Red Book 2010: uranio risorse per minimo altri 100 anni

postato il 22.ago.2010 alle 9:57 pm | da pat

Di Enrico D’Urso

E’ uscito l’ultimo rapporto sulle riserve uranifere mondiali, aggiornato al 1° gennaio 2009. Noto come Red Book, questa ricognizione globale delle risorse di uranio è frutto del lavoro congiunto della IAEA – NEA (agenzia OECD per il nucleare) ed è pubblicato ogni due anni.(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

identified-resources-uranium-2009Notevoli le novità dell’ultima edizione rispetto a quella del 2007: le riserve uranifere mondiali certe sono aumentate del 15%  arrivando a 6,3 milioni di tonnellate dai 5,5 milioni del precedente Red Book. Questo aumento è imputabile principalmente a nuove valutazioni dei giacimenti già conosciuti. E’ stata aggiunta una nuova categoria di prezzo, <260$/kg (100$/lb), dovuta a vari fattori: la progressione delle quotazioni dell’uranio dal 2003 ( superando i 100$/kg nel corso del 2007), l’aumento dei costi estrattivi (alcuni paesi hanno introdotto nuove tassazioni) e l’aspettativa di futuri rialzi con la progressiva realizzazione di nuove centrali in costruzione.

 

 

projected-installed-nuclear-capacity1Queste riserve portano i giacimenti ad oggi noti, tenuto conto dei consumi attuali, tecnologia attuale ed un ciclo del combustibile aperto, a sopperire a tutta la domanda mondiale fino a fine secolo. Con lo scenario di massimo sviluppo oggi pronosticato (passando dagli attuali 375GW a 785GW), si arriverebbe al 2035 con l’aver consumato circa la metà delle risorse uranifere ad oggi conosciute.

 

Nel documento sono poi riportati diversi dati interessanti sulle risorse uranifere. Sono elencati ad esempio oltre 10 milioni di tonnellate di risorse minerarie non ancora scoperte, suddivise in 3 milioni come pronosticate e 7,5 milioni come speculate. Mentre sono elencate altre risorse da fonti non convenzionali, come ad esempio 6,5 milioni di tonnellate ricavabili dai depositi di fosfati marocchini (conteggiandole, il Marocco diventerebbe il primo paese per risorse uranifere mondiali). Solo considerando le risorse non ancora scoperte, si ridisegnerebbe notevolmente la scacchiera dei produttori, ad esempio con l’entrata della Mongolia, se venissero confermati gli 1,4 milioni di tonnellate attualmente speculati. Sono poi elencate le nuove miniere che entreranno in funzione nei prossimi anni, che assommano ad una nuova produzione di oltre 60.000t annuali alla fine del periodo dal 2009 al 2015 (non è riportato un dato sulla chiusura delle miniere attualmente esistenti, funzione delle nuove scoperte o variazioni dei costi estrattivi).

annual-reactor-requirementDa questi dati sul fabbisogno mondiale, si possono fare altri ragionamenti. Nel 2009, il fabbisogno di uranio mondiale è sopperito per il 76% da risorse minerarie, mentre per il resto da uranio di riciclo (combustibile MOX da riprocessamento) o dalla dismissione degli ordigni nucleari degli arsenali sovietici ed americani. Con un differente utilizzo delle risorse minerarie, utilizzando cioè un ciclo interamente chiuso ed un grande numero di reattori autofertilizzanti, lo scenario mondiale del fabbisogno di uranio sarebbe destinato a modificarsi in maniera sostanziale.

 

26 risposte a Red Book 2010: uranio risorse per minimo altri 100 anni

  1. Enrico scrive:

    @acerrano

    http://www.world-nuclear-news.org/ENF-MOX_fuel_contract_for_Hokkaido_reactor-3003104.html
    mhà, ogni giorno si trovano sempre più reattori che utilizzano MOX……ma vabbè…..vostra signoria illustrissima acerrano, a cui le persone chiedono pillole di saggezza sul nucleare…..dice che il mox è utilizzato solo dai reattori francesi riutilizzando ordigni nucleari russi…….

  2. Enrico scrive:

    @acerrano

    http://www.nuclearnews.it/news-360/riciclato-dalle-bombe-russe-uranio-pari-a-16000-testate/

    il contratto che è fra russia e USA è invece fra russia e francia? bhà……nel prossimo futuro semmai, ma di certo non oggi e non fino al 2013…….

    qualunque affermazione proferita si rivela sempre semplicemente……..falsa

  3. AleD scrive:

    @acerrano: egregio, alle tue domande Enrico ha già risposto, se a te quelle risposte non piaciono, vedi di chiarire le tue allora, visto che non lo hai fatto, ma hai semplicemente sparato a zero. Sempre che tu riesca a trovare il tempo tra un gabinetto e l’altro che ti tocca pulire per lavoro, per poi sfogare qui il tuo mancato raggiungimento delle tue aspirazioni dato il notevole know-how che fai capire di possedere ma ti guardi bene dall’usare…

  4. acerrano scrive:

    Caro AleD,

    pare che tu sappia qualcosa di fisica del reattore…, visto che interferisci sempre come una comare !
    Allora prova tu a spiegare a me a ad Enrico D’Urso (che chiaramente non lo sa) cos’è e a cosa serve e chi usa attualmente il MOX.
    E, già che ci sei, spiegaci anche cosa sono e dove stanno gli “autofertilizzanti” della fervida fantasia di Enrico D’Urso.
    E, già che ci sei, vai anche da Chicco Testa, e supplicalo di pubblicare i miei commenti censurati (visto che a me non perdona !), nient’affatto offensivi per nessuno.
    In caso contrario, stai zitto, che gli altri del blog bastano e avanzano !

    Saluti
    Acerrano

  5. Enrico scrive:

    @acerrano

    in mezzo ad una nuova sequela di vaneggiamenti infarciti di insulti o di asserzioni: “io so tutto, voi non sapete niente, io so chi sono, voi non lo sapete e potrete mai sapere chi sono io” (si aspetta ancora di sapere le competenze del Sig. Acerrano da quel dì di mesi fa) saltano però subitanee alcune considerazioni e due appunti:

    visto che mi si fa la punta per scrivere in un italiano maccheronico (che poi sarebbe latino maccheronico, ma vabbè…..), non sapere nulla di quello che si scrive, gli ordigni all’uranio russi DEVONO essere convertiti in ordigni al plutonio per compiacere VSI (vostra signoria illustrissima), il report IAEA mente sul numero di reattori che utilizzano nel 2008 combustibile MOX (cosa che anche le pietre dovrebbero sapere: cioè che la francia consuma il plutonio russo al posto degli USA a dispetto dei trattati internazionali sul disarmo), si possono quindi elencare i due appunti che balzano all’occhio sul precedente post:

    la prima: si ritorna al negazionismo del global warming professato dal blog, mentre sono gli stessi fautori dello stesso (citazioni qualche post fa) ad asserirlo, e qui si dà spazio a tutte le voci. che cosa centri poi il global warming in questo post non è dato saperlo.

    la seconda è invece più sottile, ma quando è notata è anche più lampante della precedente: l’effetto serra provocato dall’uomo è ANTROPICO, non ANTROPOLOGICO. per uno che fa la punta su ogni parola dicendo che è falsa (chissà poi con quali misteriose basi scientifiche è possibile fare queste asserzioni…..) commettere un errore di tale entità è palesemente ridicolo.

    per quanto mi riguarda non posso far altro che citarmi nuovamente:
    “per quanto riguarda tutto l’ambito nucleare, è ormai palese che non ne sai praticamente nulla, a parte il fatto che si usa l’uranio nei reattori. nonostante questo io continuo imperterrito a risponderti, con massima competenza e con dovizia=>grande numero di citazioni. io continuerò a risponderti, benchè il confronto sia palesemente impari (come usare picasso per giocare a pictionary). quando avrai delle affermazioni serie da fare, dirai (finalmente) le tue competenze in materia e tutto il resto, il confronto sarà un vero confronto, fino ad allora aspetterò con somma pazienza una seria risposta.”

    con questo saluto il cortese uditorio che è stato a leggere questo ultimo battibecco, e che giudichino, l’uditorio, chi ha ragione o meno in base ai dati forniti ed alle citazioni date.

  6. AleD scrive:

    @acerrano: ‘scolta… sei stato invitato letteralmente un fottio di volte a portare link che concorressero a dare un maggior senso di credibilità alle sole tue chiacchere. Non l’hai MAI fatto, MAI. Ora, che si deve pensare, che il resto del mondo che conosce la verità sul nucleare è costantemente censurato in modo che su internet non sia possibile trovare documentazione che possa confermare le tue chiacchere?
    Guarda, come risposta può andar bene anche una sorta di: “mi intendo di nucleare, ma non so usare un pc, quindi non so come recuperare il materiale che mi chiedete e che conferma quello che vado dicendo”.
    Ci faresti una figura ben meno grama di quella che stai facendo da un po’… :-)

  7. acerrano scrive:

    Caro Enrico,

    non si può discutere con te a livello tecnico, perchè non arrivi a capire gli scritti altrui che escano dalle quattro cognizioni scolastiche di fisichetta che hai in testa, che ti limitano mentalmente, e perchè non sei affatto aggiornato sui problemi attuali, tecnici, politici e socio-economici che riguardano il nucleare.

    Nè ti rendi conto delle sciocchezze che frequentissimamente dici per mancanza di autocritica, conoscenza dei problemi e per carenza di strumenti linguistici italiani corretti, che volutamente o no, rendono i tuoi discorsi fumosi e poco comprensibili.
    Non ultime le tue ridicole dichiarazioni su MOX e gli “autofetilizzanti”, esistenti solo nella tua fantasia malata o nei terreni agricoli inariditi.

    Inoltre non si può discutere con chi si fa proteggera dalla censura interna di questo blog, che fa apparire e scomparire testi quando non sono graditi, non perchè siano offensivi, ma perchè criticano le dichiarazioni spesso inaccettabili degli operatori stipendiati dal blog, siano esse tecniche o di altro genere.

    Per di più i censori diretti e indiretti di queso blog hanno grosse limitazioni tecnico-scientifiche per cui manco capiscono i termini del problema che di volta in volta si presenta, nè capiscono i testi scritti dai loro stessi operatori dipendenti e, nonstante ciò, intervengono arbitrariamente censurando e operando a casaccio sulla composizione e struttura dei testi del blog, per nascondere le critiche non gradite.

    Tra l’altro celare volutamente l’attitudine negazionista del Global Warming di questo blog, con tutte le sue notevoli ed enormi conseguenze, morali, sociali, politiche e tecniche, in particolare di Bettanini e tua, approvata dai tuoi capi, è proprio quella che genera l’ambiguità e la falsificazione delle cose e dei testi, tipica di chi sta dalla parte opposta, finge di condividere alcuni fatti e idee innegabili, e contrasta subdolamente, anche se lecitamente e, forse, senza i cosidetti “fini di lucro”, le convinzioni altrui, confondendo idee e realtà delle cose.

    Infine, come ho già detto altre volte, della censura vostra non mi frega più di tanto, perchè i negazionisti dell’effetto serra antropologico non godono nè della stima, nè della fiducia e credenza del sottoscritto, e, per conseguenza, ogni dichiarazione vostra va accutatamente valutata e sottoposta al dubbio prima di diventare credibile (per me e per pochi altri, s’intende !).

    Saluti
    Acerrano

    • pat scrive:

      @Acerrano. A dimostrazione che la censura è fin troppo blanda, abbiamo pubblicato il tuo commento. Ma come è stato fatto notare ad altri, qui si discute di nucleare e vogliamo dare spazio a farneticazioni e sproloquio insultante. Quindi regolati.

  8. Enrico scrive:

    @acerrano

    per le assurde obiezioni apportate al documento

    per il voler sempre insultare il prossimo

    per il voler sempre sminuire le competenze altrui, senza peraltro esporre le proprie in questa materia

    per quanto riguarda tutto l’ambito nucleare, è ormai palese che non ne sai praticamente nulla, a parte il fatto che si usa l’uranio nei reattori. nonostante questo io continuo imperterrito a risponderti, con massima competenza e con dovizia=>grande numero di citazioni. io continuerò a risponderti, benchè il confronto sia palesemente impari (come usare picasso per giocare a pictionary). quando avrai delle affermazioni serie da fare, dirai (finalmente) le tue competenze in materia e tutto il resto, il confronto sarà un vero confronto, fino ad allora aspetterò con somma pazienza una seria risposta.

    P.S.
    se c’è confusione ed incoerenza nelle risposte, cosa che a me ed a persone a cui ho fatto leggere gli scritti non pare assolutamente, è unicamente per il fatto che rispondo punto per punto alle obiezioni apportate. questo modo di procedere non rende un discorso pienamente fluido ma è una esposizione puntuale delle assuede=>acerranee obiezioni apportate, così da riscontrare nella domanda e nella risposta, all’incirca nella stessa posizione nel testo, gli stessi concetti, a cui viene data risposta

  9. Phitio scrive:

    Per AleD.

    Scusa il ritardo, ma io non passo la vita sui blog, mi ci affaccio di quando in quando.

    Per quanto riguardal al copertua del carico, grosso modo, la copertura andra’ a carico delle cetrali a carbone e turbogas (abbiamo contratti di fornitura pluridecennali), e sperabilmente una quota crescente dovra’ essere soppiantata dal rinnovabile. Con quota crescente, intendo dire che (se il prgetto Kitegen va in porto) si puo’ sperare in uno 0.5% annuo medio, che in trent’ anni fa 15% ( piu’ il circa 10% dell’idroelettrico).
    Con molta probabilita’ le cifre che hai dato tu sui livelli di carico non saranno mai piu’ superati nel futuro con la produzione convenzionale. Auspico che le cifre di carico complessive pero crescano in futuro, tramite un processo di conversione verso una economia all-electric, specie per la mobilita’.

    Questo, sperabilmente, potrebbe compensare la botta derivante dalla depletion petrolifera prossima ventura ( purtroppo, si prevede un nuovo forte shortage gia’ per il 2011-2013 , centro della previsione fine 2012, periodo entro il quale l’attuale crescita di domanda avra’ cancellato la spare capacity attuale)

    Saluti
    Phitio

  10. acerrano scrive:

    Caro Enrico,

    le tue obiezioni al mio scritto, come in generale tutte le tue osservazioni a chi ti critica sia per l’italiano sgrammaticato, che per la scarsa comprensibilità dei tuoi testi, per la confusione e incoerenza delle tue affermazioni, per la scarsa competenza nel nucleare che non sia quello scolastico del libro di testo, non sono accettabili.

    Il tuo resoconto su “Red Book” è illeggibile per le ragioni di cui sopra e non dovevi pubblicarlo, con la presunzione di commentare un testo senza avere competenza specifica sull’argomento e senza saperne spiegare sinteticamente il contenuto.

    Se non ti rendi conto di questo, continua pure a fare il maestro del nulla nucleare assoluto in questo blog, raccogliendo storie incredibili a dritta e a manca, ma non pretendere che chi legge un testo sperando di imparare qualcosa di utile e poi verificare che ha letto meno di nulla, poi stia zitto o ti dica che vale qualche cosa.

    Per quanto riguarda il MOX ed i reattori cosidetti “autofertilizzanti”, vedo che non ne sai quasi nulla e quindi non entro in discussione con te in merito, perchè continueresti e dire e a insistere su cose sbagliate e inaccettabili.

    Saluti
    Acerrano

  11. Enrico scrive:

    @acerrano

    sarei intenzionato a non rispondere, ma non mi astengo (forse dovrei dire: “me ne vado” visto che “astensione” può essere un termine troppo erudito?) mai da un confronto, anche se è palesemente impari questo confronto……cioè tutto in mio favore.

    allora, le risorse uranifere si suddividono, come per ogni cosa, in varie fasce, come per il petrolio. te il petrolio lo estrai in arabia saudita ad un COSTO ESTRATTIVO di 5$/bl all’incirca, dagli scisti bituminosi canadesi sei a 70$, allo stesso modo è per l’uranio, ci sono miniere che te lo forniscono ad un costo estrattivo di 40, miniere ad 50, miniere a 100 etc, poi la QUOTAZIONE dell’uranio o del petrolio è altra questione, quella è data dalla domanda e dall’offerta.

    il red book è un documento in cui sono raccolte tutte le previsioni di crescita, tutti i dati sulle risorse uranifere e sullo sviluppo dell’industria nucleare mondiale. raccogliendo i dati da tutti i differenti paesi, si sono prospettati alcuni scenari, uno scenario di sviluppo HIGH ed uno LOW, quello HIGH è lo scenario di massimo sviluppo possibile per una data nazione, se tutte le approvazioni avvengono nei tempi prefissati, tutte le costruzioni nei tempi prefissati, se i piani del governo sono quelli attuali di massimo sviluppo della fonte, si arriva a quel valore. lo scenario LOW è il contrario, cioè il minimo raggiungibile, quello che ci sarà sicuramente (se vogliamo metterlo in altri termini). praticamente in mezzo c’è lo scenario di riferimento, cioè si prevede che al 2035 ci sarà con la massima probabilità (concetto di gaussiana, questo sconosciuto……) di uno scenario intermedio, mentre le code della gaussiana (non è proprio così, ma per semplicità di spiegazione si può urare questo paragone) sono gli scenari HIGH e LOW. la IAEA ha quindi calcolato che: con ciclo aperto, fabisogno interamente sopperito da uranio da miniera, massimo sviluppo possibile=>al 2035 meno della metà delle risorse uranifere conosciute al 1° gennaio 2009 saranno consumate. intanto al 31 dicembre le risorse CERTE ED IDENTIFICATE sono aumentate di circa un’altro milioncino di tonnellate, soprattutto russia e kazakistan, ma grandi giacimenti sono stati scoperti anche in USA e spagna

    in quel documento, nei 10Mt, si riportano dati inerenti prospezioni geologiche non specifiche per l’uranio fatte in giro per il mondo. se te scopri una vena di roccia pinco pallino, te sai che in giro per il mondo quella roccia pinco pallino è presente in concomitanza (usiamo “assieme”, che forse il termine è astruso =>”difficile”) con rocce uranifere, si mettono stime sulle risorse uranifere possibili, appunto queste sono risorse uranifere individuate ma non ancora scoperte o misurate. altro esempio, sotto haiti si presuppone che ci siano immense riserve petrolifere, pari a quelle arabe, ma sono solo presupposizioni, alcuni dati geologici hanno detto questo ma non si è ancora fatto nessun carotaggio per averne una prova certa sulla reale estensione.

    poi…..le acque più ricche di uranio sono quelle oceaniche, il mar rosso……è un mare, a scarso riflusso di acque e tutte le tecniche oggi studiate per l’estrazione dell’uranio non sono fattibili per quel mare. sono state studiate infatti tecniche in cui si mettono delle resine in fondo al mare in corrispondenza di correnti oceaniche, qui l’uranio si “incolla” alla resina e viene estratto da purificazioni della resina.

    per la richiesta di uranio mondiale, questo è sopperito
    http://www.ildizionario.eu/significato/s/dizionario-sopperire.asp
    per il 76% da uranio da miniera, il restante da combustibile MOX da riprocessamento (cioè Pu reactor grade+DU, cioè uranio impoverito, è una panzana quella dell’U235) e dalla dismissione degli ordigni nucleari (il famoso megatons for megawatt)

    la “palla colossale” è scritta nel report. intanto i reattori che usano MOX da riprocessamento sono 27 nel mondo (al 2008, nel 2009 hanno iniziato ad usare MOX altri reattori, olandesi, svizzeri….) FONTE: red book che non vuoi leggere, pag60
    il MOX poi si suddivide in due parti, MOX da riprocessamento e quello da riutilizzo di testate nucleari.
    poi, non tutti i megatons for megawatt sono derivanti da testate al plutonio
    http://en.wikipedia.org/wiki/Megatons_to_Megawatts_Program
    molta parte è derivante da uranio altamente arricchito, quindi non c’è distinzione da farsi per il combustibile da esso derivante.
    per il caricamento del MOX, è perchè quel reattore non è fatto per bruciare un elemento al plutonio, quindi è internamente modificato e si può caricarne solo un terzo del totale con combustibile MOX, solo ora vengono prodotti reattori che possono essere caricati interamente a MOX (EPR, AP1000, per citare i due più famosi) al posto di interamente uranio o uranio+MOX

    l’impianto di cui parli, è un impianto per il ritrattamento del combustibile, di cui gli USA ne erano ancora sprovvisti (impianto commerciale, impianti militari ne hanno a josa).

    per le considerazioni finali sono considerazioni già presenti nel testo che ho riscritto. ora il ciclo è prevalentemente aperto, un ciclo chiuso diminuisce il fabbisogno di uranio da miniera ed i reattori autofertilizzanti lo diminuiscono fino ad estinguerlo (con un gran numero di essi, ovviamente)

    la follia la noto solamente in un certo “acerrano”, che spara cavolate senza manco sapere di cosa stia parlando (come del resto da quando ha iniziato ad interloquire=>discorrere=>conversare in questo blog), non smette mai di offendere l’altro interlocutore sminuendo il suo italiano o le sue competenze (e quelle del Sig acerrano non sono mai state palesate=>rese evidenti=>dette) per sminuire l’altro interlocutore (persona con cui si sta parlando) al fine di rendere le sue invenzioni una verità e la verità la falsità

  12. acerrano scrive:

    L’Uranio minerario di Enrico D’Urso.

    Leggo in ritardo la recensione (?) di Enrico D’Urso al rapporto “Red Book” sulle riserve minerarie di Uranio e mi domando (nuovamente), leggendo la prosa di Enrico, se è il suo italiano maccheronico che rende ermetici e poco comprensibili i suoi scritti o se è la sua (dubbia) preparazione in fisica, chimica e tecnica nucleari.

    Per capire come stanno le cose sulle riserve di Uranio ora, non vado certamente a leggere il “Red Book”. Magari ne avessi il tempo !
    Però mi dispiace capire poco o niente del commento maccheronico ed aver perso l’occasione di imparare qualcosa rapidamente.

    Ma cosa vuol dire che “è stata aggiunta una nuova categoria di prezzo per l’Uranio, a 260 USD/Kg, dovuta a vari fattori…”, qundo è scontato che si tratta di pura ipotesi fantastica giacchè il prezzo attuale dell’Uranio è abbastanza depresso e oscilla tra i 20 e 40 USD/Kg, e quindi parlare di 260 USD/Kg significa il nulla assoluto, da considerarsi forse tra 100 anni, come dice Enrico, quando l’Uranio sarà (ma non è vero !) in esaurimento ?

    Ma che scenario e ragionamento inverosimile è quello “oggi pronosticato (passando dagli attuali 375 GW a più del doppio 785 GW) nel 2035, avendo consumato per allora la metà delle risorse uranifere conosciute” ?
    Ma è il commentatore o il “Red Book” che stanno dando i numeri del lotto, senza battere ciglio ?

    Come anche i numeri del lotto di ulteriori 10 milioni di ton di minerali di Uranio non ancora scoperti (sic !) e altri 6,5 milioni ricavabili da fosfati marocchini, che renderanno il Marocco il primo paese minerario nucleare al mondo ? Ma lo sanno i Marocchini che fortuna hanno realizzato con questo primato, come anche i Mongoli, altri primatisti mondiali ? Ma non saranno forse gli autori del “Red Book” che, come le boutades nucleari a ruota libera di Fulvio Conti, si sentono appassionati mongoloidi ?
    E lasciamo perdere le ulteriori milioni di ton di Uranio nelle acque marine, che renderanno per es. il Mar Rosso, che è ad alta concentrazione di sali disciolti, il primatista mondiale assoluto di Uranio !

    Ma come fa Enrico D’Urso a scrivere la panzana che nel 2009, a prescindere dai maccheroni, “il fabbisogno di Uranio è sopperito (sic !, l’italiano !) per il 76% da risorse minerarie ed il resto dal combustibile MOX (a base di Pu e U235) da riprocessamento o dallo smantellamento delle testate nucleari (di Pu metallico) americane e russe” ?
    Ma come è possibile scrivere una palla del genere, quando è noto che solo circa 18 reattori francesi sui 400 e passa mondiali funzionano con MOX a base di Pu, ma caricati solo per 1/3 del totale di combustibile per questioni di sicurezza, e quando di Pu militare americano e sovietico nemmeno un grammo entra ancora a far parte di MOX ?
    E quando gli Usa solo ora hanno iniziato la costruzione di un impianto di produzione di combustibile MOX da Pu militare ex-testate atomiche, con un investimento finanziario pazzesco, e che verrà ultimato, forse, nel 2015, e quando ancora la modifica di tre reattori commerciali americani per ospitare MOX militare in misura del 30% della carica è di là da venire e da essere approvata per ragioni di sicurezza dal NRC ?

    Infine, in quale sogno o incubo notturno “Red Book” ed Enrico raccontano di un gran numero di reattori autofertilizzanti con ciclo chiuso di combustibile, senza scorie radioattive, Plutonio, Transuranici e F.P., che cambierebbero lo scenario del fabbisogno di Uranio ?
    Siamo al limite della follia nucleare, che confonde la realtà con la fantascienza, ma quella assolutamente irrealizzabile nè ora nè mai per ignoranza intrinseca dei proponenti !

    Ma Enrico D’Urso perchè non smette di stupirci ed aggiorna il suo italiano e la sua fisichetta nucleare ?

    Saluti
    Acerrano

  13. Uranio 238 (non fissile) scrive:

    Per D’Urso.

    E’ inutile che Lei cerchi di rimediare maldestramente alla corbelleria che ha detto sul sodio che non reagirebbe con l’ossigeno (all’esame di chimica avrebbero fatto alzare Lei dalla sedia altro che Phitio).
    Il sodio reagisce, e anche energeticamente, con l’ossigeno purché scaldato un po’.

    http://www.youtube.com/watch?v=HBez8SQjzgE

    e il sodio utilizzato come refrigerante nei reattori autofertilizzanto non è certo solido e a temperatura ambiente, bensì liquido e caldo e a contatto con l’aria interagirebbe molto energeticamente, altro che storie.

    Saluti,
    URANIO 238 (NON FISSILE)

  14. Enrico scrive:

    philto

    iniziamoci a rileggere la pagina di wiki
    http://it.wikipedia.org/wiki/Sodio
    “È altamente reattivo, brucia con una fiamma gialla, si ossida a contatto con l’aria e reagisce violentemente con l’acqua.”
    “Se tritato in una polvere abbastanza fine, il sodio si incendia spontaneamente nell’acqua. Comunque, questo metallo non si infiamma nell’aria sotto i 388 kelvin (114,85 gradi Celsius).”
    her…….è sempre l’acqua che è pericolosa, siamo alle solite…..
    l’umidità dell’aria innesca le violente reazioni, data la scarsità di acqua nell’aria si incendia (temperatura di innesco minima), nell’acqua vera esplode. non hanno sbagliato, hanno scritto giusto, sei te che (come al solito) leggi sbagliato.

    gli impianti nucleari russi hanno un fattore di carico del 78% circa, del tutto rispettabile, poi non so dove leggi un fattore di carico MEDIO dell’85% per centrali a gas o carbone, io in russia leggo un fattore di carico MEDIO TOTALE del 50%, in italia del 40%, boh……..
    essendo in russia il nucleare al 75%, gli altri per avere una media totale del 50% devono essere a meno del 50%, ed in italia essendo la media al 40% è lo stesso discorso. fortunatamente c’è eolo e sole che hanno bassissimi fattori di carico e quindi gli impianti tradizionali hanno fattori di carico notevolmente superiori.
    http://www.world-nuclear.org/info/inf45.html
    http://www.terna.it/Default.aspx?tabid=418

    si vede proprio che a te non importa niente di fare ricerca…….
    te devi avere una macchina che ti simuli le condizioni in un reattore in un tempo non infinito. potresti benissimo usare reattori a piscina da 5MWt o anche meno, ma i flussi che riusciresti a produrre ti darebbero errori molto maggiori sulle tue stime, dovendo te simulare funzionamenti di decine di anni a piena potenza, non ti puoi affidare unicamente a modelli matematici.
    quella macchina era ormai a fine vita, se puoi utilizzare una vecchia auto per provare crash test, perchè devi spendere per costruirne una nuova se poi il risultato è il medesimo? allo stesso modo per il reattore, negli ultimi tempi si facevano soprattutto prove sugli elementi di combustibile, sui materiali ed altro.

    OLTRETUTTO
    è stato creato solo qualche mese fa un modello matematico abbastanza leggero per poter simulare il funzionamento di un reattore nucleare nella sua interezza, prima lo si studiava solamente a pezzi, e quindi si dovevano lasciare tolleranze molto maggiori. ora è stato creato questo modello e si potranno simulare molto meglio i comportamenti dei vari componenti. dovevi quindi fare prove sul campo e cosa c’è di meglio di un bel reattore ad alto flusso neutronico per simulare un reattore futuro o nuovi materiali?

    non esistono stime delle risorse economicamente estraibili ad un secolo, come sarebbe possibile farle? ci sono vaste zone del globo ancora non studiate geologicamente, le risorse oggi conosciute dureranno ancora molti decenni e se ne stanno scoprendo altre in continuazione
    http://www.world-nuclear-news.org/newsarticle.aspx?id=27264
    come puoi sapere oggi quello che scoprirai con certezza un domani? te pensavi che in spagna ci fossero 10kt, oggi sai che ce ne sono 20k perchè hai studiato meglio e hai visto che il giacimento non finisce dove credevi te.
    oggi hanno scoperto questo metodo di estrazione dell’uranio
    http://www.nuclearnews.it/news-332/uranio-pi-economico-per-mezzo-dei-batteri/
    che rende gli attuali giacimenti più economici, e rende quindi disponibili allo stesso prezzo maggiori risorse perchè a concentrazioni inferiori o come sottoprodotti di altre lavorazioni
    come puoi quindi dire di volere speculazioni ad un secolo quando in un anno ti fanno una scoperta che cambia totalmente il tuo scenario a soli 10 anni? (risorse extra dalla svezia per oltre 100kt)
    hai delle pretese veramente encomiabili……..
    già lo scenario a 25 anni ha giocoforza errori, perchè portare lo scenario ai prossimi 90 anni senza alcuna concretezza operativa?

    il nucleare fa solo elettricità? strano, io vedo decine di usi del nucleare:
    desalinizzazione dell’acqua nei paesi arabi (prima volta su vasta scala)
    sapevi che la portaerei nucleare americana che è andata ad haiti è riuscita a fornire acqua potabile per 100.000 persone al giorno grazie al funzionamento dei suoi reattori? quanto sarebbe costato portare acqua da zone vicine? petrolio per far funzionare desalinizzatori normali?
    teleriscaldamento: in romania è usata la sua unica centrale per riscaldare il circondario, in repubblica ceca si sta studiando per la centrale di dukovany
    http://www.world-nuclear-news.org/EE_Czech_reactors_could_supply_heat_2008101.html

    per sfatarti un mito, il petrolio sgorga copiosamente e senza sforzo solo per i primi tempi, per la presenza di metano ad alta pressione nel giacimento, poi si inizia a doverlo proprio estrarre, pompando da altri pozzi acqua o gas (è un metodo per rinchiudere la CO2 dei CCS) e questo costa energia.

    per le risorse rimando cmq al documento, che in ogni caso credo proprio che ti ostini a non voler leggere.
    senza petrolio puoi ricavare petrolio dal carbone, puoi ricavare acetilene dal carbone. i metodi per far andare le auto indirettamente a carbone esistono a josa……

    per il documento poi le stime sono al 2005, al 2009 la situazione è notevolmente cambiata.
    noto poi anche uno stranissimo commento nel documento:
    “IAEA e NEA sono agenzie un pò di parte”
    ok, continuiamo con questa storia? gente che si occupa di nucleare non sa quello di cui si occupa?
    ora, te di cosa ti occupi per essere così esperto di nucleare, di geologia e di epidemiologia? sarai sicuramente avvocato per avere così tante conoscenze in questi campi e dire che altri mentono nei loro campi specifici…..

  15. AleD scrive:

    @Phitio:

    Preferisco soluzioni a minor impatto ambientale e di capitali, piu’ distribuite sul territorio e resilienti. Preferisco una soluzione adatta agli scenari futuri, scenari gia’ delineati, ma poco belli da contemplare.

    Tipo?
    Non ho capito, tutta sta voglia di qualificare e pesare l’incertezza attorno al nucleare sparisce di colpo quando c’è da spiegare come coprire 25 GW di carico di base + altri 25 GW come punta per la parte restante del carico durante le 24 ore?
    Questi sono i numeri, quindi, prego, dettagliare…

  16. Phitio scrive:

    Scusate se non ho comperato il red book a 91$ per potermelo leggere, come dal link riportato nel post :)
    Io mi baso su un altro report, lo ammetto, solo del 2006, che ovviamente non scontava il disastro economico-finanziario successivo ( con le sue implicazioni sulla crescita globale e sulla domanda di energia)

    Per Enrico : da wikipedia
    ” Sodio: Precauzioni

    facilmente infiammabile corrosivo

    Il sodio in polvere è infiammabile all’aria ed esplosivo nell’acqua. È inoltre corrosivo per contatto con la pelle.

    Questo metallo deve essere sempre maneggiato con attenzione. Il sodio deve essere conservato immerso in idrocarburi liquidi o mantenuto in un’atmosfera inerte. Il contatto con l’acqua e altre sostanze che reagiscono col sodio deve essere evitato.”

    Vai un po’ a modificare il wiki che quegli asini hanno evidentemente sbagliato, secondo la tua competenza.

    Per quanto riguarda i due reattori che hai linkato beloyarsk 3 sembra funzionare senza infamia e senza lode come una centrale normale ( forse un po’ sotto, dato che le centrali a carbone e turbogas di solito vanno sopra le 7500 ore annuali, mentre qui di rado si arriva a 7000, ma comunque niente da dire) Phenix, se permetti, e’ un disastro. Mi interessa poco usarlo per studiare i materiali, una intera centrale nucleare per studiare i materiali!!! Alto flusso neutronico una cippa, e’ come usare un pacco di lingotti d’oro come fermacarte, se permetti.

    Per quanto riguarda l’ironia sul rapporto, perdonatemi, ma se mi dicono risorse probabili, io applico i concetti che gia’ conosco dell’industria petrolifera, cioe’ P90 (stima attendibile al 90%), P50 (al 50%) e P05 ( al 5%). Guarda caso, al diminuire della certezza della stima, le risorse crescono esponenzialmente! Poi, in modo del tutto arbitrario, si fa una bella media e si ottengono delle stime, che poi ci si dimentica essere meramente probabilistiche.

    Dire che 6.5 milioni di tonnellate sono speculate, allora, significa P90, P50 o P05 ? Perche’ speculative sono solitamente le P05, e se e’ cosi’, potrebbero essere anche solo 650 K in tutto. O anche niente.

    E poi, signori miei, dire che le stime si fermano al 2035 e’ poco onesto. Ci sono stime di scenario che vanno fino al 2100, le avete forse viste? Che dicono?

    Io ho queste. Gardatevi un po’ il documento scaricabile da questo link:
    http://www.aspoitalia.it/component/content/article/259

    Magari, se ne trovo una piu’ aggiornata e’ meglio, perche’ va messo nel conto la Grande Recessione del 2008-2009, che sembra tanto non essere ancora finita, e che forse un domani chiameremo Nuova Grande Depressione. Questo potrebbe certamente allungare i tempi prima che si passi dal picco estrattivo dell’uranio.

    E ricordiamoci, non mi stanchero mai di dirlo, che non e’ particolarmente importante la quantita’ di risorsa stimata, ma la velocita’ ed i ricavi ( anzi i rendimenti) con cui possiamo utilizzarlo. E’ lo stesso problema che sta’ mettendo progressivamente in crisi il vero re, il vero santo graal dell’energia, cioe’ il petrolio.

    Niente e’ migliore del petrolio, quanto a energia: alta densita’ energetica, facilmente trasportabile, infinite applicazioni, esce ( invero ai primi tempi era cosi’, or non troppo) da solo a pressione dai pozzi, invece di scavarlo a viva forza dalle viscere della terra.

    Il santo graal dell’energia a costo infimo e abbondante e’ stato trovato e messo in utilizzo su scala industriale nel 1850 circa. Da allora nessuno come lui. Egli ha sovvenzionato a costo quasi zero la nostra civilta’ industriale e postindustriale. E sovvenziona nascostamente (al momento) tutte le altre fonti di energia. Senza petrolio, niente centrali a carbone, niente scavo del carbone, niente trasporto del carbone. Ma anche del Metano. Ma anche dell’uranio. Ma anche delle rinnovabili. Ogni sorgente energetica dovrebbe confrontarsi con un modello che tenga conto del riutilizzo esclusivo dell’energia da essa prodotta, per verificarne l’efficienza.

    L’abbondanza iniziale di petrolio ci ha fatto credere che la crescita illimitata fosse non solo giusta, ma una legge di natura. Balle. Balle potenzialmente micidiali.

    Ora, il nucleare e’ una idrovora di capitali.
    Fa solo elettricita’, centralizza troppo, e lascia scarti pericolosi e costosi da gestire: sono centrali che dobbiamo tenerci per un altro secolo sul groppone mentre le smantelliamo a fine ciclo.

    Preferisco soluzioni a minor impatto ambientale e di capitali, piu’ distribuite sul territorio e resilienti. Preferisco una soluzione adatta agli scenari futuri, scenari gia’ delineati, ma poco belli da contemplare.

    Fra pochi anni, sara’ abbastanza chiaro a chi non ha le fette di prosciutto sugli occhi, che di crescita non ce ne sara’ piu’ per un tempo lunghissimo, piu’ lungo di quanto la maggior parte di noi sarebbe disposto a tollerare.
    Le centrali nucleari sono troppo soggette a problematiche con l’estero. Richiedono personale quepr qualificato, e manutenzione di altissimo livello. Sono prodotti ad elevata complessita’ gestionale, e se un qualche dettaglio viene a mancare, ne risentiamo pessantemente.

    Dobbiamo diventare “leggeri”, tenerci alla larga dal titanismo industriale, votato alla rovina. Dobbiamo semplificare le nostre macchine, non complicarle. Ridurre i rischi di fault gestionale, di assenza di parti di ricambio, di mancanza di personale.

    Saluti
    Phitio

  17. Chicco testa scrive:

    Posso accettare solo Tex Willer …

  18. Diego alberto scrive:

    Si ma vorrei dire una cosa.
    Qua ho l’impressione che la gente scriva: “reattori autofertilizzanti” su Google, senza avere idea di cosa siano, poi appena trova una pagina scritta da chissachì, la posta bullandosi “hai visto? avevo ragione! fanno schifo, lo dicevo io…”

    Signori, qui i problemi hanno una dimensione talmente vasta che PERLOMENO sarà il caso di citare fonti dotate di una qualche AUTOREVOLEZZA, non Topolino…

  19. Enrico scrive:

    hem, faccio notare che nel papiello presentato, si palesa immediatamente un erroraccio di chimica che non farebbe passare un esame universitario con solo la sua presenza.

    il sodio si incendia a contatto con l’acqua, non con l’ossigeno :D

    poi, qui non si è mai parlato di risolvere il problema scorie, ma risolvere il problema del combustibile. non dire che la carne è cattiva perchè il pescivendolo fa i prezzi alti……ci fa più brutta figura chi parla (Philto) che il pescivendolo (scorie) o il macellaio (uranio)…..

    poi, mi chiedo sempre dove vai a scovare questi link, ci metterai dei giorni interi……
    la centrale di beloyarsk 3 non mi pare proprio che abbia tutto questi problemi
    http://www.iaea.org/cgi-bin/db.page.pl/pris.ophis.htm?country=RU&site=BELOYARSKY&units=&refno=21&opyear=2009&link=HOT
    ed è il modello su cui è basato un reattore russo in costruzione e due cinesi che saranno costruiti dall’anno prossimo (comprati quest’anno)
    se invece guardi phenix
    http://www.iaea.org/cgi-bin/db.page.pl/pris.ophis.htm?country=FR&site=PHENIX&units=&refno=10&opyear=2010&link=HOT
    negli ultimi anni era ben poco utilizzato per la produzione elettrica, ma molto per test sui materiali, avendo un flusso neutronico molto elevato.
    l’unica esperienza veramente fallimentare si può dire quella di superphoenix, reattore con infiniti problemi.
    se citi però anche il reattore monju, quello ha avuto un incidente al circuito secondario del sodio, ma l’incidente è servito anche a migliorare tutto il complesso della centrale, a cui sono state apportati miglioramenti anche per la tenuta sismica. ed il giappone intende costruirne un gran numero per il 2050, ed il reattore monju è il prototipo di tutta la filiera.

    ah, nuova notizia sull’uranio svedese
    http://www.world-nuclear-news.org/newsarticle.aspx?id=28288
    risorse che non compaiono nel red book del 2009 in nessuna tabella.

    @nino
    i 6.5 nei fosfati sono solo quelli marocchini, quelli mondiali si attestano in un range compreso fra 9 e 22Mt
    http://www.world-nuclear.org/info/phosphates_inf124.html

  20. nino scrive:

    Gentile Phitio,

    la invito ad informarsi un po di più prima di lanciarsi in commenti inesatti e non veritieri.

    Con il suo tono ironico, basato solo su preconcetti e sulla sua scarsa conoscenza dei temi, lei fa solo la figura dell’oppositore a priori, cosa che dalla qualità dei suoi precedenti post non mi aspettavo.

    Tutte, ma propio tutte, le risposte alle sue domande sono contenute nel lavoro che stiamo commentando (http://www.oecdbookshop.org/oecd/display.asp?lang=EN&sf1=identifiers&st1=978-92-64-04789-1), che è disponibile in rete, free in alcuni siti pirata, oppure acquistabile dall’editore al costo di 130 $.

    La data del 2035 è riferita alla “current ore-mining activity”, ovvero alla “attuale” capacità estrattiva di minerale, relativa ai siti minerari oggi operativi di Australia, Canada, Niger, Nigeria, Kazakistan e pochi altri di minor valore presenti in Cina, Russia e Stati Uniti.

    Il Valore di 10 milioni di tonnellate è riferito alle risorse identificate e pianificate per lo sfruttamento in altri paesi, di cui 3,5 milioni di tonnellate sono già pianificate per lo sfruttamento in quanto si stanno allestendo le strutture minerarie estrattivi, 6,5 sono solo identificati come riserve e per essi ancora non è stato pianificato l’allestimento di siti minerari.

    Le risorse non-convenzionali sono invece puramente speculative, e su questo tema le do pienamente ragione; sarebbe il caso di non citarle nemmeno visto che ancora non c’è certezza sulla tecnologia da usare per il loro sfruttamento. Ma queste hanno ben altro valore nel Red Book e non sono computate in quei numeri che lei cita.

    Le ricordo poi che della risorsa estratta, utilizziamo per la produzione energetica poco meno dello 0,5 % della massa del minerale (U235 estratto per arricchimento progressivo del U238), in termini energetici invece lasciamo nel minerale più del 98% della sua energia.
    Ho voluto fare quest’ultima precisazione, per contestarle l’ironia sui reattori veloci di IV generazione (che lei chiama in maniera troppo semplicistica autofertilizzanti).

    I numeri del Red Book sono frutto di un lavoro molto attento e serio, ed inoltre sono molto cautelativi e non servono per difendere o per entusiasmare i nuclearisti, servono per dare un idea concreta delle risorse disponibili e per indirizzare l’invistimento di ricerca e sviluppo per la sostenibilità energetica della fonte nucleare da fissione.

    Saluti

  21. Phitio scrive:

    A proposito di reattori autofertilizzanti, invece di propalare a piene mani solo vagonate di whishful thinking , ecco a voi un bel sommarietto della situazione, aggiornato ad aprile di quest’anno.
    Come chiosa personale, ho solo da dire: complimenti! Con i fast breeder, abbiamo introdotto le discontinuita’ di erogazione delle rinnovabili, ma in compenso abbiamo 100.000 volte piu’ rischio e piu’ spese! Masochismo allo stato puro. :D :D

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    estratto da questo link http://www.le1000gru.org/mond/2010/mond20100222.html
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    Dopo lo sdoganamento del nucleare da parte di Obama negli Usa è cominciata la discussione di come smaltire le scorie delle centrali “Generation IV” e si spulciano alla ricerca di soluzioni anche i programmi di Russia, Gran Bretagna, Francia, India e Giappone.

    Un nuovo rapporto dell’International panel on fissile materials (Ipfm) cerca di rispondere ad alcune domande del rompicapo che fino ad oggi nessuno è riuscito a risolvere: «Le preoccupazioni riguardo allo smaltimento inadeguato a lungo termine delle scorie dei reattori nucleari, significano che è giunto il momento di impegnarsi per lo sviluppo di nuovi reattori autofertilizzanti veloci? Quali sono le preoccupazioni legate al costo, all’affidabilità, alla sicurezza ed alla proliferazione connesse ai reattori veloci?»

    Per valutare il potenziale dei fast reactor, il rapporto Ipfm prende in considerazione le esperienze, la storia e lo stato attuale dei programmi per i reattori veloci attualmente in funzione in Francia, India, Giappone, Unione Sovietica/Russia, Regno Unito e Stati Uniti.

    «I reattori autofertilizzanti “Plutonium-fueled” sembravano originariamente offrire un modo per evitare una possibile penuria dell’uranio necessario a sostenere una tale visione ambiziosa con altri tipi di reattori. Oggi, con maggiore attenzione sia ai reattori della “Generation IV” ed al nuovo Obama Administration panel ci si concentra sugli altri temi del ritrattamento delle scorie, l’interesse si è spostato intorno ai “faste reactor” come un mezzo attraverso il quale sia possibile bypassare le preoccupazioni riguardo lo stoccaggio a lungo termine delle scorie nucleari».

    Una missione che sembra impossibile anche all’Ipfm, un gruppo di esperti internazionali indipendenti provenienti da Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Irlanda, Giappone, Messico, Corea del Sud, Olanda, Norvegia, Pakistan, Russia, Sudafrica, Svezia, Gran Bretagna ed Usa, fondato nel 2006 che si occupa di controllo delle armi atomiche e di non proliferazione nucleare. Il compito che si è dato l’Ipfm è quello di analizzare le basi tecnica per iniziative politiche concrete e realizzabili per garantire, consolidare, e ridurre le scorte di uranio e plutonio altamente arricchito, cioè dei materiali fissili che sono gli ingredienti principali delle armi nucleari, il cui controllo, come ci insegnano le vicende recenti di Iran e Corea del Nord, ma ancor più la storia del nucleare militare diventato civile e poi del nucleare “civile” indiano, pakistano, israeliano… diventato militare, «è fondamentale per il disarmo nucleare, per arrestare la proliferazione delle armi nucleari, garantendo che i terroristi non si dotino di armi nucleari».

    Secondo lo studio dell’Ipfm i reattori autofertilizzanti veloci non possono risolvere il problema dello stoccaggio a lungo termine per i rifiuti nucleari: i problemi con questo tipo di reattori «Rendono difficile contestare il fatto che questi reattori sono costosi da costruire, complessi da gestire, suscettibili di arresti prolungati a causa di malfunzionamenti anche di minore importanza e difficile da riparare perché richiede molto tempo». Inoltre, i reattori autofertilizzanti veloci scontano enormi ritardi di costruzione, problemi di sicurezza multipli (come incendi di sodio, spesso catastrofici, innescati semplicemente dal contatto con l’ossigeno) e rischi di proliferazione irrisolti e sono già costati oltre 50 miliardi di dollari solo per spese di progettazone e sviluppo, di cui più di 10 miliardi di dollari ognuno per Usai, Giappone e Russia.

    Il rapporto dell’Ipfm sottolinea che «Eppure nessuna di queste iniziative ha prodotto da nessuna parte un reattore che sia anche solo vicino ad essere economicamente competitivo con i reattori ad acqua leggera. Dopo 6 decenni e spese per l’equivalente di decine di miliardi di dollari, la promessa di reattori autofertilizzanti rimane in gran parte insoddisfatta e gli sforzi per commercializzarli sono stati costantemente tagliati in molti Paesi». Secondo il rapporto dell’Ipfm «La razionalità di reattori autofertilizzanti non è più sana.

    Per gli scienziati dell’Ipfm importanti problemi di sicurezza non sono risolti: «Il principale svantaggio di sodio è che reagisce violentemente con l’acqua e brucia se esposto all’aria. Gli steam generators, in cui molten-sodium ed acqua ad alta pressione sono separati da metallo sottile, hanno dimostrato di essere uno degli aspetti più problematici di reattori autofertilizzanti».

    A rischio di fughe radioattive sono soprattutto le tubazioni. Una buona parte di questo tipo di reattori sono stati fermi per la maggior parte del tempo in cui avrebbero dovuto produrre energia elettrica. «Una parte importante del problema è stata la difficoltà di manutenzione e riparazione dell’hardware del reattore che è immerso nel sodio». La complessità delle varie operazioni deriva proprio dal fatto che l’aria non deve venire a contatto con il sodio, così le riparazioni all’interno del reattore sono più lunghe e complesse che nei reattori raffreddati ad acqua: «Durante le riparazioni, il combustibile deve essere rimosso – spiega l’Ipfm – il sodio “scolato” e l’intero sistema lavato accuratamente per rimuovere residui di sodio senza causare un’esplosione. Tali preparati possono durare mesi o anni».

    La soluzione dei reattori autofertilizzanti appare già come un’arma spuntata, visto che la maggior parte sono stati chiusi: «Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno abbandonato i loro programmi di sviluppo di breeder reactor – si legge nel rapporto – Nonostante gli argomenti portati dal conglomerato nucleare francese Areva». L’Ipfm fa l’elenco proprio dei fallimenti degli “esperimenti” francesi del nucleare di “ultima generazione” e scrive che «Il Phénix è stato disconnesso dalla rete nel marzo 2009 ed era prevista la sua chiusura definitiva entro la fine dello stesso anno. Il Superphénix, il primo breeder reactor al mondo di dimensioni commerciali, è stato abbandonato nel 1998 ed è in fase di smantellamento. Non c’è nessun follow-on breeder reactor previsto in Francia nell’ultimo decennio».

  22. Enrico scrive:

    @AleD

    prima di tutto, si ricorda che i calcoli sono al 1° gennaio 2009.

    se fai i conteggi, si vede subito che il milione è soprattutto nelle risorse a 260, queste risorse però per molti stati erano a costi inferiori e sono slittate in alto per maggiori costi estrattivi o per altre ragioni (non si può generalizzare in questo caso per dare una risposta)

    poi, questo report innanzitutto parla di risorse a 260, e quindi ora si possono considerare economicamente estaibili anche queste risorse, mentre prima non era così

    queste nuove risorse era qualche decennio che non venivano conteggiate, quindi ci rientrano solo le vecchie stime e ben poco di “nuovo”. data poi la data di aggiornamento non sono nemmeno presenti molti nuovi giacimenti, come quelli armeni (60kt) o quelli ungheresi (11kt) o quelli kazaki (500kt) mentre per la mongolia sono elencati 50kt ma nel sottosuolo ne sono previsti esserci oltre 1 milione. stessa storia per gli USA ed il sudafrica, per cui sono previsti oltre 1Mt a testa e per cui si è solo ora iniziato lo studio (negli USA qualche mese fa avevano fatto stime attendibili su qualche giacimento, trovando qualche decina di migliaia di tonnellate per quei depositi, ma saranno riportate sul red book del 2011 edito nel 2012). la spagna con i depositi che ha, dovrebbe essere arrivata ad oltre 20k dai riportati 11k, e ne sono allo studio altri nell’est del paese.

    la macchina delle estrazioni minerarie è lunga da muoversi, già però con risorse quasi conosciute si è avuto un aumento del 15% delle risorse economicamente estraibili.

    @Phitio
    bello fare delle critiche su cose che non hai letto. se lo avessi letto sapresti la differenza fra risorse speculate, risorse pronosticate e tutto il resto
    rispondo solo alla prima critica e ti invito a leggere una cosa.

    no, se avessi letto il report, tutte le sue previsioni arrivano al 2035, quindi fanno anche previsioni di consumo al 2035. a quella data, si prevede che col massimo sviluppo possibile (scenario hig) si arriverà a quasi 800GW di potenza, ed in quel caso meno di metà delle risorse oggi conosciute sarà stato consumato col ciclo del combustibile attuale. metti reattori di III che hanno fattore di conversione 0.8 al posto di quelli di II che lo hanno a 0.6, metti riprocessamento su vasta scala, metti reattori autofertilizzanti, e lo scenario ti cambia radicalmente.
    cina, india e russia stanno passando all’autofertilizzante, se mai leggessi qualche notizia sul nucleare, hanno una decina di reattori autofertilizzanti fra in confunzione, costruzione, pianificati e programmati.

    negli USA:
    Historically phosphate deposits [1] are the only unconventional resource from which a significant amount of uranium has been recovered. Processing of Moroccan phosphate rock in Belgium produced 686 tU between 1975 and 1999 and about 17 150 tU were recovered in the United States from Florida phosphate rocks between 1954 and 1962. As much as 40 000 tU was also recovered from processing marine organic deposits (essentially concentrations of ancient fish bones) in Kazakhstan. In the 1990s, the price of uranium dropped to a level that made these operations uneconomic and most of these plants were shut down. Those that were operating in the United States were decommissioned and demolished.

    quando poi avrai letto il red book, poi ne riparleremo. fino ad allora, ogni critica è assolutamente inutile e fuffa.

  23. Phitio scrive:

    “Con lo scenario di massimo sviluppo oggi pronosticato (passando dagli attuali 375GW a 785GW), si arriverebbe al 2035 con l’aver consumato circa la metà delle risorse uranifere ad oggi conosciute.”

    Quindi il red book certifica ufficialmente, a fronte di un semplice raddoppio di energia prodotta dal nucleare, che il picco di estrazione dell’uranio e’ stimato nel 2035, cioe’ fra 25 anni, che non e’ moltissimo, direi.

    Dovreste sapero, che la seconda meta’ delle risorse estraibili sono piu’ difficili e costose da estrarre della prima meta’, no? Se non lo sapevate, informatevi, c’e’ una ricca letteratura a riguardo.

    A Pat: seguendo in falsariga gli stessi discorsi per il rinnovabile, potremmo mettere in conto le future migliorie tecnologiche delle rinnovabili, no? Perche’ per il nucleare si e le rinnovabili no? :)

    Pero’ e’ troppo comodo ragionare con i se e con i ma.

    La prudenza e la serieta’ dicono che, allo stato attuale, la produzione di uranio non e’ sufficiente a soddisfare nemmeno la richiesta attuale. E non lo sara’ per un bel po’ di tempo.
    Siamo sempre alle solite: si confonde la quantita’ di minerale disponibile con i tassi di estrazione possibili, quando e’ ovvio che e’ la seconda entita’ a dettare lo sviluppo industriale del settore.

    E poi, di questi famigerati 10 milioni di tonnellate aggiuntivi, di cui 3,5 pronosticate ( con che valore di probabilita’, di grazia?) e 6,5 speculate ( queste poi sono magnifiche: esistono solo per atto di fede, non abbiamo nemmeno idea di dove siano, ammesso che ci siano): non vi pare un discorso un po’ da imbonitori?

    E infine, questo uranio da fonti “non convenzionali” (ebbene si, anche qui, come nel petrolio, la penuria porta ad esplorare le rognose sorgenti non convenzionali) : con che efficienza, a che costi e con quale bilancio energetico potremmo estrarre uranio dai fosfati? Non e’ che ci riduciamo a dover scvegliere tra uranio e fosfati , spero, dato che i secondi sono infinitamente piu’ utili, vero?
    Si , perche’ dopo i fosfati e le ceneri del carbone, resta solo l’acqua di mare, il sempreverde delle sorgenti non convenzionali ;)

    Se poi vogliamo passare agli autofertilizzanti, non appena sono pronti e privi dei difettucci attuali, perche’ no?

    Saluti

  24. AleD scrive:

    Sarebbe interessante capire quell’aumento del 17% per costi <260$/kg come è distribuito, nel senso di mappare quella milionata circa di uranio in più sul range di costi maggiore che va da 130 a 160 $/kg, tanto per capire il maggior costo quanto incide poi sulla disponibiltà. Per dire, volendo fare i “cattivi”, se in realtà per costi <260 $/kg si intende un costo pari a giusto 260 $/kg, ecco che si potrebbe dire che a fronte di un raddoppio del costo (da 130 a 260), la disponibilità aumenta solo del 17%.

  25. pat scrive:

    In realtà il rapporto è ancora più ottimista del (correttamente) prudenziale resoconto fatto da Enrico D’Urso. Infatti, a p. 106 dell’ultima edizione del Red Book, si legge che il secolo di autonomia di uranio può benissimo allungarsi da 100 al migliaia di anni, considerando il processo evolutivo della tecnologia dei reattori e dei sistemi di riprocessamento del combustbile irraggiato.