Energia nell’agenda autunnale del governo Monti

postato il 26.ago.2012 alle 10:26 am| da pat

Metaforicamente si è parlato molto di energia nel programma di crescita. Finalmente nell’agenda governativa messa a punto nel Cdm di ieri è emerso l’impegno sul capitolo energetico come elemento chiave per la crescita sostenibile che dovrebbe, secondo le intenzioni del Governo, avere un impatto positivo sul Pil di circa mezzo punto percentuale, creare 25 mila nuovo posti di lavoro e ridurre di circa 6 miliardi di euro la bolletta energetica degli italiani. Una buona notizia considerando il costo energetico che zavorra il sistema produttivo nazionale  rispetto a competitor europei.

Entro la fine dell’anno dovrebbe debuttare Strategia Energetica Nazionale incentrata su tre obiettivi cardine: energia meno costosa per cittadini ed imprese, maggior sicurezza e indipendenza di approvvigionamento, crescita economica legata al settore energetico. Al di là delle finalità più che condivisibile, dalle stanze di via Veneto trapela una strategia meno entusiasmante basata su 4 punti chiave. Il potenziamento dell’Italia come hub del gas nel Mediterraneo (sblocco delle autorizzazioni per rigassificatori), il rilancio della produzione di idrocarburi sulla penisola (revisione della normativa restrittiva sulle trivellazioni prevista dal primo decreto Sviluppo) e finalmente, l’efficienza energetica e lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Per esprimerci nel merito, aspettiamo di vedere il documento di attuazione, ma la prima sensazione è che siamo più vicini a una visione alla Mitt Romney combustibili fossili “above all” che a un’ottica da green economy. Che sia già tramontata la sua epoca d’oro?

 

Notizie d’Agosto

postato il 23.ago.2012 alle 2:36 pm| da gbettanini

Ad Erice si è tenuto il 45° Seminario Internazionale sulle Emergenze Planetarie, che ha dato occasione per parlare anche di energia, clima e di nucleare.

Su Repubblica del 22 agosto è comparso un breve articolo dal titolo piuttosto inquietante: “Zichichi: L’80% delle centrali atomiche non ha norme di sicurezza adeguate”. Leggendo l’articolo si scopre che le parole del prof.Zichichi erano: “L’80% delle centrali nucleari in costruzione sono concentrate nel Terzo mondo dove i livelli di sicurezza non sono sempre ottimali”….. va bene che mezz’Italia ad agosto stacca la spina ma comunque niente male in quanto a libera interpretazione.

Per quanto riguarda articoli più seri da segnalare su il Sole 24 Ore Il nucleare sconta ancora l’effetto Fukushima di M.L. Colledani che fa una concisa overview sulla situazione attuale del nucleare nel mondo.

Stesso argomento per un articolo del Corriere a firma di Paolo Conti intitolato Corsa al nucleare, piano per 552 nuove centrali.

Ad Erice si è parlato anche di emergenze planetarie vere e proprie come il terrorismo, su cui fa un riassunto un articolo del Sole 24 Ore scritto da Stefano Natoli intitolato “Terrorismo, quando Al Quaeda voleva avvelenare Roma” dove si parla anche, forse in maniera un po’ imprecisa di bombe sporche ovvero di ordigni convenzionali in grado di disperdere isotopi radioattivi (di origine medica od industriale e non certo provenienti da centrali nucleari) che, per quanto destino timori, all’atto pratico avrebbero comunque conseguenze molto limitate e circoscritte.

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Siccità, prezzo dei cereali ed energia

postato il 16.ago.2012 alle 9:06 am| da gbettanini

Con i consueti toni catastrofistici è comparsa a più riprese sui quotidiani, insieme alle consuete (presunte) piccole catastrofi climatiche nazionali, la notizia della siccità che ha colpito i grandi stati agricoli nel cuore degli Stati Uniti (Iowa, Kansas, Missouri, Colorado, Illinois, Oklahoma), un’aridità eccezionale che non si vedeva dal triennio ‘34-‘36 del secolo scorso, siccità che è stata comunque prontamente collegata senza particolari approfondimenti al surriscaldamento globale.

A causa di questa siccità l’ USDA (United States Department of Agriculture) ha ridotto le previsioni di produzione di alcune delle principali commodities alimentari in particolare prodotti cerealicoli, la produzione di mais si ridurrà da 12 a 10.8 miliardi di bushel*, la soia passerà da 3 a 2.7 miliardi di bushel. Di conseguenza i futures sui prezzi dei cereali si sono alzati alla borsa di Chicago e quindi sui mercati mondiali, il prezzo del mais crescerà del +25.6%, la soia di +37.2%, il grano del +39.5% con tutto ciò che questo comporta non tanto per il prezzo degli alimentari nei paesi sviluppati quanto sulla disponibilità ad un prezzo ragionevole di cibo per chi vive di aiuti internazionali.

La previsione di aumento dei prezzi dei cereali ha innescato dinamiche di prezzo su tutto ciò che a questi è correlato, sembra ad esempio che il prezzo della carne di bovino giovane sia crollato in quanto molti allevatori contano di non poter mantenere un elevato numero di capi con prezzi dei mangimi più elevati del 30%. Negli Stati Uniti gran parte del mais prodotto non è destinato al consumo umano bensì a quello degli animali d’allevamento, una buona fetta (25% circa) è inoltre destinata alla produzione di etanolo che viene utilizzato come combustibile per autotrazione miscelato alla benzina (con percentuale del 9%) e non tanto per ridurre emissioni di gas serra quanto per ridurre la dipendenza energetica statunitense dall’estero.

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Libro “The Quest” in attesa del “Google” energetico

postato il 12.ago.2012 alle 6:22 pm| da pat

“Escremento del diavolo”. Così il leader venezuelano Juan Pablo Perez Alfonso, fondatore dell’OPEC, usava definire l’oro nero. Uno dei tanti aneddoti contenuti in “The Quest: Energy, Security, and the Remaking of the Modern World” di Daniel Yergin.  Esperto internazionale di energia e vincitore del premio Pulitzer con ” The Prize: the Epic Quest for Oil, Money and Power ” (Il Premio, Garzanti), Yergin, consulente di governi e gruppi industriali, pubblica ora il “sequel” della sua fortunata opera del 1992, che intreccia energia e geopolitica in uno scenario aggiornato alla luce degli avvenimenti recenti anche quelli di fresca attualità: da Fukushima alle primavere arabe all’uccisione di Osama Bin Laden.

Una lettura (non disponibile in italiano) quasi obbligata  per chi vuol capire i fattori che modellano la dinamica della domanda, la caccia alle risorse, la formazione dei prezzi dell’energia. Tuttavia l’ambizione enciclopedica delle 816 pagine richiede una determinazione difficilmente compatibile con letture da ombrellone. Yergin dedica ampio spazio allo stato dell’arte dell’innovazione nel settore energetico ancora in attesa di un salto tecnologico. Un qualcosa di paragonabile a un “Google” dell’energia.  

I dati e fatti riportati da Yergin stimolano prospettive interpretative meno scontate del semplicistico “peak oil”. (continua…)

 

La crescita per decreto

postato il 7.ago.2012 alle 10:38 pm| da gbettanini

Il giorno 3 agosto è diventato legge il “decreto crescita” o “decreto sviluppo” i cui obiettivi sono chiaramente espressi nel preambolo del decreto stesso: “Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni per favorire la crescita, lo sviluppo e la competitività nei settori delle infrastrutture, dell’edilizia e dei trasporti, nonché per il riordino degli incentivi per la crescita e lo sviluppo sostenibile finalizzate ad assicurare, nell’attuale situazione di crisi internazionale ed in un’ottica di rigore finanziario e di effettivo rilancio dello sviluppo economico, un immediato e significativo sostegno e rinnovato impulso al sistema produttivo del Paese, anche al fine di garantire il rispetto degli impegni assunti in sede europea indispensabili, nell’attuale quadro di contenimento della spesa pubblica, al conseguimento dei connessi obiettivi di stabilità e di crescita [...]”; 

Il tema dell’energia è nodale ed è toccato in molti punti del decreto, vediamo schematicamente i più interessanti: 

· Si proroga fino al 30 giugno 2013 il bonus fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, e, sempre fino a metà 2013 si porta dal 36 al 50% la quota detraibile per le ristrutturazioni edilizie 

· Gli articoli dal 17-bis al 17-terdecies sono dedicati alla promozione della mobilità sostenibile e soprattutto dell’auto elettrica o ibrida ma anche a Gpl, biometano, biocombustibili e idrogeno che producono emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km. E’previsto un contributo all’acquisto dei veicoli, a seconda delle prestazioni in termini di emissioni, dal 20% (nel 2013 e 2014) al 15% (nel 2015) del prezzo d’acquisto fino a un massimo che va da 2 a 5 mila €. Gli incentivi più elevati saranno però ad appannaggio delle auto puramente elettriche od ibride elettriche infatti l’incentivo all’acquisto da 5000 € (max 20% del totale del prezzo d’acquisto) saranno per veicoli con emissioni fino a 50 gCO2/km. A questo scopo verrà istituito un Fondo di 50 milioni di € per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Importante anche lo sviluppo di un Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici con lo scopo di garantire su tutto il territorio nazionale livelli base ed uniformi di accessibilità ai servizi di ricarica, ad esempio per tutti gli edifici nuovi non residenziali sopra i 500 mq (esclusi quelli della pubblica amministrazione) sarà obbligatoria l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Gli incentivi all’acquisto saranno comunque solo per auto nuove di fabbrica e solo per metà finanziati con fondi statali, l’onere per l’altra metà dell’incentivo spetterà ai venditori sotto forma di sconto. Altra cosa importante sembra che sarà più semplice operare un retrofit su un’auto già immatricolata trasformandola in auto elettrica, cosa oggi piuttosto costosa ma che con il calare del prezzo degli accumulatori potrebbe diventare interessante rispetto ad una spesa piuttosto elevata per un’auto elettrica nuova, soprattutto se effettuato su una piccola auto da città (smart, vecchia 500). 

(continua…)

 
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