Molti dei cittadini che hanno scritto criticando la campagna pubblicitaria del Forum indicano le scorie nucleari come una delle ragioni principali della loro opposizione al nucleare. Essi affermano che le scorie sono sostanze estremamente pericolose, destinate a restare tali per molti secoli. Aggiungono che non possiamo lasciare questa eredità alle future generazioni.
Quello delle scorie non è certo un tema da prendere alla leggera. Anzi, si tratta di un argomento caldo di cui si discute in tutto il mondo. Ma riteniamo che l’esperienza di questi ultimi decenni abbia dimostrato che il problema può essere affrontato in modo efficiente e sicuro. Per diverse ragioni.
- Fino a oggi, dopo oltre 50 anni di esperienza in molte centinaia di centrali nucleari, le scorie non hanno mai causato un solo incidente di rilievo, al contrario di quello che accade con molti rifiuti speciali, che sono in quantità estremamente maggiore e non sono regolati da norme altrettanto rigide e sperimentate.
- La quasi totalità dei rifiuti radioattivi generati dalle centrali sono paragonabili a quelli prodotti nei reparti ospedalieri, sia per pericolosità sia per quantità. Si tratta di diverse decine di migliaia di metri cubi di sostanze che avrebbero bisogno di un deposito nazionale definitivo che in Italia si fa fatica a localizzare. È un problema che prima o poi andrà risolto, almeno che non si voglia che i rifiuti ospedalieri vengano stoccati nei sottoscala dei reparti di radiologia.
- La quantità di scorie nucleari ad alta attività è minima: da nove a quindici metri cubi all’anno per ognuna delle centrali di ultima generazione che dovrebbero essere costruite in Italia. Per fare un paragone, ogni anno l’industria italiana produce 10 milioni di tonnellate di rifiuti speciali altamente pericolosi, spesso a vita molto lunga (una quantità 10 mila volte maggiore rispetto a quella prodotta da otto grandi reattori nucleari). Ma in nessun settore industriale esiste la cultura della sicurezza e del controllo che si è sviluppata nel nucleare in decenni di ricerca internazionale.
- Per le scorie nucleari sono possibili diverse soluzioni a lungo termine. In Finlandia e Svezia è stata scelta la soluzione del deposito geologico: le barre di combustibile verranno riposte in appositi contenitori di rame spessi 5 centimetri, progettati per durare almeno 100.000 anni anche se immersi in acqua. In altri paesi (Francia, Giappone, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Cina) è stata scelta la via del “riprocessamento”, cioè la separazione chimica degli elementi contenuti nei combustibile esausto. Negli Stati Uniti un Rapporto del Mit di Boston suggerisce di allungare la soluzione temporanea (stoccaggio in superficie) perché le scorie potrebbero tra qualche decennio costituire una riserva di combustibile di valore inestimabile recuperando l’energia ancora non sfruttata al loro interno (oltre il 99,3%).
- Il caso svedese mostra come sia possibile affrontare e risolvere il problema delle scorie con il consenso della popolazione. In Svezia la procedura per la scelta del sito geologico dove stoccare in modo definitivo le scorie (a una profondità di circa 500 metri) cominciò nel 2003. Dopo una prima selezione venne indicata una rosa di due candidati: Forsmark e Oskarshamn. Nel 2009 Forsmark (200 chilometri a nord di Stoccolma) viene prescelto. Bastano due dettagli per mostrare in quale clima di fiducia si è svolta la procedura, in un paese dove l’attenzione all’ambiente è altissima e che produce il 45% dell’energia elettrica con il nucleare.
Primo: nel 2003 a Forsmark il 65% degli abitanti era favorevole al sito, nel 2009 la percentuale è salita al 79%. A Oskarshamn le percentuali sono analoghe.
Secondo: sono stati stanziati circa 250 milioni di dollari (due miliardi di corone) come sussidio alle due municipalità. Ma il 75% di tale cifra andrà alla cittadina che ha perso (Oskarshamn) per compensarla di non aver vinto la gara e di avere quindi perduto investimenti e posti di lavoro.
No, no e per sempre no!!!
Ci sono davvero 1000 motivi per dire no al nucleare e non sto ad elencarli nuovamente…
Vogliamo davvero che i nostri figli debbano avere il problema dei rifiuti radioattivi oltre al problema di tutti gli altri rifiuti tossici, nocivi e tutto il resto…
Invece di perdere tempo a parlare ancora di cose già dette e ridette (e ricordo che l’Italia intera ha già detto no al nucleare in un referendum, se non l’avete capito..)
si potrebbero spendere le nostre energie e le nostre menti a pensare a come non sciupare le nostre risorse (i bassi consumi, studiare metodi per ottimizzare l’uso dell’energia, evitare consumi inutili, ecc…) e poi trovare modi per creare energie pulite… Il governo potrebbe incentivare questa cosa…
Ma non vedo grandi mosse in questo senso…
Al posto di sciupare soldi in problemi meno importanti, dovrebbe indirizzare denaro non solo per lo sviluppo delle risorse meno inquinanti, ma anche cercarne di nuove con l’aiuto di studiosi ed esperti….
Ma forse è troppo difficile, pensate che ce la potrebbero fare?
Ci sono troppi interessi economici, ehhh…
Purtroppo è questo che penso e non ci sarà mai un vero pensiero rivolto a migliorare la vita e il futuro di noi poveri comuni cittadini e DEI NOSTRI FIGLI…
@ Vincenzo
Non faccia confusione fidandosi, forse troppo, di quello che viene affermato da alcune associazioni ambientaliste.
Le scorie nucleari francesi vere e proprie (combustibile nucleare irraggiato + rifiuti nucleari a bassa e media attività) vengono gestiti in tutta sicurezza in depositi ad hoc.
Le ‘scorie’ spedite in Siberia a cui lei si riferisce sono dei contenitori con dentro esafluoruro d’uranio impoverito, che quindi contengono principalmente Uranio 238 mentre l’ Uranio 235 è presente in percentuali ben inferiore allo 0,7% con cui si trova in natura.
L’uranio non può essere considerato ‘scoria’ prima di tutto perchè, in questo caso, i bassissimi costi per SWU (Separative Work Unit) fanno sì che la Russia in alcuni casi si possa permettere di ri-arricchire le code (tailings) prodotte dagli impianti di arricchimento, ad esempio francesi, dove il costo per SWU è più elevato e questa procedura non sarebbe conveniente.
In secondo luogo l’uranio, per quanto impoverito, è da ritenersi una risorsa per il futuro, sarà infatti utilizzato come combustibile nelle future centrali di IV generazione.
In terzo luogo dal punto di vista fisico l’uranio è debolmente radioattivo e non comporta particolari pericoli per la popolazione, inoltre l’esafluoruro d’uranio a temperatura ambiente è una specie di melassa che, anche se i contenitori si rompessero, non andrebbe da nessuna parte.
La quantità di energia elettrica prodotta nelle Centrali a fissione nucleare di Uranio è, allo stato attuale, il massimo che si possa ottenere. Ma quali sono i costi? Per un qualsiasi genere di intervento, se si vuole essere seri e credibili, è indispensabile predisporre un accurato piano economico-finanziario che comprenda tutti gli elementi di costo sia diretti che indiretti, le fonti di rientro delle spese, la durata e gli utili. Uno dei motivi che vengono addotti per giustificare il rientro dell’Italia nella produzione di energia elettrica con la fissione nucleare, è il fatto che noi importiamo energia elettrica dalla vicina Francia, ad un costo decisamente inferiore ai nostri costi di produzione. 1^ domanda: Tutti sanno quali siano i danni causati dalle radiazioni nucleari e, purtroppo non possiamo fare a meno di utilizzare sostanze radioattive per curarci (sia in fase di diagnosi che terapeutica) e di conseguenza di produrre quotidianamente delle scorie radioattive per lo smaltimento delle quali abbiamo dei costi e delle difficoltà. La Francia quanto spende per lo smaltimento delle scorie radioattive prodotte nelle Centrali Nucleari e come le smaltisce? -Ufficialmente le scorie vengono stoccate in luoghi sicuri all’interno del paese. Per quanto è noto, una minima quota viene riprocessata all’interno delle centrali di ultima generazione per produrre nuovo combustibile, la rimanente viene inviata in Siberia e “stoccata” in un sito di massima sicurezza, cioè in un terreno a cielo aperto malamente recintato. Chiaramente smaltire in questo modo ha dei costi particolarmente bassi e di conseguenza il costo di produzione dell’energia dalla fissione nucleare appare competitivo. Smaltire le scorie in modo serio, vedi sperimentazione Svedese richiamata nell’articolo principale, ritengo abbia dei costi talmente elevati da avvicinare se non superare i costi delle produzioni di energia attuali. 2^ domanda: Abbiamo scoperto qualche giacimento di Uranio nel nostro paese? In caso contrario mi viene difficile capire cosa si intende per “non dover dipendere dagli altri paesi per le materie prime”. E’ vero che l’incidenza del costo del combustibile rispetto ai costi di realizzazione e gestione di un impianto moderno che rispetti tutte le possibili norme di sicurezza, può apparire irrilevante ma, quando un prodotto come l’Uranio che, essendo in mano a pochi eletti (a mia conoscenza, tra piccoli e grandi, una decina nel mondo) subisce variazioni di prezzo nel breve termine, anche nell’ordine del 400%, forse bisognerebbe essere un pò prudenti prima di imboccare per l’ennesima volta delle strade senza vie di uscita. 3^ domanda(multipla): Da circa 25 anni, nel costo della nostra energia elettrica, abbiamo una voce dovuta allo smaltimento delle scorie delle centrali nuclari. Giusto, le abbiamo prodotte, dobbiamo smaltirle ed essendo peraltro state prodotte per produrre energia elettrica, il costo va chiaramente ripartito cul costo di ogni Kw/h consumato. Da quanti anni sono state spente le nostre centrali? Quanti anni hanno lavorato le nostre centrali nucleari? Quante scorie sono state prodotte? Quante scorie sono state smaltite? Dove ed in quali condizioni sono oggi le scorie radioattive non ancora smaltite? Se prima di accennare alla possibilità di un ritorno al Nucleare, si fosse almeno provveduto a fare quanto logicamente dovuto, forse si sarebbe potuta avere una qualche credibilità. 4^ domanda: I risultati dei Referendum, in Italia, hanno valore assoluto, o sono a scadenza? Ho sentito la giustificazione del Capo del Governo che, totalmente incurante di quanto espresso in sede di Referendum dagli Italiani, dopo aver siglato un accordo con la Francia per la realizzazione delle nuove Centrali Nucleari in Italia, ha dichiarato che l’Italia ormai non era più condizionata dalla tragedia di Cernobil, per cui il risultato del Referendum era ormai superato. Come dire che gli Italiani, essendo trascorsi oltre sessanta anni dal Referendum Monarchia – Repubblica democratica, non essendo più condizionati dalla 2^ guerra mondiale e dall’ aver subito venti anni di fascismo, non si stupirebbero se Emanuele Filiberto domani decidesse di salire su un trono e si dichiarasse Re d’Italia! Per cortesia, tutti coloro che sono investiti di cariche di responsabilità, riflettano sul significato di RESPONSABILITA’, prima di esprimersi e di assumere qualsiasi decisione. Tornando all’argomento principale, ritengo che se vi fosse ststa la volontà politica di risolvere il problema energetico, sarebbe stato risolto. Se in quest’ultimo quarto di secolo fosse stata incentivata la ricerca sull’energia solare, idrogeno, maree, vento, biomasse, olii vegetali, fusione nucleare, etc., e le interazioni tra le stesse, ritengo che oggi non ci sarebbe neppure da discutere. Ma già con le risorse attualmente disponibili, a mio avviso, si può fare tanto. Alcuni esempi: difondere, ora che l’effetto speculativo sembra ridimensionato e che comunque i costi si sono decisamente ridotti, l’uso del solare sia termico che fotovoltaico nelle strutture edilizie, facendo si che tutte le nuove strutture vengano realizzate in classe energetica A, munite di sistema di climatizzazione radiante, con pompe di calore geotermiche alimentate dai pannelli solari fotovoltaici, utilizzando il preriscaldamento dell’acqua con i pannelli solari termici; le stesse aziende distributrici di energia elettrica potrebbero farsi promotrici per fornire energia elettrica prodotta in loco dai pannelli fotovoltaici installati sui tetti delle abitazioni, concordando i costi in relazione agli incentivi pubblici; utilizzare per le esigenze delle aziende agrarie, dei sistemi di produzione di biogas, impiegando i residui organici e vegetali, integrandoli con sistemi solari e generatori eolici etc. . Ma la cosa fondamentale è far partire la ricerca, che nel nostro paese viene puntualmente rallentata o bloccata, costringendo i nostri migliori giovani ad emigrare, come ad esempio dei giovani ricercatori Italiani che stanno sperimentando, in Australia, delle celle a combustibile alimentate dai reflui. Auguri Italia!
BRAVI BRAVI ! PRENDIAMO ESEMPIO PROPRIO DALLA SVEZIA !
Svolta scandinava: la Svezia dice no al nucleare
Solo un anno fa si è raggiunto il termine ultimo per la chiusura delle centrali nucleari (stabilito nel 2010) in Svezia. Questo provvedimento ha invertito decenni di vecchia politica nucleare, decidendo lo smantellamento dei 10 reattori nucleari attualmente in funzione. Non solo. Questo infatti sarà soltanto il primo passo verso l’eliminazione totale del nucleare dall’intero Paese, in quanto nel provvedimento si legge il chiaro no anche ai prossimi impianti di nuova generazione, del cosiddetto nucleare pulito.
La Svezia ha preso subito anche altre iniziative in favore dell’ambiente, dato che da Paese civile quale è si sente in dovere di dare l’esempio. Avrebbe infatti promesso contemporaneamente di aumentare le tasse sulle emissioni di carbonio, con l’intento di ridurre le emissioni del 40% rispetto ai livelli del 1990, entro il 2020, anche in settori non coperti dal sistema UE dello scambio delle emissioni. L’obiettivo finale sarà la totale indipendenza dal petrolio entro il 2050, ed un contemporaneo traguardo al 50% della dipendenza dalle rinnovabili già entro il 2020, anno in cui l’Italia, la nazione con più sole, più vento e più acqua di tutte ha già annunciato che sarà impossibile arriva nemmeno al 20%.
Nel lontano 1980 con un referendum, la maggioranza degli svedesi avevano chiesto l’eliminazione delle armi nucleari, ma da allora ogni governo ha provveduto a farlo senza la chiusura dei molti reattori (in un totale di 12 reattori, solo 2 sono stati chiusi). Forse saranno stati i due recenti incidenti nelle centrali nucleari svedesi, insieme a quelli accaduti in Francia, a far decidere di smantellare definitivamente le 10 centrali rimaste.
Ma ci sono anche alcuni motivi politici che hanno portato a questa decisione. La Svezia assumerà la presidenza dell’Unione europea in autunno ed è necessario avere una politica energetica coerente con le politiche dell’Unione Europea. L’intento in questo momento pare essere comunque mantenere alcune centrali in quanto la disponibilità di risorse energetiche non è sempre delle migliori, e almeno finché non si risolverà questa situazione, potrebbero affiancare le altre centrali, soprattutto eoliche. Ma Fredrik Dahlström dell’Agenzia per l’Energia la mette in questo modo:
“La questione nucleare ha effetto su tutte le nostre decisioni energetiche. In Svezia è sempre il vento contro il nucleare. Ma il vento non può sostituire nucleare. Tuttavia, se vogliamo liberarci della CO2 si anche bisogno del vento, che fornirendo metà dell’energia totale, sarebbe un sollievo.”
In definitiva le centrali nucleari verranno dismesse gradualmente fino al 50% della produzione di rinnovabili fino al 2020, e poi, nel caso in cui queste dovessero garantirsi più affidabili, il nucleare sparirebbe completamente. La cosa importante è vedere come uno Stato che da decenni è alimentato dall’atomo, non pensa minimamente a ricorrere al nucleare di nuova generazione.
Questo è un importante spunto di riflessione anche per l’Italia.
http://www.ecologiae.com/svolta-scandinava-svezia-no-nucleare/4899/
Il caso svedese pero’ prevede anche il fatto che abbiano superato di oltre il 50% l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili e che a breve li liberera’ del tutto anche dall’obbligo di usare energia nucleare… forse e’ bene completare l’informazione vedendola nella sua globalita’ e non solo un pezzo.
Saluti,
Stefano
SONO CONTRO IL NUCLEARE!
Non esiste ancora alcun esempio di deposito a lungo termine delle scorie nucleari.
Le scorie a vita media rimangono radioattive per alcuni secoli, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni. In sessant’anni l’industria nucleare non è stata in grado di sviluppare un sistema per la gestione in sicurezza. Negli USA è stato chiuso, dopo quindici anni e 9 miliardi di dollari spesi, il progetto di Yucca Mountain.
Il ritrattamento del combustibile è una scelta inquinante e inutile. La parte più rilevante delle scorie è rappresentata dal combustibile irraggiato, inviato negli anni al ritrattamento prima in Inghilterra e ora in Francia. Questi rifiuti sono destinati a ritornare, sotto forma di scorie vetrificate, nei paesi d’origine. Anche in Italia. È un processo più costoso dello stoccaggio a secco delle barre di combustibile, più inquinante per i rilasci in aria e acqua di radioattività, più pericoloso per i trasporti in andata e ritorno, con più rischi militari per la separazione del plutonio.
I nuovi EPR producono scorie più pericolose. Come conseguenza di una maggiore “produttività”, l’EPR – il tipo di reattore che vogliono costruire in Italia – genererà scorie sette volte più radioattive di quelle dei reattori esistenti. Le scorie, dunque, risulteranno più pericolose da gestire.
NON FARTI CONTAGGIARE, OPPONITI AL NUCLEARE.
Mi ricollego a quanto ha detto Alberto 09/01/2011 at 19:44
Tra l’Italia e la Svezia (direi tutto il Nord Europa) esiste una differenza abissale dal punto di vista geologico (e purtroppo non solo)
Ho già espresso il mio no al nucleare in un’altra parte del sito alcuni mesi fa, ma probabilmente, viste le mie considerazioni, è più pertinente in questa sezione.
Nell’articolo si dice di fare come in Svezia, ma per noi è praticamente impossibile trovare un sito stabile, dato che l’Italia è TUTTA a rischio SISMICO.
Traducendo ciò che scrive Alberto 09/01/2011 at 19:44, l’Italia è una mensola incastrata nel resto d’Europa, spinta verso “l’alto” dall’Africa, da qui i “processi distensivi nella zona tirrenica e conseguentemente compressivi in quella adriatica”, terra terra: la Liguria e l’alta Toscana (Garfagnana, Lunigiana) si “strappano”, il Veneto e il Friuli si “spiaccicano”, Calabria, e regioni limitrofe “cozzano” con l’Africa, e il centro dell’Italia di conseguenza non se la passa meglio.
QUINDI, in Italia, DOVE si trova un SITO STABILE per lo stoccaggio delle scorie? Le dovremmo mandare all’estero? Dove e con quali spese?
Stesso discorso vale anche per la sede delle centrali.
I COMMENTI “SCOMODI” NON LI PUBBLICANO SI SAPEVA.
SU INTERNET CI SONO VARIE LAMENTELE SU QUESTO FATTO.
SPERIAMO CHE QUESTO PASSI LA LORO CENSURA.
Le scorie nucleari in quale regione le metto? Lo svela Roberto Rossi in “Bidone nucleare”
Ieri è andata in onda su RaiNews24 L’Inchiesta trasmissione molto ben documentata sulle scorie nucleari. L’occasione per parlarne è stata la presentazione di Bidone nucleare libro di Roberto Rossi (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli euro 11) che svela in quali regioni saranno stoccate le scorie: Basilicata, Puglia, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna. A ciò si aggiunga che noi abbiamo ancora il problema di sistemare le scorie delle vecchie centrali, per cui paghiamo ancora.
molto interessante
http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=21912 prima parte
http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=21913 seconda parte
Anche i miei commenti spariscono.. Forse quando sono troppo “convincenti”..
Sintetizzo anch’io: No al nucleare. Spero che almeno questo non sia censurato.
Buon giorno,
Tra tutte le “scorie”/notizie/etc che riguardano Berlusconi ho trovato questa notizia :
Fusione nucleare a freddo
“A Bologna ci siamo riusciti”
Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, è stato realizzato il processo utilizzando nichel ed idrogeno. E’ la strada per ottenere energia pulita. Andrea Rossi, ingegnere e Sergio Focardi, fisico, spiegano: “Dietro questo processo non c’è una base teorica, per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato”
qualcuno sa’ qualcosa in piu’?
grazie
saluti
Dove avete messo i miei commenti ???
Li sintetizzo…. e scusate lettori ma credetemi il tutto era circostanziato e preciso …
No al Nukleare
Un abbraccio a tutti
Il Nucleare ogni tanto torna di moda a seconda delle occasioni, riscaldamento globale, esaurimento combustibili fossili, costi energetici altissimi dovuti alla dipendenza verso terzi per l’approvigionamento emergetico, si parla di grandi investimenti per il futuro ( dove il bravo imprenditore con l’appoggio del bravo politico già pensano come spartirsi la torta),si parla del problema scorie quando non sappiamo risolvere il problema rifiuti urbani,si parla di tecnologie sicure.
“La tecnologia oggi è più sicura!!” ma anche la centrale di Chernobyl era sicura fino a quando il fattore umano non ha determinato il disastro ed e proprio il fattore umano a preoccuparmi.
Guardiamo sempre ai paesi scandinavi quando cerchiamo esempi di efficienza, ma guardiamo e basta di fatto siamo più corrotti del Ruanda ( dati di Transparency International. Inchiesta 2010).
Il fattore umano è determinante nella gestione seria e quindi sicura di un qualsiasi impianto a rischio, quindi la mia conclusione già da questi pochi esempi è: questo paese non è pronto per il nucleare.
MA.
Sono del resto convinto che dobbiamo affrontare il probblema energetigo guardando al nucleare come ultima risorsa da usare solo quando ogni tetto privato e sopratutto pubblico sarà coperto di pannelli fotovoltaici con la speranza che nel frattempo il paese maturi civilmente e politicamente.
La tecnologia dei pannelli fotovoltaici sta cambiando molto rapidamente sotto la spinta di una continua richiesta anche nel campo automobilistico a sua volta ormai l’anciato verso l’auto completamente eletrica, quindi i pannelli di ieri con rese del 20% stanno per essere sostituiti con pannelli con rese del 30% e più.
Concludendo il NUCLEARE = NI solo dopo aver sfruttato a pieno il Sole giustifico la corsa al nucleare sperando che il FATTORE UMANO non ci tradisca.
Ho dato un’occhiata a questo forum, mi complimento per l’iniziativa.
Dovessi essere chiamato a esprimermi unicamente riguardo ai vantaggi energetici e ambientali che la tecnologia nucleare consente, non avrei dubbi nell’orientarmi a favore del nucleare.
Sono invece avverso, e con determinazione, poiche’ a mio parere c’e’ una differenza abissale, incolmabile, la stessa differenza che passa tra il sogno e la realta’, tra cio’ che viene indicato comunemente come “tecnologia del nucleare” e cio’ che invece e’ il “sistema nucleare” che vivrebbe nella realta’, che vivrebbe nella vita di una societa’. Per quanto riguarda la societa’ italiana il nucleare, a mio avviso, e’ una strada che va vietata senza molti indugi. La motivazione, che secondo me giace nella pura e semplice realta’, e’ che il popolo italiano non e’ adatto al “sistema nucleare”.
Basti vedere cosa e’ successo e succede con la spazzatura domestica e altri tipi di rifiuti, anche pericolosi. Non voglio stare a ipotizzare le concatenazioni di irresponsabilita’ e follia che hanno portato e portano alla tragica realta’ a cui spesso assistiamo, spero solo non si voglia trattare materiale nucleare in questo paese.
E’ una semplice presa d’atto, io credo.
E se ci sono persone, magari anche dirigenti, che espongono i loro intendimenti con “bisognerebbe…” o anche “se tutti si comportassero in un certo buon modo…” vuol dire che la tragedia e’ imminente, poiche’ amministrare con il mondo onirico vuol dire portare morte nella realta’.
L’Italia e’ un paese che deve rivalutare il turismo, l’agricoltura, l’artigianato, la cultura, non deve permettersi di gestire cio’ che non puo’, per struttura peculiare del suo popolo. L’Italia deve vivere con quello che puo’, a scanso di morte per se’ e per gli altri paesi.
Soluzioni al problema ambientale/energetico? Si’, una, palese.
Accettare con semplicita’ di ridiventare tutti piu’ poveri. Un salto indietro nel tempo, bello e buono. Hanno vissuto i nostri avi, allo stesso modo possiamo vivere noi, non vedo niente di strano. Si tratta solo di rinunciare a una bella fetta di voluttuario, in fondo sono solo giocattoli per adulti, niente di piu’.
Economie in crisi? Si prospettano guerre per il malcontento delle classi alte che non possono piu’ divertirsi a giocare? Mah, non saprei, non sarei cosi’ allarmista. E poi credo che ne varrebbe comunque la pena.
Non credo che il sistema pianeta sia fatto per accogliere una crescita demografica ed energetica senza fine.
Men che meno il sistema Paese Italia.
Grazie ancora per questo forum.
nicola
Lo dico con le parole di un famoso fisico quantico, che per anni è stato il contendente intelettuale di Hawkin; Leonard Süsskind. Referendosi ai cambi climatici dice che da anni il mondo scientifico sa la verità, e tutta la discussione intorno, tutta la montatura di argomentazioni pseudo scientifiche non rispondono ad altro che a dei fini politici ed economici, non hanno un altro scopo che confondere il pubblico non esperto. E dopo anni ed anni di discussione, adesso è troppo tardi. Adesso, il cambio climatico è già una realtà.
Ecco cosa fa il vostro forum con l’energia nucleare. confondere per convincere. Vergognatevi.
Non bisogna essere laureato in scienze della communicazione, non bisogna essere Chomsky o Eco per capire ciò che state facendo: un’ aparente informazione democratica, un pseudo forum.
Volete un’analisi simbolica di ciò ch state facendo? Argomentazioni favorevoli in bianco, argomentazioni sfavorevoli in nero? L’uso della negazione come argomento che si autoelimina? L’ordine degli argomenti; l’argomento contro come primo argomento e poi l’argomento a favore che rimane come conclusione nelle teste delle persone? Dire solo metà della verità, contraporre argomenti non validi ad argomenti che producono una reazione di paura (come contraporre l’uso delle fonti fossili al uso del nucleare più pulito. Ma chi mai parla di continuare ad usare le fonti fossili come possibile alternativa? Tutte tecniche di comunicazione ingannevole già conosciute.Tutto già visto, tutto già studiato.
Ma per favore, ancora. Vergognatevi.
Vergognatevi due volte:
Una volta per il modo finto democratico, suddola manipolazione, informazione sublimale studiata a tavolino con cui pretendete ingannare le persone.
E questo già la dice lunga sulla vera faccia del nucleare in questo paese.
E vergognatevi un’altra volta per quello che state facendo alle future generazioni di questo paese (e del mondo, perché quelle scorie poi le mandate in giro come avete sempre fatto, e osate negarlo!).
Non ci sono argomentazioni che tengono a favore del nucleare. Alcune cose non si POSSONO fare. Sono contro natura, sono contro il creato, sono criminali.
Le soluzioni a la domanda energetica ci sono e le conosciamo tutti, inutile continuare a discuterle; passano da una moderazione del consumo al uso delle fonti rinnovabili. Proprio inutile dire di più.
Ma tanto lo sapete già, eppure non vi deterrà da ciò che pretendete fare; arrichirvi a tutti i costi, costi anche la salute della vita su questo pianeta.
Desidero una cosa per tutti voi; una bella vacanza a Chernobyl; non abbastanza perché vi amalate, no. (Io sì che penso alla vostra famiglia). Ma abbastanza per andare all’ospedale, per visitare il reparto pediatrico, forse guardare negli occhi di uno di questi bambini, o addirittura rimanere lì di notte per sentire le urla dei bambini cui dolore non si placa con niente al mondo e che poi vengono uccisi lentamente con la morfina per non farli soffrire più. Ah, e se avete il coraggio, poi, forse anche guardare in faccia a una mamma. Forse.
Forse cambierebbe qualcosa. E non staremo più qua a discutere.
energia nucleare?guardate cosa e quanto possono fare le energie pulite.
non crederete ai vostri occhi,e qualcuno i lcalcolo se lo è fatto
ecco alcune cifre
http://www.youtube.com/watch?v=nMQsXbKlTws
non cè altro da dire
COMPLIMENTI E GRAZIE PER AVERMI “OSCURATO” OGGI ALLE 12.04:
ALLA FACCIA DELLA LIBERTA’ DI PAROLA E DI OPINIONE
LE VARIE FORME DI INQUINAMENTO CHE CI PROPINANO HANNO UN GROSSO
LATO POSITIVO: SONO ALTAMENTE DEMOCRATICHE IN QUANTO NON FANNO DISTINZIONE DI ETA’, SESSO, COLORE DELLA PELLE, RELIGIONE E SOPRTATTUTTO
CETO SOCIALE.
LUCIANO
Sul nucleare vanno fatte, secondo me, alcune considerazioni:
1- molti di coloro che sono favorevoli, lo fanno per una questione politica:” lo dicono quelli del mio partito che sono belli, bravi, intelligenti e preparati al contrario di tutti i membri degli altri partiti che sono l’esatto contrario”.
Questo è uno scoglio da superare in quanto si tratta, molto spesso, di politicanti bravi solo a
parole: caratteristica trasversale comune, purtroppo, a tutti o quasi gli schieramenti.
Invito quindi i favorevoli al nucleare a vedersi su Google-video i 7 filmati di ”Presa Diretta” condotta da Riccardo Iacona sull’argomento in data 19.09.2010, il tutto senza pregiudizi: pensate solo che è più facile, bello, sicuro e gratificante essere dalla parte dei potenti e che contrastarli può essere pericoloso e sicuramente controproducente.
Scoprirete in che razza di “pantano” si è cacciata la Finlandia con la costruenda centrale di Olkiluoto: costi lievitati a dismisura, notevole dilatazione dei tempi di costruzione, standard di sicurezza a rischio il tutto in una Babele di imprese appaltatrici di varie nazionalità con grossi problemi anche di comunicabilità. Poi riportate il tutto in Italia con appalti, subappalti, ri-subappalti, ecomafie, mafie non eco, rischi di calcestruzzo impoverito e di saldature fallose, controlli blandi ecc. e poi traete le conclusioni.
altro filmato da vedere:
risposta di Rubbia a Casini: http://www.youtube.com/watch?v=F7nO1D9zfnw
2 – Non saremo più schiavi del petrolio! Vero, ma lo saremo dell’uranio che, secondo certe
Fonti, dovrebbe esaurirsi prima del petrolio; in ogni caso il fatto di doverlo estrarre da
miniere in cui la sua concentrazione è più esigua, farebbe inevitabilmente alzare i costi.
3 – Se l’energia ci serve ora, perché imbarcarci in un’impresa che darà i suoi risultati fra 12-15
anni? Oltretutto distogliendo notevoli risorse umane, scientifiche, tecnologiche e soprattutto economiche, da altre fonti.
4- La tecnologia attuale, già superata e con molte carenze in fatto di sicurezza, fra due lustri
sarà preistoria.
5 – La percentuale di elettricità che verrà prodotta con il nucleare non sarà elevata , ma sarà necessario allestire, comunque, tutto l’apparato tecnico scientifico per una cosa di dimensioni contenute.
6 – Il costo dello stoccaggio e smaltimento delle scorie non viene calcolato nel computo
del costo finale del kwh. E neppure quello del decommissioning dopo 40-50 anni: non
ci si può rivolgere ad un qualunque sfasciacarrozze di periferia; i costi di
smantellamento di una centrale e messa in sicurezza sono elevatissimi. Non vanno a far
parte dei costi attuali , ma verranno scaricati sulle generazioni future.
Infine allego, di seguito, una intervista al Nobel (in esilio) Giancarlo Rubbia (almeno a lui crederete! Si spera!)
La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell’Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti”.
Cosa ne pensa? (del nucleare)
“Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano”.
Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c’è la prima centrale in via di realizzazione. Questa non è una buona notizia?
“Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell’Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, 1 mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell’arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l’amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L’unico dubbio ormai non è se l’energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi”.
Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola…
“Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l’energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell’idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l’energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici – a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici – sono in grado di risolvere il problema dell’accumulo”.
La costruzione di grandi centrali solari nel deserto ha un futuro?
“Certo, i tedeschi hanno già iniziato a investire grandi capitali nel progetto Desertec. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa durante l’estate hanno problemi. E nei paesi desertici reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo”.
(29 novembre 2009)
In conclusione: il nucleare come l’alta velocità, gli inceneritori, gli OGM,e le grandi opere in genere nascondono in realtà enormi interessi economici ed è ovvio quindi che i beneficiari difendano con le più disparate argomentazioni e a spada tratta i loro lucrosi affari (si spiega così la reazione rabbiosa del solitamente serafico filosofo Chicco Testa nei confronti del geologo Tozzi che potete vedere in questo filmato):
http://www.youtube.com/watch?v=bB2oJUAkC0Q
Quindi, l’appello e l’invito che faccio, è quello di documentarsi su ogni tipo di argomento, navigando nel web in siti, blog, forum e quant’altro che vanno contro corrente.
Credetemi: affidarci a questa gente è come affidare la direzione di un centro trasfusionale ad una equipe di vampiri. Il rischio cui andiamo incontro è quello di affogare nella m…. che pro-duciamo; la soddisfazione sarà di farlo nella comodità e nel lusso alla luce di una lampada da 1000 Watt.
Chiedo scusa per essermi dilungato parecchio, saluto tutti gli utenti del blog ed auguro loro un Felice 2011.
Trovo sconcertante che argomenti di tale importanza vengano affrontati con un atteggiamento così superficiale da parte di chi dovrebbe mostrare i pro ed i contro, soprattutto con le adeguate motivazioni, di una scelta impegnativa come il ritorno al nucleare.
Nell’articolo non si fa cenno ad alcuna fonte. Si paragonano rifiuti industriali ed ospedalieri con le scorie prodotte da un reattore nucleare, si parla di soluzione “geologica” in Finlandia senza considerare la distanza siderale tra quel paese ed il nostro riguardo la morfologia del territorio, la densità di popolazione, la situazione geologica, etc. Per dirla in parole povere si parla a vanvera.
Ma su quali basi scientifiche sono fondate queste affermazioni?
Personalmente non sono antinuclearista, credo ci siano molti pregi ed almeno altrettanti difetti in questa fonte energetica, su cui andrebbe dibattuto a lungo, ma sinceramente le argomentazioni lette qui, fin’ora, non valgono un beneamato tubo.
Personalmente credo che la scelta del nucleare sia attaccabile sotto innumerevoli punti di vista, ma non c’è dubbio che il problema delle scorie sia quello principale e che, a mio parere, dovrebbe mettere tutti d’accordo sull’impossibilità intraprendere la strada che porta all’atomo.
Trovo sconcertante che si dica “Ma riteniamo che l’esperienza di questi ultimi decenni abbia dimostrato che il problema può essere affrontato in modo efficiente e sicuro”, come se ad oggi di problemi non ce ne fossero mai stati e soprattutto facendo finta di non ricordarsi che in centinaia/migliaia di anni di pericolosità delle scorie gli scenari politici possono subire, e in genere subiscono, cambiamenti stravolgenti e inaspettati. Solo meno di 100 anni fa le guerre mondiali cambiavano continuamente gli assetti delle politiche globali… E oggi non mi sembra si respiri aria di quiete e armonia. Siamo davvero sicuri di poter gestire questo fardello? e soprattutto, chi ci autorizza a scegliere per le generazioni future?
Come dice Lothar qui sopra, noi italiani stiamo dimostrando di non saper risolvere il problema della “monnezza”. Per sbarazzarcene la bruciamo, facendo finta di fare la cosa giusta.
Ah, poi bisognerebbe chiedere alle popolazioni africane cosa pensano delle scorie dell’energeticissima francia riversate nel loro continente…
Quello che non convince della risposta di Chicco Testa alla perplessità di tanti di noi rispetto allo smaltimento delle scorie nucleari è la sensazione che manchi il riconoscimento delle problematiche reali. Mi spiego meglio: le leggi che regolamentano lo smaltimento dei rifiuti speciali esistono, eccome! E sono pure dettagliate, ed uguali al Nord, al Centro ed al Sud Italia…Il problema purtroppo non è la teoria, ma la pratica: come farle rispettare da TUTTI, e non mi riferisco soltanto ai singoli cittadini, perchè sarebbe un luogo comune, ma anche alle imprese!!! Inoltre, non è vero che le scorie radioattive sono le stesse dei rifiuti ospedalieri, soprattutto per quanto riguarda le QUANTITA’ ma non in termini di volumi!!! Ed in questo caso c’è una bella differenza tra 1 uCurie, 1mCurie ed 1 Curie…Ed anche tra gamma emittenti e beta emittenti, se vogliamo entrare nello specifico….per non parlare di altre caratteristiche di alcuni particolari radioisotopi, come la volatilità, che li rendono pericolosi anche ad emissioni basse…
Inoltre fa riflettere molto il post di Alberto, specifico e competente. I modelli rappresentati dalle altre Nazioni sono sicuramente utili, ma per essere convincente in Italia un eventuale programma nucleare dovrebbe identificare con chiarezza tutte le problematiche, analizzarle a 360 gradi, e proporre successivamente soluzioni efficaci, ed adeguate al nostro Paese…iniziando dalla situazione geologica!!!
Ma se non riusciamo a gestire i termovalorizzatori, come facciamo a gestire le centrali nucleari??? Scusatemi, ma non riesco proprio a crederci…
Basta con le storielle che dicono che chi è contrario al nucleare è ignorante e fazioso e chi invece è favorevole è informato e in buona fede.
Si alle scorie…ma nei giardini delle vostre ville.
Prima di fare paragoni, tirando in ballo soluzioni geologiche, studiate almeno un po’ di geologia ….
Lo scudo baltico (che include la Svezia) non presenta fenomeni attivi come l’area mediterranea, interessata da processi distensivi nella zona tirrenica e conseguentemente compressivi in quella adriatica. Le numerose microplacche, derivanti dalla collisione che ha determinato l’orogenesi alpina (a partire da 65 milioni di anni a questa parte) determinano numerose tensioni crostali, che si liberano mediante shocks sismici di diversa intensità. Riproporre dunque modelli altrui senza conoscere le particolarità del nostro paese lascia dubbi ancora maggiori sulla effettiva competenza di chi formula tali tesi.
Qualunque studente di uno dei tanti corsi di laurea in scienze geologiche sarebbe in grado di smontare queste tesi in meno di cinque minuti: ma davvero ci prendete per ignoranti totali? O lo siete voi?
Questo sito è l’ennesimo tentativo di ridurre a un brodo informe dati e fatti certi. Chi volete convincere? Non siamo in televisione!!! Come si fa a pensare ancora al nucleare quando esistono molti modi efficaci di creare energia pultia e gratuita ???? E’ idiozia pura e semplice. Non bisognerebbe nemmeno parlarne. Il nucleare va bandito e basta. Non ci sono altre parole.
Egregi Amici, perchè non date un’occhiata a questo link?
http://en.wikipedia.org/wiki/Forsmark_Nuclear_Power_Plant
e all’argomento
July 2006 incident
poi ne riparliamo…
Ciao a tutti!
C’è chi si chiede dove andrebbero a finire le scorie nucleari. Vi siete già dimenticati del caso di SCANZANO IONICO in BASILICATA?? Il governo Berlusconi aveva individuato proprio a Scanzano, una delle più belle spiagge lucane, il “sito ideale” per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Perchè? Semplice, il nostro governo considerava (e lo fa ancora) il nostro territorio come la discarica d’Italia. Sapete che in Basilicata la media dei decessi per tumore maligno è nettamente superiore alla media nazionale? Sapete che ciò è causato dagli stoccaggi abusivi di migliai di bidoni radioattivi nei nostri boschi? Reintrodurre il nucleare sarebbe la condanna definitiva per la nostra regione.
Un bel giorno qualcuno al parlamento si sveglia, probabilmente pressato da qualche grossa lobby dell’energia, decide di far approvare dinuovo la legge sul nucleare, come del resto per tante altre leggi dove a qualcuno interessava vendere qualcosa in nome della salvaguardia della nostra terra, vedi benzina verde, marmitte catalittiche, bollini blu ect. loro hanno fatto prima i loro comodi e noi dobbiamo ripare ai loro danni, quando le soluzioni per non rovinare il pianeta terra c’erano anche prima di arrivare a questo disastro. Ora si ripropongono dicendoci che queste centrali di 4° generazione sono più sicure, tanto dove siamo mai stati sicuri avendocele tutte intorno? E comunque c’è sempre il problema dello smaltimento. Cosa mi venite a dire del sistema svedese, si certamente valido, ma guarda caso paga un indennizzo alle due cittadine perchè si tengano le scorie se no non saprebbe dove mettersele. E gli altri paesi, in tutti questi anni dove le avrenno smaltite? Ma.. io sono propenso a pensare che in qualche parte del cosiddetto terzo mondo, ci sono tanti bei fusti con il teschio seppelliti sotto qualche metro di terra. E’ l’ora che si faccia qualcosa di serio e concreto e non prendere sempre la strada più facile, si perchè quella di costruire centrali nucleari è la strada più facile e sicuramente reddittizia per qualcuno che ha interessi a che le cose vadano in quel senso. In Italia non c’è mai stata una politica che abbia preso a cuore seriamente il problema energetico, però pensa a come unire la Sicilia, che vi ricordo è sempre Italia e si raggiungiunge con 30 minuti di traghetto, con un ponte dal costo esorbitante. Questo è solo un esempio ma ce ne seno un’infinità da fare, ora mi chiedo, ma tutti questi soldi non potrebbero essere investiti per creare energia pulita al posto delle centrali nucleari?
EFFETTI DELLE CENTRALI NUCLEARI
Trasmissione Presa Diretta 2010 sul tema: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ffa965e8-58f1-43a9-b9d5-9555b5cb5f9e.html
SCORIE NON SI SA DOVE METTERLE
(geologo Mario Tozzi)
http://www.youtube.com/watch?v=cIm2_-g8q3U&feature=player_embedded
FRANCIA: scorie nucleari
guardatevi questi video
http://www.youtube.com/watch?v=RiJESPdLXpA
http://www.youtube.com/watch?v=1K1dUKr4EXc&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=iQIsEitsfgY&feature=related
So bene dove ce le metteranno….
Daniela
Tante belle parole, ma da 30′anni le scorie nucleari delle centrali dismesse stanno lì dov’erano (es. Trino, vicino a fiumi soggetti a piene) e quando si è cercato un sito per lo stoccaggio si è dovuto fare marcia indietro. Da notare che la conservazione di scorie radioattive (di qualsiasi provenienza) in siti “provvisori” non garantisce adeguata protezione da azioni terroristiche.
Tutta l’operazione pro-nucleare puzza troppo di manovra per arricchire i soliti “noti” a fronte della possibilità di avere FRA 20′ANNI (quando queste centrali saranno ormai obsolete) la copertura del 5-10% dell’energia prodotta. Tutto questo, rifiutando una seria incentivazione per l’eolico e il fotovoltaico, disponibili SUBITO, a costi inferiori e soprattutto senza danni per la salute e per l’ambiente.
Lo spot è veramente disgustoso, soprattutto perché spacciato per “imparziale” pur facendo apparire le obiezioni contrarie come balbettamenti incoerenti.
Vergognatevi!
Le deliranti cojonate di Mr. TiSpaccoLaFaccia e dei suoi finanziatori.
Ma non può trovar un modo più personale di prostituirsi, che tirar in ballo altri cittadini e generazioni?
Pienamente d’accordo con Lothar. I dati e i documenti raccolti su questo sito, sono soltanto ‘aria fritta’: in Italia, le lobby degli appalti pubblici, le inevitabili infiltrazioni della criminalità, l’atavico ritardo infrastrutturale rendono vana qualsiasi argomentazione.
Inoltre, pur ammettendo la disponibilità del combustibile, sembrerebbe, anche leggendo i documenti su questo sito, che in Italia, di uranio sfruttabile ce ne sia davvero poco. E allora di cosa stiamo parlando? Di uscire dalla dipendenza estera da fonti fossili per entrare nella dipendenza da uranio? PAZZIA!!!
Gli studi sul post-sfruttamento delle scorie sono ancora in fase embrioniale, quindi anche in questo caso, di cosa si parla? Di pura teoria?
Io non mi sentirei assolutamente sicuro nel sapere che da qualche parte, nel mio Paese, siano state nascosti e lasciati ‘in eredità’, rifiuti pericolosissimi.
Basta con la politica del ‘tanto poi qualcuno ci penserà….’
Politici e uomini potenti, come l’ideatore di questo forum, continuano a parlare SOLO della fame energetica del Pianeta (certamente alimentata da uno scriteriato stile di vita); POCHISSIMI invece si prodigano a sostenere risparmio energetico, efficenza energetica e DECRESCITA!!!
VERGOGNA!!!!
Abbiamo visto con le scorie delle nostre centrali italiane come si e’ risolto il problema delle scorie. Dott. Testa non si prenda gioco degli italiani, visto che la sua opinione non e’ scientificamente provata e risponde a logiche economico-politiche piu’ che a dare una risposta ottimale alle problematiche energetiche del nostro paese nel rispetto dell’ambiente e della salute dei suoi cittadini. Inoltre vere inchieste giornalistiche( vedi Report) hanno palesato l’insicurezza e gli insuccessi di alcuni dei paesi che lei cita proprio nello sviluppo del nucleare di ultima gernerazione e nello smaltimento delle scorie nucleari prodotte. Almeno eviti di fare propaganda spacciandola per informazione, grazie!
una soluzione per le scorie…..nel giardino di amministratori delegati delle aziende e dei loro sponsor politici
più rinnovabili (sole vento) e meno consumi
_________________ NO ALLE “CHICCHE” SUL NUCLEARE! ! ! ! ___________________________
In Italia non si riesce a trovare il modo di smaltire la volgare “monnezza”, come si può essere fiduciosi che si possa trovare una soluzione alle scorie nucleari?
E comunque evitiamo di fare – come al solito – all’”italiana”: prima risolviamo i problemi “logistici” (deposito delle scorie, consenso della popolazione e degli enti locali ai siti) e poi cominciamo a discutere di nucleare.