L’Economist non è una testata tradizionalmente filo nucleare. Infatti, l’edizione di questa settimana titola senza scampo: “The Fallout” che, in linea con l’imperscrutabile umorismo inglese, è rappresentato in copertina da un enorme sole rosso che rotola giù da un pendio mentre dei pompieri cercano di trattenerlo.
Partendo da una valutazione delle ripercussioni economiche e finanziarie che il sisma di una potenza confrontabile a 30mila Hiroshima, avrà sull’economia giapponese (oggi le stime superano 100 miliardi di dollari pari al costo dei danni del terremoto di Kobe), l’articolo di fondo traccia un’interessante (e inconsueta) analisi politica che mette a fuoco la forma di governo più adatta per un paese che, dopo la lezione giapponese, intenda appoggiarsi ancora al nucleare civile. Secondo il settimanale britannico al di là di una saggia programmazione e di un altissimo livello di ingegneria, il nocciolo del dilemma nucleare è la capacità di impiantare questa tecnologia energetica in un contesto istituzionale di elevata trasparenza e limpidezza, condizione indispensabile per assicurarsi la fiducia dell’opinione pubblica scossa dall’incidente di Fukushima e forse ancor più, dai retroscena che ora emergono. Nessuna nazione che oggi ha disposizione un parco nucleare è però riuscita a raggiungere un livello di cristallinità che sarebbe auspicabile. Una manchevolezza che, all’indomani del fiasco giapponese, risulta ancora più intollerabile. Le democrazie , secondo il giudizio dell’Economist, sono tipicamente le forme di governo più adatte a promuovere queste condizioni anche se proprio per la natura partecipativa diventa possibile anche per un’esigua minoranza impedire la realizzazione di un progetto, come sembrerebbe il caso di nuove centrali.
E’ vero, riconosce il settimanale, che nel mondo la corsa al nucleare si concentra soprattutto in paesi dove l’opinione pubblica non è un fattore determinante nelle scelte politiche tuttavia, “sarebbe un errore se le democrazie voltassero le spalle al nucleare. E’ una tecnologia con il vantaggio di assicurare una produzione intensiva e ininterrotta di chilowattora senza emissioni di CO2 all’infuori di quelle associate alla costruzione dell’impianto e al ciclo del combustibile. Anche in termini di fatalità, il nucleare registra risultati accettabili. Il bilancio di Chenobyl è controverso, potrebbe aver colpito un paio di migliaia di persone. Le miniere di carbone cinesi ne uccidono 2.000-3.000 l’anno e a livello globale l’inquinamento atmosferico fa molte più vittime ( 2 milioni secondo OMS). Sarebbe quindi ragionevole che le democrazie occidentali mantenessero il nucleare nel loro mix energetico non fosse altro perché presidiando economicamente e tecnologicamente questo settore avrebbero più autorevolezza per imporre a livello globale l’adozione di sistemi di sicurezza sempre più ridondanti e l’applicazione di politiche di non proliferazione.” E’ evidente, conclude l’editoriale, che dopo la visione di allarmanti nubi di fumo e la sensazione di un’implacabile invisibile minaccia, la ponderazione diventa un percorso molto più arduo rispetto al panico istintivo.
Le centrali nucleari, ma anche le grandi termoelettriche, sono progettate per funzionare a regime (on/off, accese o spente), sia per motivi economici (KWh al minimo costo, sia per motivi di sicurezza, in particolare per le nucleari). Questo comporta che i KWh prodotti siano scarsi nei momenti di punta (di massimo utilizzo energetico), eccessivi nei momenti di riduzione dei consumi (in particolare la notte). Questo costringe o ad un accumulo giornaliero, che è possibile tramite bacini idrici associati a pompe di sollevamento (notturne) e turbine + alternatori (diurne); e comunque ad un mix di sistemi produttivi (essenzialmente compensazione tramite centrali termoelettriche di punta); è inoltre auspicabile l’incentivazione del consumo serale e notturno, non solo per le famiglie, ma anche per le aziende. Il semiregime del singolo reattore è sconveniente e pericoloso per la sua stabilità (le 6 o 7 è un numero fittizio, ma effettivamente indice di rischi reali); però in una centrale con più reattori, è possibile accenderne e spegnerne alcuni, ma non certo per brevi periodi (non giorni o addirittura ore), come avviene in Francia, ma non dove vige un sistema integrato, nel quale l’energia di origine nucleare è sempre sfruttata al massimo, poiché il costo del combustibile (uranio arricchito (o Pu)) è trascurabile rispetto a quello dell’impianto e rispetto ai combustibili fossili.
posso dirtelo? ma si dai te lo dico con una parola semplice… Grazie
Perchè evitare di rispondere è una prerogativa del governo mondiale… dire dalla B alla Z saltando la A che era l’informazione principale è veramente da Professionisti.
Ok ora basta non ha senso chiederti le cose… non ha alcun senso tu mi rispondi con centrali idroelettriche io ti ho chiesto perchè Nelle Centrali Nucleari. TUTTE. senza andare a prendere i soliti discorsi di convenienza di quà costi di là benefici di sopra svantaggi di sotto.
30%, centrale nucleare, oltre 6-7 ore, NON SI PUò… perchè?
punto.
ma infatti sulla democrazia ai tempi De Gaulle (che volle questo programma), ci sarebbe da discutere.
Se si considera il fatto che pochi in Francia sapevano fino a pochi giorni fa, che nel 99 si rischio un enorme problema al blayais, dove il circuiti di raffredamento furono allagati dalla Garonne, che straripo’ in seguito alle tempesta (tempesta la cui forza era minore di quella delle Charentes dell’anno scorso, e uguale a quella delle Landes di due anni fa… tanto per dire), ci sarebbe indubbiamente anche da discutere sulla realtà della trasparenza in francia. Infatti nel 99, si parlo’ a lungo du quanti bei alberi aveva perso il parco di Versailles, onde evitare di parlare della centrale. Une forma di grandeur intaccata vale l’altra….
detto cio’, fai bene a scandalizzarti.. quelle frase di cui parli sembra un manifesto! anche perché la frase dell’economist è quella: Thus nuclear power looks much more likely to spread in societies that are unlikely to ground it in the enduring culture of safety that it needs.
sarebbe stata interpetata ? (ovviamente sono più rigorosi nell’accennare al paragrafo successivo che spiega che le democrazie non devono girare le spalle al nucleare…!).
Poi, effettivamente, visto e considerato la diffidenza ripetutamente espressa negli anni dall’Economist nei confronti dell’italia di Berlusconi (anche dal punto di vista del funzionamento democratico)…penso, caro Chicco Testa che l’aver invocato quell’articolo è un bel esercizio da equilibrista. (cosi come lo è il suo strategico “facciamo una pausa”).
Nuclear sun, Ovviamente non mi sono spiegato, sul blog si diceva che la guerra il Libia può distrarre dal “disastro” di Fukushima, che c’è il rischio che con il tempo vada in parte dimenticato. Io ho fatto notare che, in un mare di desolazione, gli è stato dato molto più peso di quello che meritava.
Per sistemi tecnologici, non ho capito se stai parlando di tecnologie antinfortunistiche nelle centrali, o tecnologie alternative, ovvero fotovoltaico ed eolico. Conoscendo la tua posizione penso queste ultime: il FV è estremamente oneroso per il contribuente; attualmente lo stato incentiva il FV pagando un sussidio di 0.44€/KWh + il costo commerciale del KWh che attualmente si aggira sui 0.09€/KWh (il costo di produzione è inferiore del 40-50%); ovvero, con un po’ di matematica (che trascende da chiacchiere ed opinioni), se il FV in Italia arrivasse al 20% (a parte i problemi di discontinuità), avremmo un costo bolletta del 80% tradizionale + 20% x 6volte FV = 80+120 = 200%. Ovvero il KWh raddoppierebbe di prezzo. Per l’eolico, a parte la carenza italiana di venti http://www.sustainableenergyworld.eu/wp-content/uploads/2009/03/wind_map_of_western_europe.gif
o per offshore http://www.pib.gr/usrimage/wind%20resources%20europe.jpg ; un 20% di eolico, costringerebbe a compensare l’incostanza della produzione, con le centrali termoelettriche di punta, a svantaggio di quelle più grosse (nelle quali il KWh costa meno ed inquina meno). Ovvero una grossa crescita dell’eolico costringerebbe o ad incrementare l’accumulo (ma è difficile, costoso e con sconvolgimenti naturali per periodicità stagionali); oppure a adattare il sistema produttivo a compensare l’incostanza, la qual cosa è comunque un problema.
Benissimo Gian Paolo benissimo ci stò le tecnologie alternative in questi termini NON sono la soluzione del problema Energia in Italia ok? Benissimo ci stò e mi hai convinto… sul fatto economico non queste che citi non sono alternative ai combustibili fossili e nucleare (forse).
ma la mia domanda era ed è:
ti ho chiesto ho chiesto del 30% come mai un reattore attualmente non può andare sotto quella percentuale di funzionamento per più di 6-7 ore?
Quindi ti prego… se fai questo lavoro da 40 anni rispondi alla mia domanda.
Non tirarmi fuori la storia della radiazione naturale hai già capito (se hai letto) qual’è la mia posizione in merito…
Io ti ho fatto questa domanda. che mi interessa particolarmente. Perchè sono un ignorante. Vuoi per favore rispondermi?
E altra cosa.. non mi hai ancora corretto l’errore nei tuoi calcoli… ma lì va bè me la metto via perchè tanto so che non avrò risposta in merito a quelli.
E poi anche tu ammetti che è stato ed è un “disastro”di Fukushima? come mai? non ci sono morti a causa delle esplosioni (a parte uno schiacciato da una gru ma non conta nel bilancio) non c’è radiazione secondo i superesperti e non ci saranno nemmeno contaminazioni… niente problemi alla salute perchè anche se fosse le radiazioni sarebbero bassissime e compatibili con la vita umana e non… quindi? ? ? perchè è un “disastro”? a si… a si…..come ho fatto a non pensarci…. pardon è un “disastro” Economico… è come non pensarci… scusami come ho fatto a non pensarci mah?…
Alcune verità.
Fonte ministero dell’ambiente tedesco: la Germania andrà a rinnovabili al 100% entro poche decine di anni.
In Italia la corruzione vale 60 miliardi di euro all’anno. Basterebbe investire il 10% annuo della corruzione in Italia per fare come la Germania che disinveste in corruzione e investe in rinnovabili.
In Italia l’ energia per scaldare un appartamento è spesso 10 volte quella di un analogolo (per cubatura) appartamento tedesco.
In Germania spegneranno le centrali nucleari entro 15 anni (dopo Fukushima hanno visibilmente accorciato i tempi).
In Germania stanno percorrendo la strada di costuire miriadi di microcentrali governate da grande intelligenze (visitare Hannover Messe dal 4 al 8 aprile 2011 per vedere e credere). Solo l’Enel, nella passata edizione di Hannover Messe parlava di Nucleare come la panacea per la sofferenza energetica. Le brochure di Enel per il nucleare erano un insulto al buon senso.
Vedremo quest’anno cosa ci racconteranno i baldi giovani della magica Enel.
In Germania la confindustria tedesca ha come obiettivo risparmiare il 40% dell0energia (non solo elettrica) entro il 2020 (fonte AspoItalia)
In Germania c’è la Merkel e da noi una combriccola di politicanti che contro un referendum si ostina, per ovvie ragioni di interesse personale, a proporre centrali (EPR) che anche la Siemens non vuole più.
Germania senza nucleare e l’Italia che si appresta a cominciare.
Vi fa schifo, nuclearisti, seguire l’esempio tedesco ?
Qualche giorno fa, prima del disastro di Fukushima, quando raccontavo queste cose, Chicco Testa mi fece notare con malizia che forse mi sfuggiva che la Germania ha oggi le centrali nucleari.
Francamente mi sono messo a ridere. Cosa pensa, dott. Testa, che siamo tutti coglioni, in Italia ?
Mi batterò contro le centrali EPR in Italia. Ho già cominciato. Basta dire 4 o 5 cosette per vedere la gente allibita.
Germania che non sa più dove mettere le scorie e Italia ?
Lo shock nucleare di Fukushima concorrerà a fare a meno del nucleare entro pochi decenni.
Onore ai caduti di Fukushima.
perchè secondo te darebbe fastidio a qualcuno che in un’acciaieria debbano rifare una colata perchè a un certo punto salta la corrente?
o che mentre sono in fila dal salumiere devono aspettare un’ora a farsi tagliare il prosciutto perchè l’affettatrice è elettrica?
o che in una finale dei mondiali di calcio si spenga la tv sullo 0-0 mentre la partita finisce 4-3?
…io credo che moltissimi piuttosto ruberebbero il motore (un inquinantissimo 2 tempi a miscela!) alla vespa del nonno pur di radersi la mattina col rasoio o lavarsi i denti con lo spazzolino elettrico!
Siete proprio sicuri, come dicono i nostri media, che nel Giappone la maggiore preoccupazione siano le tracce di isotopi radioattivi a breve decadimento, trovati fuori dalla zona di precauzione? E non le decine di migliaia di cadaveri, e di feriti, le milioni di abitazioni, infrastrutture e aziende distrutte, i 500.000 senza tetto; i milioni di giapponesi della costa est sistemati in modo precario vessati da un clima infierente; senza elettricità, combustibili, con acqua inquinata (non per radiazioni), e cibo incerto?
gina_paolo ma hai visto che blog è questo? e il relativo “forum”? quà non è che si commenta le condizioni di vita del Giappone prima e dopo terremoto ma si parla di Nucleare in Italia se farlo o no… si parla della fattibilità o meno della tecnologia nucleare… si parla della possibilità di adottare sistemi tecnologici nel nostro paese Italia… o vogliamo parlare del conto in banca dei tecnici della centrale che è un po’ (tanto) messa male? ma a che scopo? ci interessa sapere quanto sono economicamente messi i tecnici del nucleare? …. forse hai perso il filo conduttore del sito. forse…
Per il risparmio Massimiliano hai ragione, non conosco le tue abitudini di vita, se utilizzi l’aria condizionata, che livello di riscaldamento tieni, l’automobile, lavastoviglie ecc. Certo il risparmio non si fa con i pochi Wh delle ricariche dei cellulari. Ma voglio raccontare quest’episodio che mi è capitato: Un po’ di tempo fa sono andato a casa di un collega convinto ecologista socio Lega Ambiente (io da 35 anni sono del WWF) a casa aveva i termosifoni al max e una temperatura di oltre 20°C e andava in giro in maglietta. Quando glielo fatto notare ha risposto che a casa c’era un anziano e che poi avrei dovuto controllare il supermercato sotto casa dove lo spreco era molto maggiore. Morale italiana: IO NON SPRECO, MA SE LO FACCIO E’ PER NECESSITA’, COMUNQUE GLI ALTRI LO FANNO PIU’ DI ME. È una mentalità molto diffusa: risparmio si, ma che lo facciano gli altri…
anche qui: quoto dall’inizio alla fine
Massimiliano, probabilmente i tecnici della Tepco hanno esitato ad utilizzare l’acqua marina, poiché i sali sciolti, con l’evaporazione dell’acqua, possono attaccare e corrodere le camicie delle barre; probabilmente hanno sottostimato la pericolosità; in quanto quel tipo di centrali ha sistemi di sicurezza poco incrociati (attualmente sono a cascata, nel senso che tendono ad auto controllarsi). Può anche darsi che sperassero di salvare il reattore, anche se credo che un reattore BWR di 40 anni, non ha più tanto interesse. Ma questo discorso può essere chiarito da un’inchiesta, non certo da noi su pettegolezzi.
Che la Prestigiacomo sia l’unica ministro dell’ambiente filo nucleare lo dici tu, informati. Per quel che riguarda l’insabbiamento degli effetti dell’incidente, il Giappone non è l’URRS.
La storia è più sporca e veniva pubblicata già venerdì sul Wall Street Journal secondo cui, la compagnia che gestisce l’ impianto nucleare ha consapevolmente frenato il raffreddamento dei reattori pur di provare a salvare il possibile, aiutata anche dalla passivita’ iniziale mostrata dal governo. Il ricorso all’acqua di mare per abbassare la temperatura dei reattori, infatti, oltre a ridurre i rischi di altre esplosioni e fughe radioattiva, danneggia i reattori rendendoli a lungo andare inutilizzabili. Tepco aveva gia’ pensato all’uso dell’ acqua marina per raffreddare uno dei suoi sei reattori già all’indomani del sisma e del seguente tsunami, ma
non l’ha fatto fino a quando non gli e’ stato ordinato dal premier, ossia la sera. Tepco ha esitato perche ha cercato di proteggere i suoi asset.
Nuclear Sun Non capisco che centra la tua obiezione con i miei calcoli, se sono errati dimmi in che cosa (sono numeri e leggi di fisica/meccanica), se non li capisci, basta chiedere. Io ho fatto, i calcoli per un sistema integrato (come quello belga; perché è capitata quella nazione che era la prima europea) in cui suppongo che le centrali lavorino al massimo, tranne la manutenzione. La corrente notturna costa meno per la legge della domanda e dell’offerta, poiché sia il nucleare che il grande termoelettrico per avere il massimo rendimento devono operare a regime (con KWh a costo di produzione minimo). Nel sistema integrato si suppone che vi siano o sistemi di acculo giornaliero e, più difficilmente, settimanale (tramite bacini di acculo); oppure si utilizzano sistemi di produzione di punta (in genere termoelettrici, idroelettrici, (geotermici), biomasse, o al limite, anche il solare);. che producono energia con minori rendimenti e maggiori costi ed al limite con maggiore inquinamento. L’eolico invece è incontrollabile e, se sale oltre una certa %, mette in crisi un sistema integrato. Del problema delle 6-7 ore non me ne frega niente, poiché non centra niente con quello che sto spiegando. Per quel che riguarda la sapienza (conoscenza), penso di saperne un po’ più di te, visto che è da 40 anni che studio ,questi argomenti; però questo non lo ritengo un vanto, ma solo una circostanza.
Ma non rispondi alla mia domanda. ancora. io non faccio il tuo mestiere da 40 anni ma appunto per questo ti ho fatto una domanda perchè sono ignorante. ma tu non rispondi puntulamente.
Nuclear Sun, per la verità ti avevo già risposto, però non nè vedo traccia. La rincollo.
Nuclear Sun, Non esiste una radioattività buona naturale ed una cattiva artificiale. La radioattività è unica, consiste nell’emissioni di radiazioni alfa, beta o gamma. La radioattività naturale proviene dai raggi cosmici, dal sole, dall’aria (ramdon), dall’acqua (in particolare il potassio 40), dal magma e dal suolo dove dei 340 isotopi naturali, ben 70 sono radioattivi. Questa radioattività ha accompagnato la vita dalla sua nascita, favorendone l’evoluzione. Salendo in montagna, avvicinandosi a zone più radioattive, questa radioatt. che assorbiamo, mediamente 300 mrem annui, può notevolmente aumentare o diminuire. È tutt’altro che trascurabile, ma tutti gli esseri viventi sono in grado di smaltirla senza danni. Le centrali e i depositi di scorie devono emettere una radioattività inferiore ad una quindicina di volte di quella naturale, che a sua volta è ben lontana dalla soglia di pericolosità (solo grosse concentrazioni di Radon può superare in natura tale soglia).
Gian paolo ti riporto quì sotto la risposta di uno che probabilmente fà il tuo mestiere da 50 anni…. visto che lui non omette un calcolo FONDAMENTALE a mio avviso.
Lo ricopio tal quale senza scrivere altro in merito ai calcoli.
MENO NEUTRONI E PIU’ NEURONI!!!! scrive:
20/03/2011 alle 20:34
MMM Gian Paolo,
mi sembra che hai omesso costi de decommisioning circa 800 Milioni di Euro e cosa ben più grave i costi di mantenimento in sicurezza delle scorie. Diciamo x essere conservativi 10 milioni di euro/anno x 20.000 anni con un tasso medio di inflazione del 2%. Tot. un scherzetto da 15.000 MILIARDI DI EURO!!!! ora dimmi quanto costa un kilowattora? Aspetto tuo calcolo grazie, per favore evitiamo battute, stiamo sui numeri…
Grazie
E poi dell’evoluzione terrestre non ti ho chiesto ho chiesto del 30% come mai un reattore attualmente non può andare sotto quella percentuale di funzionamento per più di 6-7 ore?
E tu passi la risposta puntualmente dichiarando “non me ne frega niente.” ok a me della radiazione naturale non me ne frega niente per me è nulla in base alle tue dichiarazioni scanso il problema (discutibile) della normale radiazione perchè appunto è normale e consente la vita.
Quindi ti prego… se fai questo lavoro da 40 anni rispondi alla mia domanda.
QUESTO E’ LO SCHIFO CHE STA DIETRO IL NUCLEARE !
…..COME CAVOLO SI PUO PENSARE A QUETO TIPO DI ENERGIA NON RIESCO PROPRIO A CAPIRLO.
VERGOGNA !
Wsj: Tepco ha rallentato le operazioni per salvare i reattori
–Il presidente della Tepco ha pianto in pubblico, dispiaciuto per i danni che sta causando la radioattività della ‘sua’ centrale di Fukushima Daichi. In realtà, scrive il Wall Street Journal, la società ha “consapevolmente” rallentato gli interventi per raffreddare i reattori dove è in corso la fusione del nocciolo per salvare il salvabile dell’impianto. Il ricorso all’acqua di mare per abbassare la temperatura dei reattori, infatti, non solo riduce i rischi di ulteriori esplosioni e fughe radioattiva ma danneggia i reattori rendendoli a lungo andare del tutto inservibili. Il Wsj rivela infatti che “Tepco aveva già pensato all’uso dell’acqua di mare per raffreddare uno dei suoi sei reattori almeno dallo scorso sabato mattina (all’indomani del terremoto e del succesivo tsunami) ma non l’ha fatto fino alla sera quando non gli è stato ordinato dal premier”. Non solo: “Hanno atteso fino all’indomani per usare l’acqua salata sugli altri reattori”. Tepco ha “esitato perche ha cercato di proteggere i suoi asset”, ha spiegato al Journal Akiera Omoto, ex diregente della Tepco e attuale membro della Commissione Giapponese per l’Energia Atomica
http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/20/dirette/diretta_giappone_20_marzo-13850776/?ref=HRER3-1
…o perchè non essendo acqua distillata può contenere atomi che diventano radioattivi passando in un reattore?
Ho paura che questo intervento venga censurato !
invece sarebbe molto importante fare sapere queste verità alla gente !
Il bavaglio al nucleare.
I nuclearisti hanno messo la sordina al Giappone. Per loro non è un problema, controllano televisioni e giornali, che hanno già declassato Fukushima nelle pagine interne. Nelle versioni on line è scivolato al terzo o quarto posto. Sedare, sopire, prendere per in giro con ritirate strategiche per arrivare al referendum in silenzio. In modo da non raggiungere il quorum. La Prestigiacomo, unico ministro dell’Ambiente nuclearista nel mondo, ha dettato la linea: “E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese.” Per queste persone le elezioni, e il potere che ne consegue, sono la priorità, non la salute dei nostri figli. Se ne devono andare.
Ps: Le “Facce da nucleare” dell’opposizione che si sono assentate alla votazione per l’accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D’Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
http://www.beppegrillo.it/2011/03/il_bavaglio_al_nucleare.html
Dal blog di Beppe GRillo:
http://www.facebook.com/spegni.il.nucleare?sk=app_201421549876422
L’orologio nucleare si è fermato l’11 marzo 2011, ma i nuclearisti italiani non si fermano mai, veri zombie della politica. Alla Camera il voto sull’accorpamento del voto amministrativo e dei referendum del 16 marzo è terminato con 276 contrari e 275 a favore grazie all’assenza di 10 deputati del PD e 2 di IDV.
Dov’erano questi signori pagati dagli italiani? Loro, insieme a chi ha votato a favore, sono responsabili di fronte alla Nazione dell’eventuale mancato quorum. Della costruzione di centrali nucleari in Piemonte, Sardegna, Campania. Del futuro dei nostri figli. Non esiste giustificazione per la loro assenza.
Ps: Le “Facce da nucleare” dell’opposizione che si sono assentate alla votazione per l’accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D’Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
DIFFONDETELO!
…e se li incontrate per strada abbatteteli dove l’hai lasciato?
non voglio essere inconsapevole ma voglio conoscere; non voglio informazione soggettiva ma oggettiva e tecnicamente apprezzabile; non voglio appartenere ad un sistema che spreca energia per poter caricare tre telefoni cellulari che poi, magari non si usano o per tenere accese luci e televisori in stanze vuote: non mi serve; non voglio essere addormentato mentalmente da un manipolo di ricconi che credono di darmi in pasto frasi tranquillizzanti e di tenermi sazio il cervello con notizie a metà e fatti incompleti; non voglio il nucleare per consumare senza vergogna ma voglio conoscere il limite dei consumi che dobbiamo rispettare per onorare il nostro Pianeta. A tutti i “cafoni consumisti” dico che il loro egoismo, (sarà esso che) li consumerà dopo averli drogati e privati di tutte le emozioni più belle che la vita offre a tutti quando si nasce. Per vivere al meglio e stare bene non occorre “sempre di più” energia. Occorre saggezza.
abbiamo lo stesso nome…..e la penso allo stesso modo !
in questa società consumistica non parleranno mai di risparmio energetico!
A loro interessa solo il guadagno, perciò consumare il più possibile !
un esempio: purtroppo a casa ho dovuto acquistare 2 decoder per il digitale terrestre, quindi una teconologia abbastanza recente no ? Ebbene su entrambi i decoder di due marche diversi non vi è la possibilità di spengerli. devono stare in STANDBY per forza. L’alternativa è staccare la spina !
QUESTA CLASSE DIRIGENTE FA SCHIFO.
GRANDE BEPPE GRILLO !
La verità e’ questa !
Per chi non avesse visto l’intervento che ha fatto giovedì ad anno zero la puo rivedere qui:
http://www.youtube.com/watch?v=Av-kDM-n4S4
Il motivo per cui non si può fare il nucleare in Italia lo spiega l’Economist: “al di là di una saggia programmazione e di un altissimo livello di ingegneria, il nocciolo del dilemma nucleare è la capacità di impiantare questa tecnologia energetica in un contesto istituzionale di elevata trasparenza e limpidezza, condizione indispensabile per assicurarsi la fiducia dell’opinione pubblica”. Se si guarda come si comporta la politica in Italia siamo anni luce dalla condizione citata. Sarà anche interessante vedere cosa accadrà in un ordinato Giappone dove la gente non ha più nessuna fiducia delle autorità.
Secondo i dati (pochi) a disposizione l’incidente nucleare di Fukushima può essere considerato serio ma certo non una catastrofe. E’ stato classificato di livello 5 nella scala INES quindi della stessa gravita dell’incidente di Three Mile Island negli USA del 1979. In questo incidente un operatore erroneamente fece fuoriuscire l’acqua del raffreddamento radioattiva all’esterno. Oggi dopo molti anni ne conosciamo bene gli effetti. La popolazione intorno alla centrale subì una radiazione aggiuntiva di 0,013 mSv per anno su un fondo naturale di 3,5 mSv per anno. Si tratta della radiazione equivalente a quella che si assorbe con una TAC .
Molti hanno scritto e parlato di una nuova Chernobyl (livello 7 scala INES), non è vero. A Chernobyl nelle vicinanze del reattore 4 le radiazioni arrivarono a 10.000 – 300.000 mSv per ora. Il 18 marzo nella zona intorno ai reattori di Fukushima la media dei livelli delle radiazioni oscillava da 0,01 a 0,03 mSv per ora. Nei diciotto punti di monitoraggio sparsi in un raggio dai 30 km ai 60 km dal sito nucleare la radiazione più alta riscontrata è stata di 0,14 mSv all’ora (Nnuclear Energiy Institute).
Data la situazione di emergenza i limiti della dose assorbibile per i tecnici che operano attualmente nelle centrali sono state aumentati da 100 millisievert a 250 millisievert. Si noti che usualmente i limiti per i lavoratori del nucleare sono di 20 millisievert all’anno. Per fare un paragone si consideri che la dose minima letale è 6 Sv (la dose per cui si muove al 60% entro 30 giorni).
Una nota di colore è rappresentata dal dispaccio ANSA del 17 marzo: riportava che la squadra della Protezione Civile italiana mandata il 16 marzo a Tokyo ha misurato la radioattività su tetto dell’ambasciata trovandola ben sei volte meno radioattiva di quella del centro di Roma. I dati, resi noti dalla nostra ambasciata, riportano di 0.04 microsievert per ora. Il valore ambientale tipico della città di Roma è di 0.25 microsievert per ora. La nota dell’ambasciata riferiva che sicuramente non c’erano isotopi radioattivi nei cieli di Tokyo.
Secondo i tecnici dell’IAEA i livelli di radiazioni a Tokyo e nelle atre aree al di fuori di 30 -60 Km da Fukushima rimangono normali. Qualche preoccupazione hanno suscitato i dati del Japan Atomic Industrial Forum sull’aumento della radioattività nei prodotti alimentari raccolti intorno a Fukushima: il latte e sei tipi di spinaci. Il portavoce del governo Edano ha detto che se questi prodotti fossero consumati per un anno ciò comporterebbe un aumento delle radiazioni assorbite equivalenti a quello di una TAC
Ecco dove seguire l’evolversi della situazione, quello scritto in questo sito è sempre n ritardo e minimizzatore
http://en.wikipedia.org/wiki/Timeline_of_the_Fukushima_nuclear_accidents
e poi come fonte questa sembra interessante
the Union of Concerned Scientists
http://allthingsnuclear.org/tagged/Japan_nuclear?utm_source=SP&utm_medium=more&utm_campaign=sp-nuke-more-3%2F13%2F2011-pm
Cari Berlusconi, Casini, Veronesi, Chicco Testa, Franco Battaglia, Paolo Romani, Enzo Gatta è grazie anche a dei vostri corrispettivi giapponesi che hanno assicurato tutti che era indispensabile il nucleare e che era SICURISSIMO che quei 50 operai dovranno sacrificare le loro vite e 200.000 persone non potranno tornare più nel loro territorio. Come i vostri omologhi giapponesi, neanche voi scenderete nel reattore, solo una dichiarzione di solidarietà, davanti alle luci un set televisivo appena qualche istante dopo che la truccatrice si è allontanata.
Di seguito la toccante storia di Futoshi Toba, il primo condannato a morte di Fukushima, che sta sconvolgendo il Giappone.
Il condannato di Fukushima e il segreto del reattore quattro
Futoshi Toba è il più vecchio tra i condannati a lottare per impedire che la centrale atomica di Fukushima esploda, distruggendo il Giappone. Ha 59 anni, è senza figli, e nella notte di sette giorni fa ha deciso che sarebbe toccato a lui. Giovedì, investito dalle radiazioni, è stato ricoverato in un centro di Tokyo e secondo i medici ci vuole tempo. La scelta dell’operaio Futoshi Toba, rivelata ieri in tivù, ha scosso il Paese come un altro terremoto. A giugno, perseguitato da una violenta bronchite cronica, sarebbe andato in pensione. “Hanno chiesto chi conoscesse il reattore 4 – ha raccontato – e vedendo i ragazzi che avevo vicino, ho risposto che io sapevo tutto. Ho capito che il mio destino era compiuto e che dopo anni vani avevo l’occasione di dare un senso alla mia vita”. Non ha voluto spiegare quale sia la situazione.
“Mai visto prima il reattore 4 – ha aggiunto – ma prego il mio Paese di riflettere se questa è la strada giusta per assicurarci un futuro”.
Mi scusi Alfredo, mi faccia capire una cosa.
Ad Hiroshima e Nagasaki ci sono state due esplosioni nucleari, veramente nucleari, 65 anni fa, ma le citta’ sono state ricostruite e centinaia di migliaia di cittadini giapponesi vivono felicemente in due moderne metropoli, senza che ci siano paure smisurate per le radiazioni.
A Fukushima, invece, dove *non* c’e’ stata alcuna esplosione nucleare bensi’ si sono verificate delle esplosioni di gas che hanno portato a modesti rilasci di radiazioni con tempo di decadimento molto rapido, si dovrebbero mantenere evacuate per sempre 200.000 persone, come dice lei, quando il loro territorio e’ perfettamente sicuro.
Le e’ chiara la differenza che c’e’ tra un’esplosione nucleare, ed un’esplosione dentro un impianto nucleare, ma non dovuta a reazione nucleare?
Mi spiace molto per le persone coinvolte nelle operazioni di messa in sicurezza dell’impianto, ma e’ il loro lavoro e vengono ben pagati e sono ben a conoscenza del rischio potenziale che corrono lavorando in tale impianto. Avranno certamente ricevuto delle dosi importanti di radiazioni, e per questo saranno tenuti sotto controllo medico molto puntuale. Ma da qui a darli per spacciati in poco tempo ce ne passa.
Lungi da me minimizzare, ma non sopporto che la cattiva conoscenza di queste tematiche debba essere cassa di risonanza per informazioni palesemente false.
Cordiali saluti,
Luca Bertagnolio
Buonasera Luca Bertagnolo,
Le consiglio la visione di questo filmato
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-54475a0a-4100-4797-9df9-d01a36195f19.html
riporta dati di fatto oggettivi e rivela anche ruolo IAEA e OMS nel monitaraggio e valutazione effetti Cernobyl, oltre a mostrare come anche in Francia le cose non vadano affatto liscie.
Per quanto attiene la pericolosità da esposizioni a radiazioni non solo i valori attuali, tutti poi da confermare sono dannosi, ma anche quelli emessi da una normale attività di una centrale. Secondo un studio dell’università di Brema sulla centrale di Amburgo, i valori di leucemia infantile intorno alla centrale sono 6 volte superiori ai casi rilevati in zone senza presenza di centrali.
Inoltre Le ricordo che a Cernobyl anche oggi la zona per una raggio di molti chilometri è radioattiva e non abitabile e son passati quasi 25 anni.
Premesso che non sono un esperto Le ricordo che neppure lei lo è, visto il suo status professionale . Non mi risulta Lei abbia specializzazioni nel settore della epidemiologia da esposizione acute o croniche a radiazionivisto che mi sembra da linkedin che sia un esperto di ICT security Cisco.
Senza voler esser polemico però penso che lei stia dubitando e, ci invita farlo, di tutti i media e del ministero della sanità giapponese secondo i quali il tecnico Futoshi Toba è in gravi condizioni. Se per lei però le esposizini sono controllate e non dannose, sono convinto che la pagherebbero molto bene se lei volesse sostituirlo. Non so quanto sia il suo onorario ma dubito a meno che non sia un CEO, che si aggiri su “milioni di euro/anno) quindi penso che qualche milione di euro dovrebbero essere interessanti per svolgere un lavoro di massimo una settimana. Futoshi ha anche affermato che di non essere esperto del reattore N.4 e non lo aveva mai visto. Un particolareggiato briefing in aereo durante il volo di 12 ore per Tokyo dovrebbe equipararla a Futoshi, visto che per la posizione che occupa e come scrive sembra possedere un brillante acume.
Per quanto attiene alle radiazioni nell’ambiente Le ricordo che come avrà letto sulle agenzie di stampa, non sono attualmente commestibili ortaggi coltivati a nord ti Tokyo a un raggio di 140 Km dalla centrale nonostante, mia personale osservazione da ignorante in materia, i venti hanno spirato verso il mare, condizione che dovrebbe invece cambiare nei prossimi giorni. Vorrà dire che riserveremo quelle verdure solo per Lei e i suoi amici se crede.
Grazie
come al solito chissene di mandare uno capace, meglio un nemico…ancora meglio se ci fosse un terrorista che la faccesse esplodere veramente, eh?
Un tempo non esistevano i mezzi di comunicazione attuali, e la maggior parte della popolazione era analfabeta. Soprattutto non si conoscevano appieno i rischi delle radiazioni, men che meno gli effetti a lungo termine.
Salve
…e ora che esistono continuano a stare là!
Macchè eroi, macché “sacrificare” la loro vita!
La situazione era sotto controllo, nessuno è stato esposto a dosi non solo letali, ma neanche particolarmente pericolose. Nessuno morirà a causa di Fukushima.
I 50 “eroi” pare siano stati esposti a FINO A 27 mSV dopo 13 ore di intervento. Sotto i 100mSV/anno non ci sono conseguenze statisticamente rilevanti per la salute.
Ma che razza di giornali leggete? Informatevi davvero, non fatevi lavare il cervello da stupidi giornali generalisti il cui unico interesse è drammatizzare gli eventi per vendere qualche copia in più.
Salve Alberto, le informazioni che lei ha dato coincidono con quanto ho avuto modo di trovare in rete anche io.
Volevo aggiungere solamente una cosa, anche per MNePN che e’, come da copione, arrivato anche lui ad attaccarmi personalmente, che ho sentito questa sera da ” In onda” su La7 (una delle poche volte in cui mi trovo davanti alla TV italiana e’ quando sono dai miei suoceri). Ebbene, ospite di Luisella Costamagna e Luca Telese c’era una giovane donna che raccontava di come lei fosse venuta a sapere di questo terribile inquinamento radioattivo che si sarebbe dovuto estendere fino a Tokio parlando con sua madre a casa, a Firenze.
A Tokio era tutto come normale, con i bambini che giocavano tranquillamente per strada e la vita che, malgrado il duro colpo del terremoto, andava avanti. La giovane donna era molto stupita di come i giapponesi stavano comportandosi, ha detto.
Io giro la domanda a tutti coloro che teorizzano disastri fino a Tokio e oltre. Com’e’ possibile secondo voi che in Giappone ci sia una tranquillita’ estrema sul tema radioattivita’, mentre tutto l’occidente e’ colto da isteria collettiva?
Che i giapponesi siano cosi’ smemorati da voler fare altri morti per radiazioni tra i loro cittadini? Ma davvero pensate che Hiroshima e Nagasaki non hanno insegnato nulla ai giapponesi? Nessuno mi ha risposto quando ho citato le due citta’ orrendamente distrutte dagli ordigni atomici, in cui centinaia di migliaia di persone vivono tranquillamente al giorno d’oggi.
Continuiamo su questa strada inseme Alberto, e’ quella giusta.
Un cordiale saluto,
Luca Bertagnolio
Up… io ho risposto solo ora
Gentile Luca Bertagnolio, io non intendo attaccare nessuno ma solo delle posizioni. Non la conosco e non ho nulla contro un esser umano, neppure contro le zanzare quando non pungono
…
Se si riferisce al mio invito a recarsi a Fukushima a sostituire il tecnico o in ospedale, direi che è la naturale e coerente conseguenza delle sue affermazioni:
1) i tecnici sono pagati bene per il rischio, sono controllati dai medici…
2) gli antinucleari non sono altruisti
Allora converrà che non posso che chiederLe di esser coerente e di rimpiazzare il tecnico ora in ospedale, dimostrerà che anche i nuclearisti sono altruisti e che è in buonafede quando sostiene che i livelli di radiazioni assorbite dalle squadre di lavoro siano innocue.
Poi ovvio c’è un pizzico di sano e smaliziato cinismo, che mi sembra che anche a lei piace metter sul piatto della discussione!
Grazie
Io non avrei alcun problema ad andare a Fukushima per dare una mano, ma credo che il mio aiuto non sarebbe gran cosa, sinceramente.
Non ho certamente alcuna paura delle radiazioni, dato che sono un qualcosa di naturale e ben conosciuto dall’uomo. Ogni persona esposta e’ ben visitata e controllata, e la dose assorbita viene tenuta ben presente in modo che rimanga ampiamente entro i limiti considerati sicuri per gli esseri umani.
Un po’ di trivia su questo tema, nel 1952 ci fu un incidente INES level 5 a Chalk River, Ontario, Canada. Il futuro Presidente degli USA Jimmy Carter, ai tempi un Tenente della US Navy, era nel team che ha efftuato la pulizia dell’uranio fuso, rimanendo esposto per 1 minuto e 29 secondi, quando il massimo previsto era 1 minuto e mezzo.
December 12, 1952 — INES Level 5 – Chalk River, Ontario, Canada – Reactor core damaged
* A reactor shutoff rod failure, combined with several operator errors, led to a major power excursion of more than double the reactor’s rated output at AECL’s NRX reactor. The operators purged the reactor’s heavy water moderator, and the reaction stopped in under 30 seconds. A cover gas system failure led to hydrogen explosions, which severely damaged the reactor core. The fission products from approximately 30 kg of uranium were released through the reactor stack. Irradiated light-water coolant leaked from the damaged coolant circuit into the reactor building; some 4,000 cubic meters were pumped via pipeline to a disposal area to avoid contamination of the Ottawa River. Subsequent monitoring of surrounding water sources revealed no contamination. No immediate fatalities or injuries resulted from the incident; a 1982 followup study of exposed workers showed no long-term health effects. Future U.S. President Jimmy Carter, then a Lieutenant in the US Navy, was among the cleanup crew.[1]
Il Presidente Carter oggi ha 86 anni. E nessuno dei suoi colleghi di squadra che ha effettuato la pulizia ha avuto problemi di salute legati a quel lavoro effettuato a Chalk River.
Si’, io andrei a Fukushima Dai-ichi ad aiutare, senza alcun problema.
Cordiali saluti,
Luca Bertagnolio
ma che scherzi? attendiamo con ansia la notizia della loro morte (tutti insieme) l’11 giugno dal blog di qualche gola profonda per poi sapere il 13 che non è affatto così, ma solo alle 16 ora italiana
Alberto R. “Nessuno morirà a causa di Fukushima.”
Stà di fatto che 1 morto c’è…. purtroppo. lo scrivono anche sul relativo forum di questo blog. e se sei così sicuro di quello che dici perchè ci sono tecnici in ospedale?
riguardo alla frase che ho riportato aspetta a parlare in termini così certi perchè non hai idea ancora di cosa sia successo realmente.
Non sapevo di quel morto, non ne hanno parlato molto nei giorni scorsi, comunque è dovuto ad un gru che gli è caduta addosso, non certo alla radiazioni.
Quanti ne saranno morti nelle centrali termoelettriche che sono andate a fuoco o a causa dello scoppio di tubazioni di gas? (abbiamo visto tutti i terribili incendi). Quello non lo dicono.
dì anche per quale causa è morto!
Ecco il nostro Sole Nucleare intento a mandare in giro informazioni errate, volutamente o no.
Come gia’ le e’ stato detto, un morto c’e’ stato, per una gru crollata per il terremoto.
Nulla a che vedere quindi con le radiazioni, come puo’ ben vedere.
Ma perche’ dovete arrivare a sostenere una tesi portando dati palesemente falsi? Forse c’e’ la consapevolezza che con i semplici dati reali non ci sarebbe sufficiente interesse sulla questione nucleare? E’ quindi necessario sparare balle per farsi sentire? Mah.
–LB
Ma le notizie dove le prendi? Da topolino??
Futoshi Toba è il sindaco della città di Rikuzentakata che si trova a 200km da Fukushima. Non c’entra niente con la centrale. La “notizia” sarà stata inventata di sana pianta.
Le radiazioni fuori dalle centrale sono minime. Ci sono stati di picchi di radiazioni dentro la centrale a seguito delle esplosioni ma erano dovute principalmente a gas nobili radioattivi, che hanno tempi di dimezzamento di SECONDI o MINUTI. Impossibile che vadano lontano.
I 200.000 (sarà vero? Viste le tue fonti dubito) precauzionalmente sfollati torneranno presto nelle loro case (se stanno ancora in piedi, c’è stato terremoto e uno tsunami lì) e la centrale sarà di certo l’ultimo dei loro problemi.
CARO ALBERTO R:
la notizia è stata data da Gramellini, vicedirettore de la Stampa a Che Tempo Che Fa ed è stata data anche da la Repubblica. Anche le fonti ufficiali giapponesi parlano di un tecnico ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Il fatto che il sindaco di una cittadino vicina si chiami allo stesso modo potrebbe essere una coincidenza. Es. se vado su pagine bianche.it e cerco “Romano Sergio” su Roma trovo 8 risultati. Se provo BIANCHI CESARE in Lombardia ne escono 40.
Mi sembra che come prova che la fonte sia sbagliata molto debole.
I dati sugli sfollati CARO ALBERTO R: sono del governo nipponico mentre sulla propagazione della radioattività quello che dici ormai è sorpassato dalle dichiarazioni OMS, scusa ma mi rimani un po’ indietro.
Ecco alcune fonti:
200.000 sfollati fonte IAEA (Dalle dichiarazione del Direttore Generale AMANO)
ripreso da BBC
http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12720219
Contaminazione cibi
http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_21/giappone-pressione-reattore-test-mare_a765e6b8-538c-11e0-9775-d7937a6c081d.shtml
Situazione tumori Chernobyl
http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2011/03/21/news/chernobyl_dopo_25_anni-13909203/?ref=HREC1-2
VEDI CHE SE VUOI LE FONTI CI SONO? DAI CERCA DI SFORZARTI UN PO’ CHE SI PUO’ DARE DI PIU’
grazie
Beh nessun organo di informazione internazionale riporta quella notizia, da che deduco sia FALSA e inventata di sana pianta.
La “fonte” della notizia pareva fosse il blog sporcomondo.it, ma oggi quest’ultimo smentisce e rimanda ad un articolo di Repubblica.
Trovami una fonte attendibile che riporta questa notizia e ne riparliamo. E finché non la trovi per me è l’ennesima dimostrazione del degradante livello dell’”informazione” italiana, soprattutto di sinistra, che è senza scrupoli disposta a deformare l’informazione per perseguire i suoi obiettivi.
Come i 50 “eroi”. Ahah. Che buffonata.
In realtà hanno impiegato centinaia di persone per cercare di tenere sotto controllo l’incidente ruotandolo opportunamente per esporlo a dosi di radiazioni eccessive. Ma non è tanto drammatica questa versione. Non prende…
Correzione…
Dosi di radiazioni NON eccessive.
Comunque commento illuminante su come si inventano le notizie:
—-
Filippo Filippini scrive:
22 marzo 2011 alle 12:04
Mi sa che Visetti di Repubblica ha il brutto vizio di raccontare fanfaronate. Anche altri nomi che lui cita nell’articolo si ritrovano in tutti altri contesti da quelli da lui descritti.
Probabilmente è al Roof Garden di qualche albergo di Tokio, si legge siti jap in inglese confidando che noi si sia fessi…
ma è mai possibile che sui misuratori di radioattività di questi luminari compaia sempre “grave” o “anomalo” etc e MAI un numero?
Posso fare una piccola profezia?
Dato che questo incidente a Fukushima sembra profilarsi come uno di quelli del tipo “bassa intensità, ma per sempre”, finiremo con il dimenticarci fra un mesetto di tutto. Dopotutto non dobbiamo certo attenderci altre fragorose esplosioni, pennacchi di fumo, o ciclopici funghi di scorie radioattive stile Chernobil.
No, qui siamo nella seconda generaione delle centrali, quelle che non esplodono come bombe carta fino al nocciolo, ma di quelle che fondono al chiuso delle loro pentole a pressione, e pre settimane, mesi, anni, decenni, continueranno a cuocere a fuoco lento e ad irradiare (salvo imprevisti)aria terra e acqua…sempre che le strutture esterne di raffrddamento riescano a tenere botta per lo stesso tempo.
Quindi, dopo che l’opinione pubblica avraà gioco forza distolto l’attenzione su questo sito (non per altro, il mediterraneo è appena tornato teatro di guerra), si farà una bella soft-cover-up, con notizie il più possibile monotonicamente decrescenti, fino al silenzio. Fra un anno, sempre che altre cose più urgenti non ci distolgano, un bel reprise per l’anniversario, e fine.
Non temete. Per un mesetto ce la meneranno con questa stupidaggine irrealizzabile del nuovo sarcofago, poi il nulla.
Fukushima diventerà la metastasi silente del giappone, ma noi avremo altre gatte da pelare, tipo la nuova grande recessione 2.0
Saluti
Phitio
L’unico danno di Fukushima è ECONOMICO.
Non si sarà nessun melt-down totale, neanche una situazione come Three Miles Island (dove davvero il reattore là sotto ancora brucia, se non ricordo male).
I reattori sono STATI SPENTI immediatamente dopo il terremoto (e forse proprio quello è stato l’errore). Il calore presente è quello di decadimento dei sottoprodotti radioattivi e cesserà nei prossimi giorni.
Il problema (per l’azienda proprietaria) è che avendo raffreddato con l’acqua di mare probabilmente butteranno 3 reattori.
Scusa Rinascita, non Pl ma Pu (che è il plutonio, un attinide transuranico, raro in natura, ottenuto dall’uranio menidnate addizione di protoni). La fretta fa brutti scherzi…
Rinascita: l’arricchimento dell’uranio per una centrale di 2° generazione è inferiore al 3% (questo particolare ha probabilmente favorito la centrale di Fukushima; fra le tante sfortune, e l’obsolescenza dei sistemi di sicurezza) le centrali di 3° superano il 3% e posso operare anche con % Pl. Le bombe A vanno circa sul doppio, ma preferiscono il plutonio; quelle H richiedono Pl come innesco.
perchè richiedono plutonio come innesco?
Hai ragione Nuclear Sun, quando paragonate 4 KW installati su un tetto dite che costa meno di una centrale nucleare da 1.6 GW, cosa pensate di star facendo?
4 KW ore da 4.200 € x 4 = 16.800€ valgono solo con sole allo zenit, , cielo limpido, temperatura ottimale e per il primo anno di funzionamento, visto che ogni anno perde l’1% (senza tener conto del Mismatching). Quindi concedimi questi banali calcoli: l’effettivo costo del Kw istallato, considerando il 15-16% d’insolazione, 4.200/0.16 = 26.250 €/KW; per avere un GW, occorrono 26.250 * 1.000.000 = ovvero 26,25 MLD €. Per una centrale di 3° generazione europea (non cinese, indiana o russa) es. Flamanville 5.2MLD€ per 1.63 GW, considerando una resa del 91% (e 8-10% di fermo per manutenzione), abbiamo 5.2/(1.63*0.91) = 3.5MLD€ d’istallazione (che incide per circa il 75% del prezzo del KWh).
Considerazione analoga si può fare anche sui tempi di istallazione di un GW FV o nucleare.
Della serie: “QUANDO IL SAGGIO INDICA LA LUNA, LO STOLTO GUARDA IL DITO”
gian_paolo io non ho mai fatto calcoli economici.
sei tu che li fai e non rispondi alla domanda che io ti ho posto.
ma sorprendentemente salti il discorso portando in campo altri dati che per altro io non ti ho chiesto.
de la serie… “se non li convinci… confondili!”
MMM Gian Paolo,
mi sembra che hai omesso costi de decommisioning circa 800 Milioni di Euro e cosa ben più grave i costi di mantenimento in sicurezza delle scorie. Diciamo x essere conservativi 10 milioni di euro/anno x 20.000 anni con un tasso medio di inflazione del 2%. Tot. un scherzetto da 15.000 MILIARDI DI EURO!!!! ora dimmi quanto costa un kilowattora? Aspetto tuo calcolo grazie, per favore evitiamo battute, stiamo sui numeri…
Grazie
tu continui con questi numeri…MA DOVE LI HAI PRESI?
Quello che leggo in questi “”articoli”" è paragonabile alla pesca delle sardine, o se preferite alla caccia alla volpe.
Qui si parla di caccia al consenso NUCLEARE.
quelli che leggo sono interessi di bottega, da chi ha investito i propri capitali in NUCLEARE ed ora anziché lauti guadagni, si trova cospicue perdite.!!! NIENTE DI PIÙ NIENTE DI MENO.!!
SE POI SI FA UN PASSAGGIO A BASSA QUOTA, il nuc…. preferibile per le inferiori emissioni di CO2. fesseria mostruosa.
Si incolpa che il CO2. crei l’effetto serra con surriscaldamento….
quanto calore genera una centrale atomica,”"quanto di quel calore utilizza,il 50/60%, ed il resto, in un incidente in una centrale atomica,quanto calore disperde.?? ((per scoprire che a Cernobil era successo un disastro)) o anche in altre centrali, qual’è il riscontro???
E’ il surriscaldamento in poche ore di tutta l’acqua, utilizzata per il raffreddamento!!! proprio così si scopri Cernobil perchè il lago adiacente,era caldo abbastanza per cuocervi le uova…!! e poi ci venite a raccontare del riscaldamento….!!!
Egregio signor studioso dottor Testa Chicco vorrei farle presente che le centrali a carbone sono leggermente di più delle centrali nucleari quindi paragonare le relative attività alle stesse centrali nucleari in termini di morti causati è alquanto fazioso e tendenzioso.
Le ricordo che forse per paragonare una cosa ad un’altra è il caso di prendere in considerazioni attività simili come numero di “presenza” per abitante. Se paragona una cosa che ha 10000 presenze e un’altra che ha 100 presenze forse il numero più alto ha un’incidenza maggiore sul numero di relativi morti.
Questo articolo è un Insulto a chiunque si occupi di statistica in ogni suo lato.
E’ altrettanto un insulto a tutti i cittadini che leggeranno.
Tutti favorevoli e non.
Ottimo lavoro ancora.
Grazie
“E’ vero, riconosce il settimanale, che nel mondo la corsa al nucleare si concentra soprattutto in paesi dove l’opinione pubblica non è un fattore determinante nelle scelte politiche tuttavia, ”
Qesta frase e il suo seguito sono la vera essenza del vostro operato… fa paura a me come cittadino, come operatore in un settore a voi sconosciuto (a quanto pare), come sostenitore del NO al nucleare ma sopratutto come umano.
Pat… questo articolo è una vera dichiarazione.
In Germania e Francia ne sarebbero veramnete contenti di queste parole. La il popolo non decide per il proprio futuro? Non ha alcuna influenza? Solo per citarne alcuni….
o forse più semplicemente là decide il popolo tedesco o francese e non il popolo di scanzano jonico, pantelleria, acerra, terzigno, susa etcetc?
chiedo a chi si intende di uranio: la percentuale di arricchimento in U235 nel combustibile è circa pari al 5%. Quanto è la percentuale di arricchimento negli ordigni nucleari?
Per questa forma di ordigno Almeno l’85%.
Sopra il 90%. Ma le tecnologie di arricchimento sono le stesse. Per quello l’Iran fa paura. Perchè dire che le centrifughe sono solo per il nucleare civile… mmm… è poco credibile.
C’è da dire che gli USA non mi sembra abbiano più usato l’uranio per le bombe atomiche dopo la prima “Thin Man” sganciata su Hiroshima. Evidentemente ritenevano più conveniente trasmutare l’Uranio in Plutonio ed usare quello. Ma tecnicamente un bomba all’Uranio (una volta che hai il materiale fissile arricchito, cosa lunga e costosa) è molto più facile da fare di una al plutonio.
Ci sono tipologie di centrali, però, che non richiedono arricchimento quindi sono più sicure dal punto di vista della proliferazione nucleare. Rimanendo sulle “pentole a pressione” c’è la Candu canadese ad acqua pesante.
Diverse tipologie di IV generazione, come le LFTR, non richiedono arricchimento del materiale fissile o fissionabile. Sono quindi intrinsecamente più sicure anche dal punto di vista della proliferazione nucleare.
circa il 20% (weapon grade) mi sembra
95% circa di U-235 o Pu-239
…scusate: tutti questi numeri in base a quali fonti?
Per esempio qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Enriched_uranium
tutto quel che circonda il nucleare è segreto…tranne come e con cosa costruire una bomba nucleare!
…nessuno coglie una leggera dissonanza?
perchè la zona intorno alla centrale di Chernobyl, che utilizzava uranio arricchito al 5%, resterà interdetta per almeno 25000 anni ed invece Hiroshima e Nagasaki sono state completamente ricostruite e non sono più interdette, dopo aver subito l’esplosione di una bomba atomica (mi avete detto che l’arricchimento in questo caso raggiunge il 90%)?
qui devo dare parzialmente corda agli antinuclearisti: a hiroshima nella bomba c’erano meno di 100kg di uranio, a chernobyl varie tonnellate
ma ne approfitto comunque per smontare almeno la loro l’ossesione per il tempo di dimezzamento!
@rinascita: più che migliori o peggiori sono “diversi”
Comunque il fatto che l’uranio (o il plutonio) siano arricchiti o no cambia poco se lo scopo della tua domanda era quello.
Sia l’uranio 235 che il 238 sono debolmente radioattivi, come lo è il plutonio. Altrimenti ci sarebbero problemi di lavorazione e interferenze con l’elettronica delle bombe (infatti altri isotopi molto radioattivi di questi elementi non vengono usati).
Il problema è che durante la fissione (in una centrale o in una bomba) vengono generati altri attinidi, quelli sì molto radioattivi. Sono questi ultimi (come il Cesio-137) che causano problemi di fallout radioattivo.
Vi ringrazio per le risposte. Chiedo, a questo punto a chi si intende di radioprotezione, se la contaminazione dovuta ad una centrale nucleare può avere effetti peggiori di quella dovuta allo scoppio di un ordigno nucleare. In caso affermativo, volevo sapere, se possibile, in quali condizioni.
Vi ringrazio per le risposte. Chiedo a questo punto a chi si intende di radioprotezione: la contaminazione dovuta allo scoppio di un ordigno nucleare, è più o meno rilevante di quella dovuta allo scoppio di un reattore nucleare?
Dalla disgrazia del Giappone i nostri politici possono trarre una delle più grandi lezioni: la maggioranza della popolazione è molto più intelligente e preparata dei supermega esperti che ha assoldato per promuovere questa costosa e insicura tecnologia. Speriamo che con senso di vera responsabilità diano ascolto alla popolazione che, a chiare lettere, chiede di abbandonare la follia del ritorno al nucleare.
Ho letto più volte questo editoriale e rimango sbalordito dalle affermazioni e dalle considerazioni in esso contenute:
1) Si sostiene che in una democrazia, proprio per la natura partecipativa che la caratterizza, diventa possibile anche per un’esigua minoranza impedire la realizzazione di un progetto, come sembrerebbe il caso di nuove centrali.
Ma stiamo scherzando? Nelle democrazie una minoranza può prevalere sul volere della maggioranza? Questo è esattamente ciò che avviene in una monarchia, in una dittatura, in un oligarchia….NON AVVIENE IN UNA DEMOCRAZIA VERA!!!
2) “E’ vero, riconosce il settimanale, che nel mondo la corsa al nucleare si concentra soprattutto in paesi dove l’opinione pubblica non è un fattore determinante nelle scelte politiche”
MOLTO MALE….quindi chi è che vuole le centrali nucleari….i cittadini o un manipolo di affaristi?
3) “E’ una tecnologia con il vantaggio di assicurare una produzione intensiva e ininterrotta di chilowattora senza emissioni di CO2 ….”
Certo il nucleare non emette CO2 ma emette radiazioni. Preferisco la CO2 alle socorie nucleari e ai combustibili nucleari MOX in testa.
La CO2 viene assorbita dalle piante e torna ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana…come la mettiamo con le scorie e con il plutonio?
4) “Anche in termini di fatalità, il nucleare registra risultati accettabili. Il bilancio di Chenobyl è controverso, potrebbe aver colpito un paio di migliaia di persone”
Certo le morti da radiazioni sono difficilmente quantificabili proprio per la natura di questo inquinante.
I quantitativi in gioco sono sicuramente inferiori rispetto ad altre fonti (vedi i combustibili fossili). Chissà quante sostanze radioattive sono state rilasciate nell’ambiente in maniera fraudolenta….tanto si trattta di piccoli quantitativi che fanno meno scalpore di una petroliera.
I quantitativi di uranio estratti non sono certo confrontabili con quelli di carbone o greggio…va da se che gli incidenti sono in numero minore.
Inoltre gli effetti letali immediati delle radiazioni si osservano solo a seguito di esposizioni elevate. Chi ha subito irraggiamenti meno importanti avrà problemi di salute magari dopo decenni.
Sono alcuni giorni che frequento questo blog e mi rendo conto che, nonostante quasi tutti i post siano pro-nucleare, il mio atteggiamento diventa sempre più antinuclearista, spaventato piuttosto che tranquillizzato dalle affermazioni dei sostenitori del nucleare.
> Certo il nucleare non emette CO2 ma emette radiazioni.
> Preferisco la CO2 alle socorie nucleari e ai combustibili nucleari MOX in testa.
Le centrali a carbone, a quanto pare, emettono MOLTE più radiazioni delle centrali nucleari, in quanto del Torio (debolmente radioattivo) è presente nel carbone.
Ancora più bello…il carbone, a quanto pare (ora non trovo il link) contiene più energia potenziale nucleare, dovuta al torio, che energia “chimica” dovuto al carbone stesso!!!
Insomma sarebbe energicamente più conveniente estrarre il Torio dal carbone e bruciarlo in una centrale tipo LFTR che bruciare il carbone stesso!! (e con molte meno radiazioni!!!)
Riporto un link sicuramente sopra le parti (Scientific American):
http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=coal-ash-is-more-radioactive-than-nuclear-waste
Un frase dall’articolo:
“the fly ash emitted by a power plant—a by-product from burning coal for electricity—carries into the surrounding environment 100 times more radiation than a nuclear power plant producing the same amount of energy”
Traduco?
“Le ceneri volanti emesse dalla centrale [a carbone] – un sottoprodotto della combustione del carbone per ottenere elettricità – rilasciano nell’ambiente circostante 100 volte più radiazioni di una centrale nucleare che produce la stessa quantità di energia”.
appunto, l’autoproduzione: dopo il riscaldamento condominiale il reattore condominiale
…lì sì che non si andrebbe mai al risparmio e si farebbe sempre il meglio per sè, per i condomini e per i vicini
…ho sbagliato a cliccare, andava sotto…
rispondo solo al punto uno con qualche piccolo esempio:
centrali elettriche non nucleari?
strade/autostrade/ferrovie?
raffinerie/acciaierie/cementifici?
non trovi mai il comitato dei paesani che dice “noi abbiamo già dato, fatelo più in là”!
…e se credi che sia dovuto “agli interessi di chi vuole speculare sulla salute dei bifolchi locali” come la mettiamo coi campi nomadi? quale grande interesse occulto o potere-forte avranno dietro? eppure sempre la stessa accoglienza hanno!
Secondo me chi si ritiene a favore del nucleare non tiene conto di 2 cose:
1-le centrali devono essere economicamente convenienti,i costi di manutenzione e controllo sono elevatissimi, ergo nel tempo si tende al risparmio (fukushima insegna) quindi diventa più probabile guasti e disastri.
2- Non solo nei disastri sono pericolose le centrali: andatevi un po’ a vedere le statistiche sui tumori di ci vive vicino….viene considerato un prezzo da pagare ed infatti lo stato finanzia queste zone con le sovvenzioni più svariate!
Ad oggi non può esistere una fonte rinnovabile che ci permetta di mantenere il nostro sistema di spreco di energia…da cambiare è il modo come la utiliziamo, investissimo lì tutti quei soldi?
La cosidetta “fusione fredda”? neanche ne parlate? eppure ormai ci sono svariati studi che ne dimostrano la realtà! (il giappone è fra i più interessati all’argomento mi pare…chissà come mai!)
> 1-le centrali devono essere economicamente convenienti,i costi di manutenzione e
> controllo sono elevatissimi, ergo nel tempo si tende al risparmio (fukushima insegna)
> quindi diventa più probabile guasti e disastri.
Esistono progetti esecutivi di mini-centrali al piombo-bismuto (delle specie di “pile” atomiche) a manutenzione zero. Si costruiscono in fabbrica, si portano nel sito con un camion o un treno, queste funzionano in sito per 5-10 anni praticamente con zero assistenza, e a fine vita vengono riprese dal costruttore che le smantella in luogo sicuro.
Fatti un giro qui: http://www.hyperionpowergeneration.com/product.html
Ma di queste ne servirebbe una ad ogni quartiere … voglio vedere in Italia!! Ahah
Credo impossibili.
appunto, l’autoproduzione: dopo il riscaldamento condominiale il reattore condominiale
…lì sì che non si andrebbe mai al risparmio e si farebbe sempre il meglio per sè, per i condomini e per i vicini
Basta con queste idiozie nucleariste.
IL 12 GIUGNO TUTTI A VOTARE “SI” CONTRO IL NUCLEARE.
LI DOBBIAMO SCHIACCIARE, UNA VOLTE E PER TUTTE.
http://www.youtube.com/watch?v=Av-kDM-n4S4
Quoto , non è mai sbagliato ricordare certe cose.
PS: io comunque proporrei di mettere la notizia in risalto anche nella pagina principale del forum, ben dettagliata e completa di spiegazioni semplici del tipo, visto che si tratta di referendum abrogativo il SI è favorevole al nucleare ed il NO è contrario al nucleare
aaaaa errore madornale! ho sbagliato a scrivere! volevo dire al contrario si contro no a favore. (ci stavano quasi riuscendo)
Sono VERAMENTE stufo di leggere questi commenti pro-nucleare, sembrano tutti scritti dalla stessa persona.
il nucleare è uno spreco immane, sia economico che ambientale.
UN IMPIANTO NON VIENE COSTRUITO IN MENO DI 15-20 ANNI, IL COSTO DI SMANTELLAMENTO è PIù ALTO DI QUELLO DI COSTRUZIONE che è 4-6 mld di €.
saremmo lo stesso dipendenti dall’uranio anziké dal petrolio, il cui prezzo è passato nel 2007 da 7 $ lb a 130$ lb.
una centrale viene sempre costruita, manetenuta, smantellata, con i soldi pubblici OVVERO I NOSTRI SOLDI. e la bolletta invece di diminuire cresce x pagare i costi iniziali, quello che non pagheremo lì lo pagheremo nelle tasse come fanno i francesi.
le microperdite radioattive avvengono quotidianamente e la gente deve vivere con le pillole allo iodio in casa nel terrore x i propri figli piccoli che non si ammalino di leucemia, dove è dimostrato che aumentino i casi attorno alle centrali, dallo studio tedesco pagato dalla merkel.
a guadagnarci sono i francesi e gli amici di berlusconi, quali impregilo(quella del terremoto in abruzzo che ha costruito l’ospedale che è crollato xké fatto di cartone) e caltagirone, il suocero di casini, tutti e due stranamente favorevoli al nucleare… CERTO LE COSTRUIRANNO LORO!!!
l’uranio che se ne dica finirà in meno di 60 anni, si ce n’è tantissimo ma di U 235, quello che serve a combustibile è solo lo 0,72% di quello totale. dato che il resto è il 238, ancora inutilizzabile.
SE SOSTENETE IL NUCLEARE O SIETE DISINFORMATI O SIETE BEN PAGATI. VERGOGNA!!!!!
p.s. NON SI DEVE CONSUMARE PIù ENERGIA, MA MENO, RIDUCENDO I CONSUMI ALTRIMENTI IL PIANETA, CON UN CONSUMO PARI AL NOSTRO DI CINESI E INDIANI ESPLODEREBBE!!
Le considerazioni tecniche elementari devono riguardare la manifesta scarsità di analisi delle capacità sia dei materiali che degli elementi portanti di queste centrali e di una incerta realizzazione delle strutture di contenimento. Per assurdo questi gravi errori, se opportunamente studiati, potranno portare ad una “nuova” generazione di centrali.
E poi verranno studiati gli errori della “nuova generazione” di centrali, e così via, finché a forza di errori e correzioni riempiremo il pianeta di schifezze radioattive e sarcofagi di cemento.
ELEMENTARE WATSON!
A mio modesto parere il fatto che l’energia nucleare sia economica è semplicemente un errore in quanto si potrà avere esatta percezione dei costi solo quando il ciclo della produzione sarà completo e cioè quando saranno “smaltite” le scorie prodotte fra qualche decina di secoli la creazione il mantenimento e spesso la sostituzione di depositi per le stesse non credo venga conteggiato fra i costi per la produzione di energia e semplicemente perchè non sono esattamente calcolabili e quindi se li sobbarcano la comunità. Secondo voi i costi sulla salute di chernobyl e fukushima oltre che i costi materiali dei disastri anche dal punto di vista ambientale rientrano nel computo ? Io credo di no per questo senza una stima delle esternalità non si può dire che una soluzione sia + conveniente di altre. Senza contare il pericolo che sempre può manifestarsi visto che del doman non v’è certezza (vedi il giappone ma non solo). Mi spiace ma secondo me siamo lontani da una soluzione al problema il nucleare è una via ma di sicuro non la + auspicabile ne una fonte inesauribile per risolvere serve ricerca anche su altre strade percorribili e soprattutto il miglior modo per produrre energia è non consumarne e non sprecarne.
Sarebbe bastato investire tutti quei soldi usati per il nucleare nelle energie rinnovabili e in ricerca e sviluppo. Non ci vole un genio oppure un economista per sapere che il nucleare non è conveniente, ma secondo me non è conveniente apposta! cioè dove sarebbe il guadagno per i vari EDF & Company se non il nostro grano?
Costi, costi, maledetti soldi…riusciremo mai a fare qualcosa perchè e giusto che sia fatta per noi e per chi ci seguirà e non perchè è redditizia?
BASTA PARLARE DI NUCLEARE !
INFORMIAMOCI SUL VERO FUTURO POSSIBILE.
VEDIAMO QUANTI SONO D’ACCORDO CON LA SUA TERORIA.
Jeremy Rifkin, considerato uno degli economisti più influenti al mondo e il guru dell’energia condivisa. (non Chicco Testa e Veronesi ).
Secondo il celebre economista statunitense, il futuro del Pianeta si gioca tutto sull’abbandono dei combustibili fossili e del nucleare, non più sostenibili dal punto di vista economico ed ecologico, e sul passaggio a una maggiore efficienza energetica, grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili gestite in modo decentrato e condiviso.
La terza rivoluzione industriale rende possibile una nuova Europa sociale nel ventunesimo secolo. Il sogno europeo è il fulcro della nuova Europa sociale. La maggior parte degli europei sperano soprattutto in una nuova Europa sociale fondata sulla “qualità della vita”. Il sogno europeo sottolinea i diritti umani e sociali in un quadro di equilibrio tra modelli sociali e di mercato e con prospettive di cooperazione e di pace.
Il sogno di una Europa sociale è al momento minacciato dall’incremento dei prezzi del petrolio e del gas e dagli effetti del cambiamento climatico sulle comunità e sugli ecosistemi del continente.
Presupposto di tutto è la terza rivoluzione industriale senza la quale è impossibile una nuova Europa sociale. La terza rivoluzione industriale e la nuova Europa sociale garantiranno all’Europa cinquant’anni di integrazione.
È necessaria ora una chiara agenda politica che consenta alla Commissione Europea di proseguire la realizzazione del progetto europeo. La nuova Europa sociale poggia su dieci pilastri ciascuno dei quali ha come presupposto la terza rivoluzione industriale:
1) Un livello di vita sostenibile: l’incremento di lungo periodo dei prezzi del gas e del petrolio e i crescenti effetti del cambiamento climatico su settori commerciali che vanno dall’agricoltura al turismo, stanno gia’ producendo conseguenze pesanti sul livello di vita di milioni di europei. I prezzi dei prodotti alimentari sono in continua ascesa e lo stesso dicasi per i servizi e per i prodotti di largo consumo.
Negli anni a venire la situazione non può che peggiorare mettendo in pericolo il sogno di una nuova Europa sociale. I governi, il mondo finanziario e imprenditoriale e la società civile debbono mobilitarsi insieme per passare a nuove forme di energia.
2) L’effetto di moltiplicatore economico: la transizione verso la terza rivoluzione industriale comporterà una riconfigurazione globale delle infrastrutture europee con la creazione di milioni di posti di lavoro e di nuovi beni e servizi con un effetto di moltiplicatore economico che si farà sentire fino alle seconda metà del ventunesimo secolo. Saranno necessari massici investimenti nelle energie rinnovabili, dovremo ristrutturare milioni di edifici trasformandoli in vere e proprie centrali elettriche e impianti di produzione di energia e saremo costretti ad abbandonare la tecnologia obsoleta delle automobili alimentate dal motore a combustione interna.
3) Nuovi lavori e modelli imprenditoriali per il ventunesimo secolo : il rifacimento delle infrastrutture europee e l’ammodernamento dell’apparato industriale comporterà una massiccia operazione di riqualificazione dei lavoratori europei come già avvenne all’inizio della prima e della seconda rivoluzione industriale. La forza lavoro della terza rivoluzione industriale dovrà essere esperta di energie rinnovabili, di edilizia verde, di tecnologia dell’informazione, di nano-tecnologie, di chimica sostenibile, di gestione di griglie energetiche digitali, di mezzi di trasporto alimentati ad energia elettrica e idrogeno e di centinaia di altre tecnologie. Imprenditori e manager dovranno conoscere nuovi modelli di impresa, tra cui il commercio open-source e networked, la ricerca distribuita e collaborativa e le strategie di sviluppo, la logistica sostenibile a basso impiego di carbone e la gestione delle catene di approvvigionamento.
4) Migliorare la sicurezza energetica dell’Europa: la Ue ha cominciato ad occuparsi di sicurezza energetica con la creazione della Comunità Europea Carbone e Acciaio e l’introduzione del progetto Euratom. L’Europa dovrà creare un regime di energia rinnovabile autosufficiente e diffuso capillarmente che sia in grado di garantire l’indipendenza energetica. Un sistema integrato europeo consentirà a ciascun Paese della Ue di produrre l’energia di cui ha bisogno e di distribuire agli altri Paesi l’eccesso di produzione.
5) Realizzare l’Agenda di Lisbona e diventare l’economia più competitiva del mondo: l’industria europea dispone di un know-how scientifico, tecnologico e finanziario tale da aprire la strada alle energie rinnovabili, all’edilizia verde, all’economia fondata sull’idrogeno e da avviare il mondo verso una nuova era economica.
L’industria automobilistica, quella chimica, quella manifatturiera, quella informatica e delle comunicazioni, le industrie bancaria e assicurativa sono in grado di dare impulso alla terza rivoluzione industriale. Inoltre la Ue è il più grosso mercato mondiale per l’energia solare ed è leader mondiale nella produzione di energia eolica. Resta solo alla Ue il compito di creare un mercato unico e integrato dell’energia. Pur essendo potenzialmente il più grande mercato interno del mondo con i suoi 500 milioni di consumatori e altri 500 milioni di consumatori nelle zone associate che abbracciano il Mediterraneo e il Nord Africa, la Ue non ha ancora creato infrastrutture logistiche efficienti con una comune griglia di trasporti, di comunicazioni e di energia.
6) Dare più potere alla gente e promuovere una rete europea: la terza rivoluzione europea porta ad una nuova Europa sociale nella quale il potere sarà più capillarmente diffuso in modo da incoraggiare nuovi livelli di collaborazione tra i suoi 500 milioni di cittadini. Nella nuova era, imprese, enti locali e proprietari di abitazioni diventeranno produttori oltre che consumatori di energia – stiamo parlando della cosiddetta “generazione distribuita”.
Così come nel decennio scorso la rivoluzione della “comunicazione distribuita” ha allargato le menti e ha democratizzato le comunicazioni, la terza rivoluzione industriale intende democratizzare l’energia. La democratizzazione dell’energia diventa un punto focale della nuova Europa sociale e l’accesso all’energia diventa un diritto fondamentale inalienabile dell’era della terza rivoluzione industriale. Nel ventesimo secolo abbiamo assistito all’allargamento della partecipazione politica e ad un più diffuso accesso all’istruzione e all’economia per milioni di europei. Nel ventunesimo secolo anche l’accesso all’energia diventerà un diritto sociale ed umano.
7) L’istruzione nel ventunesimo secolo: La prima e la seconda rivoluzione industriale furono accompagnate da profonde trasformazioni dei sistemi scolastici. Anche la terza rivoluzione industriale comporterà una radicale riforma della scuola per preparare le future generazioni a lavorare e vivere in un mondo post-carbone. Le scuole e le università dovranno insegnare prevalentemente informatica, bio e nano-tecnologie, scienze della terra, ecologia, teoria dei sistemi, modelli di apprendimento open-source e capitale sociale. Dovremo educare i nostri figli a pensare come cittadini globali e prepararli a passare dalla tradizionale geopolitica del ventesimo secolo alla politica della biosfera globale del ventunesimo secolo. L’istruzione riguarderà il compito di tutelare la salute della biosfera del pianeta e di promuovere gli ecosistemi regionali.
9) Ripensare la globalizzazione dal basso: la transizione, che durerà mezzo secolo, dalla seconda alla terza rivoluzione industriale modificherà profondamente il processo di globalizzazione. A risentirne maggiormente saranno probabilmente i Paesi in via di sviluppo. Può sembrare incredibile ma oltre la metà degli abitanti del pianeta non ha mai fatto una telefonata e un terzo non dispone di corrente elettrica, la qual cosa funge da moltiplicatore della povertà. L’accesso all’energia garantisce maggiori opportunità economiche. Se milioni di individui e comunità diventassero produttori dell’energia che consumano, le conseguenze sarebbero enormi e cambierebbe anche la geografia del potere. Le comunità locali sarebbero meno soggette alla volontà di centri di potere lontani. Le comunità potrebbero produrre beni e servizi sul luogo e venderli in tutto il mondo. È questa l’essenza della politica dello sviluppo sostenibile e di una globalizzazione ripensata dal basso.
10) Il lascito dell’Europa, un pianeta sostenibile: nel 1960 il presidente Kennedy invitò la generazione americana del baby boom ad aiutarlo a portare un uomo sulla luna entro dieci anni e ad esplorare lo spazio. Nel ventunesimo secolo l’Europa deve svolgere un ruolo guida nella salvezza della biosfera sulla terra.
Per passare dalla seconda alla terza rivoluzione industriale è necessario un piano di transizione di lungo periodo e attentamente studiato. L’Unione Europea lo sa e si è impegnata a seguire un processo che poggia su due pilastri: 1) incrementare l’efficienza energetica e ridurre del 20% l’uso di carbone entro il 2020 e 2) centrare l’obiettivo del 20% di energie rinnovabili e posare le basi della terza rivoluzione industriale entro la prima metà del ventunesimo secolo.
Jeremy Rifkin è presidente della Foundation on Economic Trends con sede a Washington e insegna all’Università di Pennsylvania
Amen! sarà questo testo il mio vademecum per il futuro
quoto in pieno!
Condivido in pieno quanto sostiene Jeremy Rifkin e mi piacerebbe vivere a lungo per poter apprezzare gli effetti della 3a rivoluzione industriale. Il punto 8, notevole, merita particolare attenzione ed una riflessione sul suo contenuto.
Questo si che è parlar chiaro.
Son pienamente in sintonia con te massimiliano.
Interessanti prospettive, ampiamente condivisibili anche perche’ in parte, fortunatamente, molte delle basi necessarie sono state gia’ messe negli ultimi 20 anni. Se pensate solamente a come Internet ha cambiato radicalmente il modo di comunicare, di lavorare, di acquistare beni, di discutere anche animosamente, e di scambiare informazioni con la propria cerchia di amici.
Qualche appunto:
1- vedo citato un paio di volte “carbone” ma temo che si tratti di un errore di traduzione, immagino che l’originale inglese avesse nel testo carbon e non coal. Ditemi se mi sbaglio.
2- il punto 1. e’ certamente condiviso da tutti i nuclearisti! Si vorrebbe infatti ridurre la schiavitu’ dal gas e dal petrolio, e certamente dal carbone (inteso come coal) dato che sono anche delle fonti di CO2 davvero impressionati. Immagino che Rifkin pero’ non conceda molto spazio al nucleare…
3- sui punti 2. e 3. sono d’accordo da un punto di vista tecnologico, io stesso lavorando da sempre nel campo di Internet so bene quanto le nuove tecnologie abbiano un importante peso. Ma non sono convinto che la scelta dell’idrogeno possa portare a tutti i benefici di cui parla Rifkin. David MacKay analizza la questione idrogeno nel suo libro “Sustainable Energy – without the hot air” e i rendimenti sono miseri, purtroppo.
4- sulle questioni legate al ruolo dell’Europa nutro un po’ di scetticismo. Non mi dico antieuropeista, ma riconosco che spesso gli editti che partono da Bruxelles e da Strasburgo sono un’accozzaglia di burocrazia davvero fenomenale, e spesso sono poco applicabili. Non prevedo un futuro brillante per quest’Europa cosi’ burocratizzata, sinceramente. E spero di sbagliarmi.
5- rimango un po’ perplesso al punto 9. dove leggo che i piu’ colpiti da questa rivoluzione saranno i paesi in via di sviluppo. Come se gia’ non avessero i loro problemi da smazzarsi! E quando Rifkin dice:
“L’accesso all’energia garantisce maggiori opportunità economiche. Se milioni di individui e comunità diventassero produttori dell’energia che consumano, le conseguenze sarebbero enormi e cambierebbe anche la geografia del potere.”
sinceramente io penso ancora al nucleare. Ad un nucleare nuovo pero’, con centrali di piccole dimensioni e modulari, in modo da avere un basso costo di installazione ed operazione, con manutenzione nulla (non c’e’ bisogno di fare rifornimento, la centrale lavora fino a quando c’e’ combustibile, poi 20/25 anni dopo si restituisce al costruttore che la scarica) e rischi sempre piu’ contenuti.
Per chi di voi conosce un po’ la storia dell’Information Technology, penso ad una rivoluzione simile a quella che ha portato dal grosso mainframe a tantissimi piccoli server.
Una buona lettura, sinceramente non conosco granche’ il lavoro di Rifkin e mi riprometto di approfondire.
Grazie a Massimiliano per lo spunto.
Cordiali saluti,
Luca Bertagnolio
mi sembra un invito al ritorno alla sussistenza (qui non agricola ma energetica), con tutte le sue implicazioni riguardo all’efficienza di tanti piccoli sistemi in collaborazione/concorrenza fra loro (sicuri che nella diffusione del computer prima e di internet poi non abbia avuto una parte importante proprio la standardizzazione garantita da DOS/windows ed internet explorer?) che però dovranno trovare una lingua comune per dialogare (scelta da chi?)
a me sembra un sogno, più o meno condivisibile, ma troppo semplicistico ed utopico, questo più che un programma per il futuro mi sembrano dieci propositi per l’anno nuovo: tutti che producono quel che serve per sè, però vendono nel mondo; tutti impegnati in attività ad altissimo contenuto di intelligenza, ma chi farà il caffè o le fotocopie o pulirà i bagni? il punto 8 poi mi sembra una vaccata totale: “…i tradizionali indicatori…saranno affiancati…” …e quindi? che fanno? vanno a braccetto? fanno a sportellate? a che servono?
…non scordiamo poi che la corsa allo spazio è stato proprio l’esatto opposto di quello che si propugana qui: il trionfo della centralizzazione del potere e delle risorse di (quasi) tutta l’umanità in due squadre avversarie!
ed infine che proprio quel sogno è stato realizzato sui cadaveri di un sacco di persone che ci hanno lasciato le penne inseguendolo, mentre noi ci “dobbiamo fermare a riflettere” ad ogni starnuto del nostro cane
in conclusione:
ottimi come comandamenti per gli adepti di una setta religiosa
pessimi come costituzione per uno stato che si dichiari liberale
L’errore è considerare il nucleare una tecnologia pulita, come se una barra di uranio esausto la si potesse tagliare a pezzi e farci dei bellissimi fermacarte da scrivania. Il nucleare è lercio lungo tutta la filiera. E non è nemmeno efficiente, la gran parte (70%) dell’energia termica prodotta da una centrale nucleare viene dispersa, considerare il nucleare una soluzione accettabile ed efficiente ai problemi energetici attuali è come confondere la macelleria bovina con la microchirurgia. Il modo in cui l’uomo oggi è in grado di manipolare l’atomo è davvero paragonabile alla perizia del macellaio… accettare una centrale nucleare vicino casa è come accettare di farsi operare a cuore aperto dal macellaio all’angolo. Quando voi ingegneri nucleari imparerete ad utilizzare il bisturi, cioè il nucleare da fusione, ne riparleremo… ma nel frattempo, capo chino sui libri e fatevi rivedere solo dopo che avrete la fusione in palmo di mano.
12 GIUGNO 2011 – AL REFERENDUM ABROGATIVO SUL NUCLEARE VOTATE SI!
ANCORA CONTINUATE !!!!!!!
ma come si fa a dire queste cavolate ???
come si puo dire “sbagliato per le democrazie girare le spalle al nucleare” se il nucleare è una fonte di energia centralizzata e quindi controllata dal “potere” che lo può gestire a piacimento ?
QUESTO SISTEMA FA COMODO SOLO ALLE LOBBY DI POTERE !
E’ COSI FACILE DA CAPIRE !
BASTA CO STO NUCLEARE ! E’ UNA CONCEZIONE VECCHIA !!
IL FUTURO E’ LA GENERAZIONE DISTRIBUITA DELL’ENERGIA CON LE RETI ELETTRICHE INTELLIGENTI “SMART GRID” .
La grid non è una singola rete, ma un insieme di reti, che hanno il compito di mettere in contatto diverse strutture dei produttori di energia grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili gestite in modo decentrato e condiviso(che attualmente si connettono manualmente alla rete nazionale e si organizzano autonomamente) su vari livelli e con una coordinazione automatica. La smart grid aumenta la connettività, l’automazione e la coordinazione tra fornitori, consumatori e rete, per compiere al meglio i lavori di trasmissione e distribuzione dell’energia.
L’innovazione consente di far viaggiare l’energia elettrica da più nodi( lo stesso principio di funzionamento di internet) rendendo la rete in grado di rispondere tempestivamente alla richiesta di maggiore o minore consumo di uno o più utenti e rendendo immediata e ottimale la gestione come un vero e proprio organismo intelligente.
Dare più potere alla gente e promuovere una rete europea, vuole dire creare una nuova Europa sociale nella quale il potere sarà più capillarmente diffuso in modo da incoraggiare nuovi livelli di collaborazione tra i suoi 500 milioni di cittadini, imprese, enti locali e proprietari di abitazioni che diventeranno produttori oltre che consumatori di energia (generazione distribuita).
QUESTO SISTEMA MI SEMBRA MOLTO PIU’ DEMOCRATICO !
Per chi conosce un po di inglese qui c’è un video molto interessante:
http://www.smartgrids.eu/
Per chi si vuole informare meglio su questo sito si possono trovare cose interessanti. Da vedere assolutamente.
http://www.genitronsviluppo.com/2009/04/07/smart-grid-rete-elettrica-intelligente/
IL PROBLEMA E’ CHE IN QUESTO FORUM NON FA COMODO PARLARNE DI FUTURO PERCHE’ ANCHE LORO FANNO PARTE DELLE LOBBY E NON SI DANNO LA ZAPPA SUI PIEDI.
LOBBY-POTERE-CONTROLLO-SOLDI-SOLDI-SOLDI
Oggi, molto più di prima,nel mondo, abbiamo bisogno di leader politici capaci di vedere il quadro nel suo insieme, che comprendano la relazione tra l’economia ed i suoi meccanismi di conservazione ambientale. E dal momento che i principali consiglieri dei governi sono economisti e industriali, che pensano solo ai guadagni,privilegiando il breve termine rispetto al lungo termine
abbiamo bisogno di economisti e industriali in grado di pensare come ecologisti. Purtroppo queste sono figure rare.
Per finire voglio citare una dichiarazione di Albert Einsten, fatta nel 1954:
“Da quando i frutti delle ricerche dell’uomo di scienza sono caduti nelle mani di coloro che detengono il potere politico, cui è affidato il destino della massa degli individui sempre più amorfa, va gradualmente profilandosi la minaccia dell’avvelenamento dell’atmosfera da parte della radioattività e, di conseguenza, della distruzione di qualsiasi forma di vita sulla terra.
Allontanare questa minaccia è divenuto il problema più urgente del nostro tempo”.
MEDITATE GENTE MEDITATE
Grazie per questo bellissimo commento.
Sul discorso smart grid ci voglio tornare quanto prima, ho iniziato a vedere il video linkato da Massimiliano ma non avevo tutto il tempo necessario per vederlo tutto.
Voglio pero’ solamente dire che il concetto di smart grid prevede che la societa’ di distibuzione energetica abbia facolta’ di rimuovere l’alimentazione a determinati apparecchi casalinghi a seconda della necessita’ del momento, fino a 15 minuti per ogni ora (dati di una utility USA). Ebbene, chi la sente poi la moglie quando la cottura del pollo al forno si ferma per un quarto d’ora, o cose di questo genere? La cosa vi fara’ sorridere o anche arrabbiare, ma pensate che questo non e’ un piccolo problema.
Viviamo da sempre abituati ad avere ampia disponibilita’ di energia elettrica, quando ci serve. Di colpo permettiamo ad un “controllore” esterno di accendere o spegnere a suo piacimento cose in casa nostra.
Siamo sicuri che la gente voglia questo? A vedere le proteste nei confronti della pur semplice installazione degli smart meter in USA, sembrerebbe di no.
A presto con ulteriori comsiderazioni, grazie dei link Massimiliano.
LB
quindici minuti?
pensa solo i quindici SECONDI mentre tirano un rigore, parte una gara di formula1 o arriva la Milano-Sanremo!
Questo articolo non ha senso , è pieno di opinioni personali dell’autore e non ha un ragionamento logico! ma come si fa a paragonare il disastro di chernobyl con le miniere di carbone! perché non paragonarle alle miniere di uranio invece?
Quoto in pieno.
Ma guarda un po’, proprio lo stesso economist che aveva scritto peste e corna del nucleare qualche tempo fa, si decidano! Poi parla proprio un paese che ha allungato la vita delle centrali obsolete? Complimenti.
E’ evidente che l’articolo è stato commissionato da qualcuno, tutto qui. Poi ma possibile che non si consideri il fatto che non è solo la perdita di vite umane il rpoblema in caso d’incidente, ma la contaminazione del territtorio per secoli, ma secondo me siete dei pazzi! è una gigantesca roulette russa e basta, ma che valore date al pianeta dove vivete? Così basso? Non v’importa nulla delle prossime generazioni? Pensate solo a voi stessi? Contano solo il P.I.L ed arricchirsi? Che schifo! sono disgustato da gente così cinica.
al netto di superstizione, miti e leggende, il nucleare e’ sicuro ed economico.
putroppo c’e’ una fazione che si oppone per motivi ideologici a qualunque tipo di generazione di energia, e che e’ furiosamente contro il nucleare perche’ sa che esso e’ la ricetta giusta per uno sviluppo enorme di ricchezza e benessere. questa fazione ha il supporto totale di quasi tutti i media.
bisogna rompere questo monopolio. stiamo letteralmente buttando a mare il nostro futuro, condannando nel frattempo milioni di persone a morte e miseria.
Leggiti “Illusione nucleare” di Sergio Zabot e Carlo Monguzzi, così ti rendi conto di quanto è economico e scrivi i tuoi commenti con più cognizione di causa.
Sicuro? Mah, 4 gravi incidenti su 440 centrali nel mondo non mi sembra piccola come percentuale per potersi definire sicuro.
Economico lo è stato sicuramente anche in virtù dei finanziamenti pubblici e sopratutto per la vendita del plutonio di scarto all’industria bellica.
Il nostro futuro sarà forse con qualche insegna luminosa in meno ma di certo potremo sfruttare altre risorse che non lascino un’eredità di scorie radiattive per migliaia di anni.
E lei è pronto a condannarne una sola per avere un teorico guadagno del 15-20% nella sua bolletta? La risposta alla domanda è implicita nel suo discorso. Si. E quindi la domanda sucessiva è è disposto a perdere ogni possibilità del suo personalissimo futuro per problemi “accettabili” del suo così sostenuto progresso?
Meglio il suo futuro o il futuro di migliaia di persone?
Ecco il Gianmarco NUCLEAROMANE, no non è un errore, considero che dopo Fukushima non si possa parlare più semplicemente di Nuclearisti. Chi sostiene il nucleare allo stato delle cose o è un lobbista scellerato e senza scrupoli ma almeno con uno scopo, oppure si tratta di un soggetto che è affetto da una patologica e maniacale forma di dipendenza da energia nucleare. Si tratta di una patologia pericolosa per se e per il prossimo.
Elenco incidenti dopo il 1986 (Cernobyl)
http://www.greens-efa.org/cms/topics/dokbin/181/181995.pdf
Interessante articolo sulla stori adegli ncidenti e sulla sicurezza delle centrali
http://www.cnn.com/2011/OPINION/03/19/cooke.nuclear.history/index.html?hpt=C2
Insistete e insistete…. censurate e rimuovete… le opinioni diverse vi danno fastidio. Passate solo commenti come quelli di Gianluca A. la democrazia non vuole il nucleare… e mi deve poi spiegare come può essere “pulito”" energia a basso costo?? ma cosa ti bevi?? Ben ponderato?? Ma davvero c’è gente così in Italia?? dimmi dove abiti che quando protesteremo scrivo un cartello per proporre casa tua come terreno utile per una fissione!!
Basso costo?
qualcuno vuole parlare di numeri ?
grazie!!!
L’unica energia a basso costo si chiama SOLE, e l’uomo la sfrutta da migliaia di anni.
Non è a basso costo nemmeno il sole ma sicuramente ha MOLTI meno problemi di sicurezza.
Il nucleare deve essere delle democrazie. In mano a dittature sarebbe un disastro…
In un mondo pulito il nucleare è la scelta più logica, perché permette di avere energia a basso costo.
Certo, come tutte le cose umane può creare problemi, ma se ben ponderato il suo utilizzo è assolutamente auspicabile, a mio modesto parere.
A mio modesto parere un conto è “creare problemi” e un’altro è creare catastrofi immense, non risolvibili e che graveranno per generazioni sull’uomo.
Certo che il nucleare anche in mano a democrazie come la nostra non è che mi renda molto tranquillo… uno stato che ha decine e decine di grandi opere non terminate, lasciate a marcire; che ancora non ha risolto il problema di quelle poche scorie che abbiamo da anni; che quando, per caso, riesce a terminare qualche cosa poi si scopre che il cemento è di 3° scelta e mischiato con sabbia di mare….
Infine sulla affermazione dell’energia a basso costo avrei una montagna di obiezioni: costo di realizzazione della centrale, di manutenzione e di smaltimento… costo dell’uranio (che oltretutto viene da paesi stranieri come il petrolio e il gas e quindi non capisco quando si parla di indipendenza energentica)e infine l’eventuale costo di un disasto… mi sembra che sia sufficente per ripensarci… no?
Proprio per il fatto di essere una “cosa umana” non è da considerare come via percorribile. 60 anni fa in Europa si combatteva la 2a guerra mondiale, possiamo prevedere cosa succederà fra 60 anni?
Quanto al mito dell’energia a basso costo… consiglio di leggere “Illusione nucleare” di Sergio Zabot e Carlo Monguzzi, per schiarirsi un po’ le idee.
….una cosa l’hai detta giusta : in mano a dittature sarebbe un disastro !
IL FUTURO ANCORA NON SI PUO PREVEDERE !
CAMBIANO I GOVERNI…..CAMBIANO I POTERI…….GLI INTERESSI ECONOMICI….ora si fanno le guerre per il petrolio tra qualche anno anche per l’uranio.
…altra cosa che dici:
Ben ponderato che significa ??
in Giappone era ben ponderato fino a che non accadesse l’imprevedibile, e fino a quando non si è saputo che la TEPCO FALSIFICAVA I RAPPORTI SULLA SICUREZZA DELLE CENTRALI PER UN PERIODO DI OLTRE 15 ANNI !!!!
Vai a leggere il perchè falsificava i documenti ! PER PROBLEMI E C O N O M I C I !!!
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-03-15/omissioni-scandali-passato-tepco-174007.shtml
Ma te credi veramente che nel mondo se ci fosse qualche guasto alle centrali nucleari lo verremo a sapere ?
Tante e troppe cose ci hanno nascosto dietro a tutta la filiera del nucleare solo per interessi delle lobby.
POSSIBILE CHE NON CAPISCI CHE DOVE GIRANO MONTAGNE DI SOLDI C’E’ DEL MARCIO.
C’è UN DETTO POPOLARE CHE RENDE BENE L’IDEA:
“I SOLDI MANDANO L’ACQUA ALL’INSU’ “
Perché in mano alle dittature sarebbe un disastro?
In Russia, Kazakistan, Cina, Iran, Pakistan, Iran c’è dittatura?
Dittatura o no, l’industria nucleare non è MAI trasparente, dato che di mezzo ci sono sempre i militari. Le spese reali vengono coperte da segreto, esiste un imponente apparato burocratico, gli incidenti vengono celati o minimizzati…
Infatti in quelle dittature l’industria nucleare è nata soprattutto per la produzione di plutonio a fini bellici. Così come in America o Francia del resto dove il nucleare degli anni ’70 era estremamente conveniente soprattutto per i 30$/g che riceveva dalla difesa per l’acquisto del plutonio.