Bill Gates: “Ho un solo desiderio”

postato il 22.feb.2010 alle 10:13 am | da pat

Bill Gates interviene nel dibattito energia e cambiamento climatico, affrontandolo da una prospettiva generalmente trascurata dall’opinione pubblica. Quali sono gli effetti del surriscaldamento globale e del caro energia  sugli abitanti più poveri del pianeta? Su di loro un ecosistema fragile ha delle ripercussioni ancora più dirompenti e fatali. “Troppa pioggia, un’ondata di siccità, significa penuria di cibo, fame quindi morte”.  Altrettanto esiste una relazione diretta tra sviluppo economico e costo dell’energia. Due slides bastano a illustrare la valenza sociale dell’energia. un grafico con la curva discendente dei prezzi dell’energia durante il XX °secolo che accompagna la crescita del benessere degli americani. Una recente foto scattata a Conakry in Guinea che ritrae giovani studenti intenti a leggere seduti per strada sotto un lampione perché a casa manca la luce. L’OECD fissa a 4.000 kWh annui per abitante il fabbisogno annuo di elettricità, soglia minima sotto la quale speranza di vita regredisce.  Dato che suona quasi impudico di fronte  a quel miliardo e mezzo di diseredati che non hanno proprio accesso all’energia. Per cogliere l’entità del problema, Fathi Birol, Chief Economist del IEA fa questo  raffronto  “Gli 800 milioni di africani della fascia sub-sahariana consumano la stessa quantità di energia degli otto milioni di abitanti di New York”. 

Indirettamente il filantropo più famoso risponde alla provocazione di Bjorn Lomborg, l’ambientalista scettico il quale sostiene che sul pianeta ci sono altre emergenze ben più gravi (come denutrizione, aids, carenze nutrizionali) che hanno conseguenze molto maggiori del riscaldamento globale.  Ebbene, sostiene Gates, è la stessa faccia del problema. “Se dovessi intervenire su un’unica variabile per incidere sulla povertà, l’energia è il reagente più efficace”. Senza energia mancano anche i vaccini, l’acqua potabile, i servizi sanitari, ecc.

Per azzerare entro il 2050 gli attuali 26 miliardi di tonnellate di CO2 emesse annualmente dall’umanità seppur in modo disomogeneo (20 tonnellate a testa per gli americani, meno di una tonnellata per i gli abitanti  dei paesi poveri), il mantra di Bill Gates si riassume in “innovare per azzerare”. Del resto dei 4 fattori che concorrono alla formazione delle emissioni: a) popolazione , b) quantità di servizi per abitante (cibo, riscaldamento, trasporti, ecc.), c) dose di energia necessaria per produrre questi servizi (qui intervengono efficienza e risparmio energetico) d) quantitativo di CO2 per kWh generato, solo quest’ultimo è quello che, verosimilmente, può essere portato vicino allo zero.  Però serve una scoperta dirompente in grado di catapultare l’attuale tecnologia energetica in un modello di generazione su larga scala, senza emissioni e inesauribile. Una rivoluzione paragonabile a quella avvenuta nell’elettronica con la comparsa del chip.  Perciò va incoraggiata e promossa ogni tipo di  ricerca diffusa tra migliaia d’ imprese nelle tre aree, a giudizio di Gates , più promettenti: CCS, nucleare e fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico e solare a concentrazione. “Bisogna lavorare su questi cinque filoni nessuno escluso”. Per ciascuna ci sono, allo stato attuale, delle controindicazioni. Per il sequestro e stoccaggio del carbonio, oltre ad essere molto costoso e poco efficiente, c’è l’incognita delle conseguenze di questo bio stoccaggio. Le 3 fonti rinnovabili invece scontano il limite della densità, cioè quanta energia viene prodotta per superficie di terreno. Per esempio, per produrre la stessa quantità di kilowattora, un impianto solare occupa circa 90 volte lo spazio necessario per realizzare una centrale nucleare . C’è poi l’inconveniente delle intermittenze che pone il problema dell’accumulo indispensabile. Per quanti avanzamenti ottenuti, la tecnologia delle batterie deve ancora fare grossi passi avanti tanto più se queste fonti rinnovabili raggiungono il 20-30% degli usi totali di elettricità . “Anche utilizzando tutte le batterie al mondo (automobili, computer, cellulari, ecc.) si riesce a stoccare meno di10 minuti del fabbisogno energetico planetario”. Neppure il nucleare è esente da complicazioni anche se, a giudizio di Gates, tutte risolvibili: costo, rischio di proliferazione degli armamenti e scorie. “Una molecola di uranio ha un milione di volte più energia di una molecola di carbone”. Un impareggiabile vantaggio che colloca il nucleare un passo avanti rispetto alle altre fonti low carbon soprattutto se si riesce a gestirne le ricadute negative. Come ad esempio, cerca di fare TerraPower, la start-up fondata dall’ex capo scienziato della Microsoft Nathan Myhrvold e nella quale Gates ha investito. Cento milioni di dollari per creare un modello matematico per verificare con delle simulazioni la realizzabilità della “pazza idea di ricavare energia dall’1% del combustile come abitualmente avviene nei reattori termici, bensì di elevare il tasso di sfruttamento al 99%”. Poi serviranno alcuni miliardi per costruire il prototipo di questo reattore che appartiene alla IV generazione e figurativamente assomiglia a una candela che brucia consumando la cera. Doppio beneficio per il reattore a onde viaggianti: non produce scorie e “alleggerisce” i depositi di combustibile esausto degli altri impianti dai quali si approvvigiona.  Una volta caricato di combustibile, il reattore sotterrato, ha un’autonomia di 60 anni. Un esempio di R&S come quelli che Gates ha in mente quanto pensa all’innovazione come leva per scavalcare l’attuale modello di generazione elettrica. “Se potessi esprimere un desiderio, uno solo, da realizzare, non sarebbe né scegliere il presidente e neppure vaccinare tutti, ma concepire la tecnologia energetica che dimezza i costi e azzerare le emissioni”.

Il video della conferenza che Bill Gates ha tenuto a Santa Monica.

 

3 risposte a Bill Gates: “Ho un solo desiderio”

  1. mr fusion scrive:

    Caro Bill, non hai nominato la FUSIONE FREDDA (o era compresa nel tuo nucleare?non mi è parso)….come mai? Non sarai mica tutte chiacchiere e distintivo?Non in buonafede,sei troppo intelligente.

  2. Roberto Marras scrive:

    Caro Prof. Testa,
    finalmente trovo il tempo di intervenire sul suo blog, come le avevo promesso!
    Come sa, ho affrontato il tema nucleare con i miei alunni, tra cui in molti si sono espressi a favore delle centrali nucleari.
    Non posso ora, ovviamente, addentrarmi in tutti i dettagli, in generale, però, posso dire che non piace però né l’autoritarismo con il quale l’attuale governo sta affrontando la questione, né convince la questione scorie: che ne facciamo?
    Purtroppo, come Lei sa bene, è un problema grave: si possono smaltire, riutilizzare e, soprattutto, rendere innocue, non solo per noi, ma anche e soprattutto per le generazioni a venire? Senza parlare dei traffici illeciti delle stesse gestiti dalla criminalità organizzata.
    Altri dubbi emersi sono stati: perché non si investe meglio nelle energie rinnovabili e non inquinanti e nella ricerca (per esempio sulla fusione a freddo) anziché sulle centrali a fissione, pur di nuova generazione, che rimangono comunque molto pericolose? Perché non s’investe sull’efficienza energetica, sul riciclo dei rifiuti anche in funzione della produzione di energia?
    Aggiungo io: le nuove posizioni di Obama – nonché di Gates – sembrano rilanciare l’idea nucleare come l’unica opzione efficace contro l’inquinamento.
    Ma non è demagogia?
    Se Lei avesse tempo di fornirmi delle risposte sintetiche, per quanto a queste domande in pratica Lei ha già risposto nei suoi post e commenti vari, Gliene sarei comunque grato in nome dei miei alunni, a cui girerei le risposte specifiche.
    In ogni caso, avremo modo di confrontarci presto.
    Grazie.
    Roberto Marras

  3. agrigenticola scrive:

    Caro Pat,

    hai messo insieme un articolo molto bello, ben superiore a quelli che si leggono, e spesso non si finiscono, sul Sole 24 ORE.
    Purtroppo però anche Bill Gates, scusa se oso permettermi la libertà, forse ha qualche limite tecnico e scientifico che lo porta a strafare o a strafantasticare ( speriamo che non si offenda nessuno e che non mi arrivino i soliti sberleffi !)

    Grazie e saluti