E’ stato annunciato ieri dal ministro dell’industria giapponese Yukio Edano che dal prossimo 1° luglio nel paese del Sol Levante entrerà in vigore un nuovo regime di sostegno per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Una misura caldeggiata da tempo che si ripropone di fornire una almeno parziale soluzione al fabbisogno di energia elettrica dovuto ad un taglio di circa il 30% della produzione, la quota di produzione che prima dell’incidente di Fukushima era coperta dai reattori nucleari. Una misura quella del governo nipponico che si ripromette di aumentare di molto la quota di produzione di energia elettrica da nuove rinnovabili che nel 2011 ha raggiunto solo l’1.6% del totale.
Un particolare impulso verrà dato alla produzione da solare fotovoltaico, si prevede che i nuovi incentivi porteranno entro il prossimo anno almeno 3.2 GWp di nuove installazioni ed investimenti per 9.6 miliardi di dollari. Nel 2011 sono stati invece installati 1.3 GWp che hanno portato il fotovoltaico installato nel paese a circa 5 GWp. Il Giappone si prevede diventerà secondo installatore mondiale .
L’approccio giapponese agli incentivi alle fonti rinnovabili ha comunque dei connotati piuttosto originali, in particolare l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici sarà incentivata con una tariffa di feed-in di 42 yen (circa 42 eurocent) per ogni chilowattora prodotto ed immesso in rete per una durata di 20 anni, la tariffa sarà indipendente dalla dimensione dell’impianto. Fino a pochi mesi fa era previsto un periodo di incentivazione per i piccoli impianti FV (< 10 kWp) di soli 10 anni e non è chiaro, in mancanza di documenti ufficiali, se questa impostazione sia stata mantenuta, alcuni documenti sembrano confermarlo. Per l’eolico è prevista una FiT di 23.1 yen/kWh. Per le biomasse una tariffa variabile tra circa 14 e 41 yen/kWh dipendentemente dal tipo di biomassa utilizzata. Queste feed in tariff saranno in vigore fino al 31 marzo 2013.
La tariffa incentivante giapponese è sicuramente molto generosa e va in controtendenza se si pensa che nelle maggiori nazioni europee si legifera per ridurre drasticamente l’entità degli incentivi al fotovoltaico. In Germania i piccoli impianti fotovoltaici domestici riceveranno una FiT di circa 19 c€/kWh, 5 c€ in meno rispetto alla tariffa precedente. In Italia il V conto energia prevede la sostituzione dell’attuale tariffa incentivante di circa 27 c€/kWh sull’energia prodotta (cui si sommano i vantaggi dell’autoconsumo e dello Scambio Sul Posto per altri 19 c€/kWh circa) con una FIT da 23 c€/kWh ed un bonus di 15 c€/kWh per l’autoconsumo. La redditività di un impianto giapponese che autoconsuma solo una piccola parte dell’energia prodotta è quindi all’incirca doppia rispetto ad un identico impianto installato in Germania, è circa equivalente a quella degli attuali incentivi italiani mentre sarà più elevata rispetto alla redditività (sempre troppo alta) che sarà garantita dal V conto energia.
Alcuni osservatori spiegano la generosità degli incentivi nipponici con il fatto che l’installazione di un impianto FV in Giappone è molto più onerosa che altrove, un impianto domestico può costare ancora l’equivalente di circa 5000 €/kWp a causa del monopolio di pochi grandi installatori, questa cifra è da confrontare con i circa 2500 €/kWp che si spendono in Germania. E’probabile che il Giappone applichi barriere tecniche, commerciali e burocratiche per ostacolare i pannelli provenienti dall’estero in modo da agevolare la produzione domestica. Con le tariffe incentivanti proposte pannelli cinesi ed un’installazione a prezzi europei garantirebbero ritorni di investimento superiori al 30% annuo.
L’incentivazione non verrà erogata dallo Stato o da un ente incaricato (come il GSE italiano), il governo ha stabilito che siano le utilities giapponesi a dover pagare ai produttori da FV la tariffa di 42 yen/kWh (circa il triplo di quanto pagano in bolletta i consumatori giapponesi) sull’energia immessa in rete e che questo maggior esborso venga compensato con aumenti delle bollette spalmati sulla totalità delle utenze, l’aumento sarebbe quantificabile in circa 100 yen (1 euro) al mese a famiglia.
E’ sicuramente peculiare che il regime di sostegno giapponese non sembri prevedere un bonus per l’autoconsumo, viene incentivata solo l’energia immessa in rete di fatto rendendo molto più allettanti investimenti in impianti di medie o grandi dimensioni che in impianti domestici per i quali l’autoconsumo diventa un handicap in quanto il costo dell’energia prodotta in proprio sarebbe superiore a quello dell’energia prelevata dalla rete.
Quella del Giappone è sicuramente una scommessa per il futuro dettata da molti motivi e sicuramente uno dei più rilevanti è il bisogno di cercare un’alternativa al nucleare diversa dalle fonti fossili. Si cerca in sostanza un’esplosione rapida del fotovoltaico (e di altre rinnovabili) instaurando una sorta di fenomeno di bolla controllato. La conseguenza principale sarà, come già successo in altri paesi, l’aumento dei costi dell’energia elettrica venduta ai consumatori, una corsa alla costruzione di grandi impianti fotovoltaici causerà un aumento più elevato del previsto e ciò creerà problemi soprattutto alla grande industria che nell’ultimo anno ha già sopportato notevoli aumenti nel costo dell’energia elettrica.
Con questa politica si potranno sicuramente installare molti GW di fotovoltaico (si prevedono 19 GWp entro il 2016) ma ad un prezzo fuori mercato e gravando la rete elettrica (o meglio le reti elettriche giapponesi) dei noti problemi di dispacciamento dell’energia connessi all’intermittenza del solare…. ma questa politica tamponerebbe, almeno dal prossimo anno, il problema dei picchi di domanda elettrica douvuti al condizionamento estivo.
Articolo abbastanza recente (11/2011) e interessante di Domenico Coiante che analizza costi dell’accumulo elettrochimico per rinnovabili
http://www.aspoitalia.it/attachments/305_Accumulo%20e%20PV.pdf
E’ interessante, come prima analisi, vorrei solo far notare che lui assume che al picco di mezzoggiorno (che per la data scelta da lui, meta’ ottobre, in realta’ avviene alle ore 13) la potenza di X GWp di FV NON puo’ essere X GW, deve essere di meno, i dati tedeschi mostrano come anche quando tutto il paese e’ perfettamente libero da nuvole (l’ipotesi di Coiante) al massimo l’80% dei Wp si trasformano in W veri.
Quindi la sua analisi e’ ottimistica, di almeno il 20%, sull’energia elettrica disponibile in una giornata.
Roberto
In Italia per quello che ho visto un impianto FV può produrre anche oltre il valore teorico massimo di picco: infatti la definizione di massima producibilità si ha per radiazione incidente di 1KW/m² e temperatura ambiente di 25°. É facile constatare che in Italia queste condizioni siano spesso presenti e in certi casi migliori (temperature più basse).
Mio zio ha un impianto FV da 3,8KWp che l’anno scorso a maggio ha prodotto 4KW di massimo (letto sul contatore bidirezionale enel, quindi già contabilizzate le perdite di impianto).
L’umidità abbassa parecchio l’intensità che arriva all’impianto, quindi se in Germania hai visto alcuni impianti arrivare al max a 80% sarà stata una giornata afosa sicuramente (riferimento all’impianto da 3,8, alle 13.30 circa dei giorni afosi che abbiamo avuto in Italia di recente ha prodotto massimo 2600/2700 W.
L’analisi poi continua prendendo delle medie storiche, non l’ipotesi (possibile) ottimistica di Ottobre.
spesso e evolentieri imminenti frequentatori di questo sito hanno (io direi disgustosamente) sostenuto che il carbone non sia un amel peggiore del nucleare.
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il carbone ammazza di piu!
ed é rivoltante tale affermazione perche si parla di MORTI!
di gente che piange i propri cari!
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per questa gente conta piu la politica.
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buona cena….
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http://www.popone.it/luoghi/c/Centrale_termoelettrica_Federico_II_di_Brindisi.html
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http://video.repubblica.it/le-inchieste/cosi-il-cloro-mi-ha-ucciso-lentamente/97027/95409
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in questo link vedete le stime sul carbone negli stati uniti ovvero il paese avente il rate inferiore twh/morti…
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http://washingtonindependent.com/97196/study-predicts-13200-deaths-from-coal-pollutants-this-year
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mi chiedo dove abbiate smarrito la coscienza!
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mi riferisco a tutti coloro che preferiscono carbone a nucleare!
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mi fate impressione!
Repetita juvant! Ahah
gia mi piace ripetere la verita!
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la verita caro alberto é come una bella donna indifesa, conoscerla é un privilegio dfenderla é un dovere.
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il nucleare AMMAZZA DI MENO DEL CARBONE!
e tu vuoi il carbone!
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fatti un esamino
alberto che vuole il carbone….
faba sei sicuro di stare bene ? …
:-9
beh se é a favore per questioni umanitarie (intendo a favore del nucelare in luogo del carbone) non avra problemi a farsi l´esamino di coscienza….
cosa che francamente dubito possa fare te….
non credo che la panzana dei filtri basti per superare quell´esamino…
lo studio che cita faba..
http://www.catf.us/resources/publications/files/The_Toll_from_Coal.pdf
faba penso che ti riferissi a me come “imminente”…
deve esserti scappato un errore di digitazione sarebbe “eminente”, che se è quel che volevi scrivere sarebbe un complimento immeritato di cui ti rimgrazioo comunque
non c’è nulla di cui impressionarsi, però, se leggi quelle stime, vedi che stimano anche un dimezzamento dei danni dovuti alla adozione di “scrubbers”, ovvero di abbattitori di S02
Over that period of time, sulfur dioxide emissions nationally
fell from 10.3 million tons in 2004 to 5.7 million tons in
2009.1 These reductions largely resulted from the ADDITIONof over 130 flue gas desulfurization (FGD) (also known as “scrubbers”) installations on coal-fired units, mostly in the eastern U.S. These scrubbers were installed as a result of the
combination of the Clean Air Interstate Rule (CAIR), federal and state enforcement of the New Source Review (NSR) provisions of the Clean Air Act, and state power plant clean up laws. These actions are responsible for saving nearly 11,000 lives per year and demonstrate that judicious use of the Clean Air Act offers a powerful solution to power plant pollution.
Se l tua battaglia è per ottenere standard STRINGENTI riguardo le prestazion ambientali degli impianti fossili sai che ti apprezzo per l’impegno e il fervore.
Se invece prendi queste stime per dire ce il nucleare invece a prescindere da ogni considerazione sulal sua sicurezza è meglio..
cioè il messaggio strisciante e delirante del post sul tendenzioso e scorretto intervento di Agostino Methis… be allora non si può che controbattere
saluti, buona domenica
…io starei sempre aspettando dove metterli una volta abbattuti…
dove metti i manufatti e sono tantissimi che la nostra società esaurisce ?
si deve pensare a smaltimento e recupero del recuperabile
non mi pare un problema irrisolvibile, banale nemmeno ma fosse solo quello il problema sarei felice
“non mi pare un problema irrisolvibile, banale nemmeno”
esattamente la stessa frase si potrebbe dire delle scorie radioattive
MA PER I MIEI VA BENISSIMO, GLI ALTRI INVECE COPRONO IL MEGACOMPLOTTO DEI MILITARISTI, MAFIOSI, SPECULATORI E TERRORISTI VARI
…e infatti si combatte la sacra crociata ambientale (norme rohs) contro il milligrammo di piombo nella saldatura o il grammo di mercurio nella lampadina (a bassissimo consumo!), poi arrivano i soliti chili di cadmio e arsenico nei pannelli fv di cui invece non fotte niente, al punto che non pagano neppure i contributi raee
be le scorie son di volume minore ma più pericolose
io personalmente son meno preoccupato dai pannelli vecchi
Pericolose in che senso? Per chi? Come?
bevi anche l´uomo nero é pericoloso lo sai?
Gli interventi di Agostino Conte e Carlo Stagnaro li avevate visti vero?
http://www.radioradicale.it/scheda/350120/il-mercato-insidiato-dellenergia-tra-successi-sussidi-oneri-decarbonizzazione-corsa-tecnologica-e-privatiz
si, anche qui http://www.youtube.com/watch?v=8VRqdidSlYA
Alla fine me lo sono sentito tutto.
Intervento estremamente interessante e drammatico.
O la smettiamo subito con questa follia delle rinnovabili e o dovremo iniziare a imparare il serbo o il rumeno…
Per ridurre il riscaldamento (Conte, minuto 2:30 circa) qualcosa si muove: in Lombardia e Piemonte è obbligatorio l’aggiornamento (nel giro di un paio d’anni) di tutti gli impianti di riscaldamento centralizzati per permettere la termoregolazione e la contabilizzazione individuale del calore effettivamente utilizzato.
Ora guardo l’altro intervento
Interessante anche l’intervento di Stagnaro.
Però credo che molti più italiani abbiano guardato questo video:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/297853/golia-energie-rinnovabili.html
Tu sarai anche parecchio “politically correct” ma quel servizio delle iene (più altri che ho visto dei soliti noti) fa veramente vomitare (un vero e proprio spot per il sostegno ai soliti furbetti che ci pelano): il perchè l’ho già ripetuto migliaia di volte su decine di siti e non ho voglia adesso di ricominciare la solita “solfa”.
Faccio solo notare a chi su questo sito mi dava del fissato coi “complotti” (ma io semplicemente mi riferivo alla immensa potenza dei media nel coinvolgere la gente per sostenere questa o quella politica commerciale) come questo sia un fulgido esempio di informazione parziale e sbilanciata a favore di un certo settore (potrei scrivere un libro sulle inesattezze e informazioni tendenziose e manipolatrici – sostanzialmente non corrette anche se burocraticamente “giuste”, sparate dall’amico delle “iene”, ma sarebbe più corretto chiamarli teneri “cocker”): quanta gente, fra i milioni che guardano quella trasmissione, saranno rimasti convinti da quello che ha detto? E una trasmissione di visibilità equivalente che sostenga l’opposto, dov’è?
Più o meno ho pensato la stessa cosa, ma preferivo restare “politically correct”
Il fatto è che le rinnovabili sono considerate buone, qualsiasi opposizione (anche se giustificata) è quindi classificata “cattiva”. Non credo che Golia sappia ciò di cui sta parlando (non lo sanno i giornalisti, perchè dovrebbe saperlo un “presentatore, l’animatore e soprattutto il cabarettista”?), però il loro compito è difendere i “buoni” – senza curarsi del fatto che lo siano o meno, basta che il pubblico li reputi tali (altrimenti addio audience e quindi €). In pratica fanno fruttare l’ignoranza delle persone, alimentandola ulteriormente.
“quanta gente, fra i milioni che guardano quella trasmissione, saranno rimasti convinti da quello che ha detto?”
Gran parte, secondo me.
“E una trasmissione di visibilità equivalente che sostenga l’opposto, dov’è?”
Inutile: chi crederebbe che le rinnovabili non abbiano solo lati positivi*? Sarebbe sicuramente una trasmissione foraggiata dal governo/dalle lobby per affossare le rinnovabili!
* ovviamente finchè non le mettano di fianco a loro, allora l’effetto nimby può trasformarle in una bestia nera
guarda che io (immagino di essere io “chi su questo sito mi dava del fissato coi “complotti””) non intendevo quello, ma esattamente quello che dice steve sotto:
“il loro compito è difendere i “buoni” – senza curarsi del fatto che lo siano o meno, basta che il pubblico li reputi tali”
“fanno fruttare l’ignoranza delle persone, alimentandola ulteriormente”
60 anni fa http://www.youtube.com/watch?v=_IH3fsG34gk&feature=related
50 anni dopo invece di andare da giuseppe telefonavano a wanna marchi, oggi inseguono il sole
ma sono sempre persone CHE VOTANO
Interessante sui costi
http://www.nei.org/resourcesandstats/documentlibrary/reliableandaffordableenergy/graphicsandcharts/monthlyfuelcosttouselectricutilities/
Quello che si deduce da quel grafico sono sostanzialmente 2 cose:
1) costa meno fare energia con l’uranio e i costi sono stabili nel tempo (ma si sapeva)
2) il prezzo dei combustibili fossili (gas-petrolio) è MOLTO volatile.
Ok, oggi il gas costa relativamente poco. Ma come si può fare affidamento su una fonte energetica che da un anno all’altro può triplicare o più il suo costo?
RISCHIOSO come minimo.
Anche la cultura degli anti è interessante:
http://www.world-nuclear-news.org/C-Hoax_images_of_Ukrainian_plant_irresponsible-210612.html
Ed è in uscita l’”interessante”:
Chernobyl Diaries – La mutazione
http://www.mymovies.it/film/2012/chernobyldiaries/
Ho visto il trailer proprio ieri. Partono bene, nel senso vanno in gita a Pripyat e il contatore gaiger non gli da valori preoccupanti.
Ma poi ovviamente… escono fuori i mostri mutati. Tanto per rafforzare il concetto che RADIAZIONI = MUTAZIONI = MOSTRI
Chissà perché in documentari veri invece quello che trovano è questo:
http://www.youtube.com/watch?v=SmNOclWGslk
http://www.youtube.com/watch?v=zVv1vsZxV00
pietruccio,
che il costo dell’uranio incida poco sul costo di produzione da nucleare è noto e ben poco rilevante visto che è altrettanto noto che i costi maggiori sono legati all’impianti alla sua realizzazione 8costi overnight) e ammortamento e al finanziamento dei suddetti esborsi
più interessante nel suddetto grafico è notare quanto vicini siano negli US i costi di combustibile per la produzione da carbone e da gas
basterebbe avvicinare in Italia e in Europa i costi USa per il gas e otterremmo li si sostanziali benefici
un thread sul perchè ciò non dico accada ma almeno veda qualche tentativo in tal senso sarebbe interessante
A me risulta che in Usa abbiano ottimizzato l’estrazione dello shale gas (che ha costi ambientali molto pesanti).
Il problema, però, non è il costo a oggi: se si potesse bloccare la situazione così com’è adesso effettivamente del nucleare se ne potrebbe anche fare a meno (considerando tutto quello che bisogna mettere in moto che è pure molto di più di quello che hai citato tu).
Il problema è che le fossili hanno non solo un’instabilità commerciale legata alle zone d’estrazione e alla relativa situazione geopolitica, ma anche una “scadenza” che prima o poi (speriamo poi) le farà salire prezzo in modo insopportabile dalla nostra economia e irreversibile: siamo cioè totalmente dipendenti da qualcosa che sta per andare a fondo e coi referendum (soprattutto col primo) gli italiani (senza saperlo – nessuno ha avuto modo di dirlo) hanno votato per affogare con quello (una dedizione che come si è visto non hanno neanche più i capitani delle navi). La crisi puramente finanziaria è una “giacchettata” rispetto a quello che ci aspetta nel momento in cui non ci potremo più permettere l’energia fossile (adesso dipendiamo all’85% da essa e secondo Battaglia pare che l’80% dei costi di quello che mangiamo siano di tipo energetico… del resto l’italia contadina e “rinnovabile” dei primi ’900 dava da vivere a una trentina di milioni di persone con una distribuzione in età ben diversa da quella di oggi – facile capire cosa vorrebbe dire passare a quella situazione in pochi anni, perchè questi sono i tempi dell’amatissimo “mercato”, in una italia fatta di vecchi, che ha bruciato una buona parte di territorio, che non saprebbe più neanche come fare oltre a non avere più né attrezzature né animali… bisognerebbe inventare tutto un nuovo modo di vivere… ci vuole tempo, se avviene in un secolo può anche essere una decrescita felice, se avviene in 10 anni diventa un’ecatombe).
Naturalmente solo se il nucleare fosse stato gestito in un certo modo avrebbe potuto dare una mano ad allungare i tempi della trasformazione e mitigare gli effetti delle turbolenze di San “Mercato” e della dipendenza a nodo scorsoio che ci affligge.
Ho letto questo commento che condivido e faccio mio
“A Fukushima sono morte almeno 22’000 persone
di cui 3 nelle strutture delle centrali elettronucleari :
1 per la conseguenza d’un infarto;
le restanti 2 per essere state investite da un ponteggio provvisorio.”
Nelle centrali elettronucleari colpite dal maremoto,
il maremoto fu causa dell’emergenza e non il terremoto,
e del conseguente incidente ai reattori,
si sono salvati tutti i 200 operatori in servizio nelle centrali,
mentre i loro colleghi che erano nelle loro case sono tutti morti.
È PROPRIO IL CASO DI DIRE CHE IL NUCLEARE HA SALVATO LORO LA VITA.
Le oltre mille persone invece, investite dalla massa soprastante di una diga per la produzione idroelettrica, non hanno avuto scampo, sono tutte morte.
Conseguenze sanitarie alla popolazione nei dintorni degli impianti? Trascurabili a parte l’allarme e l’evacuazione per un periodo limitato.
Chi volesse sapere quali conseguenze radiologiche e sanitarie hanno provocato la fusione dei reattori legga l’ultima pubblicazione di :
- 21mo secolo “Scienza e Tecnologia” – n° 2 del mese di giugno 2012.
Vogliamo ora parlare di sicurezza degli impianti industriali?
Dell’ultimo terremoto dell’Emilia? Delle aziende soggette alla normativa Seveso e se sono garantite in caso di terremoto?
Siamo sempre alla pagliuzza del nucleare
e nessuno guarda alla trave delle rinnovabili e altro.”
““A Fukushima sono morte almeno 22’000 persone
di cui 3 nelle strutture delle centrali elettronucleari :
1 per la conseguenza d’un infarto;
le restanti 2 per essere state investite da un ponteggio provvisorio.””
…eh, già… a noi ci piacciono la morte lenta e le malattie incurabili
“si sono salvati tutti i 200 operatori in servizio nelle centrali, mentre i loro colleghi che erano nelle loro case sono tutti morti”
…ah ora capisco: questo è un commento di Gianfranco Polillo
“Le oltre mille persone invece, investite dalla massa soprastante di una diga per la produzione idroelettrica, non hanno avuto scampo”
…”quasi vero”, ma giusto giusto per la precisione: era una diga per l’irrigazione:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fujinuma_Dam
e inoltre il calcolo delle vittime mi sembra “leggerissimamente” diverso…
“Conseguenze sanitarie alla popolazione nei dintorni degli impianti? Trascurabili a parte l’allarme e l’evacuazione per un periodo limitato.”
…come no… “limitato proprio come a Prypiat:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pripjat%27_(citt%C3%A0)
“Vogliamo ora parlare di sicurezza degli impianti industriali?
Dell’ultimo terremoto dell’Emilia? Delle aziende soggette alla normativa Seveso e se sono garantite in caso di terremoto?”
…e vabbè… qui hai ragione. Ma si sa… anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno.
Quella delle “morti lente ecc…” è la solita bufala antinucleare per spaventare la popolazione che non conosce le radiazioni e i loro effetti ma hanno visto in tv la bomba e sono rimasti impressionati… quello sull’LNT è un discorso che abbiamo gia fatto mille volte…
Il discorso sulla diga è più interessante, wikipedia riporta una diga che si è rotta… ok, ma io ho visto i filmati di un paese spazzato via da un’ondata che non veniva dal mare, e non erano certo 8 case… non solo, ma ti pare logico che dei 22000 morti non si sappia niente mentre si sia fatto solo un grosso “fumo” mediatico sull’incidente alla centrale di Fukushima? Gli altri 22000 come sono morti? Negli impianti petrolchimici niente? In quelli del gas niente? Perchè non hanno fatto vedere in diretta che sò, che esplodeva un serbatoio di metano e morivano una cinquantina di persone solo lì per poi fare un referendum per eliminare il gas dall’italia? Sono cinico? Uso i morti per fare discorsi senza senso su quella che dovrebbe una discussione civile per trovare soluzioni tecniche per scegliere il meglio per il nostro paese? E tutti quelli che raccontano bufale sul nucleare o prendono a riferimento fatti che non esistono o che non c’entrano niente con un eventuale nucleare civile italiano (come hai fatto tu con Pripjat)? Per non parlare di altre bufale vomitevoli che non voglio neanche nominare.
Insomma, parlando seriamente, provate voi a fare una ricerca su internet: a parte questo riferimento (interessante) che citi sulla diga di Fujinuma io non ho trovato dati sui danni agli edifici civili (per capire quanto hanno tenuto rispetto alla normativa vigente e alle pratiche costruttive), agli impianti, alle strade, alle opere portuali ecc… possibile che i giapponesi se ne siano fregati di tutto? Che non si cerchino responsabilità? E anche di Fukushima: possibile che si parli solo di danni (veri e soprattutto presunti) e nessuno dica niente delle responsabilità? Delle indagini?
La diga di Fujinuma ha fatto probabilmente otto morti. Lo scrivo da teo su questo blog.
Non si fanno dighe importanti a quel livello sul mare.
Comunque non confonderei la dinamica di un incidente SBO a una centrale nucleare con 100.000 ersone evacuate, il mondo con il fiato sospeso, rischi enormi e 400 miliardi di $ di danni con altre pur gravi dinamiche incidentali in altri tipi di impienti o manufatti.
Naturalmente il problema della sicurezza non si pone solo rispetto alle centrali nucleari, ma altrettanto ovviamente questo tipo di impianti necessitano di requisiti di sicurezza particolarmente stringenti..
che nella fattispecie quello specifico impianto ha dimostrato di non avere rispetto alla portata dell’evento
sono d’accordissimo che su fukushima bisognerebbe ora approfondire le responsabilità, sia storiche sia di gestione recente
saluti
Ok, il discorso delle diga sicuramente mi torna.
Il mondo col fiato sospeso per Fukushima è dovuto solo alla scarsa conoscenza della tecnologia nucleare perchè peggio di così non poteva fare, ma la gente non lo sa.
Invece non trovo niente niente sulla resistenza delle opere civili in relazione alla risposta a quel terremoto (e questa mi interessa direttamente come progettista strutturale): tu hai trovato niente?
“100.000 ersone evacuate, il mondo con il fiato sospeso, rischi enormi e 400 miliardi di $ di danni”
proviamo un po’ a fare i conti se si fossero usati gli stessi criteri di sicurezza pubblica per evacuare minamata?
invece laggiù era solo mercurio, la gente continua a viverci E MORIRE senza che a nessuno importi nulla
ma……perchè metti assieme i danni dello tsunami con quelli dell’evento nucleare?
Enrico D’Urso: “ma……perchè metti assieme i danni dello tsunami con quelli dell’evento nucleare?”
In effetti non c’e’ paragone.
Quelli dello tsunami sono stati molto piu’ gravi. Le migliaia di vittime sono dovute a terremoto + tsunami. Non all’incidente nucleare.
Ma piace mescolare le carte…
nessun mescolare le carte io stavo citando stime (ovviamente pprossimate) sui danni derivanti dall’incidente
a cosa ti riferivi ?
mi riferisco ai 400 miliardi……le più alte stime che ho trovato sui danni effettivi sono sui 40-50 per l’impianto ed opere limitrofe (che poi ci sono altri 50 miliardi per l’acquisto di fossili extra). poi è da quantificare ovviamente il danno esistenziale alle persone ed il danno economico di attività interrotte, 400 miliardi è tantino…..
Incentivano i grossi impianti e non l’autoconsumo di quelli famigliari!!!
Ma come? E’ da anni che leggo che il punto di forza delle energie rinnovabili è che sono “democratiche” perchè “evitano gli accentramenti” di produzione, quindi soldi e quindi potere (a differenza delle demoniche lobby del nucleare).
Oltretutto con incentivi fuori di testa che faranno alzare il prezzo in tutto il mondo e che succhieranno soldi da tutti (industrie dove si lavora e famiglie) per darle agli speculatori.
Del resto il problema che c’è stato a Fuushima secondo me ha origine proprio in questo atteggiamento (prostrato nei confronti degli speculatori), e vedo che la risposta è farli guadagnare ancora di più.
“Mala tempora currunt, sed peiora parantur” miei cari:
quanto era forte l’impero romano? Com’è finito? Che fine faranno i quasi dieci miliardi di persone che ci apprestiamo ad avere su questo povero pianeta che “evolve” senza senza occhi, senza cuore e soprattutto senza cervello? (eravamo 6 miliardi nel 2000, dicono che arriveremo a 9 fra trent’anni…)
Infatti il problema è che i politici giapponesi non hanno imparato NULLA dagli errori fatti in Europa con i vari conti energia. Ci si ripropone di attrarre 30 miliardi di $ di capitali entro il 2016 per installare tra le altre cose 14 GW aggiuntivi di fotovoltaico… che in 20 anni costeranno a cittadini ed aziende qualcosa come 120 miliardi di $ prelevati dalle bollette e di cui buona parte andranno ad arricchire investitori finanziari e banche. Un approccio molto più ragionevole sarebbe stato quello di dire alle utilities: prelevate comunque dalle bollette i soldi e con questi 7-8 miliardi di $ all’anno siete obbligate ad installare direttamente impianti a fonti rinnovabili senza intermediari che ci fanno la cresta (banche etc…). In questo modo installerei molti più GW di potenza rinnovabile, le utilities saprebbero dove e come installare gli impianti creando giusto mix (FV, vento, biomasse) in modo da minimizzare i costi di rete. Avrei fonti rinnovabili che producono energia elettrica con un LCOE non gravato da costo del capitale.
I GW di potenza rinnovabile previsti dal governo giapponese seguendo questo approccio si potrebbero installare richiedendo molto meno denaro a cittadini ed aziende.
Condivido in pieno.
La domanda è: come mai le idee ragionevoli “non passano” mai?
interessante questo approccio…
mi chiedo se sarebeb giuridicamente sostenibile in europa alla luce delle norme sulla concorrenza ecc
E se ci crede il governo Giapponese perchè non dovrei crederci io cittadino Italiano?
“E’probabile che il Giappone applichi barriere tecniche, commerciali e burocratiche per ostacolare i pannelli provenienti dall’estero in modo da agevolare la produzione domestica.”
E il Governo Giapponese fa bene! Al contrario di quello che si fa in Italia come al solito si preferisce far lavorare l’estero e lamentarsi perchè in Italia non c’è lavoro.
“E se ci crede il governo Giapponese perchè non dovrei crederci io cittadino Italiano?”
Puoi crederci solo se prima dell’11 marzo 2011 tu credevi nel nucleare, perche’ il governo giapponese lo faceva!
Riprova con una motivazione meno bacata, sarai piu’ fortunato, forse.
R.
Se il loro scopo è installare tanta potenza in poco tempo, gli elevati incentivi sono una leva che ha dimostrato di funzionare in altri paesi. Anche favorire (de facto) gli impianti di dimensioni maggiori aiuta a raggiungere l’obbiettivo: è più facile (e veloce) che una utility decida di fare un impianto da 3000 kW che convincere 1000 famiglie a installare pannelli sul proprio tetto.
“ma questa politica tamponerebbe, almeno dal prossimo anno, il problema dei picchi di domanda elettrica douvuti al condizionamento estivo.”
… di giorno, ma non tamponerebbe nulla di notte!… e chi e’ stato in Giappone d’estate sa che il problema e’ l’opprimente calura, umida, 24h/24.
Comunque, 20 GWp entro il 2016 a 40 cEuro/kWh, per 20 anni… vuol dire che butteranno via quasi 11 miliardi di Euro/anno, o 220 miliardi di Euro in 20 anni… ~ la meta’ del danno provocato dall’incidente nucleare…
Roberto
Il condizionamento Estivo….pompare calore all’esterno delle abitazioni non è logico,bisogna impedire al calore di entrare.
Evidentemente non hai mai visto come e’ fatta la “casa quadratica media” giapponese… e anche un ripasso di termodinamica non sarebbe male.
R.
Scommetto un un po’ riesce comunque a entrare. Anche se non ci riuscisse, resta il problema delle sorgenti di calore all’interno degli edifici (oppure si può mettere fuori dagli edifici persone a altre sorgenti, ma non so se è il caso).
Certo l’ideale è ridurre le richieste energetiche degli edifici, ma ad un certo punto si è comunque costretti a “pompare calore all’esterno delle abitazioni”
quello che è già entrato lo si convince ad uscire proponendogli una serata in discoteca
Voi penserete di essere spiritosi,ma,in realtà siete solo ottusi e limitati.
Spiegatemi quale ripasso di termodinamica dovrebbe fare chi parla di isolamento,temo dobbiate farlo voi.
Non siete mai entrati in una chiesa o in un castello durante un Estate torrida?
Ridete,ridete che la mamma ha fatto i gnocchi,mi sembra una battuta adeguata al livello che desiderate tenere,auguri.
Egregio, perché non chiedi a quelli che devono pagare le bollette cosa costa scaldare una chiesa o un castello quando è inverno?
Sentiamo.
Tu che sai.
Ale D:
Ma ci fai o ci sei?
Isola una casa e spendi meno sia in Estate che in Inverno,punto,poi,se vuoi fare sterili polemiche sull’onda dei tuoi colleghi,rinnovo gli auguri anche a te.
Il paragone con le chiese l’ho fatto perchè con i bambini bisogna dare qualche esempio facile facile,ma non mi metto certo a disquisire di analisi termografiche degli edifici riguardo ad ovvietà qualiu gli isolamenti,soprattutto perchè palesemente si vuole polemizzare sul nulla.
Isolare troppo le case porta a problemi di carattere sanitario. Accumulo di inquinanti che portano a malattie di vario genere (vedi: sick building syndrome).
Non si potrà mai isolare un’abitazione al 100%, un certo numero di ricambi d’aria sono necessari. Più si isola una casa più bisogna prestare attenzione anche a questo fattore.
@Rispetto:
ok, ma quanto costa?
@Alberto:
Isolamento elevato e ricambi d’aria con recupero di calore, per minimizzare i consumi. Il problema sono i costi per fare tutto ciò
quoto:Comunque, 20 GWp entro il 2016 a 40 cEuro/kWh, per 20 anni… vuol dire che butteranno via quasi 11 miliardi di Euro/anno, o 220 miliardi di Euro in 20 anni… ~ la meta’ del danno provocato dall’incidente nucleare…
Non si possono comparare i soldi spesi per realizzare qualcosa con quelli spesi per ripristinare ciò che è andato distrutto a causa di un evento naturale aggravato da imperizie umane, eventualmente la comparazione la si fa con il ripristino di un impianto non nucleare dopo un evento naturale, oppure, si comparano le spese messe in campo per l’intera filiera nucleare con quelli dell’intera filiera solare
SPESE NUCLEARI PER TUTTA LA FILIERA NUCLEARE FRANCESE:
Complessivamente, la Corte dei Conti ha valutato nel 2012 a 79.4 G€ il costo complessivo dello smantellamento del programma nucleare, di cui 62 a carico di EdF. I costi per il decommissioning dei 58 reattori in funzione al 2012 sono valutati in 18.4 G€, mentre i costi per la gestione a lungo termine di tutti i rifiuti a 28.4 G€
http://www.ccomptes.fr/index.php/Publications/Publications/Les-couts-de-la-filiere-electro-nucleaire
si produce il 75% dell’energia elettrica francese, o per meglio dire, oltre 400TWh all’anno
COSTO FOTOVOLTAICO GIAPPONESE:
220 miliardi per produrre……30TWh esagerando?
SI deve considerare anche la potenza installata al termine della scadenza degli incentivi. Quelli non ci sono in eterno.
E come spingere un masso su un terreno piano (secondo voi) che appena smetti di spingere si ferma.
Oppure si tratta di spingere un masso in un terreno a pendenza variabile (discesa): una volta fatto lo sforzo iniziale, il masso inizia a correre da solo.
Chiaro l’esempio adesso?
Aggiungo ai costi della corte dei conti: costi esterni al nucleare civile, ovvero non contabilizzati nell’energia ma comunque PRESENTI in quanto Francia paese nucleare minimo 10 G€/anno per sommergibili nucleari ecc…
“non contabilizzati nell’energia ma comunque PRESENTI in quanto Francia paese nucleare minimo 10 G€/anno per sommergibili nucleari ecc”
e quindi dovremmo calcolare nel costo delle centrali a fossile pure i carri armati e le macchine della polizia?
….che sono nel budget della difesa? cioè nella fiscalità generale?
il costo del nucleare è invece in bolletta, tutto in bolletta, e la corte dei conti francese ti dice che, a parte superphoenix, è un programma di granlunga vantaggioso sotto il profilo economico, con quel reattore diviene solo molto vantaggioso.
per la differenza fra quanto pagherà EDF e quanto è necessario, alcuni reattori sono a partecipazione non EDF, altri non sono mai stati di sua proprietà (i primi), altri erano statali.
No, l’esempio è cannato.
C’è proprio nulla che si autoalimenta con queste forme di rinnovabili.
Ora la salita è per gli incentivi, finiti quelli vediamo che succederà.
Ma tu non stavi parlando invece di contributo energetico?
E dove sarebbe la “road-map”, cos’è speri che andando avanti ad oltranza tu possa coprire il 80-100% con queste fonti? E come? O dove?
Secondo te perchè sono in programma migliaia di km di nuove linee ad alta tensione? Ma non dovevano bastare le smartgrid a fare il miracolo?
Nel costo del carbone non e’ inclusa la spesa sanitaria dovuta alle sue emissioni.
Ma anche quello e’ un costo esterno…
Carri armati e macchine della polizia NON vanno ad uranio fino a prova contraria
LEGGERE: “e quindi dovremmo calcolare nel costo delle centrali a FOSSILE pure i carri armati e le macchine della polizia?”
Fonti fossili e nucleare infatti hanno entrambi dei costi esterni che andrebbero calcolati (l’esempio dei costi sanitari del carbone).
Se crediate che gli unici costi del nucleare siano i costi civili dei Kwh allora contenti voi, contenti tutti.
Enrico: certo che è vantaggioso, per lo stato che ha beatamente riprocessato uranio per fare i gradassi atomici assieme a quasi tutti i paesi nuclearizzati con petardini da 10 Megatoni (e costano abbastanza questi petardini
)
Riparliamo della convenienza nucleare con le centrali a torio (allora li sarò ben felice di “votare” nucleare), almeno li la fisica sancisce STOP al ri-processamento scorie per fini bellici e compagnia bella. E di torio ne abbiamo un bel pò.
Per quel che riguarda l’investimento sulle smart grid, si sapeva che sarebbero previsti km e km di cavi ad alta tensione, devi veicolare senza troppe perdite grandi volumi di corrente elettrica e un sistema informatico “intelligente” che gestisca i flussi.
Flavio: -.-
@adami
quand’è che entrerà nella zucca che il plutonio da reattore commerciale è altamente instabile per gli scopi bellici? troppi neutroni da fissione spontanea prodotti, si devono utilizzare reattori appositi a bassissimo burnup, tipicamente 100MWd, contro i 30.000 dei primi commerciali ed i 65.000 di quelli di III+…..
http://www.princeton.edu/sgs/publications/sgs/archive/Mark-17-2-3-GSGS_A_437047_P.pdf
la filiera militare e quella civile sono in comune fino al complesso per fare l’esafluoruro di uranio, poi prendono vie totalmente differenti ed indipendenti.
lo sai o no che i reattori al torio non producono plutonio (oddio, pochissimo) ma tantissimo U233 che essendo ancora pari-dispari, fissile e con bassa porzione di fissioni spontanee è buono per la proliferazione? oltretutto produci praticamente solo quello
http://news.google.com/newspapers?id=4jgbAAAAIBAJ&pg=1842%2C3115323
http://news.google.com/newspapers?id=ckxBAAAAIBAJ&pg=6357%2C2252004
http://nuclearweaponarchive.org/Nwfaq/Nfaq6.html
ad esempio qui fu utilizzato un ordigno U233-Pu239
http://en.wikipedia.org/wiki/Operation_Teapot
poi dopo uno non si fa una opinione con topolino, vero?
@Enrico Adami:
“Fonti fossili e nucleare infatti hanno entrambi dei costi esterni che andrebbero calcolati”
Mi risulta che per il nucleare le esternalità vengano calcolate e contribuiscano alla definizione del costo del kWh elettrico.
In effetti non mi ero informato sul U-233 prodotto (pensavo al Pu).
Ad ogni modo il costo del Kwh da torio sarebbe sicuramente più basso anche perchè si possono raggiungere temperature più alte (rendimento ciclo 47,5% contro il 33% attuale).
che si raggiungono anche col ciclo all’uranio? quei rendimenti si raggiungono UNICAMENTE nei reattori FBR (per il momento), e che siano ad uranio o a torio poco importa (cioè, tantissimo….ma non scendiamo nei particolari).
i reattori AHWR indiani che sono studiati per il torio, hanno rendimenti similari ai normali CANDU proprio perchè ad acqua pesante, che non consente di aumentare di molto le temperature (non mi ricordo più il motivo, me lo devo riandare a leggere).
ah, l’EPR e l’AP1000 sono circa al 38% netto……tanto per….un normale FBR di tipologia BN800 è al 38% di rendimento netto (produce 804MWe da 2100MWt) e 42% lordo.
Ho letto che nel torio e negli autofertilizzanti era necessario utilizzare sodio liquido anziché acqua pesante e quindi si poteva avere una temperatura maggiore dalla quale estrarre calore
……..e gli autofertilizzanti sono nati ad uranio, il riprocessamento è molto più facile nel ciclo all’uranio (perchè è anche giocoforza più conosciuto e più fatto) ed è meno radiologicamente problematico
ma non è che si utilizza il sodio per andare a temperature maggiori, si utilizza il sodio perchè è trasparente ai neutroni (come la lega PbBi dei reattori sovietici della classe di sottomarini ALFA) e quindi si può utilizzare come refrigerante nei reattori FBR. avendo poi punto di ebollizione molto alto è QUESTO che consente di andare a temperature maggiori e quindi rendimenti maggiori, altrimenti avresti un FBR a rendimento tale e quale ai primi LWR.
Non ho tempo di leggere l’interessante rapporto. Facciamo due conti a spanne per vedere l’ordine di grandezza:
400 TWh/anno vuol dire 400 miliardi di kWh all’anno, il tutto per almeno 25 anni fa 10000 miliardi di kWh.
Costo totale smantellamento 80 miliardi di €
Qindi smantellare centrali di II generazione verosimilmente costa circa 80/10000=0.008 €/kWh considerando circa un miliardo a reattore.
E per un EPR?
Consideriamo pure 2 miliardi: ma lui di energia elettrica in 60 anni ne produrra 12.5 TWh/y*60y = 750 miliardi di kWh
Costo 2/750 = 0.003 €/kwh
E il costo di smaltimento del combustibile?
Quello che dici tu sarebbero circa 30 miliardi di € quindi mettendoli a carico della sola energia già prodotta sarebbero
30/10000 = 0.003 €/kWh, per un totale di
0.8+0.3 = 1.1 centesimi al kWh fra smaltimento e decommissioning
Con un EPR il rendimento è più alto quindi si può considerare che fra smantellamento e smaltimento scorie si arrivi sotto ai
0.3 + 0.3 = 0.6 centesimi al kWh
E il costo del combustibile (sempre a spanne)?
Semplice:
facendo riferimento a un EPR ho mostrato qui
http://www.archivionucleare.com/index.php/2008/07/01/situazione-risorse-combustibili-nucleari/#comment-28966
che costerebbe circa 3.1 milioni per produrre 1 TWh, cioè 0.31 c€/kWh di costo del combustibile finito (arricchito) (di cui 0.14 c€/kWh per il solo minerale a costi di (45 $/lb))
Quindi la produzione d energia elettrica da nucleare costa per ciclo completo del combustibile (estrazione, arricchimento, consumo e smaltimento) a spanne e a esagerare circa
0.31+0.3 = 0.6 c€/kWh
sui si aggiungono di decommissioning
0. c€/kWh
cui possiamo stimare si aggiungano i costi di gestione che, sempre a spanne in modo mooolto conservativo, io stimo così
- 500 persone a 100000 €/anno che fanno 50 milioni all’anno
- 200 milioni per manutenzione all’anno (sarebbe un 4% del costo dell’impianto all’anno, cioè in 60 anni 12 miliardi, cioè ce lo ricompri nuovo e te ne avanza).
In totale gestione e manutenzione all’anno
0.25 miliardi €
producendo 12.5 miliardi kWh/y fanno
2 centesimi al kWh
—————————
Quindi per un EPR siamo a 2.6 centesimi al kWh.
—————————-
Per un reattore di II generazione ormai ammortizzato i costi di gestione e manutenzione sono ovviamente molto inferiori, infatti dati reali di reattori in funzione negli stati uniti dichiarano costi sotto i 2 c$/kWh.
mancano i costi di impianto, di finanzamento, oneri per la sicurezza, oneri compensativi per le popolazionilocali, csoto dell’aassicurazione per grandi danni
Ti diro ben di più… sei partito male in partenza! Un EPR costa più del doppio di quello che hai citato.
Giuseppe Zollino, esperto di impianti nucleari all’uni di Padova lo valuta a 5,8Mld €
Fai pure lievitare i costi…
Per l’EPR non ho tempo di cercare dati, ma giusto ieri ho visto questo articolo pubblicato su Energy Policy, che parla della riduzione di CO2 da parte degli Emirati Arabi Uniti:
“The potential role of nuclear energy in mitigating CO2 emissions in the United Arab Emirates”
di Hasan Jamil Al Farra e Bassam Abu-Hijleh, affiliati a Cardiff University, Welsh School of Architecture, Cardiff, UK e The British University in Dubai,Dubai,UAE
Riporto l’abstract, l’articolo completo a richiesta, via e-mail:
“The annual CO2 emissions have more than doubled in the UAE since 1990. Electricity generated by fossil
fuels is responsible for almost half of the country’s emissions. Keeping with the Kyoto Protocol, the UAE
decided to integrate nuclear energy into the electricity scheme to mitigate CO2 emissions as declared by
the government(Embassy-of-UAE,2009; ENEC,2010b). This paper evaluates the effectiveness of the
UAE’s proposed nuclear energy strategy in mitigating CO2 emissions from the built environment up to
year 2050. The IAEA’s simulation model‘‘MESSAGE’’is used to estimate the energy demand and CO2
emissions in the UAE up to year 2050.
Several energy supply/fuels scenarios are modeled and simulated including the following: Business
as Usual(BaU), the UAE proposed nuclear strategy(APR1400) as well as 12 more aggressive Clean
Energy Era(CEE) proposed scenarios. Nuclear energy, especially in its extreme CEE scenario(8NPPs),
was found to be more practical option in mitigating CO2 than renewable energy and carbon capture and
sequestration among the simulated scenarios. Nuclear energy also demonstrated an economic viability.
The cost of electricity produced from nuclear energy was calculated to be 3.2cents/kWh, significantly
less than the current cost of 8.15cents/kWh for electricity generation from fossil fuels in the UAE.”
R.
Per il costo del Kwh nucleare ci sono due opzioni: 1) Boh…
2) Ve lo diremo a costruzione ultimata.
I preventivi sottostimano sempre costi e tempistiche.
Emblematica la situazione del Cananda, dove areva da in preventivo al governo centrali dal costo di SETTEMILA dollari/KW mentre il governo è rimasto sbalordito… ovviamente immaginerete quanti EPR hanno costruito in canada
Evitate di sbandierare il costo del Kwh nucleare prodotto da impianti costati qualcosa come 1000/1300 €/KW di II gen… I prezzi attuali sarebbero molto più alti.
Realtà batte previsioni spesso e volentieri, solo che c’è da aspettare un pochino.
Ancora con queste stime?
Quanto avevamo preventivato noi e quanto abbiamo speso finora senza aver terminato?
Che ti piaccia o no questi sono i costi se il nucleare lo fai.
Se lo cominci, poi lo blocchi, poi ci mangi sopra ecc… allora cambia tutto, ma quelli non sono i costi del nucleare: quelli sono i costi dei furbi, dei farabutti, degli irresponsabili ecc… che ci sono anche se non fai il nucleare (tanto ci fregano da qualche altra parte e mi pare che il PV…).
non sono stime, sono il rendiconto finale del nucleare francese
Averlo bloccato non c’entra nulla,i preventivi la Sogin li ha fatti a bocce ferme.I costi sono quelli finali e non i preventivati.Il paragone con il pv cosa c’entra?Ti risulta che fossero stati preventivcati incentivi minori?
> Averlo bloccato non c’entra nulla,i preventivi la Sogin li ha fatti a bocce ferme.I costi sono quelli finali e non i preventivati.
Costi che, durante l’esercizio dell’impianto, sarebbero stati coperti riadattando l’incidenza di questi sul prezzo dell’energia prodotta.
Oppure, costi in più che non ci sarebbero stati se non ci fosse stato un abbandono della tecnologia in questione; costi che sarebbero stati coperti in altro modo rispetto al farli cadere sulla collettività.
Del resto esamini una questione partendo dal punto finale e cambiando l’ipotesi iniziale pretendendo che la tesi finale non possa essere diversa.
Trovo ci sia una carenza di metodo.
per “rispetto”
per dire in altre parole il concetto espresso da zifnab farò un esempio con qualcosa di “normale” visto che la sola idea che si parli di nucleare mi pare ti faccia perdere la bussola.
Prendi un’auto della ditta “XY” che la compra il tuo vicino (e altre mille persone) per 30000€ e ci fa 300000km: il costo d’ammortamento è 10c€/km. Se poi fai 16 km per litro di un combustibile che costa 1.6€/lt allora il costo del combustibile è 10c€/km. Poi per manutenzione (gomme, freni, tagliandi ecc…) vedi che spendi 5c€/km. Bene, vuol dire che l’auto XY costa 25c€/km di cui 10c€/km di combustibile (sarebbe l’equivalente di quello che ho detto io sul nucleare)
Se poi tu ti compri l’auto XY ma vivi in casa con tuo suocero che lavora per la ditta YZ eha le chiavi di casa tua e ti odia e ti vuole fregare dei soldi o per lo meno vuole che tui ce li rimetta, e non ti apre mai il garage ma lo apre a dei banditi che ti fanno 20000€ di danni per cui alla fine l’auto ti è costata 50000€ e tu ci hai fatto 50 km non è giusto che lui (per favorire la propria ditta, o forse solo per odio) poi vada a dire in giro che le auto XY costano 1000,15 €/km: perchè la causa di 999.90€/km è proprio lui.
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Altra cosa: la SOGIN non c’entra niente con la costruzione e l’esercizio delle centrali atomiche italiane, sta gestendo lo smantellamento e lo smaltimento delle scorie – anche qui bloccata dalla solita “sindrome” NIMBY.
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Cosa c’entra il PV: semplice i costi in più del nucleare, quelli dovuti a truffe e speculazioni non trovo giusto che tu li metta in quota al nucleare perchè ce li abbiamo comunque: il PV è un esempio di come chi ha le chiavi per mettere i soldi nelle nostre tasche lo faccia a piene mani (il PV poi ha delle dimensioni speculative astronomiche perchè qui si parla di centinali di miliardi di € – la sola componente speculativa sul PV è parecchio più costosa di quanto sarebbe un perfetto e completo piano nucleare per il nostro paese).
Chiaro che non ci fosse il PV i soliti furbi ficcherebbero le loro insaziabili mani nelle nostre tasche con qualche altra scusa… non ne faccio una colpa del PV… siamo noi italiani che siamo furbi… ma furbi… ma talmente furbi che ci facciamo trattare da perfetti ….