei ricchi si spengano d’estate, quando ce ne è più bisogno, ma sospetto che sarebbero molto infastiditi se gli spegnessero la TV mentre gioca la nazionale, fosse anche per garantire la luce ai poveri e agli orfanotrofi.
      Se un bene è scarso, il modo più efficiente di razionalizzarne l’uso è pagarlo in proporzione.
      E poi non trovo giusto dover rinunciare al condizionatore per dividere la scarsa quantità di energia disponibile con chi ha creato questa penuria rifiutando fonti energetiche più efficienti.
      Hai voluto l’energia solare? bene, allora spegni tutto e vai a dormire, all’alba avrai la luce.
      Io voglio poter accendere l’aria condizionata per tutta la notte, se mi va.

    • Alessandro Bellotti scrive:

      Certo che si può.
      Con le onde convogliate si può indirizzare e spegnere o modulare qualsiasi carico.
      Ovviamente con le priorità assegnate e programmate.
      Si può ad esempio, con 3 KW di impegno far funzionare assieme lavatrice,
      lavastoviglie e tutto il resto dilatando i tempi di lavatrice e lavastoviglie secondo le priorità volute.
      Questo con una manciata di euro.
      Energy management..
      Il fotovoltaico e tutte le fonti intermittenti, mediate a livello italiano, possono sopportare tutto ciò senza grandi scompensi.
      Visitare Hannover Messe. Comincia lunedì 23 aprile…

      • Marino scrive:

        e chi paga? chi ha investito e guadagna con il fotovoltaico, o ancora tutti quanti allegramente?

        vedo altri caffè in vista…

        • Alessandro Bellotti scrive:

          La mancanza di informazione che qualcuno ha mi sconcerta. Sembra che battere sullo stesso tasto ( il nucleare) prima o poi si avvertirà il suono…
          Non le definisco certo io le politiche energetiche europee.
          Mi limito a constatare e a riportare notizie: si investiranno in Europa oltre 150 miliardi di euro per le smart grid entro il 2020 e di questa montagna di soldi, quasi 20 miliardi in Italia.
          20 miliardi in 10 anni: 3 o 4 caramelle al mese pro-capite…
          Energy management: segnatevi questo termine.
          Anche perchè, se in Francia vinceranno i socialisti….

          • flavio scrive:

            20 MILIARDI VUOL DIRE TRIPLICARE LE PENSIONI MINIME

            O AUMENTARE DI 40 VOLTE GLI INVESTIMENTI NELLA SCUOLA EXSTIPENDI

            ma non ce ne frega un cazzo!

            meglio 20’000’000’000€ nelle TUE tasche e milioni di persone che muoiono di diabete con tutte le tue caramelle piuttosto che dragare un torrente per evitare che faccia una strage, sia mai che quella sabbia venga usata per costruire case abusive

          • Marino scrive:

            alessandro : “Mi limito a constatare e a riportare notizie”

            che tu non ci ragionassi sopra si era capito… e adesso pure le caramelle, siamo proprio al ridicolo.

  6. robertok06 scrive:

    Io scommetto che nessun reattore funzionera’ a partire dal 5 maggio fino alla fine del 2012… e’ evidente che il governo non puo’ imporre una decisione simile alle prefetture/municipalita’, e i sondaggi d’opinione dicono che

    http://ajw.asahi.com/article/0311disaster/fukushima/AJ201204160059

    http://jen.jiji.com/jc/eng?g=eco&k=2012041500190

    … una maggioranza di cittadini giapponesi sono contrari.

    Quindi, che abbiano quello che vogliono!… l’anno scorso, nonostante il fermo istantaneo di 6 reattori e l’arresto degli altri a seguire, il Giappone ha comunque prodotto 156 TWh da nucleare (rispetto ai 290 dell’anno precedente, quando tutti e 54 avevano funzionato)… il consumo elettrico del 2012 sara’ sicuramente superiore a quello del 2011, perche’ l’industria e’ in netta ripresa dopo i danni di terremoti/tsunami/incidente nucleare… se vogliono sperimentare gli effetti della generazione da gas/carbone/olio combustibile di 150 e passa addizionali TWh elettrici… beh… chi puo’ impedirglielo?

    Auguri al popolo giapponese… staremo a vedere, tanto eventuali malattie cardiorespiratorie verranno attribuite tutte alle emissioni di Fukushima, dov’e’ il problema?

    Roberto

    • Luca Bevilacqua scrive:

      grazie Roberto, a nome del popolo giapponese di aver loro concesso questa facoltà

      ne ha usufruito anche il popolo italiano

      bella cosa la democrazia

    • Luca Bevilacqua scrive:

      son cotrari..

      chissà perchè…

      forse hanno avuto a ragione una paura terribile ?

  7. Pietro Mele scrive:

    Il Giappone mi sembra ormai una nazione in declino. Eta’ media tra le piu’ alte al mondo, crisi economica (si guardi a Sony), una politica sottomessa all’opinione pubblica del momento per quanto riguarda l’energia. Sono il doppio e hanno gli occhi a mandorla, ma per il resto ci assomigliano parecchio…

  8. faba scrive:

    interessante il tratto nel quale si dice che gli industriali si lamentano del prezzo dell´energia troppo elevato e che la bilancia commerciale é in sofferenza!
    -
    tradotto:
    disoccupazione e debito pubblico maggiori se non hai nucleare!
    -
    vi ricorda qualcosa?
    -
    eh si ma il caprone di turno dira:” eh si ma almeno non hai il disastro nucelare”
    -
    e quale?
    quello in cui se si schianta uno tsunami su una centrale hai ZERO MORTI?
    ok evacuati disastro ambientale (recuperabile come spiegato nell´articolo precedente) ma lo sapete che se non fai nucelare si deve fare fossile?
    lo sapete che il fossile con il global warming FA MILIONI DI EVACUATI OGNI ANNO considerando alluvioni desertificazioni scioglimento ghiacci?
    non sono quelli evacuati non é quello un disastro ambientale IRRECUPERABILE QUESTO PERO?
    -
    tornando a noi!
    -
    QUI IO SCRIVO che il giappone dopo anni di sofferenza economica e di riflessione tornera a fare la cosa piu logica.
    produrre energia a costi bassi che permettano all´economia di reggersi in piedi, producendo il minor debito pubblico possibile, emettendo meno co2 possible e AMMAZZANDO per questioni di particolato e acidi solforici nitrati etc etc meno persone possible….
    CIOE NUCELARE!
    -
    anni fa prevedevo che i finanziamenti al fotovoltaico si sarebbero rivelati presto per quello che erano.
    UNA SPECULAZIONE FINAZIARIA OLTRE CHE POLITICA perpretata sull´ignoranza popolare.
    tutto cio si é verificato.
    vediamo se ci azzecco anche ora.
    -
    PS: leggevo oggi sullo sfatto che stanno aprendo una centrale in KENIA!!!!!
    luca a sentire a voi tra un po pure gli africani ci fregano!

    • robertok06 scrive:

      @faba:

      “PS: leggevo oggi sullo sfatto che stanno aprendo una centrale in KENIA!!!!!
      luca a sentire a voi tra un po pure gli africani ci fregano!”

      Gia’ fatto: il Sudafrica ne ha due, se non ricordo male. :-)

      Roberto

      • pat scrive:

        Vero tuttavia non mette il paese al riparo da questa pessima prospettiva
        South Africa, which emits more than 25 percent of all carbons in Africa, stressed recently that coal was the future of its power generation for a long time to come. Source: The Herald (Harare), “Zimbabwe: Convert Economies Into Greenfields”, Africa News,January 8, 2012

    • Lory scrive:

      Il Giappone è fra uno dei paesi più avanzati al Mondo!
      La Germania lo stesso!
      Se hanno deciso di farla finita col Nucleare, sicuramente e MOLTO SICURAMENTE, la cosa l’hanno meditata e riflettuta a lungo.
      Molto probabilmente, a differenza di voi Nuclearisti Saputelli, i 2 Stati più tecnologicamente avanzati al mondo, hanno ritenuto che il costo/beneficio e Rischio non ne vale la pena.
      Anzi, la cosa può essere davvero Pericolosa!!!
      Non ce da aggiungere altro.
      Saluti

      • Pietro Mele scrive:

        Lory: le faccio presente che sia in Germania che in Giappone c’e’ la democrazia. Questo naturalmente non e’ un difetto, ma in certe situazioni puo’ essere un handicap.
        Come quando si prendono certe decisioni sulla base del consenso di un popolo statisticamente e giustamente ignorante.

        La maggioranza non ha sempre ragione. Se con un referendum il 90% pretende che 2 + 2 = 5, quella maggiornaza ha torto.

        Allo stesso modo se la maggioranza vuole l’energia solare, la sua opinione va tenuta in considerazione, dando pero’ la priorita’ agli aspetti puramente tecnici della questione.

        Le ricordo che la Scienza non e’ democratica. E’ sufficiente una singola prova contraria presentata da un pivello qualunque per annullare qualsiasi teoria.

        • faba scrive:

          gli usa sono i piu avanzati e stanno potenziando il nucleare.
          se dobbiamo andare dietro gli stati piu tecnologicamente avanzati beh allora andiamo dietro il piu avanzato.

          • Alberto R. scrive:

            Magari. Anche Obama dorme.
            Gli unici che sti stanno impegnando sul nucleare oggi sono i paesi asiatici, come Cina, India e Corea del Sud.

            In USA c’è un po’ di fermento nello sviluppo di centrali di nuova concezione, ma solo come iniziativa privata. E il loro più grande ostacolo è l’NRC (Nuclear Regulatory Commission) che è imbalsamatissima sullo status quo e ci mette decenni a concedere licenze. Tanto che molte di queste innovative aziende pensano di sviluppare le loro nuove centrali all’estero o di rivolgersi ai militari per saltare l’NRC.

          • Luca Bevilacqua scrive:

            be non tanto in effetti…

          • Alessandro Bellotti scrive:

            Un commento che fa ridere…
            Gli USA sono i più avanzati ?
            Sono i più spreconi del pianeta, altro che avanzati.
            Sono una nazione che sta in piedi fino a quando i Cinesi rinnoveranno il debito che si sono comprati..
            Incredibile commento…

      • robertok06 scrive:

        Ah, la nostra pasionaria Lory!… quanto ci sei mancata!

        Vediamo il delirio del giorno come recita:
        1) la germania ha detto no al nucleare?
        Veramente hanno solamente fermato da un giorno all’altro 8 reattori su 17, gli altri 9 funzioneranno come orologi (i reattori tedeschi hanno il capacity factor fra i piu’ alti del mondo) fino al 2022… e la germania importa a piu’ non posso dalla nucleare francia… quindi di “rinuncia” non ne vedo molta. Diciamo che “fanno finta di rinunciare”, ma lo devono fare bruciando piu’ carbone e gas… una vittoria di Pirro considerando la mortalita’ derivante da questa scelta. Oh, sono dati ufficiali, recenti.

        2) Il Giappone NON ha rinunciato al nucleare: hanno semplicemente fermato dei reattori perfettamente funzionanti, ed al loro posto hanno bruciato quantita’ record di carbone e gas, con relative emissioni di CO2, metalli pesanti, etc… etc… a livelli mai visti prima.

        3) Nessunn calcolo “costi benefici”, semplice convenienza politica. La Merkel ha preso la decisione del 15 marzo 2011 dopo le batoste elettorali nelle quali il suo partito/coalizione ha perso in molti laender e comuni, a scapito della sinistra “ecologica”, idem per il Giappone…

        Informati meglio!

        R.

        • Lory scrive:

          Oh mio dolce Robertino, anche tu mi mancavi bello mio!!
          Mi mancava la tua voglia radioattiva e il tuo modo “Saputello”.
          Già ti ci vedo manifestare pro centrali, con un cartello Giallo con il simbolo della radioattività e una scritta grande nera sotto “Radiation are well. I Love the radiatons!! “.
          Lo sanno anche i sassi oramai (come dici anche tu) Che il Nucleare Tedesco non avrà futuro, e di centrali nuove neanche a parlarne.
          Che lo usino ora perchè già fà parte delle loro risorse energetiche, è logico e anche naturale che lo sfruttino ancora.
          Ma a vita operativa finita le centrali verranno chiuse e STOP.
          Mi sembra proprio di aver a che fare con un bambinello.
          Ciao ciao.

        • RD scrive:

          Devo correggeree in parte ciò che ha scritto robertok06 in risposta a Lory: la Germania aveva stabilito di chiudere entro la fine dell’anno scorso altri 6 reattori (gliene sarebbero quindi rimasti attivi solo 3) ma poi, una volta passate le elezioni dei land, ha fatto rapida marcia indietro e ha deciso di non fermarli più.

      • Alessandro Bellotti scrive:

        La Germania è il paese più tecnologicamente avanzato al mondo. Parlo ovviamente della tecnologia che serve, non di quella effimera che serve per calmierare i pruriti della specie umana (Apple, per esempio).
        Ci sono in Germania una infinità di grandi e medie aziende che sono al servizio della Germania stessa e dell’umanità.
        Non c’è un settore industriale dove i tedeschi non siano leader.
        Non so se davvero rinunceranno al nucleare o semplicemente ne allungheranno la vita (come del resto ha deciso la Francia che si guarda bene di investire massicciamente a breve in nuovi reattori)
        L’energia sarà soggiogata dalla tecnologia, nel senso che sarà la tecnologia applicata all’energia (e alle altre esigenze della specie umana come il cibo e l’acqua) la sfida che i tedeschi si apprestano a vincere.
        Gli USA hanno impostato la loro economia sugli sprechi e sui consumi.
        I tedeschi sulla tecnologia. In seconda battuta ci saranno appunto i Giapponesi e in terza i Cinesi.
        Domani comincia l’Hannover Messe, vedere per credere.
        Si tratta della più grande fiera mondiale dell’automazione e dell’energia.
        La fanno in Germania. Chissà perchè..
        I tedeschi probabilmente faranno a meno del nucleare combattendo con la tecnologia l’assenza del nucleare stesso che, lo ricordo, rappresenta solo il 7% di quanto consuma in totale la Germania (energia primaria ed energia elettrica).
        Un 7% si può recuperare in qualche anno, utilizzando la tecnologia.

        • pat scrive:

          Il confronto corretto è tra generazione nucleare e fabbisogno elettrico e in tal caso nel 2010 eravamo al 28%.
          Per capire un po’ come si sta trasformando il mix dopo lo spegnimento di 8 reattori su 17, vale la pena sapere che ora il carbone copre il 25% dei consumi elettrici rispetto al 23% di un anno fa.
          Paradossalmente ora la scelta della Merkel comincia ad essere contestata anche dai Verdi e anche da chi come Klaus Toepfer aveva tracciato il piano di phase out del precedente governo. A suo avviso, nel modo in cui la Germania sta ora procedendo, le grandi opportunità di una transizione energetica sono sprecate.

          • Alessandro Bellotti scrive:

            Occorre estrapolare a 10 anni, pat.
            Oggi è questa la situazione.
            Dovresti essere a conoscenza dei programmi dettati dalla Confindustria tedesca che cercherà di risparmiare quantità importanti di energia (loro dicono il 40% entro il 2020…)
            Risparmieranno sull”energia primaria per poter utilizzare il gas risparmiato per produrre energia elettrica che sarà governata dalla tecnologia.
            Sono all’Hannover Messe, vedere per credere..

          • Alessandro Bellotti scrive:

            Scusa pat, 2% in più dal carbone nonostante si siano spenti 7 reattori ?
            Nonostante la Germania continui a crescere ?
            Hanno cominciato il piano di risparmio energetico del quale parlo nell’altro post..

          • Alberto R. scrive:

            >Confindustria tedesca che cercherà di risparmiare quantità importanti di energia (loro dicono il 40% entro il 2020…)

            E come? Spostando tutta la produzione in Romania o in Cina? Dei geni anche questi teteschi…

        • Pietro Mele scrive:

          Alessandro Bellotti: “…la Francia che si guarda bene di investire massicciamente a breve in nuovi reattori”
          Lo credo, copre gia’ il 75% di produzione elettrica col nucleare. Non investe perche’ non ha bisogno di investire.
          La situazione italiana e’ completamente diversa.

    • Luca Bevilacqua scrive:

      be per intanto i Giapponesi, dopo una progettazione ed esercizio scellerato, stanno gestendo benissimo l’emergenza 8da un punto di vista tecnico)

      dubito noi avremmo fatto altrettanto, nel paese dei rimoborsi eletttorali, delle mafie, delle bustarelle

      incompetenti, profittatori ecc ci sono anche in Giappone, ma il giapponese medio ha un senso del dovere, dell’onore, della dedizione che noi ci sogniamo

      • Pietro Mele scrive:

        Il fatto che in Italia aziende italiane costruiscano automobili, navi, aerei, ponti tra i piu’ alti al mondo, satelliti, … non le fa ritenere che siamo abbastanza maturi per gestire delle centrali nucleari?

        Se lo fanno in Russia, Ucraina, Cina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Brasile, Lituania, Ungheria, Sud Africa, Messico, Argentina, Romania, Pakistan, davvero non possiamo farlo anche noi???

        • Alberto R. scrive:

          Lascerei da parte l’Ucraina… ehehe ;)
          Invece in Repubblica Ceca pare che siano forti qui in Europa.

        • Alessandro Bellotti scrive:

          Dai Pietro, non dire così..
          Guarda com’è ridotta la Fiat..
          In Italia il nucleare è semplicemente sconsigliato in quanto, in Italia, è prima di tutto antieconomico. Riusciamo, in Italia, a pagare di più la frutta che in Germania nonostante, in Germania, mangino frutta italiana.
          Possibile che si creda ancora che costruire una quindicina di rettori EPR sia, per l’Italia, semplicemente fattibile ?
          Pensi davvero che la classe politica che ci ha governato negli ultimi 20/25 anni sia in grado di ipotecare un futuro italiano ‘nucleare’ ? Abbiamo oltre 70 miliardi di euro di corruzione all’anno, pensi davvero che sia sensato, economico e sicuro costruire in Italia 15 reattori EPR ?
          L’Italia è piena di medie e grandi opere inutili e incompiute mentre la gente muore per 2 giorni di pioggia.
          Altre grandi opere inutili e costose sono all’orizzonte.
          Mi viene in mente una allucinante puntata di Exit su LA7 dove un collaboratore dell’AD Moretti (ferrovie dello stato) predicava l’autosoccorso (!!!!) in caso di incidente grave nella galleria fra Firenze e Bologna.
          Viviamo in un paese fatto così…
          Avessimo le competenze francesi, avessimo una classe politica europea, avessimo i costi francesi, avessimo alle spalle decine di anni di esperienza nucleare, avessimo un territorio sicuro come quello francese, avessimo il popolo favorevole e non avessimo le varie mafie, potremmo anche ripensare al nucleare.
          Ho sparato 7 o 8 ‘avessimo’, ma non abbiamo le stesse condizioni francesi.
          Ci stiamo arrangiando come si può: bypasseremo il nucleare con un 40% da rinnovabili entro qualche anno.
          Questo se non si ferma il fotovoltaico.
          Con maggiori complicazioni a livello distributivo e maggiori costi ‘alla pompa’.
          Del resto non abbiamo nemmeno tante altre cose che invece sono ‘normali’ in tutti i paesi europei che non siano la Spagna, il Portogallo o la Grecia.

          • Pietro Mele scrive:

            Alessandro, mi sembra che lei abbia risposto al mio commento senza averlo letto.
            Lo (ri)legga, e trovera’ la risposta a quanto ha scritto.

      • faba scrive:

        il solito comemnto povero di contenuto originali…
        sembri un politico..
        -
        “be per intanto i Giapponesi, dopo una progettazione ed esercizio scellerato, stanno gestendo benissimo l’emergenza 8da un punto di vista tecnico)”
        che si possa fare a meno del nucelare dal punto di vista tecnico nessuno lo ha mai messo in dubbio. quindi il fatto che il giappone ci riesca non aggiunge nulla alla discussione che invece pone interrogativi sul fatto che sia meglio o meno dal punto di vista di vite umana e di economia avere fossili o nucleare.
        sulle vite umane il responso a un anno da fukushima é che i morti SONO ZERO A DISPETTO DELLE VOSTRE CATASTROFICHE PREVISIONI e che l´economia la bilancia comemrciale sta subendo dei gravi esborsi per via del fatto che le fossili costano di piu.
        se ne deduce che se adotti il nucelare:
        1-non hai morti nenache quando ci si schianta uno tsunami
        2-se non lo fai tiri fuori piu soldi…sei piu indebitato
        -
        “dubito noi avremmo fatto altrettanto, nel paese dei rimoborsi eletttorali, delle mafie, delle bustarelle
        incompetenti, profittatori ecc ci sono anche in Giappone, ma il giapponese medio ha un senso del dovere, dell’onore, della dedizione che noi ci sogniamo”
        -
        e qui il solito sermoncino qualunquista smosciapalle sul fatto che noi italiani siamo cosi noi italiani siamo cola!
        PARLA PER TE! che ti si portano dei documenti dove si mostra che il nucelare ammazza meno del carbone e TU CONTINUI A SOSTENERE IL CARBONE! non oso immaginare cosa faresti se fossi in una posizione di potere visto che dimostri l´assoluta incapacita di anteporre il rispetto della vita umana alle tue convinzioni ideologiche!
        -
        l´italia é un paese molto corrotto MA OGGI costruisce gestisce con delle performances eccellenti centrali nucleari! in repubblica ceca e in slovenia!
        ha ancora la ansaldo nucleare ha molte eccellenze per non paralre degli ingegneri che, lo vedo tutti i giorni essendo all´estero, hanno una reputazione ottima PERCHE LE UNIVERISTA SONO PIU TOSTE (non la tua immagino visto che non sai a che serve la potenza reattiva).
        ma non solo.
        nel ranking dei paesi corrotti l´italia é certamente dietro paesi come il pakistan il brasile la romania la bulgaria!
        -
        queste hanno centrali e LE GESTISCONO SENZA PROBLEMI!
        -
        mi volete dire che la romania é in grado di gestire la reazione nucelare meglio di noi che l´abbiamo inventata?
        NO LUCA NONOSTANTE VOI credo che l´italia sia ancora un popolo inteligente e capace OLTRECHE ONESTO!!!

        • Fulvio scrive:

          E’ ora di smetterla di dire che noi in Italia non possiamo fare questo o quello a causa della corruzione.
          La rinuncia al fare aggiunge danno al danno : rinunciamo a realizzare infrastrutture indispensabili senza pensare che chi vuol rubare trova sempre e comunque il modo di farlo.
          Infine mi chiedo : ma quando si è deciso di versare lauti contributi per l’installazione dei pannelli FV perchè nessuno si è chiesto in quali tasche potevano finire quei denari?

          • Alberto R. scrive:

            Concordo.
            Certo una rivoluzione preventiva, con annesso taglio di teste della casta politica, sarebbe preferibile. Ma è sempre meglio fare che non fare.

          • Alessandro Bellotti scrive:

            Quindi ritieni possibile che possiamo spendere 3 o 4 volte quello che spenderebbero i francesi per il nucleare ? La TAV, in Italia, è costata in certi tratti anche 5 volte quella francese..
            Per non parlare delle strade e autostrade. Fatti un giro in Germania e dai un’occhiata alle strade. Perfette.
            A Modena ci sono buche da paura. Sono meglio, oggi, le strde in Polonia che in Italia.
            Abbiamo le autostrade piene di cantieri. Anche in pianura. Si rattoppa qua e la.
            Non vorrai rattoppare anche un reattore EPR ? Purtroppo, in Italia, spariscono fiumi di denaro che ingrassano i soliti noti che si sarebbero ingrassati anche con le EPR che si sa, sono grandi opere e quando in Italia si parla di grandi opere non esiste un solo esempio positivo.
            Non esiste, in Italia, una grande o media opera che non sia servita ad ingrassare le solite pance.
            Anche i disastri (terremoti, alluvioni) servono allo scopo.
            Per non parlare delle cosidette privatizzazioni… Centinaia di milioni di euro in stock option alla faccia nostra mente il paese andava a fondo.
            E c’è gente che pur di fare manderebbe anche in malora il paese.La classe politica che ci governa ormai da 25 anni NON può garantire al paese di realizzare un ambizioso programma nucleare. Programma proposto da un ministro (Scaiola) che non sa ancora oggi chi gli pagava l’affitto…

        • Luca Bevilacqua scrive:

          faba: ti si portano dei documenti dove si mostra che il nucelare ammazza meno del carbone

          un altra volta ricominci

          domanda ai moderatori:

          si può attivar eun automatimo che facci ail cut&paste automatico delle mie risposte a fba in merito

          questa si sarebbe ricerac scientifica :-)

          • Pietro Mele scrive:

            Luca Bevilacqua: “si può attivar eun automatimo che facci ail cut&paste automatico delle mie risposte a fba in merito”

            Ecco, gia’ fatto!

        • Alessandro Bellotti scrive:

          Non sei connesso alla realtà italiana e non sai cosa dici parlando dell’Italia.
          Prima facciamo tutti un pò di cose POI posso anche sedermi ad un tavolo e parlare serenamente di nucleare con i pro e i contro.
          Facciamo piazza pulita dei politici che hanno depredato il paese poi si potrà ridiscutere del nucleare.
          Non si può fare il nucleare in Italia.
          Le competenze non ci sono, in Italia e in Italia governa la mafia.

          • faba scrive:

            questo é solo un giochetto per non fare le cose.
            é un approccio recessivo che forse solo la fame che ci raggiungera presto potra debellare.
            si perche quando la disuccopuazione continuera diventera ancora piu insopportabile con le forche vi rincorreranno quando capiranno che voi siete contro il nucelare anche quando esso porta lavoro.
            -
            le competenze in italia non ci sono?
            mafia?
            -
            che poverta intellettuale!
            IL NUCLEARE CE L`HA LA BULGARIA!!!!!!
            LA ROMANIA!!!!!!
            IL PAKISTAN!!!!!
            e svegliatevi diamine!!
            -
            ma é possibile che per capire dobbiamo arrivare sull´orlo del baratro?
            ma nenache le bestie sono cosi sprovvedute!

          • Pietro Mele scrive:

            Alessandro Bellotti: la Cina produce i pannelli solari, ce li vende, e a casa loro stanno costruendo centrali nucleari!

            E’ la legge di mercato: se da una parte c’e’ una domanda, dall’altra ci sara’ un’offerta. Il fatto che la domanda sia fatta senza rigor di logica non ha nessuna influenza.

          • Luca Bevilacqua scrive:

            faba, ma seriamente, mi dici che vantaggi pensavi di ottenere ?

            riduzione del costo dell’energia ?
            quasi illusorio e cmq molto limitata e tra 10 anni (forse)

            qualche posto di lavoro in settori energivori ?
            pesano ancor meno …

            da che ci dovremmo svegliare ?
            io mi sento sveglio e persuaso che la specifica scelta sia stata, almeno per ora, il male minore

      • alex scrive:

        Questo significa che le energie rinnovabili bene si adattano al “paese dei rimborsi elettorali, delle mafie, delle bustarelle”?

        Aggiungiamo anche gli incentivi alla lista?

        E diciamo pure che il FV e l’eolico sono i prodotti che meglio si adattano ad una nazione di incompetenti , incapaci , senza onore e senza senso civico?

        SE si allora siamo sulla strada giusta.

    • Alessandro Bellotti scrive:

      Lo stato italiano quest’anno preleverà a famiglia oltre 1500 Euro in più e faba pensa ancora che i pochi spiccioli in più di incentivi porteranno a chissà quale sciagura.
      Non avete il senso delle proporzioni e dei numeri.
      L’incremento di spesa a famiglia (solo l’incremento !!!) in nuove tasse e balzelli vale 40 volte il costo dell’intero contributo al fotovoltaico.
      Non avete idea della quantità di denaro che la cricca che ci comanda si fuma ogni anno.
      I 6 o 7 miliardi di euro che si becca il fotovoltaico sono meno del 10% di quanto sparisce, in Italia, per la sola corruzione.
      Su questo forum gli incentivi al fotovvoltaico vengono spesso presentati come la rovina del paese, un tappo allo sviluppo e la madre dei mali italiani.
      Paghiamo, in Italia, 3 punti di PIL procapite in più di tasse all’anno che in Germania e ci tornano indietro, ogni anno, rispetto ai tedeschi, oltre 2.000 euro in meno (meno servizi, meno welfare, meno tantissime altre cose).
      Mancano all’appello, ogni anno, oltre 130 miliardi di euro di mancati ritorni agli italiani dalle tasse e su questo forum si pensa che il fotovoltaico sia la rovina del paese.
      Manca il senso della misura e dei numeri.

      • Luca Bevilacqua scrive:

        infatti condivido pienamente

        e in ogni caso la competitività futura dei costi delle varie forme di produzione, i loro pro e contro tecnici

        il problema della sicurezza

        c’entrano davvero poco con un livello di incentivazione che deciso anni fa in un mondo del tutto diverso si è poi, con il senno di poi, dimostrato eccessio per i rpogressi tecnici stessi